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Da Mel (BL) ad Asiago (VI), la Grande Guerra ricordata in mostre d’arte, dedicate anche alle recenti calamità naturali che hanno colpito la montagna veneta

Il socio Argav Edoardo Comiotto ci rende partecipi di una bella iniziativa in corso fino al prossimo 30 dicembre nel seicentesco Palazzo delle Contesse di Mel (BL). Si tratta di una trentina di opere in mostra realizzate da 18 artisti che si sono ispirati al libro “Pikadi par an fià – Appesi per un fiato, di cui Comiotto è autore. La collettiva, che gode del patrocinio della provincia di Belluno, del comune di Mel e della pro loco Zumellese, è visitabile il sabato e la domenica dalle ore 9 alle ore 12 e dalle 15 alle 18. Il libro unisce storia e contesto socio-economico fra la fine dell’Ottocento e del Novecento e le vicende della Prima Guerra mondiale. Protagonista un giovane: Giuseppe Belunat, o meglio Bepi come è conosciuto dai suoi compaesani zumellesi, arruolato al Settimo Reggimento Alpini di Belluno. Attraverso la narrazione della sua vita, il lettore ha modo di immergersi in quel mondo ormai lontano nel tempo, ma che ha risvolti e situazioni emozionali tutt’ora presenti in tutti noi.

Una mostra che onora una terra colpita dalle recenti calamità naturali. Ad Asiago (Vi), invece, nel museo Le Carceri, fino al 6 gennaio 2019, si tiene la mostra “Parole e oggetti tra guerra e pace“, offerta gratuitamente da Bruno Zama e Gian Paolo Marchetti, due collezionisti e saggisti emiliano-romagnoli, per testimoniare la loro vicinanza e quella dell’Emilia Romagna alla cittadina dopo la recente calamità naturale della distruzione dei boschi. Realizzata con il patrocinio dell’assessorato al Turismo e Cultura del comune di Asiago, la mostra espone materiale bellico della Grande Guerra riutilizzato per la vita quotidiana e giornali nazionali originali. Curatrice dell’esposizione, la direttrice del museo, Lucia Spolverini, che ha approntato la mostra con la collaborazione delle associazioni “La Gavetta” (del vicentino), la “Squadriglia del Grifo” di Lugo di Romagna e la Cooperativa di solidarietà sociale “Il Faggio” di Asiago.

I collezionisti. Bruno Zama, faentino emigrato a Lugo di Romagna, bancario, colleziona oggetti bellici modificati, trasformati e riusati delle due Guerre Mondiali, studiandoli ha realizzato nel 2012 e 2014 due libri sui riutilizzi bellici. Dopo quei libri-cataloghi anche in Italia si è formato sull’argomento consapevolezza, conoscenza e coscienza ed un mercato di riutilizzi bellici inerti. Gian Paolo Marchetti è di Ferrara, dottore, ricercatore, appassionato della montagna, risulta fra le guide del parco della zona di Asiago, colleziona quotidiani originali dalla prima guerra mondiale e fino agli anni trenta, oltre a realizzare vari splendidi libri sulla Grande Guerra.

La mostra. Per la prima volta insieme, le mostre dei due collezionisti vanno a rappresentare il 1918, ultimo anno di guerra, con rari quotidiani di Gian Paolo Marchetti originali del periodo, ma anche tangibili oggetti bellici, modificati, trasformati e riutilizzati per la vita quotidiana della collezione Bruno Zama. Fra gli oltre 150 reperti di oltre 100 anni fa, spiccano un piccolo crocefisso realizzato da fante italiano in prima linea con il filo spinato, molti oggetti riusati dai soldati al fronte trasformando gavette, gavettini, copri-spolette, bombe a mano, proiettili, bossoli, badili. Oppure da abili agricoltori, o artigiani elmetti trasformati dopo il conflitto in scaldaletto, imbuti, scolapasta, in pale, o svuota letame detti “Stoss” (fra cui uno addirittura utilizzato fino alla sua parziale usura, che fu aggiustato grazie alla latta di una grossa scatola di sardine!) e tanti altri intriganti riutilizzi per la vita quotidiana. Ma anche bossoli in ottone bulinati, o trasformati, come portagioie, borse per l’acqua calda, porta caramelle, vasi di fiori, calamai, schiacciapatate, macinino, alcuni realizzati in prima linea per le esigenze dei soldati, altri son vere opere d’arte, realizzate nel primo dopoguerra da sapienti artigiani. In mostra simbolicamente anche rami e foglie di alberi abbattuti dalle intemperie, inseriti come ornamento nei vasi realizzati riutilizzando e modificando elmetti, o bossoli della Grande Guerra. Miseria che portò proprio alla necessità, per potere vivere, di trasformare gli oggetti bellici per la realizzazione di tali manufatti, riusando ciò che la guerra lasciò abbandonato sui campi di battaglia. Una valenza anche ecologica questa del riuso! Di grande impatto i laboratori didattici e le visite guidate per bambini a cura del museo (dalle 16,30 alle 17,30 del 24-28-30 dicembre 2018 e del 3 gennaio 2019). Orari ingresso mostra: tutti i giorni 10-12.30 e 15,30-18,30, tel. 0424-600255 museolecarceri@gmail.com, previste visite guidate dai curatori la mostra, info su http://www.asiago.to

 

25 maggio 2016, a Vicenza si tiene “Il rancio in prima linea”, conferenza dedicata alla Grande Guerra sul Fronte Vicentino

Rancio GrandeGuerra

foto Museo Civico del Risorgimento di Bologna tratta dal

Il Bacalà Club Palladio, in collaborazione con la Biblioteca Internazionale “La Vigna”, propone per mercoledì 25 maggio 2016 alle ore 18.00 la seconda conferenza dedicata alla Grande Guerra sul Fronte Vicentino, avente per tema: Il rancio in prima Linea.

Dalle cucine da campo al fronte, rifornimenti alle truppe sotto il fuoco nemico. Il 15 maggio 1916, appena le condizioni del tempo lo permisero, scattò la cosiddetta Strafexpedition e l’11ª Armata austro-ungarica passò all’attacco fra la Val d’Adige e la Valsugana e l’offensiva non fu una sorpresa per Cadorna, lo fu invece per l’opinione pubblica: improvvisamente l’Italia scoprì, dopo un anno di sole offensive, di trovarsi in grave pericolo. L’avanzata austro-ungarica travolse il fronte italiano per una lunghezza di 20 chilometri, avanzando a fondo nella zona dell’Altopiano dei Sette Comuni. Il 27 maggio gli Austro-Ungarici presero Arsiero, seguita il 28 da Asiago. Gli abitanti dell’Altopiano furono sfollati nei comuni del Basso Vicentino, mentre la pianura diventava l’immediata retrovia del nostro esercito. Al seguito dei reggimenti si trovavano i parchi degli animali vivi destinati ad assicurare i rifornimenti alle truppe in prima linea e vedremo come dalle cucine da campo il cibo arrivasse al fronte, spesso sotto il fuoco nemico.

Incontro aperto al pubblico. Dopo l’introduzione del presidente della Biblioteca Mario Bagnara, la relazione sarà tenuta dal prof. Galliano Rosset, Priore della Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina e appassionato storico delle vicende della città di Vicenza, il quale sottolineerà le gravi difficoltà che i nostri soldati al fronte dovevano sopportare, non solo per gli scontri a fuoco, ma anche per la propria alimentazione. Le cartoline originali della collezione del prof. Rosset documenteranno le attrezzature e l’equipaggiamento di cucina. L’invito è rivolto ai soci e simpatizzanti sia del Bacalà Club Palladio sia della Biblioteca “La Vigna” e a tutte le persone interessate all’argomento: in questo modo si vuole dare un piccolo contributo nel ricordare la Prima Guerra Mondiale che ha visto Vicenza in prima linea per un lungo periodo del conflitto.

Fonte: Biblioteca La Vigna

ARGAV “in campo” per commemorare la Grande Guerra

Padovagrandeguerra.itIl consigliere ARGAV Emanuele Cenghiaro, giornalista ed editore padovano, ci mette a conoscenza di una bella iniziativa da lui intrapresa, non riguarda le tematiche agroambientali da noi solitamente affrontate, ma tocca un tema di importante memoria storica e di sicuro interesse per molti nostri lettori, la Grande Guerra, di cui ricorrerà il centenario nel 2015. Si tratta di www.padovagrandeguerra.it, sito che dà la possibilità di fare memoria e raccogliere materiali su Padova e il ruolo che la città, ma anche i paesi della provincia, gli abitanti, i soldati, ebbero durante la I^ Guerra mondiale del 1915-18.

Un sito aperto ai contributi di tutti. http://www.padovagrandeguerra.it nasce “in costruzione”: vuole infatti realizzarsi passo passo con i contributi di chi vorrà inviare materiali, fotografie, ricordi di famiglia, suggerimenti. L’obiettivo è di terminare la raccolta entro il 1918, centenario dell’armistizio a villa Giusti.  Oltre a Cenghiaro, co-autore nel 2008 assieme a Pier Giovanni Zanetti del volume “Padova e la Grande Guerra”, a curare il sito ci sono la studiosa Lisa Bregantin e Silvia Zava, storica dell’arte contemporanea e guida turistica, entrambe specializzate sul tema della Prima Guerra mondiale a Padova. «All’inizio avevamo pensato il sito come un completamento del volume ‘Padova e la Grande Guerra’ – racconta Cenghiaro – perché dopo la pubblicazione del libro ci siamo resi conto di un patrimonio di testimonianze e materiali, in particolare della provincia, che è un peccato disperdere. Poi il progetto ha preso vita propria, si è staccato dall’idea iniziale ed è divenuto semplicemente un luogo offerto alla città per ricordare un evento di enorme importanza nel suo recente passato. Anche in questo periodo di celebrazione del centenario della Grande Guerra mi sembra che il Veneto stia trascurando un po’ troppo il ruolo e il contributo che Padova ha dato al conflitto: per questo il sito si apre su una pagina statica che riporta il pensiero dello scomparso prof. Giuliano Lenci proprio su questo aspetto e che richiama il ruolo di Padova come ‘città della Pace’».

Un sito utile per gli studiosi e per il mondo della scuola. «Ho accettato con piacere di collaborare a questo sito perché può essere una grande opportunità di dialogo tra città e territorio; tra storia e memoria. A questo va aggiunta l’effettiva possibilità di incrementare e rendere disponibile molto materiale inedito che giace ancora nei cassetti. Chi studia la Grande Guerra conosce l’importanza e l’opportunità del confronto e del dialogo per arricchire da un lato il proprio lavoro e dall’altro per metterlo a disposizione di più persone possibili – spiega Lisa Bregantin – e proprio per questo motivo credo che questo sito possa essere di utilità sia per gli studiosi che per il mondo della scuola». «Così come la Grande Guerra non si è svolta unicamente lungo i fronti e le trincee – precisa Silvia Zava – così anche Padova non è legata solo all’Armistizio siglato il 3 novembre a villa Giusti. Il suo ruolo di Capitale al Fronte, dopo la disfatta di Caporetto, la vede protagonista a trecentosessanta gradi nel panorama internazionale, ospitando la sede del Comando Supremo. Anche Vittorio Emanuele III e la regina vivono la città rispettivamente con ruoli burocratici e filantropici. Infine, molti dei protagonisti della Grande Guerra  vedono svolgersi alcuni momenti delle loro vite a Padova, basta citare fra questi l’arciduca Francesco Ferdinando, l’eroe irredentista Cesare Battisti e Gabriele d’Annunzio. Una città da scoprire anche sotto quest’ottica e con nuovi punti di vista. Da storica dell’arte contemporanea esperta in monumenti ai caduti vorrei che il taglio didattico dato alle visite in città avesse soprattutto un carattere storico sociale, in cui ricordare i fatti ma soprattutto le persone, nonché il valore e l’eroicità dei soldati che hanno perso la vita in questo tragico, cruento evento».

Si possono già inviare foto, storie e ricordi di famiglia. Tramite apposito modulo, scaricabile dal sito, è già possibile inviare contributi quali ad esempio fotografie oppure storie e ricordi di famiglia. Gli articoli saranno tutti commentabili e potranno essere aggiornati in base alle indicazioni pervenute. Una sezione del sito presenta una bibliografia in aggiornamento e le recensioni di volumi sul tema Padova e la Grande Guerra. Per contatti si può scrivere a info@padovagrandeguerra.it