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Paesaggio e cura dei luoghi, borsa di studio per laureati e post laureati, domande entro il 31 agosto 2018

Laureati e post laureati italiani e stranieri hanno tempo fino al 31 agosto 2018 per presentare le domande di partecipazione al bando della quarta edizione delle Borse di studio sul paesaggio istituite dalla Fondazione Benetton Studi Ricerche, nel quadro delle attività di ricerca sul paesaggio e la cura dei luoghi sviluppate con il proprio Comitato scientifico.

L’edizione 2018/19 prevede l’attivazione di una borsa di studio annuale, relativa all’area tematica Teorie e politiche per il paesaggio, ispirata a Rosario Assunto (1915-1994), tra le figure fondamentali per il lavoro scientifico della Fondazione fin dalla sua istituzione. Ai candidati viene richiesto di presentare, individualmente, un progetto di ricerca basato sui temi e sui contenuti dell’iniziativa Luoghi di valore, condotta dalla Fondazione negli anni 2007-2012, i cui materiali originali sono conservati presso l’archivio della Fondazione e in parte pubblicati nel sito www.fbsr.it, con esiti sintetizzati nell’omonimo volume pubblicato nel 2016. Come il progetto Luoghi di valore, la ricerca dovrà avere al centro la questione del rapporto persona-luogo e comunità-luogo in ambito locale (provincia di Treviso), proponendone una lettura aggiornata e originale.

La durata della borsa di studio, residenziale e non prorogabile, è di dodici mesi, dal 1 gennaio 2019 al 31 dicembre 2019. Il valore della borsa è fissato in 18.000,00 euro (lordi). L’iniziativa Luoghi di valore è stata una “ricerca collettiva” che ha invitato i cittadini a individuare e segnalare paesaggi e luoghi della provincia di Treviso che ritenevano di valore, a spiegarne le ragioni e a esprimere le proprie opinioni e aspirazioni sugli stessi. Le 749 segnalazioni raccolte nelle sei edizioni raccontano il punto di vista dei singoli individui e delle comunità che nei luoghi abitano, con le loro diverse provenienze sociali e culturali, esigenze quotidiane, sentimenti e vissuti differenti. Centinaia di cittadini, decine di amministratori pubblici, scuole, associazioni, studiosi hanno contribuito all’indagine, che nel tempo è cresciuta suscitando l’interesse della comunità scientifica internazionale e stimolando l’attivazione di iniziative analoghe.

I candidati. “Di fronte all’enorme patrimonio di materiali raccolti, a distanza di alcuni anni in cui si sono sedimentati pensieri e sensibilità, in cui si sono mosse iniziative volte alla tutela e alla valorizzazione di alcuni dei luoghi segnalati, o non si sono ancora affrontate certe situazioni critiche, ci sembra utile e importante ritornare, con uno sguardo aggiornato, a prendere in esame il progetto e le molte questioni emerse, nella prospettiva che più ci sta a cuore: lo studio e la cura dei luoghi», racconta Simonetta Zanon, responsabile dell’iniziativa Luoghi di valore. Possono candidarsi alla borsa di studio laureati (laurea magistrale) e post laureati italiani e stranieri, che non abbiano compiuto 40 anni alla data del 31 agosto 2018. Non possono concorrere i titolari di assegni di ricerca, né coloro i quali ricoprono un impiego pubblico o privato e svolgono una qualunque attività lavorativa in modo continuativo.

Il modulo per la candidatura è disponibile, con il bando, nel sito http://www.fbsr.it oppure può essere ritirato presso la segreteria della Fondazione (via Cornarotta 7, Treviso, aperta dal lunedì al venerdì, ore 9-13 e 14-18). La domanda, con i vari allegati, dovrà essere inviata tramite posta elettronica all’indirizzo paesaggio@fbsr.it con oggetto “Borse di studio sul paesaggio 2018/2019” oppure fatta pervenire con altra modalità alla segreteria della Fondazione con la stessa scadenza.

La selezione dei candidati, insindacabile, sarà effettuata da una commissione appositamente istituita dalla Fondazione i cui membri provengono dalla sua struttura e dal suo Comitato scientifico. I risultati saranno resi noti entro il 30 ottobre 2018 mediante pubblicazione nel sito http://www.fbsr.it e successiva comunicazione via e-mail ai selezionati. Referenti interni delle borse di studio paesaggio: Luigi Latini, presidente del Comitato scientifico; Silvia Brugnaro, segreteria; Simonetta Zanon, responsabile progetti paesaggio (coordinamento). Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche Maria Teresa Andresen, Università di Porto; Giuseppe Barbera, Università di Palermo; Hervé Brunon, Centro André Chastel, Parigi, CNRS; Anna Lambertini, Università di Firenze; Luigi Latini (presidente), Università Iuav di Venezia; Monique Mosser, Scuola superiore di architettura di Versailles, CNRS; Joan Nogué, Università di Girona; Lionello Puppi, professore emerito dell’Università Ca’ Foscari di Venezia; José Tito Rojo, Università di Granada; Massimo Venturi Ferriolo, Politecnico di Milano. Maggiori info: tel. 0422-5121, paesaggio@fbsr.it

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

 

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15-16 febbraio, “Animali, giardini, paesaggi” il tema 2018 delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio in scena a Treviso, partecipazione libera previo accredito

E’ un tema originale e stimolante quello che la Fondazione Benetton Studi Ricerche affronterà giovedì 15 e venerdì 16 febbraio a Treviso, nella quattordicesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio. L’’argomento che il Comitato scientifico della Fondazione ha scelto per questo appuntamento, coordinato da Luigi Latini e Simonetta Zanon, è infatti “Animali, giardini, paesaggi”.

Interazione flora-fauna in un paesaggio artificiale. Ad affrontarlo sono stati chiamati storici dell’’arte e filosofi, paesaggisti e agronomi, architetti, etnografi, geografi, registi. Competenze diversissime e traversali perché trasversale, oltre che affascinante, è l’’interazione flora-fauna nella creazione di un paesaggio artificiale, come può essere un parco e un giardino o un’’area di coltura agraria, o nel formarsi ed evolversi naturale di un ambiente. Gli animali che popolano un paesaggio sono reali ma possono essere fantastici, vivi o eternati in statue, mosaici o altri manufatti artistici. Delfini di pietra dalla cui bocca sgorga l’’acqua, cervi affiancati a divinità di marmo, rappresentazioni in mosaici pavimentali, animali-divinità, mostri. Oppure, ammiratissimi pavoni bianchi e cigni, protagonisti in tanti giardini all’’italiana e parchi storici. O ancora, laghetti e peschiere che, oltre che piacevoli alla vista, avevano la funzione di essere riserva di pesci. Fino agli animali ricreati dall’’ars topiaria, vale a dire dalla potatura di alberi e arbusti al fine di dare loro una forma geometrica, diversa da quella naturalmente assunta dalla pianta, per scopi ornamentali.

Impatti. Attraverso giardini e parchi sono stati introdotte non solo nuove varietà di piante che hanno poi colonizzato interi territori, ma anche animali egualmente provenienti da terre lontane, anch’’essi poi moltiplicatisi al di fuori dei recinti originari. Nella cultura del giardino giapponese, ma più tardi anche in Europa, il gusto per il naturalismo ha portato a ricreare nei giardini, anche urbani, ciò che in termini di flora ma anche di fauna si poteva osservare in ambiti naturali. Con le conseguenze di popolamento di specie animali sino al tempo non presenti nelle città. In agricoltura va citato, ad esempio, l’’impatto che tra ‘500 e ‘800 hanno avuto nelle nostre pianure i filari di gelsi, piantati per consentire gli allevamenti dei bachi da seta. Ma i temi possibili sono infiniti. Per restare a secoli più vicini, un racconto a sé è quello dei luoghi progettati per “contenere” e mostrare gli animali, ovvero zoo, parchi tematici, e progetti di habitat nei quali avviene una vera e propria messa in scena del mondo animale.

Per l’’ambito agricolo e la sua evoluzione nella contemporaneità, si pensi al ruolo delle api e dell’’apicoltura negli ambienti urbani, dal punto di vista ecologico, didattico e persino di progetto, o a quello che gli erbori possono giocare nella cura e nel mantenimento del paesaggio, in campagna come in città. Senza trascurare l’’affascinate connubio tra flora e fauna nella storia del giardino, nell’’arte, ma anche nel costume e persino nello sguardo del cinema. Il serpente e il melo del Paradiso Terrestre possono essere i simboli di una storia che scende sino alla notte dei tempi.

Interventi di Margherita Azzi Visentini (Istituto Veneto di Scienze, Lettere e Arti, già Politecnico di Milano); Gabriele Bovo (Città Metropolitana di Torino, Servizio Pianificazione e Gestione Rete Ecologica); Serge Briffaud (École nationale supérieure d’architecture et de paysage de Bordeaux); Hervé Brunon (Centre André Chastel, Paris); Gilles Clément (paysagiste, Paris); Jean Estebanez (Université Paris-Est Créteil, département de géographie); Pauline Frileux (École nationale supérieure de paysage-Larep, Versailles); Davide Gambino (regista, Palermo-Bruxelles); Andrea Ghisoni (dottore in architettura, Milano); Owain Jones (Bath Spa University, College of Liberal Arts); Federico López Silvestre (Università di Santiago de Compostela, Dipartimento di Storia dell’Arte); Christina May (storica dell’’arte, Ahrenshoop); Monique Mosser (École nationale supérieure d’architecture de Versailles, Centre André Chastel, Paris – Honoraria); Dirk Sijmons (H+N+S Landscape Architects, Amersfoort); Jan-Erik Steinkrüger (Università di Bonn, Dipartimento di Geografia); Mauro Veca (apicoltore urbano, ilmielediElia, Milano).

Partecipazione. Il programma è disponibile nel sito www.fbsr.it. La partecipazione alle giornate di studio è libera, fino a esaurimento dei posti disponibili. Per ragioni organizzative si prega ugualmente di comunicare la propria adesione tramite e-mail all’indirizzo paesaggio@fbsr.it oppure telefonicamente al numero 0422 5121 (lunedì-venerdì ore 9-13,14-18). È prevista la traduzione simultanea in italiano e in inglese di tutti gli interventi. Le giornate di studio saranno disponibili in diretta streaming nel sito della Fondazione http://www.fbsr.it. Agli architetti e agli agronomi/forestali iscritti ai rispettivi ordini professionali che ne faranno richiesta saranno riconosciuti i crediti formativi.

Fonte: Servizio stampa Fondazione Benetton studi e ricerche

16-17 febbraio 2017, a Treviso si tengono le Giornate internazionali di studio sul paesaggio

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Giovedì 16 e venerdì 17 febbraio 2017 si terranno a Treviso nella Fondazione Benetton Studi Ricerche la tredicesima edizione delle Giornate internazionali di studio sul paesaggio.

Il tema dell’’edizione 2017, Prati, commons, propone una riflessione aggiornata sul rapporto tra città, paesaggio e luoghi collettivi, mettendo a confronto sia contributi di natura storica e culturale, sia esperienze e progetti, compiuti o in corso, orientati alla ricerca di nuove accezioni di spazio comune nella dimensione urbana contemporanea. Anticipa Luigi Latini, che con Simonetta Zanon cura le giornate di studio sul paesaggio: “le parole usate per questi luoghi speciali della città, prato, pré, prado, green, common,saranno il punto di partenza per un’’indagine che intende evocare, al di là di ogni specifica classificazione, il senso della lunga storia urbana e sociale che ce li ha consegnati e l’’importante ruolo che il paesaggio esercita nella loro vita, spesso incerta, tra abbandono e esperienze progettuali innovative“.

Le due giornate saranno strutturate in quattro sessioni dedicate rispettivamente alle questioni storiche (I “prati” nella storia e nella cultura del paesaggio), agli usi e ai significati (Città, paesaggio, luoghi dell’’immaginario), alle trasformazioni paesaggistiche (Nuovi prati, il lavoro del paesaggista) e, infine, al quadro composito e multiforme di istanze e sperimentazioni contemporanee (Lavori in corso: azioni, occupazioni temporanee, nuova vita nei prati).

Si narreranno storie diverse che attraversano luoghi come Prato della Fiera di Treviso e Prato della Valle a Padova, esempi di spazi urbani inizialmente marginali che ora connotano luoghi divenuti poi centrali delle città europee, come il Museumplein di Amsterdam (insignito del Premio Carlo Scarpa per il Giardino nel 2008) o ancora, luoghi ritrovati, come l’’aeroporto dismesso di Tempelhof di Berlino, oggi grande campo di sperimentazione paesaggistica e sociale.

Relatori. Jeppe Aagard Andersen, The Oslo School of Architecture and Design. Claudio Bertorelli, Fondazione Francesco Fabbri, Pieve di Soligo. Jean Marc Besse, CNRS, UMR Géographie-cités, Paris. Federica Dell’’Acqua, Università Federico II, Napoli. Maarten Kloos, Arcam Architectuur Centrum, Amsterdam. Norbert Kühn, Technische Universität Berlin. Imma Jansana, Jansana-de la Villa-de Paauw Arquitectes, Barcellona. Anna Lambertini, Università di Firenze. Mario Lupano, Università Iuav, Venezia. Raul Pantaleo, Tam Associati, Venezia. Franco Panzini, architetto paesaggista, Roma-Los Angeles. Alessandra Ponte, Università di Montreal. Laura Tinti, Università Iuav, Venezia. José Tito Rojo, Università di Granada. Elisa Tomat, agronomo, Udine. Udo Weilacher, Technische Universität München.

Organizzatori. Le giornate di studio sul paesaggio sono progettate dal Comitato scientifico della Fondazione Benetton Studi Ricerche, con il coordinamento di Luigi Latini e Simonetta Zanon. Fanno parte del Comitato scientifico: Teresa Andresen, Giuseppe Barbera, Hervé Brunon, Anna Lambertini, Luigi Latini (presidente), Monique Mosser, Joan Nogué, Lionello Puppi, José Tito Rojo, Massimo Venturi Ferriolo.

Fonte: Servizio Stampa Fondazione Benetton studi e ricerche