• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

  • Annunci

15-16 febbraio, “Animali, giardini, paesaggi” il tema 2018 delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio in scena a Treviso, partecipazione libera previo accredito

E’ un tema originale e stimolante quello che la Fondazione Benetton Studi Ricerche affronterà giovedì 15 e venerdì 16 febbraio a Treviso, nella quattordicesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio. L’’argomento che il Comitato scientifico della Fondazione ha scelto per questo appuntamento, coordinato da Luigi Latini e Simonetta Zanon, è infatti “Animali, giardini, paesaggi”.

Interazione flora-fauna in un paesaggio artificiale. Ad affrontarlo sono stati chiamati storici dell’’arte e filosofi, paesaggisti e agronomi, architetti, etnografi, geografi, registi. Competenze diversissime e traversali perché trasversale, oltre che affascinante, è l’’interazione flora-fauna nella creazione di un paesaggio artificiale, come può essere un parco e un giardino o un’’area di coltura agraria, o nel formarsi ed evolversi naturale di un ambiente. Gli animali che popolano un paesaggio sono reali ma possono essere fantastici, vivi o eternati in statue, mosaici o altri manufatti artistici. Delfini di pietra dalla cui bocca sgorga l’’acqua, cervi affiancati a divinità di marmo, rappresentazioni in mosaici pavimentali, animali-divinità, mostri. Oppure, ammiratissimi pavoni bianchi e cigni, protagonisti in tanti giardini all’’italiana e parchi storici. O ancora, laghetti e peschiere che, oltre che piacevoli alla vista, avevano la funzione di essere riserva di pesci. Fino agli animali ricreati dall’’ars topiaria, vale a dire dalla potatura di alberi e arbusti al fine di dare loro una forma geometrica, diversa da quella naturalmente assunta dalla pianta, per scopi ornamentali.

Impatti. Attraverso giardini e parchi sono stati introdotte non solo nuove varietà di piante che hanno poi colonizzato interi territori, ma anche animali egualmente provenienti da terre lontane, anch’’essi poi moltiplicatisi al di fuori dei recinti originari. Nella cultura del giardino giapponese, ma più tardi anche in Europa, il gusto per il naturalismo ha portato a ricreare nei giardini, anche urbani, ciò che in termini di flora ma anche di fauna si poteva osservare in ambiti naturali. Con le conseguenze di popolamento di specie animali sino al tempo non presenti nelle città. In agricoltura va citato, ad esempio, l’’impatto che tra ‘500 e ‘800 hanno avuto nelle nostre pianure i filari di gelsi, piantati per consentire gli allevamenti dei bachi da seta. Ma i temi possibili sono infiniti. Per restare a secoli più vicini, un racconto a sé è quello dei luoghi progettati per “contenere” e mostrare gli animali, ovvero zoo, parchi tematici, e progetti di habitat nei quali avviene una vera e propria messa in scena del mondo animale.

Per l’’ambito agricolo e la sua evoluzione nella contemporaneità, si pensi al ruolo delle api e dell’’apicoltura negli ambienti urbani, dal punto di vista ecologico, didattico e persino di progetto, o a quello che gli erbori possono giocare nella cura e nel mantenimento del paesaggio, in campagna come in città. Senza trascurare l’’affascinate connubio tra flora e fauna nella storia del giardino, nell’’arte, ma anche nel costume e persino nello sguardo del cinema. Il serpente e il melo del Paradiso Terrestre possono essere i simboli di una storia che scende sino alla notte dei tempi.

Interventi di Margherita Azzi Visentini (Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, già Politecnico di Milano); Gabriele Bovo (Città Metropolitana di Torino, Servizio Pianificazione e Gestione Rete Ecologica); Serge Briffaud (École nationale supérieure d’architecture et de paysage de Bordeaux); Hervé Brunon (Centre André Chastel, Paris); Gilles Clément (paysagiste, Paris); Jean Estebanez (Université Paris-Est Créteil, département de géographie); Pauline Frileux (École nationale supérieure de paysage-Larep, Versailles); Davide Gambino (regista, Palermo-Bruxelles); Andrea Ghisoni (dottore in architettura, Milano); Owain Jones (Bath Spa University, College of Liberal Arts); Federico López Silvestre (Università di Santiago de Compostela, Dipartimento di Storia dell’Arte); Christina May (storica dell’’arte, Ahrenshoop); Monique Mosser (École nationale supérieure d’architecture de Versailles, Centre André Chastel, Paris – Honoraria); Dirk Sijmons (H+N+S Landscape Architects, Amersfoort); Jan-Erik Steinkrüger (Università di Bonn, Dipartimento di Geografia); Mauro Veca (apicoltore urbano, ilmielediElia, Milano).

Partecipazione. Il programma è disponibile nel sito www.fbsr.it. La partecipazione alle giornate di studio è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per ragioni organizzative si prega ugualmente di comunicare la propria adesione tramite e-mail all’indirizzo paesaggio@fbsr.it oppure telefonicamente al numero 0422 5121 (lunedì-venerdì ore 9-13,14-18). È prevista la traduzione simultanea in italiano e in inglese di tutti gli interventi. Le giornate di studio saranno disponibili in diretta streaming nel sito della Fondazione http://www.fbsr.it. Agli architetti e agli agronomi/forestali iscritti ai rispettivi ordini professionali che ne faranno richiesta saranno riconosciuti i crediti formativi.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

Annunci

16-17 febbraio 2017, a Treviso si tengono le Giornate internazionali di studio sul paesaggio

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Giovedì 16 e venerdì 17 febbraio 2017 si terranno a Treviso nella Fondazione Benetton Studi Ricerche la tredicesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio.

Il tema dell’’edizione 2017, Prati, commons, propone una riflessione aggiornata sul rapporto tra città, paesaggio e luoghi collettivi, mettendo a confronto sia contributi di natura storica e culturale, sia esperienze e progetti, compiuti o in corso, orientati alla ricerca di nuove accezioni di spazio comune nella dimensione urbana contemporanea. Anticipa Luigi Latini, che con Simonetta Zanon cura le giornate di studio sul paesaggio: “le parole usate per questi luoghi speciali della città, prato, pré, prado, green, common,saranno il punto di partenza per un’’indagine che intende evocare, al di là di ogni specifica classificazione, il senso della lunga storia urbana e sociale che ce li ha consegnati e l’’importante ruolo che il paesaggio esercita nella loro vita, spesso incerta, tra abbandono e esperienze progettuali innovative“.

Le due giornate saranno strutturate in quattro sessioni dedicate rispettivamente alle questioni storiche (I “prati” nella storia e nella cultura del paesaggio), agli usi e ai significati (Città, paesaggio, luoghi dell’’immaginario), alle trasformazioni paesaggistiche (Nuovi prati, il lavoro del paesaggista) e, infine, al quadro composito e multiforme di istanze e sperimentazioni contemporanee (Lavori in corso: azioni, occupazioni temporanee, nuova vita nei prati).

Si narreranno storie diverse che attraversano luoghi come Prato della Fiera di Treviso e Prato della Valle a Padova, esempi di spazi urbani inizialmente marginali che ora connotano luoghi divenuti poi centrali delle città europee, come il Museumplein di Amsterdam (insignito del Premio Carlo Scarpa per il Giardino nel 2008) o ancora, luoghi ritrovati, come l’’aeroporto dismesso di Tempelhof di Berlino, oggi grande campo di sperimentazione paesaggistica e sociale.

Relatori. Jeppe Aagard Andersen, The Oslo School of Architecture and Design. Claudio Bertorelli, Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Soligo. Jean Marc Besse, CNRS, UMR Géographie-cités, Paris. Federica Dell’’Acqua, Università Federico II, Napoli. Maarten Kloos, Arcam Architectuur Centrum, Amsterdam. Norbert Kühn, Technische Universität Berlin. Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona. Anna Lambertini, Università di Firenze. Mario Lupano, Università Iuav, Venezia. Raul Pantaleo, Tam Associati, Venezia. Franco Panzini, architetto paesaggista, Roma-Los Angeles. Alessandra Ponte, Università di Montreal. Laura Tinti, Università Iuav, Venezia. José Tito Rojo, Università di Granada. Elisa Tomat, agronomo, Udine. Udo Weilacher, Technische Universität München.

Organizzatori. Le giornate di studio sul paesaggio sono progettate dal Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, con il coordinamento di Luigi Latini e Simonetta Zanon. Fanno parte del Comitato scientifico: Teresa Andresen, Giuseppe Barbera, Hervé Brunon, Anna Lambertini, Luigi Latini (presidente), Monique Mosser, Joan Nogué, Lionello Puppi, José Tito Rojo, Massimo Venturi Ferriolo.

Fonte: Servizio Stampa Fondazione Benetton studi e ricerche