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Stampa agroalimentare, Unaga e Arga chiamate da Mipaaf a collaborare per la visione strategica dell’agricoltura fino al 2040

da sx Roberto Zalambani, presidente Unaga, e Franco Manzato, sottosegretario al Ministero delle Politiche agricole alimentari e forestali, durante il consiglio nazionale Unaga di Venezia (sabato 1 dicembre 2018)

Il ministero delle Politiche agricole e forestali si prepara a realizzare un piano di visione strategica a lungo termine sull’agroalimentare e chiama a raccolta la stampa specializzata, per delineare le scelte che accompagneranno la costruzione della nuova Pac (Politica agricola comunitaria). Lo ha affermato il sottosegretario del Mipaaf, Franco Manzato, intervenendo sabato 1 dicembre al Consiglio nazionale di Unaga, l’unione delle associazioni regionali della stampa specializzata in agricoltura, alimentazione e ambiente (Arga), gruppo di specializzazione della Fnsi-Federazione nazionale della stampa italiana. Il congresso, organizzato da Argav, si è tenuto a Venezia, nella sede del Sindacato Giornalisti del Veneto.

10/15 tavoli di lavoro dedicati alle filieri agroalimentari. “Entro la metà del 2020 – ha affermato Manzato – arriveremo a un documento ufficiale di visione strategica, che ci permetterà di superare i limiti evidenziati da una gestione del Mipaaf precedentemente più dirigenziale che politica. E lo faremo aprendo dai 10 ai 15 tavoli di lavoro dedicati alle specifiche filiere agroalimentari, coinvolgendo chi opera all’interno delle stesse e chi, come la stampa specializzata, ne ha piena conoscenza. Ora che a Bruxelles prenderà forma la nuova politica agricola europea, come governo abbiamo la responsabilità di ridisegnare un futuro guardando da qui ai prossimi 15-20 anni”.

In particolare, Manzato ha preannunciato una maggiore rigidità sulla disciplina dei prodotti da agricoltura biologica, a tutela del consumatore e della trasparenza nelle informazioni offerte al mercato, fino a inserire il marchio del 100% biologico italiano. Ha preannunciato una politica nazionale per la rottamazione dell’attuale parco macchine agricole, mirata ad aumentare gli incentivi (“L’obiettivo è quello di salvare vite umane”, ha sottolineato Manzato). Ha posto l’accento sulla necessità di puntare all’alta qualità delle produzioni agricole perché, data la morfologia territoriale italiana e le dimensioni limitate del territorio, non è più ipotizzabile una competizione basata sulle quantità e sul prezzo.

Il ruolo della stampa specializzata. Le parole di Manzato sono state accolte con particolare favore dal Consiglio Unaga e dai rappresentanti del sindacato presenti a Venezia, auspicando che possano costituire l’inizio di una nuova fase nei rapporti tra governo e mondo dell’informazione. Roberto Zalambani, presidente di Unaga, ha evidenziato il ruolo fondamentale dei gruppi di specializzazione all’interno della categoria, con il contributo offerto volontariamente e gratuitamente dalle Arga nei territori regionali e interregionali per i corsi di formazione professionale obbligatoria rivolti ai colleghi affinché, nell’ambito agroalimentare e ambientale, l’informazione sia sempre più corretta e puntuale. Unaga ha inoltre auspicato, per voce del segretario nazionale Giampaolo Girelli, l’avvio di una collaborazione con altri ordini professionali, viste le recenti esperienze positive con gli ordini degli avvocati e degli agronomi.

Legname degli alberi caduti nel Nordest dopo l’uragano di fine ottobre utilizzato nel settore dei mobili con un logo specifico. La scelta di Venezia come sede per il Consiglio nazionale è stata l’occasione per ricordare i danni recentemente inferti dal maltempo al patrimonio forestale del Veneto e dell’intero Nordest d’Italia, e occorreranno anni di lavoro per riportare la situazione al precedente livello. Mimmo Vita, past president Unaga e a capo dei Comitato scientifico, ha presentato un piano di collaborazione con Pefc Italia, istituto di certificazione forestale, mirato a riutilizzare il legname reso disponibile dai fatti per la lavorazione dei mobili, settore dove l’Italia è leader qualitativo in Europa, con il lancio di un logo specifico pensato per identificare il prodotto recuperato dal disastro naturale.

Partecipanti. Al Consiglio Unaga è intervenuto il Sindacato giornalisti del Veneto, rappresentato dalla segretaria generale Monica Andolfatto. Sono inoltre pervenuti i saluti da parte del sindaco di Venezia, Luigi Brugnaro, del presidente della giunta regionale del Veneto, Luca Zaia, del sottosegretario al ministero dell’Ambiente, Vannia Gava, e del neoeletto presidente di ENAJ (associazione europea della stampa agricola), Hans Siemes. Un saluto particolare è arrivato dal presidente dell’Ordine nazionale dei giornalisti, Carlo Verna, con il ricordo di Gianpaolo Necco, decano dell’informazione agricola e di Arga Campania, recentemente scomparso.

Fonte: Unaga

PSR Veneto: meno burocrazia e più risorse da destinare alle imprese agricole

Mucche_al_pascoloSostenere la zootecnia come fattore strategico dello sviluppo dell’agroalimentare di qualità veneto, ridurre e sburocratizzare le misure di intervento del nuovo PSR (il Piano di Sviluppo Rurale) affinchè le risorse non vengano drenate in mille rivoli ma giungano direttamente alle imprese agricole attraverso priorità ben definite, su tutte l’innovazione e l’aggregazione. Questi i messaggi chiave emersi dal confronto-dibattito, organizzato nei giorni scorsi dalla cooperativa Latteria di Soligo a Villorba (TV).

PSR, “cantiere aperto”. Un affollato confronto tra produttori di latte del Veneto, dirigenti e assessore regionale all’Agricoltura, Franco Manzato per contribuire alla scrittura di un PSR che ad oggi, per dirla con le parole di Alberto Zannol, della Sezione Competitività dei Sistemi Agroalimentari della Regione Veneto: “E’ un cantiere aperto”. Forti le istanze che si sono levate dalla base per ridare dignità alla zootecnia da latte veneta che attraverso un momento di grave difficoltà. Manzato ha anticipato alcuni dei punti chiave della politica agricola regionale che intende perseguire col nuovo PSR 2014/2020 che avrà un budget da 1.184 milioni di euro: “Anzitutto la riduzione delle misure di finanziamento dalle oltre 130 del PSR 2007/2013 a 39 misure non di più. Questo significherà indirizzare le risorse sulle vere priorità: innovazione, aggregazione, inserimento dei giovani e reddito delle imprese. Secondo, privilegiare l’assegnazione diretta delle risorse alle imprese (portandola da 450 a 700 milioni) e limitando l’accesso a enti pubblici o para-pubblici. Questo dovrà tradursi in una riduzione dei GAL (Gruppi di Azione Locale) da 14 a 8, organizzati per ambiti omogenei: montagna, Pedemontana, Basso Veneto, zona costiera. Infine la costruzione di bandi semplificati per ridurre le incombenze burocratiche alle imprese e la creazione di strumenti finanziari per facilitare l’accesso al credito”.

Attenzione . In particolare per il settore zootecnico, un comparto in grave sofferenza che ha visto uno stillicidio di stalle costrette a chiudere i battenti negli ultimi anni, l’assessore Manzato ha assicurato un ampio sostegno attraverso il cosiddetto “fondo accoppiato” con il trasferimento di risorse dal primo pilastro (dei pagamenti diretti) al secondo (gli investimenti strutturali): “Non solo perché questo è il settore in maggior sofferenza, e non solo perché crediamo nella zootecnia veneta ma perché così stanno facendo i nostri diretti competitor come la Francia”. Ad interpretare le istanze della base dei produttori ci ha pensato il presidente di Latteria Soligo, Lorenzo Brugnera: “In troppi hanno girato intorno alle risorse per l’agricoltura, quello che chiediamo è che si torni ad investire nelle aziende, in formazione e innovazione, per essere più competitivi. Perché le risorse dell’agricoltura vadano più agli agricoltori e meno al territorio”.

Nuova PAC. E proprio sulla definizione di “agricoltore attivo” ha portato avanti la propria battaglia Coldiretti: “Dare risorse a chi lavora e vive di agricoltura – ha affermato il presidente provinciale Walter Feltrin – non più a chi, fingendosi agricoltore ha sottratto risorse in questi anni per interessi speculativi: su questo fronte ci siamo impegnati in Europa e in Italia e contiamo di aver vinto”. La battaglia sul fronte europeo però è tutt’altro che conclusa, mancano i decreto attuativi della nuova PAC e molti aspetti già approvati potrebbero tornare in discussione, è il timore dei dirigenti regionali che stanno redigendo il PSR. Sul punto è stato chiesto l’intervento dell’europarlamentare Giancarlo Scottà, membro della Commissione Agricoltura: “La Commissione Europea potrà pronunciarsi ancora su diversi atti delegati perciò sarà fondamentale un lavoro di presidio politico sia da parte di noi parlamentari che dei ministri”. Poi una considerazione generale sulla politica agricola comunitaria: “Ci siamo impegnati sul fronte della biodiversità, della tutela dell’acqua e dell’ambiente, del benessere animale, ora è tempo anche di mettere al centro l’uomo e di recuperare anche qualche posto di lavoro in questo settore”.

(Fonte: Latteria Soligo)

PAC 2014-2020, ARGAV modera il Tavolo Verde dell’agricoltura veneta. Che serra le fila e muove compatto per garantire alle imprese agricole reddito e investimenti.

CS Manzato 27 gennaio 2014

da sx, Fabrizio Stelluto, Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, Franco Manzato, Giorgio Piazza, Renzo Aldegheri, Flavio Furlani

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) L’azione positiva esercitata da Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura e Sviluppo rurale del Parlamento UE, ha in parte migliorato la posizione italiana nella distribuzione delle risorse economiche per la nuova PAC 2014-2020,  approvata dal Parlamento Europeo a novembre 2013. Ma ciò nonostante, l’Italia sconta anni di incapacità politica di far lobbying a Bruxelles, a vantaggio dei Paesi del Nord Europa e dunque gli agricoltori italiani dovranno sempre più fare i conti con una riduzione delle risorse pubbliche.

“Quando il gioco si fa duro, i duri cominciano a giocare. E bisogna serrare le fila. Per questo, i vertici del Tavolo Verde dell’agricoltura veneta erano tutti presenti ieri, lunedì 27 gennaio, all’incontro stampa indetto dall’assessore regionale all’Agricoltura Franco Manzato per la presentazione dei contenuti finanziari e delle  linee guida della politica agricola regionale per il periodo della nuova PAC 2014-2020. Insieme a Manzato, affiancato dallo staff dei tecnici regionali, erano dunque presenti Giangiacomo Gallarati Scotti Bonaldi, presidente di Confagricoltura Veneto, Giorgio Piazza, presidente di Coldiretti Veneto, Renzo Aldegheri, presidente di Copagri e Flavio Furlani, presidente di CIA Veneto. A moderare l’incontro, il presidente ARGAV Fabrizio Stelluto.

Si parte dai giovani con 20 milioni di euro. La task force agricola veneta ha espresso compatta il desiderio-obiettivo di garantire reddito alle imprese agricole venete e di farle crescere in modo che possano sempre più muoversi nel mercato mondiale in maniera autonoma, vista la scarsità di risorse, puntando su innovazione, inserimento dei giovani, sburocratizzazione e flessibilità. “Entro il 2020 – ha riferito Manzato – il sistema agricolo veneto potrà contare su 3,5 miliardi di contributi (1,2 miliardi di finanziamento alle aziende agricole attraverso bandi del Piano di Sviluppo Rurale e 2,3 miliardi di finanziamento destinati alle aziende agricole attraverso i pagamenti diretti UE)”. “Nel 2014, anno di passaggio dal vecchio al nuovo PSR – ha aggiunto Manzato –  la Regione destinerà 20 milioni di euro ai giovani agricoltori per incentivare la loro permanenza nel settore primario o il loro primo accesso al mondo agricolo”.

Questione di lobbying. “Negli ultimi 6 anni abbiamo avuto 6 Ministri dell’Agricoltura e questo non aiuta l’Italia ad avere il ruolo e il peso che merita, quale Paese fondatore, in seno all’Europa”, ha aggiunto Manzato. Che da parte sua, riterrebbe necessario che il ministro dell’Agricoltura italiano (carica al momento assunta ad interim dal Presidente del Consiglio Enrico Letta, ndr) dovrebbe trascorrere almeno una settimana al mese a Bruxelles per intessere una rete di rapporti in grado di creare politiche più a favore dell’agricoltura mediterranea. Manzato ha espresso anche il disappunto sulla ripartizione delle risorse UE destinate dal Ministero all’Agricoltura allo Sviluppo Rurale. “Utilizzeremo al meglio le somme messe a nostra disposizione – ha  riferito Manzato – ma il Ministero ha effettuato la divisione basandosi su criteri storici e penalizzando quindi le Regioni più efficenti per capacità di spesa, fra cui il Veneto”.”Il Ministero – ha concluso Manzato – ha inoltre deciso di attingere al PSR, sottraendo 300 milioni di euro, per realizzare il Piano Irriguo Nazionale, di competenza statale. Interventi di questo genere dovrebbero essere finanziati dallo Stato con fondi propri e non con quelli destinati alle Regioni”. Non ce ne voglia l’assessore Manzato, ma potrebbe essere utile anche a lui trascorrere una settimana al mese a Roma?

27 gennaio 2014, Manzato illustra alla stampa le linee guida della politica agricola regionale 2014-2020

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

Lunedì 27 gennaio, alle ore 12, nella sede regionale di via Torino 110 a Mestre, l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, affiancato dallo staff dei tecnici regionali, presenterà alla stampa contenuti finanziari e linee guida della politica agricola regionale per il periodo di programmazione 2014-2020.

La dotazione di partenza. Per questa partita, il Veneto inizia il suo cammino con una dotazione di partenza di un miliardo 180 milioni di euro, tra finanziamenti comunitari e cofinanziamenti nazionali e regionali. L’incontro è organizzato in collaborazione con ARGAV.

(Fonte: Regione Veneto)

Hamburger di carne sintetica, Manzato (Regione Veneto): “Un modo per trarre profitto alle spalle degli agricoltori e dell’umanità”.

Franco Manzato (a dx), assessore all’Agricoltura Regione Veneto, insieme al presidente ARGAV Fabrizio Stelluto alla manifestazione “Km zero in cucina” (Antica Trattoria Ballotta, 2011)

“Il migliore augurio che possiamo fare alle future generazioni, in tutto il mondo, è che continuino a nutrirsi con cibi frutto della terra e non artificiali, che abbiano gusto, differenze e qualità non “iniettate”, quelle che hanno permesso al genere umano di evolversi fino ai nostri giorni”. Non nasconde sconcerto e perplessità l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato all’annuncio del primo hamburger di carne sintetica, ottenuto coltivando in laboratorio cellule staminali di mucca, e servito sulle tavole londinesi lunedì scorso.

Ennesimo tentativo di omogeneizzare e omologare i sapori. “Non riesco ad immaginare un’umanità talmente immiserita da doversi nutrire con alimenti artificiali rinunciando al sapore delle pietanze che l’hanno nutrita per centinaia di migliaia di anni – spiega Manzato – e francamente non credo che questa sia la prospettiva per vincere la fame nel mondo, ma piuttosto un tentativo, teoricamente legittimo, di trarre profitto alle spalle degli agricoltori e dell’umanità stessa. Un’ipotesi come questa mi ricorda piuttosto Fritz Lang o esperimenti aberranti sul miglioramento della razza. Azzardo che forse sono esperimenti figli semplicemente della mancanza di gusto”. “Non ne faccio neppure una questione statistica o di gradimento – aggiunge Manzato – ma vorrei mettere in guardia da un tentativo, l’ennesimo peraltro, di omogeneizzare e omologare i sapori, il cui effetto non è di nutrire chi ha fame ma di ingrassare chi ha la possibilità di spendere per rincorrere fantasie alimentari e nutritive di vario genere. A spese degli agricoltori.

La fame nel mondo si sconfigge valorizzando l’agricoltura propria di ogni territorio. “Ne faccio invece una questione culturale vera e propria – continua Manzato -, se c’è chi vuole ingegnarsi veramente a sconfiggere la fame e a nutrire un mondo dove il numero degli esseri umani è in continuo aumento, dovrebbe fare ricerche di ben altro tipo e regalarle all’umanità, perché ogni territorio possa produrre alimenti vegetali o animali che meglio gli si adattano e ai quali il territorio stesso possa dare valore, oltre che gusto, sapore e caratteristiche delle quali gli uomini, le famiglie, i ristoranti e così via possano andare orgogliosi”.

(Fonte: Regione Veneto)

Nuove leggi per Veneto Agricoltura e parchi regionali. Manzato: “Auspico una rapida approvazione, ritardi ci costano milioni”

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto

Franco Manzato, assessore Agricoltura Regione Veneto

“Terminati gli impegni elettorali, auspico che il consiglio regionale approvi il più rapidamente possibile i disegni di legge riguardanti la riforma di Veneto Agricoltura e il riordino del sistema dei Parchi regionali. E’ un fatto organizzativo e di servizio ai cittadini ma anche economico, perché eventuali ritardi possono costarci qualche milione di euro”. E’ l’invito formulato dall’assessore all’agricoltura e alle aree protette Franco Manzato, a fronte di proposte presentate dalla Giunta ancora nello scorso luglio e ritenute urgenti dalla generalità delle forze politiche.

Veneto Agricoltura. “La riforma dell’attuale agenzia regionale per il settore primario – ha fatto presente Manzato – ha come obiettivo il miglioramento delle attività di servizio alle aziende e la riduzione delle spese di Veneto Agricoltura. Proprio in attesa della riforma, la struttura è stata commissariata negli ultimi mesi dello scorso anno, per garantire la migliore transizione a quella che sarà una vera e propria “agenzia per l’innovazione”, facendo rientrare talune funzioni in Regione e dismettendo i patrimoni e società possedute o partecipate. In questo modo verrebbero “liberati” 7 dei 14 milioni di euro che la Regione spende ogni anno per mantenere l’impianto attuale di questo braccio strumentale”.

Parchi. “Il disegno di legge relativo ai Parchi regionali prevede dal canto suo un direttore unico che assumerà le funzioni degli attuali Direttori dei parchi del Delta del Po, del Fiume Sile, dei Colli Euganei, mentre per quelli della Lessinia e delle Dolomiti d’Ampezzo non cambierà nulla, in quanto gestiti rispettivamente dalla Comunità Montana e dalle regole d’Ampezzo. Questa soluzione ci permetterà però un risparmio totale che si aggira intorno al mezzo milione di euro”.

Chiusura del cerchio. “Dopo l’istituzione dello sportello unico agricolo, che ha permesso di risparmiare 1,8 milioni di euro – ha riassunto a conclusione Manzato – dopo l’accordo con la Cassa Depositi e Prestiti che ha consentito alle aziende di accedere ai suoi finanziamenti a tasso agevolato; dopo gli accordi sulla ristrutturazione del debito, sui prestiti di conduzione e sul fondo di garanzia di Veneto Sviluppo (quasi 3 milioni di euro alle aziende agricole) e dopo l’accordo con l’Ismea (3 milioni di euro a cui si aggiungono gli investimenti strutturali del ministero), siamo chiamati a chiudere il cerchio del riassetto strutturale con l’approvazione dei due disegni di legge in questione”.

(Fonte: Regione Veneto)

Manzato: “Il futuro prossimo dell’agricoltura veneta sta nelle decisioni di oggi e questa è una responsabilità che la politica deve saper prendersi”

Conferenza Manzato 20 dicembre 2012(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Un 2012 non di certo facile per l’agricoltura veneta, colpita, già in tempi di spending review, dalla forte siccità estiva e dalla presenza di un elevato tasso di aflatossine nel mais, ma che ha visto anche il completamento di un’azione riformatrice volta a sburocratizzare e snellire l’apparato agricolo veneto – dalla realizzazione dello Sportello Unico all’azione di riordino di Veneto Agricoltura e Avepa (quest’ultima completata a inizio 2013) -, in modo da  affrontare al meglio le prossime sfide, PAC 2013-2020 in primis e poi la costruzione del Piano di Sviluppo Rurale, che vedrà l’interazione fra mondo accademico,  imprenditoriale e istituzionale. Ma che dovrà soprattutto affrontare ciò che succederà dopo il 2020, quando “le aziende agricole saranno libere di stare sul mercato ma saranno anche prive di sussidi e aiuti comunitari e dunque, ogni decisione presa oggi ricadrà in modo determinante nel prossimo decennio e questa è una responsabilità che la politica deve sapere prendersi”. Con queste parole, Franco Manzato, assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, ha accolto la stampa nell’incontro di fine anno organizzato in collaborazione con ARGAV giovedì 20 dicembre scorso, presso la sede della Regione Veneto a Mestre (VE), per fare il punto sul futuro prossimo dell’agricoltura veneta, un settore produttivo che crea valore, lavoro ed export nonostante la crisi, ma che dovrà fare i conti con le nuove regole  della programmazione comunitaria. A questo riguardo, vista l’importanza della questione, il socio ARGAV Renzo Michieletto di Europe Direct Veneto, sportello d’informazioni sull’Unione Europea di Veneto Agricoltura-Ufficio Stampa, ne ha tracciato una sintesi, che riportiamo di seguito.

La prossima riforma della PAC, la sesta in vent’anni, è già stata disegnata. Per definirne i dettagli bisognerà però attendere l’approvazione del Quadro Finanziario Pluriennale 2014-2020, comprensivo del capitolo di spesa destinato alle politiche agricole e di sviluppo rurale. Solo a questo punto sarà possibile chiudere una partita iniziata nel 2010  con la presentazione dei primi orientamenti da parte della Commissione europea. Quella della riforma della Pac è una partita che per la prima volta, dopo l’entrata in vigore del Trattato di Lisbona, vede il Parlamento europeo svolgere un ruolo davvero importante: tutti gli atti legislativi relativi alla politica agricola europea dovranno infatti essere approvati congiuntamente dal Consiglio dell’Ue e dal Parlamento europeo (Co-decisione), rendendo le procedure più democratiche ma senz’altro più complesse. Gli oltre settemila emendamenti alle proposte della Commissione, esaminati in questi ultimi mesi dal Parlamento europeo, fanno comprendere quanto complesso sia stato l’iter di avvicinamento della Riforma, ma in definitiva la futura PAC 2014-2020 risulta oggi delineata. Ecco i punti salienti:

  1. Aiuti al reddito, ancora colonna portante della futura PAC. Il reddito degli agricoltori continuerà ad essere sostenuto, in maniera più semplice e mirata rispetto al passato, anche nei prossimi sette anni di programmazione (fino al 2020). L’aiuto di base riguarderà solo gli agricoltori in attività e sarà distribuito in modo più equo tra Regioni e Stati Membri. Altri aiuti saranno “spachettati” (Greening, Giovani, ecc.).
  2. Un aiuto “verde” per conservare la produttività e tutelare gli ecosistemi. Al fine di rafforzare la sostenibilità ecologica del settore agricolo, la nuova PAC riserverà una quota degli aiuti alle pratiche che consentono un uso ottimale delle risorse naturali. Sarà questa la grande novità della PAC 2014-2020: gli agricoltori dovranno svolgere pratiche semplici ed efficaci dal punto di vista ecologico comprendenti la diversificazione delle colture, la conservazione dei pascoli permanenti, la salvaguardia delle riserve ecologiche e del paesaggio, ecc.
  3. Maggiore attenzione alle zone fragili. Per evitare la desertificazione e preservare la ricchezza dei territori, sarà data la possibilità agli Stati Membri di fornire un maggiore sostegno, grazie a un’indennità supplementare, agli agricoltori che si trovano in zone soggette a vincoli naturali.
  4. Facilitare l’insediamento dei giovani agricoltori. Per incentivare l’occupazione e incoraggiare le giovani generazioni a dedicarsi all’attività agricola, la PAC 2014-2020 prevede l’istituzione di nuove agevolazioni all’insediamento giovanile.
  5. Finanziamenti per la ricerca e l’innovazione. Al fine di dar vita ad un’agricoltura della conoscenza che sia anche competitiva, la futura PAC rafforzerà gli stanziamenti destinati alla ricerca e all’innovazione in campo agronomico. L’obiettivo è quello di fare in modo che i risultati della ricerca si concretizzino nella pratica attraverso un nuovo partenariato per l’innovazione.
  6. Una filiera alimentare più competitiva ed equilibrata. Per rafforzare la posizione degli agricoltori saranno sostenute le Organizzazioni di produttori e interprofessionali. Saranno sviluppate le filiere corte dal produttore al consumatore, con l’eliminazione dei troppi intermediari che oggi appesantiscono il comparto.
  7. Stimolare l’occupazione rurale e lo sviluppo locale. La futura PAC promuoverà l’occupazione e l’imprenditorialità nelle zone rurali. Incoraggerà le iniziative di sviluppo locale (progetti di microimpresa) e rafforzerà il ruolo del GAL.
  8. Semplificazione e nuovi strumenti. La nuova PAC propporrà meccanismi gestionali più semplici (sburocratizzazione, sostegno ai piccoli agricoltori, condizionalità, sistemi di controllo, ecc.) e delle reti di sicurezza più efficaci e reattive per i comparti più esposti (intervento pubblico e ammasso privato).

Diritti d’impianto. Durante la conferenza stampa si è parlato anche della questione dei diritti d’impianto, una norma che regolamenta la produzione vinicola. Alcuni Paesi Ue, soprattutto quelli non produttori di vino, vorrebbero liberalizzare il settore. Se ciò dovesse accadere, si potrebbero impiantare ovunque nuovi vigneti, favorendo così le aziende agricole di grandi dimensioni, a scapito però della produzione di vino di qualità. La norma, dibattuta il 18 e il 19 dicembre scorso a Bruxelles in occasione della riunione del Consiglio, ha registrato una novità: il passaggio da un sistema di diritti a uno ad autorizzazioni all’impianto, da valutare ancora se far entrare in vigore nel 2016 o 2018. “Presenteremo a gennaio la proposta alla commissione Agricoltura del Parlamento Ue – ha detto Ciolos al termine dei lavori – pensiamo che le conclusioni a cui si è giunti con il Gruppo d’alto livello siano coerenti, in quanto si consentirà agli Stati membri di modulare le autorizzazioni a seconda dell’andamento di mercato e tenendo conto delle specificità locali, il tutto al fine di tenere sotto controllo le produzioni, patrimonio ereditato dalla riforma del 2008 che ha dato sotto questo punto di vista ottimi risultati”.

Giovedì 20 dicembre 2012, conferenza stampa di fine anno dell’assessore regionale all’Agricoltura Manzato organizzata in collaborazione con ARGAV

Conferenza Stampa Manzato 30 marzo 2012L’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto, Franco Manzato, in collaborazione con ARGAV, organizza  la conferenza stampa di fine anno che si svolgerà giovedì 20 dicembre 2012 alle ore 11.00 nella sede della Direzione Agricoltura Veneto, a Venezia-Mestre (via Torino 110).

Tra i temi affrontati durante l’incontro ricordiamo la Politica Agricola Comune (PAC) 2013; la nuova programmazione del Piano Sviluppo Rurale; i diritti d’impianto.

Agricoltura, Regione Veneto per istituzione poli orticolo-frutticolo e vitivinicolo

Franco Manzato assessore Agricoltura Regione Veneto

La Regione del Veneto vuole “iniettare” innovazione nei suoi principali e più pregiati segmenti produttivi agricoli, promuovendo la creazione di Poli integrati, dove costruire una stretta interazione tra il mondo della ricerca, dell’impresa e della pubblica amministrazione. “L’obiettivo – ha spiegato l’assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato – è di favorire, attraverso le necessarie sinergie, una maggior efficienza del sistema e di ogni sua componente, anche attraverso un programma di coordinamento delle attività relative alla ricerca, alla didattica, alla gestione dei processi produttivi e di trasformazione, nonché alla formazione e informazione del mondo ‘vitivinicolo e dei distillati’ e ‘ortofrutticolo del fresco e del trasformato’”.

In sei mesi, la proposta operativa. Per arrivare al risultato, la Giunta ha deciso nei giorni scorsi  di istituire un Gruppo di lavoro tecnico che, nel giro di sei mesi, elabori la proposta operativa per la costituzione, la gestione e il funzionamento dei Poli veneti di innovazione per i due settori orticolo, frutticolo e vitivinicolo. Il polo ortofrutticolo avrebbe la sua sede ideale nella provincia di Verona, mentre quello vitivinicolo potrebbe collocarsi nel trevigiano.

Produzioni d’eccellenza. “Ortofrutticolo e vitivinicolo – ha ricordato Manzato – sono al primo posto a livello regionale per le produzioni di eccellente qualità e, in generale, rappresentano le prime due voci dell’export agroalimentare italiano. In particolare, la produzione ortofrutticola, per un totale di 10,5 milioni di quintali, rappresenta il 20 per cento della produzione agricola veneta, incide per 35,7% sull’export dell’agroalimentare regionale, comprende 12 prodotti a indicazione geografica protetta (IGP) e 3 a denominazione di origine protetta (DOP), interessa circa 58.600 ettari di terreno agricolo. La produzione vitivinicola vale il 12 per cento del totale regionale, è la prima in Italia per quantità e per export (circa il 30 per cento del totale nazionale, ma anche una analoga percentuale dell’export agroalimentare regionale), comprende 28 DOC, 14 vini DOCG e 10 IGT”.

Rivoluzione settore primario veneto in atto. “Questi due poli – ha concluso Manzato – rappresenteranno altri due elementi innovativi della rivoluzione in atto nell’agricoltura veneta, avviata con il riordino di Avepa con l’istituzione dello Sportello Unico e la chiusura degli Ispettorati e che passa anche per la riforma di Veneto Agricoltura e del sistema dei Parchi regionali, allo scopo di dare efficienza al sistema e ridurre le spese operative per trasferirle sugli investimenti”.

(Fonte: Regione Veneto)

Ridefinito nella struttura e orientato ai giovani: l’assessore all’Agricoltura Franco Manzato traccia il futuro del settore primario veneto

30 marzo 2012, Mestre (VE), sede Regione Veneto, incontro stampa con assessore regionale all'Agricoltura Franco Manzato

Venerdì 30 marzo scorso, presso la sede della Regione Veneto a Mestre (VE), si è svolto l’incontro stampa organizzato dall’assessore all’Agricoltura della Regione Veneto Franco Manzato in collaborazione con ARGAV.

Partecipanti. Alla conferenza stampa, coordinata dal presidente ARGAV Fabrizio Stelluto, erano presenti i collaboratori più stretti dell’assessore: Riccardo De Gobbi, dirigente responsabile della Direzione Agroambientale e Servizi per l’Agricoltura, Andrea Comacchio, commissario straordinario allo Sviluppo Rurale, Silvia Majer, responsabile dell’Unità Complessa Sistema Informativo Settore Primario, Pietro Cecchinato, dirigente della Direzione Piani e Programmi del Settore Primario, oltre che Mimmo Vita, capo Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura, obiettivo ricerca e innovazione. L’assessore Manzato ha confermato la linea della massima finalizzazione all’innovazione e del trasferimento tecnologico che la Regione, per quel che le compete in termini di politiche e programmazione e gli enti, quali Veneto Agricoltura, per quel che attiene ai supporti al tessuto produttivo, sta perseguendo. A questo proposito ha detto che Veneto Agricoltura sarà ridefinita, passando da “azienda” ad “agenzia”. Alleggerita dei compiti che non le sono propri come la parte programmatoria e strategica che saranno portate in Regione, potenziando però la parte della ricerca e innovazione e il conseguente trasferimento tecnologico alle aziende.

AVEPA e Sistema Parchi. Per AVEPA si prevede invece una scala di attività interregionale, con la gestione dei servizi da organo pagatore anche del vicino Friuli Venezia Giulia che attualmente non dispone di una sua propria struttura, peraltro imposta dalla UE. La legge di riordino di Veneto Agricoltura e di Avepa saranno varate entro quest’anno. Anche il Sistema Parchi sarà riformato, la parte più importante riguarderà l’urbanistica che passerà dal controllo dell’ente parco a quello dei rispettivi comuni. E qui c’è da augurarsi che gli enti locali affamati come sono di risorse fin qui assicurate dagli oneri di urbanizzazione e più vulnerabili alle concessioni improprie, non consentano l’ulteriore devastazione del territorio.

PiaVe, uno sportello unico agricolo telematico. Durante l’incontro è stato presentato alla stampa anche PIAVe (Portale Integrato per l’Agricoltura Veneta), progetto promosso e coordinato dalla Regione Veneto in collaborazione con AVEPA e Veneto Agricoltura. Il portale si propone di fornire una visione d’insieme del settore primario veneto nonché di essere luogo di informazione, comunicazione e servizio per il mondo agricolo veneto. PIAVe presenta una parte pubblica liberamente navigabile con servizi di informazione, cartografie, banche dati, videoclip illustrativi, ecc. e una parte ad accesso riservato tramite identificativo utente e password, dove sono messe a disposizione degli utenti registrati alcuni servizi come la visualizzazione dei dati del Fascicolo aziendale e le informazioni sullo stato di avanzamento nonché i dati salienti delle pratiche presentate.

PAC e Giovani.  A questo riguardo è stata istituita la cabina di regia “PAC 2020”, ovvero un gruppo di lavoro che dovrà ridefinire la figura dell’agricoltore e gestire uno scenari che travalicherà gli ambiti regionali amministrativamente intesi per dimensionarsi su scala di macroaree. Di fatto l’aiuto, per alcuni comparti, sarà ridotto dal 50 ad anche il 100%. Un’attenzione particolare è stata dedicata ai giovani che nel 2012, si prevede siano 400 i nuovi ingressi in agricoltura. A tal proposito, la Regione Veneto ha allo studio un accordo con Ismea per facilitare il subentro dei giovani nella gestione delle aziende agricole anche rendendo più facile l’accesso al fondo di garanzia non solo per operazioni a medio e lungo termine ma anche sui prestiti a breve e sul circolante. L’aiuto al subentro disporrà di 8-9 milioni di euro ed è un passaggio determinante perché come ha detto l’assessore “i giovani sanno leggere l’innovazione e cogliere le occasioni”.

(Si ringrazia per il contributo redazionale Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente Circuito Wigwam).