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Il Cansiglio non può e non deve essere venduto, all’indomani del 34° raduno di alpinisti e ambientalisti in difesa della Foresta, alcune riflessioni in merito

Il Cansiglio non è in vendita

Riceviamo e pubblichiamo da Michele Boato, direttore Ecoistituto Veneto Alex Langer, Giancarlo Gazzola, vicepresidente nazionale Mountain Wilderness, Toio de Savorgnani, Ecoistituto Langer e Mountain Wilderness, nonché premio Argav 2016

Quella svoltasi domenica 14 novembre scorso è stata la 34° volta che alpinisti ed ambientalisti si sono ritrovati per riaffermare, con la loro presenza, che la Foresta del Cansiglio è un luogo da tutelare e conservare. La montagna è sempre più frequentata da un gran numero di persone che cercano un contatto con la natura, staccando dalle città affollate, caotiche ed inquinate.

Abbiamo cominciato negli anni ’80 del secolo scorso opponendoci all’espansione delle piste e impianti da sci del Pian Cavallo friulano sul versante veneto, ancora intatto. Purtroppo, in qualche decina di anni, il riscaldamento climatico che spinge la neve sempre più in alto ci sta dando ragione: se avessero costruito quegli impianti, ora sarebbero in continua passività, con bilanci in rosso ripianati sempre con soldi pubblici.

Siamo stati presenti per chiedere la demolizione e il recupero della situazione originaria delle due basi militari abbandonate di cima Pizzoc e Pian Cansiglio, come poi è accaduto.

Ci siamo anche opposti all’abbattimento di 2000 cervi accusati di far “morire la foresta” per la distruzione del sottobosco e dei piccoli alberi, ma anche quello squilibrio era causato dall’uomo, che aveva eliminato tutti i predatori. Ora con il ritorno dei lupi, nel giro di solo qualche anno, i cervi sono scesi a meno di 400, quindi ad un numero fisiologico che non mette in pericolo la foresta.

Abbiamo manifestato contro la installazione di pale eoliche alte forse 120 metri sulla cima del Pizzoc, uno dei punti di passaggio degli uccelli migratori tra i più importanti in Europa ed il progetto è stato abbandonato.

Negli ultimi anni abbiamo fatto sentire la nostra voce per impedire l’inizio di una campagna di vendite che vedeva come prima alienazione l’ex albergo San Marco, abbandonato da anni, ma a cui sarebbero seguiti poi altri edifici e parti di Cansiglio, i pascoli ad esempio. Siamo stati molto criticati per aver speso tanto tempo ed energie per difendere un rudere ormai inutilizzabile, ma stavamo difendendo un principio, non un edifico ammalorato : il Cansiglio, luogo identitario per veneti e friulani, ma importante anche per tutta la comunità nazionale, NON PUO’ E NON DEVE ESSERE VENDUTO.

In questa 34° edizione del raduno, forse ormai il più duraturo incontro ambientalista di tutte le Alpi, abbiamo ricevuto dei messaggi di sostegno da parecchi esponenti noti a livello veneto ma anche nazionali. Il prof. Paolo Maddalena, giurista ed ex vicepresidente della Corte Costituzionale, che ci ha esortato ad andare avanti poiché, sono parole sue, “..la foresta del Cansiglio è un bene archeologico, storico, paesaggistico ed ambientale di immenso valore,che va tutelata in modo particolare..” e che bisogna far valere il principio sul quale la Costituzione è ben chiara che i beni pubblici rilevanti sono proprietà di tutti i cittadini e non possono essere venduti, mentre le istituzioni, Stato o Regioni, non ne sono proprietari, ma solo i gestori, nell’interesse di tutti, senza possibilità di vendita In caso di vendita o svendita, il ricorso al giudice è inevitabile.

Ma quest’anno abbiamo lanciato anche un ulteriore messaggio, quello di conservare i grandi alberi, che in Cansiglio sono molti e ad essi dovrà essere data sempre più importanza, poiché una Foresta ricca di alberi vetusti ha un valore ecologico molto più alto, ma anche di fascino e bellezza, valori di cui abbiamo bisogno, anche a discapito dell’economicità. L’appello inviato dal metereologo e divulgatore Luca Mercalli del pericolo insito nel cambiamento climatico in atto è sintetico ma efficace “ Diamo tutti una mano agli antichi alberi del Cansiglio, e loro la daranno a noi. Per salvarci entrambi dalla crisi climatica”.

Invece il prof. Stefano Mancuso, accademico e neurofisiologo vegetale, uno dei botanici più noti attualmente, ci ha mandato una riflessione di valore molto più generale, partendo dalla considerazione che “senza le piante non esisterebbe la vita sulla Terra…senza i nosti amati alberi, che davvero insieme a tutte le altre piante rappresentano l’asse che sorregge la vita del mondo, il nostro pianeta sarebbe una palla di roccia e sabbia, simile alle immagini che ci arrivano da Marte.. e che un bosco non è una coltivazione per la produzione di legno, ma la casa della vita e il luogo in cui possiamo comprenderla. Il legno è l’ultimo dei benefici che ci regalano gli alberi. Quando sono morti”. Un messaggio sul quale riflettere

Paola Favero, alpinista e scrittrice, ex responsabile come carbiniere-forestale delle foreste di Cansiglio e Somadida, invita a riflettere sul fatto che “ ..di fronte alle nuove emergenze la Foresta del Cansiglio richiede di essere protetta…per la biodiversità che racchiude, limitando il più possibile le utilizzazioni, cioè il taglio degli alberi, per raggiungere età e dimensioni sempre più vetuste, diventando un luogo privilegiato per l’educazione e la divulgazione ambientale, per la ricerca scientifica e per il benessere umano….Stiamo inoltre assistendo ad un collasso degli ecosistemi forestali a causa delle tempeste di vento ( Vaia ad es.) e degli incendi boschivi che ci fanno perdere ogni anno milioni di ettari nel mondo…di fronte a tutto questo dovremmo puntare a salvare il più possibile i boschi esistenti, che sulla Terra sono già stati ridotti del 50%.

Il prof. Franco Viola, ripercorrendo la sua lunga carriera di ecologo forestale, invita con il suo messaggio ad “andare oltre alla tecnica e alla valutazione solo monetaria della Foresta, per comprendere anche il valore della cultura e della ricerca, poiché ignorare quei capisaldi può significare la rovina per l’intera umanità”.

Il botanico Cesare Lasen, primo presidente del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi, ricorda che le foreste costituiscono l’ecosistema terrestre più importante…più ricco di benefici per la specie umana per cui “..se anche nelle proprietà pubbliche si decide di perseguire e privilegiare il mercato, si diventa complici di un irreversibile degrado... sfatiamo una volta per tutte che sia il bosco ad aver bisogno dell’uomo, anziché l’esatto contrario. Non c’è tempo per una transizione ecologica. Necessita, urgentemente, un’autentica conversione”.

IL prof. Lucio Montecchio, docente universitario di malattie delle piante e degli alberi monumentali afferma che..”bisogna voler bene, al Cansiglio, equilibrio di convivenze difficili che rischiano di essere sbilanciate da scelte miopi. A me piacciono i panorami mai uguali e i grandi alberi, che di quelli avremo sempre più bisogno… a me piacerebbe che il Cansiglio restasse com’è.”

Infine Carlo Alberto Pinelli, presidente onorario di Mountain Wilderness International, che ha partecipato più volte al raduno, ricorda l’importanza di questo evento annuale poiché “..il Cansiglio rappresenta per tutti quelli che lo conoscono un luogo del cuore, da difendere senza se e senza ma..”.

Un sostegno dall’esterno così qualificato, caloroso e ricco di spunti, rappresenta sicuramente un notevole stimolo per tutte le associazioni e per tutti gli ambientalisti impegnati nella difesa del Cansiglio. Gli elementi non mancano per fornire motivazioni che sosterranno il lavoro nei prossimi anni, sempre in difesa dell’Antica Foresta del Cansiglio.

18-19 settembre 2021, in Pian Cansiglio festeggiamenti per “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio” e il Cinquantenario del 1° Campo Rimboschimento Malga Mariech a Pianezze (TV), in cui Rete Wigwam trova la propria fondazione

4 - Faggeto

Faggeto del Cansiglio (foto Umberto Tiozzo, socio Argav)

Il legno e gli alberi si riprendono il palcoscenico. Saranno due giorni intensissimi quelli che lo storico serenissimo “Bosco da Reme”, la foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), ospiterà nel fine settimana 18 e 19 settembre, con ingresso gratuito e Green pass obbligatorio. 

Un po’ di storia. Venezia entrò “in possesso” della Foresta del Cansiglio a partire dai primi anni del XV° secolo, quando anche il territorio bellunese chiese protezione alla Serenissima Repubblica. Il Cansiglio ha rivestito un’enorme importanza per lo Stato veneziano; infatti la sua ricca faggeta fu impiegata nella produzione di remi, di legname da opera e carbone. Il Cansiglio è stato la culla della selvicoltura, in quanto proprio in questo “bosco di S. Marco” (come in quello del Montello) i forestali pongono l’origine del moderno concetto di gestione forestale, attestato dagli straordinari “Catastici”. Nessuna foresta al mondo ha un piano di gestione da oltre 500 anni! La “due giorni in Cansiglio” di sabato 18 e domenica 19 Settembre 2021 si pone come tassello celebrativo di questa straordinaria ricorrenza offrendo momenti di riflessione storica e tecnica applicati alla splendida faggeta dell’Alpago, ora demaniale regionale e gestita dall’agenzia Veneto Agricoltura.  Nel contempo, Rete Wigwam, unica organizzazione ecologista, tra quelle riconosciute con Decreto ministeriale quali Associazioni di Tutela Ambientale a valenza nazionale con origine e, a tutt’oggi, con propria sede centrale in Veneto, sabato 18 settembre 2021 festeggia la propria fondazione in Pian Cansiglio a Malga Mariech (Monte Cesen, Valdobbiadene, TV).

La nascita dell’associazione coincide,  infatti, con il 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech, avvenuto nel 1971, organizzato in collaborazione con l’allora ASFD – Azienda di Stato per le Foreste Demaniali – direzione di Belluno, quale azione di incremento della forestazione in aree demaniali, sistemazione sentieri e bonifica dei pascoli ed insieme, come azione educativa di sensibilizzazione ecologica dei giovani attraverso il lavoro concreto. Il campo fu organizzato dal socio Argav Efrem Tassinato, promotore dell’OSAN – Organizzazione per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale (poi nel 1972 diventata Wigwam e coinvolse una cinquantina di giovani tra i 16 e i 23 anni provenienti da Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige.

Il programma di sabato 18 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00 – 12:00 Inaugurazione dell’evento “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio”. Interventi di saluto delle autorità regionali, provinciali e locali. Boschi di Venezia per l’Arsenale, Conversazione del prof. Antonio Lazzarini a latere del suo ultimo libro: “Boschi, legnami, costruzioni navali: l’Arsenale di Venezia tra il XVI e il XVII secolo” – Guido Ercole presenta “Vascelli e fregate della Serenissima. Navi di linea della Marina veneziana 1652-1797” e “Viva San Marco! Storia di una Repubblica Marinara. Venezia 421-1797” – Alessandro Dissera Bragadin presenta il suo romanzo “Venezia 1797. Oltre la fine di un mondo“. Ore 12:00-12:30 I giovani di ieri e di oggi e l’eredità del buon governo dei boschi della Serenissima Anteprima della scopertura della targa commemorativa dei 50 anni (1971-2021) dal 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech che avverrà nel pomeriggio, a cura di Efrem Tassinato, che ne fu l’organizzatore. Ore 15:00 – 16:30 Venezia, “potenza dal legno”. Gian Nicola Pittalis, “Venezia e le Repubbliche marinare”, anticipazioni sui due volumi in pubblicazione con Il Gazzettino ad ottobre 2021 – Daniela Saltarin di Plant for the Planet onlus Italia, “Le foreste della Serenissima” – Elena Piutti di Veneto Agricoltura, “Venezia, boschi e legnami nei musei bellunesi” A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Dove Wigwam ebbe origine. Ore 16:30 Malga Mariech, Monte Cesen (Valdobbiadene, TV). Cerimonia di scopertura della targa dei 50 anni (1971-2021) del 1° Campo di Rimboschimento di Malga Mariech, a cura della Rete Wigwam. Introduce e modera: Mimmo Vita – giornalista socio Argav e capo ufficio stampa di Veneto Agricoltura. Breve presentazione di Efrem Tassinato – organizzatore del 1° Campo Rimboschimento e fondatore di Rete Wigwam, oggi estesa in 21 Paesi del Mondo, con la sua attualità educativa e visione strategica per il futuro del Pianeta, la raccolta del testimone di una vocazione al buon governo del territorio intesa anche come “coltivazione produttiva sostenibile dell’ambiente” che fu appunto la regola selvicolturale della Serenissima. Saluto delle autorità presenti e, in collegamento telefonico, col dottor Alessandro Merli, allora direttore dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Belluno (la persona che ha creduto nel progetto e che lo ha permesso). Il dottor Merli (al quale si deve molta riconoscenza essendo anche il “papà” del Parco Nazionale delle Dolomiti ha la veneranda età di 99 anni (classe 1922). Potete legge a questo link link una sua intervista del 2016. Piccole testimonianze di alcuni partecipanti al 1° Campo. Scopertura della targa lapidea sulla facciata di Malga Mariech. Consegna degli attestati ricordo ai presenti che parteciparono al 1° Campo. Coi Sindaci dei comuni pedemontani del Cesen (Valdobbiadene, Miane, Segusino, Borgo Valbelluna) e dei Comuni da dove venne organizzato (Padova, Ponte San Nicolò), con le autorità regionali del Veneto (Regione e Veneto Agricoltura), con i Ministeri invitati (Agricoltura, Transizione Ecologica, Difesa per i Carabinieri Forestali, Pubblica Istruzione), rappresentanti delle 142 Comunità Locali Wigwam nei 21 Paesi in cui oggi opera l’Organizzazione nata sul Monte CesenRinfresco coi prodotti tipici della malga e vino Prosecco DOCG dell’azienda Ponte Vecchio (della famiglia Curto, che gestisce Malga Mariech). Disponibilità di ampio parcheggio attiguo alla malga, anche con possibilità di sosta camper. 

Programma domenica 19 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00-12:00 “Venezia e la foresta, una storia di uomini e di natura“ a cura di Cai Veneto e Cai Venezia – Franco Bastianon, Il Cansiglio e la flotta di Venezia; – Gianni Frigo, Ecologia della foresta in Cansiglio; Massimiliano Fontanive di Veneto Agricoltura, La selvicoltura oggi in Cansiglio. Ore 15:00-16:30 “I ponti di legno di Venezia. La loro manutenzione” a cura del Gruppo “Il filo di legno” di Venezia con Franco Laner, Sandro Castagna, Franco Avicoli. A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam/Veneto Agricoltura

Il Cansiglio si tinge di verde grazie all’effetto “pasciona”

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Nella faggeta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), proprio in questi giorni, si sta manifestando un fenomeno naturale straordinario da vedere: il risultato della “pasciona” del 2020, termine tecnico forestale che indica una grande produzione di frutti.

Gli alberi forestali non fruttificano regolarmente tutti gli anni. Forse non tutti sanno che gli alberi comunicano tra loro attraverso messaggeri chimici che consentono di sincronizzare la loro fioritura e fruttificazione: quando arriva un anno di “pasciona”, questa si manifesta su enormi superfici e in modo spettacolare. In Veneto il 2020 è stato per il faggio un anno di “pasciona” e in questi giorni sul suolo delle faggete si vedono gli straordinari risultati, nel senso che stanno germinando i milioni di semi caduti lo scorso anno. In Cansiglio (BL-TV), la più grande e bella faggeta delle Alpi, proprio in questi giorni su migliaia di ettari di superficie, il marrone delle foglie secche dello scorso autunno sta virando al verde sia per la presenza delle nuove foglie dei faggi ma anche per le foglioline dei milioni di piccole piantine nascenti sul terreno.

Rinnovo naturale della foresta. Per Veneto Agricoltura, gestore di questa straordinaria foresta demaniale regionale, si tratta di una benedizione perché l’evento permette di rinnovare in modo naturale la foresta. Quest’anno, le faggete del Cansiglio, l’antico serenissimo Bosco dei Dogi, oltre al noto fenomeno del foliage autunnale stanno quindi dando un impareggiabile spettacolo tinto di un bel verde: quello della nascita della nuova generazione degli storici faggi del Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

“Chiudere da subito la stagione venatoria sulle Dolomiti venete, friulane, trentine e bolzanine”: è l’appello di Mountain Wilderness Italia alle amministrazioni regionali delle Dolomiti. E domenica 11 novembre, l’Ecoistituto del Veneto Alex Langer organizza la 31^ marcia in difesa della Foresta del Cansiglio.

Mountain Wilderness Italia, associazione di alpinisti per la tutela dell’ambiente montano ha fatto un appello – che volentieri condividiamo di seguito – alle amministrazioni regionali delle Dolomiti chiedendo di sospendere da subito la caccia dopo il disastro alluvionale occorso a fine ottobre nel Triveneto.

“La frustata di vento subita da tutte le aree boscate delle Dolomiti è stata impressionante. Una prima valutazione porta a una schiantata diffusa che si aggira sui 5 milioni di metri cubi di legname. Sono state abbattute foreste mature ma anche boschi giovani, ancora perticaie. Migliaia di ettari di superfici impervie sono devastate. Si impiegheranno decenni per recuperare queste enormi aree, per vederle ancora coperte di vegetazione varia. Decenni di impegno dei servizi forestali, dei proprietari pubblici e privati dei boschi sono stati cancellati in poche ore”.

“Una foresta distrutta non significa solo piante. La foresta è come una città, è un insieme di vite e significati che l’uomo ancora non è riuscito a comprendere nella sua complessità. In queste enormi distese sono rimasti uccisi decine di migliaia di animali selvatici, non solo i grandi ungulati (cervi, caprioli, daini), ma anche altra pregiata fauna selvatica. Mountain Wilderness Italia lancia un appello alle amministrazioni regionali delle Dolomiti, a quelle delle province autonome, perché venga chiusa da subito la stagione venatoria. E’ inconcepibile in una situazione naturalistica tanto devastata permettere lo svolgimento della caccia. Quanto è sopravvissuto della fauna selvatica, probabilmente pochi esemplari di animali per area, va lasciato recuperare, tutto il mondo animale deve prepararsi a affrontare un duro inverno, dovrà riadattarsi a un territorio sconvolto e irriconoscibile, anche impercorribile”.

“Il prossimo anno andranno ripresi i censimenti, seri, attuati certo dai volontari, ma anche con l’apporto diffuso delle autorità preposte alla vigilanza: carabinieri – forestali, agenti venatori, polizia locale di vigilanza boschiva. Solo sulla base di censimenti gestiti e controllati dall’ente pubblico si potrà poi valutare se vi saranno o meno le condizioni per riaprire l’attività venatoria a qualche specie faunistica. Al momento, un minimo di rispetto deve portare tutte le sensibilità culturali e politiche dei territori delle Dolomiti a sostenere l’immediata e definitiva chiusura della caccia per la stagione 2018″.

11 novembre, tutti in marcia in difesa della foresta. Nel 1987 erano meno di una decina, l’anno dopo, in 2000. Da quell’anno in poi, alpinisti e ambientalisti non hanno mai smesso di trovarsi per marciare in difesa della Natura e, in particolare, dell’Antica Foresta del Cansiglio e lo stesso faranno domenica 11 novembre. Il ritrovo è alle ore 9.30 nel piazzale del ristorante S. Osvaldo al centro della Piana. Il maltempo di fine ottobre ha provocato dei danni notevoli anche alla foresta del Cansiglio, molto minori di quelli subiti dalle foreste del Cadore, Carnia, Altopiano di Asiago, Paneveggio, Latemar ecc… ma comunque rilevanti. Le aree più colpite in Cansiglio sono state Pian Rosada, Vivaio, Pian Canaie, proprio le zone da cui tradizionalmente si parte con la marcia verso Casera Palantina. Vista la difficile situazione, così come anche consigliato dal CAI nei giorni scorsi di evitare i sentieri nelle aree di foresta compromessa, è stato deciso di spostare l’incontro in Pian Cansiglio. Si parte alle ore 10 per il villaggio Cimbro de Le Rotte e da qui, attraverso il sentiero dei Cimbri, fino al villaggio di Vallorch per poi scendere fino al Rifugio escursionistico Casa Vallorch, l’edificio a cui con un incendio doloso un anno fa, ad una settimana dalla manifestazione contro la vendita dell’ex albergo San Marco, è stato bruciato il tetto. Arrivati al Rifugio Vallorch circa alle ore 12, ci si fermerà per una colazione al sacco, per fare il punto sul Cansiglio in generale, sui lavori di recupero al rifugio stesso, sulla situazione attuale dopo le avversità atmosferiche e sul futuro della gestione della foresta, sui tentativi ancora in atto di vendita del San Marco, sulle nostre possibili azioni future e in più qualche intervento musicale. Partenza circa alle 14 per proseguire lungo il sentiero naturalistico S nella faggeta, per poi scendere lungo il perimetro della ex base Nato ( Caserma Bianchin), costruita negli anni ’60 del secolo scorso in pieno periodo di Guerra Fredda, ora tutta bonificata tranne un hangar adibito a spazio multiuso (ricettivo e culturale), per ritornare al parcheggio del S. Osvaldo circa alle 15 e concludere la giornata con la presenza davanti all’ex albergo San Marco. Per informazioni, Ecoistituto del Veneto Alex Langer 041.935666 329.9611323.

Fonte: Mountain Wilderness Italia ed Ecoistituto del Veneto Alex Langer

I soci Argav scoprono il “Cansiglio Ring”, guida d’eccezione Toio De Savorgnani, premio Argav 2016

(testo e immagini video di Renzo Michieletto, consigliere Argav) Come è divenuta ormai tradizione, l’assemblea Argav di metà anno si tiene preferibilmente nella località di provenienza del vincitore del premio Argav. Quest’anno, grazie alla disponibilità di Toio De Savorgnani, a cui abbiamo conferito il premio nel 2016, l’assise si è tenuta lo scorso 10 giugno in Cansiglio, dove vive e lavora l’alpinista ambientalista.

L’anello del Cansiglio. Siamo entrati nella bella stagione e gli amanti della natura mettono nel mirino i siti più significativi, che nel nostro Paese non mancano. Tra questi, c’è per l’appunto la foresta del Cansiglio, straordinario patrimonio boschivo immerso tra le provincie di Belluno, Treviso e Pordenone, in gran parte gestito da Veneto Agricoltura. Le attrazioni in questo ambiente oggi quasi incontaminato sono tantissime, a cominciare dal “Cansiglio Ring”. Al termine dell’assemblea, i giornalisti ed i soci Argav, accompagnati da Toio De Savorgnani, hanno effettuato una breve escursione proprio lungo un tratto del “Ring”, anello che si snoda attorno alla foresta demaniale, che per secoli è stata “Bosco da reme della Serenissima Repubblica” e che è percorribile a piedi o con la mountain bike.

Il percorso. Partendo dal Villaggio Cimbro di Vallorch, il sentiero passa per la località Pich, fiancheggia il Giardino Botanico (altra importante attrazione del Cansiglio), le aree pic-nic Archeton, il Bus della Lum e si spinge fino alla località Bech, costeggiando l’azienda agricola Le Code, ritornando poi in località Vallorch.

Foresta del Cansiglio, completato il sentiero ad anello Vallorch

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

Sentieri del Cansiglio (foto Veneto Agricoltura)

La valorizzazione del bosco del Cansiglio passa anche attraverso la messa a disposizione dei cittadini di strutture che permettano una fruizione consapevole e sostenibile del delicato ecosistema dell’Alpago (BL). Nasce così il “Cansiglio Ring”, un intervento che ha permesso il completamento di un anello attorno alla Piana del Cansiglio (BL-TV), la foresta demaniale regionale gestita da Veneto Agricoltura,  rendendolo fruibile alla maggior parte dei turisti che visitano il famoso “bosco da reme della Serenissima repubblica”.

Il percorso. Dopo il collaudo di AVEPA dell’ultimo tratto dell’anello, effettuato nei giorni scorsi, il sentiero è ora fruibile. Partendo dal Villaggio Cimbro di Vallorch, il sentiero passa per la località Pich, fiancheggia il Giardino Botanico, le aree pic-nic Archeton e Bus della Lum, e si spinge fino alla località Bech; costeggiando quindi l’Azienda agricola Le Code, ritorna in località Vallorch, compiendo perciò un tragitto ad anello.

I lavori per una spesa di 31.500,00 euro sono consistiti nella sistemazione del piano di calpestio, il posizionamento di varie panchine, staccionate, frecce indicatrici del percorso e pannelli informativi di approfondimento della rete europea “Natura 2000”, di cui il Cansiglio è parte, e della complessa biodiversità forestale presente. La sistemazione è avvenuta da parte dell’Azienda regionale grazie ai contributi previsti dal P.S.R. del Veneto 2007-2013 (Asse 2 – Miglioramento dell’ambiente e dello spazio rurale – Misura/Sottomisura 227 – Investimenti forestali non produttivi – azione 1 – Miglioramenti paesaggistico-ambientali); infatti l’obiettivo prioritario di questa Misura è quello di garantire la manutenzione ambientale e lo sviluppo dei servizi finalizzati a migliorare la fruibilità e l’uso multifunzionale delle risorse forestali regionali.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

 

 

28 marzo 2014, all’incontro ARGAV-Wigwam si parla di sostenibilità ambientale (Foresta del Cansiglio) e politica agricola (Silvia Benedetti M5S). Interludio musicale di Erica Boschiero.

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Venerdì 28 marzo 2014, alle ore 19 in punto, si terrà il consueto appuntamento informativo mensile ARGAV al circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Programma. Argomento principe della serata sarà il progetto di sostenibilità ambientale della Foresta del Cansiglio. Avremo inoltre la possibilità di confrontarci con Silvia Benedetti, M5S-Segretaria Commissione Agricoltura Camera Deputati ed  ascolteremo  Erica Boschiero, cantautrice con spettacolo e CD “Monti Pallidi”. La parte conviviale sarà, come sempre, a cura di Efrem Tassinato, nostro anfitrione, giornalista-chef, tesoriere UNAGA e socio ARGAV (invitiamo i frequentatori di queste serata ad iscriversi, ad un costo molto sostenibile, al Circolo Wigwam).