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7 ottobre, torna Grapperie aperte, quattro quelle venete, una nel Trevigiano e tre nel Vicentino, tema 2018 grappa e caffè

Quindicesima edizione di Grapperie Aperte in arrivo in sei regioni italiane: domenica 7 ottobre in 18 distillerie di tutta Italia, di cui quattro in Veneto, il distillato di bandiera torna protagonista con una giornata dedicata all’abbinamento tra grappa e caffè, i due fine pasto per antonomasia della cultura enogastronomica nostrana.

Il programma per le distillerie venete è ricco e vario. Una è in provincia di Treviso, ovvero Castagner Roberto Acquaviti a Visnà di Vazzola, che oltre alle visite agli impianti di produzione offre degustazioni di distillati e cocktail e un torneo di burraco; le restanti tre sono in provincia di Vicenza. Si tratta della Fratelli Brunello di Montegalda, che aprirà le porte ai propri ospiti accompagnandoli nel tour dell’azienda con degustazione finale di distillati con sfiziosi abbinamenti a base di caffè e la presentazione delle novità di produzione; della Distilleria Li.Di.A. a Villaga, presso la quale si potranno effettuare visite agli impianti in funzione con illustrazione del processo produttivo e degustare grappe diverse in abbinamento a caffè e altri prodotti agroalimentari del territorio a km zero; della Distilleria Poli a Schiavon, che per la giornata di Grapperie Aperte propone visite agli impianti in funzione con l’antico alambicco a vapore e al Museo della Grappa, dove è conservata la più ampia collezione italiana di grappe storiche – 2500 bottiglie provenienti da 700 distillerie diverse – oltre alle degustazioni con sfiziosi abbinamenti enogastronomici.

L’Italia della grappa si riunisce dunque in un’ideale degustazione itinerante, una caccia al tesoro tra i bouquet e gli aromi delle vinacce che raccontano singoli territori e ancor di più la storia di chi le trasforma in un pregiato distillato, vero emblema della sostenibilità. La lavorazione delle vinacce, infatti, rappresenta un modo nobile e assolutamente ecosostenibile per recuperare le bucce d’uve dopo la prima spremitura da cui si estrae il vino, e dare così origine a un nuovo prodotto, esclusivo e personalizzato su mappe sensoriali espressione di un preciso terroir di origine.

La buona annata di vendemmia si riflette sulla produzione dei distillati. Certo è che, come per il vino, a determinare una buona annata per i distillati sia l’esito della vendemmia. Quella dell’anno corrente, per le caratteristiche climatiche e il bilanciato alternarsi di precipitazioni piovose con giornate soleggiate e temperate, è stata annunciata come una delle migliori degli ultimi anni e tale performance in vigna si ripercuoterà positivamente anche sulla produzione di acquavite che potremo degustare nei prossimi anni. Particolarmente favorevole sembra essere stata l’annata delle uve a bacca rossa, tuttavia anche per i vitigni a bacca bianca le rese sono buone e la qualità della vinaccia notevole, con profumi di grande livello. Programmi dettagliati disponibili al sito www.istitutograppa.org

Fonte: Servizio stampa Istituto Nazionale Grappa

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2 ottobre 2016, torna “Grapperie Aperte”

grapperie aperte - visiteDomenica 2 ottobre torna in Veneto la manifestazione Grapperie Aperte, quest’anno alla tredecisima edizione, organizzata dall’Istituto Nazionale Grappa con lo scopo di promuovere e valorizzare il distillato di bandiera che quest’anno mette insieme due eccellenze del made in Italy, ovvero i distillati e la pasticceria. In Veneto partecipano quattro distillerie “storiche” Roberto Castagner Acquaviti, Distilleria F.lli Brunello, Distilleria Li.Di.A. e Poli Distillerie.

Dal vicentino il gruppo più cospicuo di grapperie aderenti: la Distilleria F.lli Brunello di Montegalda, che dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18.30 propone visite guidate agli impianti della distilleria in funzione con descrizione dell’intero ciclo produttivo e degustazione di invitanti stuzzichini preparati con prodotti tipici del territorio in abbinamento tra le grappe di produzione propria e una selezione di dolcetti artigianali vicentini; la Distilleria Li.Di.A. di Villaga (0444 885074) che apre dalle 10 alle 18 con visite alla distilleria in funzione e degustazioni gratuite di distillati in abbinamento a prodotti gastronomici del territorio, dolci e salati; e la Poli Distillerie di Schiavon, distilleria artigianale fondata nel 1898 dalla stessa famiglia Poli, che propone tour dell’azienda, assaggi di grappe e liquori proposti in gustosi abbinamenti e un curioso back stage, quello della fiction Rai “Di padre in figlia” che ha girato alcune scene della serie proprio nei locali della distilleria.

Unica distilleria trevigiana è Roberto Castagner Acquaviti di Visnà di Vazzola che dalle 10 alle 12 e dalle 15 alle 18, attende curiosi ed appassionati per degustare distillati e cocktail in abbinamento con la grappa e per visite guidate agli impianti di distillazione. Da non dimenticare la sfida tra social addicted: immortalando in uno scatto personaggi significativi per il mondo della distillazione, strumenti di lavoro, impianti di produzione o barricaie, abbinamenti o semplicemente occasioni di consumo, richiami al legame tra distilleria e territorio ed emozioni si potrà partecipare al contest fotografico su Facebook e Instagram dedicato a “Lo spirito della grappa sposa la dolcezza della pasticceria”. La foto migliore sarà premiata con la pubblicazione della foto a supporto della comunicazione dell’Istituto Nazionale Grappa, con citazione dei credits dell’autore. Per partecipare è sufficiente pubblicare la foto sui già citati Social Network utilizzando l’hashtag #nomegrapperia accanto a #grapperieaperte2016.

Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

Istituto Nazionale Grappa, il veneto Elvio Bonollo riconfermato presidente anticipa la trasformazione dell’Istituto in Consorzio e regole più ferree sull’imbottigliamento.

Elvio Bonollo

Elvio Bonollo

Elvio Bonollo è stato rieletto per il secondo mandato alla presidenza dell’Istituto Nazionale Grappa. La conferma, al termine del Consiglio che si è riunito lo scorso 10 febbraio a Verona.

Tutela e valorizzazione della grappa. “Ringrazio per la fiducia che mi è stata rinnovata – ha commentato Bonollo –  la considero un riconoscimento per il lavoro che insieme al Consiglio abbiamo portato avanti negli anni. Alcuni degli obiettivi che ho proposto e condiviso durante il mio primo mandato, sono ancora attuali e l’intenzione è quella di proseguire in questa direzione al fine di porre le basi per la tutela e la promozione che la nostra acquavite di bandiera –l’’Indicazione Geografica Grappa- si merita. Proprio in merito all’Indicazione Geografica Grappa – aggiunge il rieletto presidente –  grazie all’importante impegno profuso e alla collaborazione col MIPAAF, si è giunti finalmente dopo anni di lavoro alla pubblicazione del decreto 747 del 28/01/16, il quale, sostanzialmente, ci permette di  fare importanti passi in avanti proprio nella tutela e nella valorizzazione della grappa”.

Dall’1 agosto 2016 più rigore sull’imbottigliamento della grappa al di fuori della zona di produzione. Altra priorità per l’Istituto Nazionale Grappa è la necessità di creare le condizioni per un piano di controllo efficace in Italia e all’estero: insieme alla tutela e alla valorizzazione, rappresentano l’obiettivo primario del secondo mandato di Bonollo,  ma anche la mission del Consorzio di Tutela e Promozione nel quale si ha intenzione di trasformare lo stesso Istituto, rimarcando ulteriormente quanto il mondo della grappa necessiti di unità di intenti per difendere l’autenticità del prodotto. Nel presentare tale ipotesi, Bonollo si è altresì soffermato sull’importanza dell’identità territoriale per il  prodotto grappa e sulle ricadute positive che questo asset può fornire all’economia nazionale ma anche a quelle locali: “il fatto di avere la produzione della grappa all’interno del territorio italiano produzione –dalla coltivazione delle uve all’ottenimento del distillato pronto per essere consumato- ci permette di garantirne al consumatore l’autenticità del profilo organolettico, ovvero quell’elemento che rende unica l’acquavite di bandiera italiana distinguendola dalle altre acqueviti. Un aiuto in tale direzione potrebbe arrivare già con il citato decreto del Mipaaf che di fatto introduce dal 1 agosto prossimo, regole più rigorose sull’imbottigliamento del prodotto grappa al di fuori della zona di produzione a tutela del consumatore che richiede autenticità del prodotto e quale strumento di contrasto alle contraffazioni”.

Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

4 ottobre 2015, Grapperie Aperte in Veneto

AlambiccoDomenica 4 ottobre si tiene anche in Veneto Grapperie Aperte 2015, l’evento organizzato dall’Istituto Nazionale Grappa. Volto a promuovere e a valorizzare il distillato di bandiera, l’evento coinvolge in Veneto cinque distillerie, tre in provincia di Vicenza e due in provincia di Treviso.

Nel Vicentino, la Distilleria F.lli Brunello a Montegalda si racconterà ai visitatori dalle 10 alle 12 e dalle 14 alle 18, durante la visita guidata dell’azienda con assaggio finale in abbinamento ad altri prodotti tipici del territorio. A Villaga la Distilleria Li.Di.A (Strada Provinciale Berico Euganea 30, tel 0444- 885074) propone dalle 10 alle 18 visite guidate agli impianti durante il processo di distillazione e degustazioni di grappa in abbinamento a prodotti tipici del territorio, mentre a Schiavon, la Distilleria Poli dalle 10 alle 18 offrirà degustazioni in abbinamento con cibi biologici, per stimolare la sensibilità all’ambiente e le papille gustative, con visita all’antico alambicco a vapore e all’innovativo alambicco a bagnomaria sottovuoto.

Nel trevigiano, la Roberto Castagner Acquavite a Visnà di Vazzola, dalle 9.30 alle 12.30 e dalle 15 alle 18 intratterrà i visitatori con visite guidate e degustazione di prodotti, mentre a Conegliano l’Istituto Grappa Veneta insieme a Veneto Agricoltura e la Scuola Enologica di Conegliano sarà ancora una volta protagonista di una “giornata della Grappa Veneta” presso la Distilleria Sperimentale della Scuola Enologica di Conegliano (via XXVIII Aprile 20, tel. 0438 450023), la più piccola in Italia. Sono previste visite guidate alla distilleria funzionante, degustazioni libere e guidate.

Fonte: Servizio Stampa Istituto Nazionale Grappa

 

 

Grappa e accise, nuovi aumenti in vista nel 2015

Elvio Bonollo

Elvio Bonollo

A partire dal 1° gennaio 2015 si profilano nuovi aumenti dell’accisa sugli alcolici: partendo da ottobre 2013, si tratta del quarto incremento della fiscalità per gli imprenditori del settore e l‘Istituto Nazionale Grappa non ci sta.  Il presidente di ING, Elvio Bonollo, intervenuto ieri all’incontro organizzato da AssoDistil e Federvini presso le Distillerie Franciacorta di Borgonato di Cortefranca, si è unito al coro di protesta di chi sostiene che con questi provvedimenti si vadano a colpire non solo prodotti tipici del made in Italy, ma anche i territori in cui tali produzioni di eccellenza sono radicate.

Contrazione dei consumi. “La nostra acquavite di bandiera – ha commentato Bonollo – già provata dalla situazione economica generale, in poco più di un anno è stata pesantemente penalizzata con politiche fiscali miopi e sciagurate che in più riprese hanno incrementato l’accisa di circa venti punti percentuali: qualcosa che non si era mai visto nella storia del nostro settore. A decorrere da inizio del prossimo anno è previsto un ulteriore aumento che porterà l’incremento complessivo da ottobre 2013 a circa 30 trenta punti percentuali sul quale – vale la pena ricordarlo –  graverà anche l’IVA del 22%. Tradotto in termini concreti, vi sarà un ulteriore aumento dei prezzi che condurrà ad una ennesima contrazione dei consumi con un effetto complessivo di riduzione del gettito totale incamerato dallo Stato. Continueremo a ribadire che si tratta di una misura fine a se stessa, incapace di risolvere i problemi e allo stesso tempo in grado di impoverire soltanto la categoria dei distillatori dal momento che, lo confermano i dati storici, aumenti d’accisa determinano inevitabilmente contrazioni dei consumi”.

Influssi negativi sull’occupazione. Secondo i dati dell’Osservatorio Congiunturale Format, infatti, nel terzo trimestre dell’anno le aziende attribuiscono il calo del fatturato nell’80% dei casi alla crescita delle accise. Con questo quarto “balzello” previsto per il 1° gennaio 2015, la tassazione sugli spiriti arriverà a quota +30% e ciò potrebbe avere un impatto negativo anche sul fronte occupazionale, in quanto si potrebbero perdere oltre 6.700 posti di lavoro, soprattutto nelle zone per tradizione vocate a distillati e liquori come Piemonte, Lombardia, Veneto o Friuli Venezia Giulia. Se poi si considera che più del 70% delle vendite di grappa avvengono sul mercato nazionale si possono facilmente intuire gli effetti di questo ennesimo pesantissimo aumento sul settore della grappa, composto da aziende medio piccole, in gran parte a conduzione famigliare.

Tensione finanziaria. “Da un lato – ha ripreso Bonollo – la contrazione dei consumi determinerà una perdita di fatturato, gravando sugli equilibri economici delle grapperie, dall’altro l’ulteriore aumento del valore dell’accisa, che le aziende si trovano per lo più costrette ad anticipare allo Stato rispetto al momento dell’incasso dai clienti, comporterà un innalzamento della tensione finanziaria già alimentata dai ritardi nei pagamenti dovuti alla situazione congiunturale. E’ chiaro – ha aggiunto – che la combinazione dei due fattori economico e finanziario sopra evidenziati, in una situazione generale di già con diffusa difficoltà, rischia di essere fatale per molte realtà che pur non vantando grosse dimensioni, hanno comunque un impatto diretto ed indiretto sull’occupazione e sono, soprattutto, custodi di quella importante tradizione e di quell’esperienza, creata nel corso di generazioni di vite spese in duro ed appassionato lavoro in distilleria. Quel knowhow che ha consentito di creare la grappa e di perfezionarla nel tempo sino a farla diventare la nostra acquavite di bandiera”.

Inestimabile patrimonio di conoscenza. Oltre al danno economico infatti, si rischia di perdere irrimediabilmente una fetta significativa dell’inestimabile patrimonio di conoscenza che sta alla base della grappa, della sua inimitabile “italianità” e del suo grande valore sensoriale: non è accettabile che tanta tradizione, tanta esperienza, tanta capacità imprenditoriale che hanno saputo nascere e svilupparsi in aziende sane che non hanno badato a risparmiarsi e che si sono difese ed evolute nel corso di secoli, superando crisi economiche ed eventi bellici, possano finire per essere distrutte da politiche fiscali fini a se stesse in quanto inefficaci nel produrre i risultati in termini di aumento del gettito complessivo. “Ci siamo battuti e ci batteremo con tutte le nostre forze per evitare questo ennesimo ingiusto e sciagurato aumento – ha concluso Bonollo –  andiamo innanzi uniti, contrapponendo a tanta miopia il grandissimo valore culturale che la grappa riesce a trasmettere grazie alla propria storia, alla peculiarità del proprio carattere ed alla sua capacità di poter appassionare e diffondere un modello di consumo qualitativo attento e consapevole che la sua stessa natura impone per poter essere pienamente compresa e goduta”.

Fonte:  Istituto Nazionale Grappa

Accise alcolici, in previsione un aumento, l’Istituto Nazionale Grappa promette battaglia

AlambiccoAncora uno sgambetto al settore dei distillati: questo si appresta a compiere la Commissione speciale per l’esame di Atti di Governo alla Camera dei Deputati, se nel corso dell’iter di conversione del Decreto Legge relativo ai pagamenti della Pubblica Amministrazione – Atto Camera 676 – passerà l’emendamento presentato dagli onorevoli Titti Di Salvo e Giulio Marcon (SEL) che prevede un aumento delle aliquote delle accise su prodotti alcolici e alcool etilico al fine di assicurare alle casse dello Stato un gettito complessivo pari a 26 milioni di euro nel 2013 e addirittura 45 milioni di euro annui a partire dal 2014.

A rischio la sopravvivenza di tanti piccoli produttori. “Siamo molto preoccupati ed amareggiati. Invece di valorizzare e sostenere una delle eccellenze italiane ci si impegna a distruggerla – commenta il presidente dell’Istituto Nazionale Grappa Elvio Bonollo – La grappa è un’opera d’arte italiana che il mondo ci invidia per i suoi caratteri inimitabili che sono il frutto di generazioni di esperienza, arte e tradizione sviluppatesi nei secoli, grazie al duro lavoro quotidiano di generazioni di famiglie di distillatori italiane, che tutt’ora costituiscono un comparto sostanzialmente composto da piccole aziende artigianali depositarie di un patrimonio di conoscenze unico. La nostra acquavite di bandiera, che già attraversa il difficile momento legato alla pesante situazione economica generale, rischia di essere definitivamente messa in ginocchio da un provvedimento dello Stato che comporterebbe la morte di numerose aziende del nostro settore, fallendo anche nel portare un vantaggio in termini di maggior gettito allo Stato. Aumentare le aliquote delle accise per i prodotti alcolici non porta beneficio a nessuno: il loro innalzamento produrrebbe una ulteriore contrazione dei consumi, con conseguente aggravio della già difficile situazione economica del comparto delle bevande alcoliche, determinando così una riduzione del gettito complessivo nelle casse dello Stato. In altri termini è una misura fine a se stessa, incapace di risolvere i problemi e allo stesso tempo in grado di impoverire soltanto la categoria dei distillatori che ogni giorno portano avanti con passione questo lavoro spesso ereditato come tradizione di famiglia. Per questo motivo chiediamo con forza al Governo e alle Istituzioni competenti di rivedere questo provvedimento ed abbandonare definitivamente questa ipotesi per evitare ripercussioni devastanti”.

Nel 2012, gettito delle accise -22%. La proposta di innalzare ulteriormente le aliquote delle accise su alcolici e distillati arriva dopo un periodo lungo ben 7 anni in cui si è assistito a una progressiva riduzione del gettito derivante proprio da queste, a conferma dei timori dei soci dell’Istituto Nazionale Grappa. Dal 2006, anno dell’ultimo aumento delle accise sugli alcolici, si è infatti verificata una progressiva diminuzione del gettito annuo derivante da esse, fino a raggiungere il minimo storico del 2012, quando si è toccato i livelli record di -22% rispetto alla data dell’ultimo aumento, equivalente a 150 milioni di euro in meno rispetto alle aspettative di incasso (fonte dati Ministero Economia e Finanze).

(Fonte: Istituto Nazionale Grappa)

In Repubblica Ceca scatta l’allarme “grappa al metanolo” ma si tratta invece di liquore locale

L’Istituto Nazionale Grappa, in merito alle notizie giunte dalla Repubblica Ceca che imputano il decesso negli ultimi giorni di 20 persone al consumo di “grappa al metanolo”, tiene a precisare che il prodotto “incriminato” non ha niente a che fare con la nostra acquavite di bandiera. Le autorità locali hanno infatti confermato che si tratta di Slivovice, un liquore locale a base di prugne e che pertanto l’utilizzo del termine “grappa” è del tutto improprio.

Severi controlli. Anzi, l’Istituto Nazionale Grappa nella persona del neopresidente Elvio Bonollo, coglie l’occasione per ricordare che la produzione della grappa è sottoposta per legge allo stretto controllo delle Autorità Pubbliche (Agenzia delle Dogane, Repressione Frodi, etc) che ne garantiscono l’idoneità al consumo e l’esenzione da frodi. Precisa, inoltre, che, grazie all’importante impegno del Ministro delle Politiche Agricole Mario Catania, nell’ottica del sostegno e della valorizzazione della grappa, esiste oggi un disciplinare, al vaglio della Commissione Europea, che ne prevede l’obbligo di imbottigliamento in Italia: un importante ulteriore garanzia offerta al consumatore.

Grappa, simbolo del buon bere italiano. “Il nome GRAPPA è tutelato dal 2008 a livello europeo come una Indicazione Geografica – continua Bonollo – ed è riconosciuto unicamente all’acquavite di vinaccia ottenuta in Italia a partire da vinacce provenienti da uve coltivate e vinificate nel territorio nazionale: un riconoscimento importantissimo per l’economia dei territori rurali e dei distillatori italiani, che a differenza delle multinazionali del whisky o della vodka sono costituiti da piccole e medie aziende familiari, con caratteristiche artigianali che hanno saputo valorizzare il prodotto ed elevarne enormemente la qualità. Oggi la grappa, nome che è divenuto simbolo del buon bere italiano anche all’estero, rischia di essere contraffatta e copiata, se la Commissione Europea non riconoscerà il diritto richiesto dal Governo Italiano di limitare la zona di imbottigliamento al solo territorio nazionale. Quest’ultimo, infatti, garantisce l’autenticità del prodotto sui mercati internazionali, evitando il rischio che la nostra acquavite di bandiera, distillato di nicchia e di grande pregio, possa essere miscelata con distillati internazionali, meno nobili e meno costosi, traducendosi in un danno per il consumatore e per la buona immagine del prodotto originale. Situazioni analoghe – afferma ancora Bonollo – sono state risolte positivamente per altri prodotti tipici, come il Parmigiano Reggiano, per il quale è previsto l’obbligo di effettuare i confezionamenti in zona, sotto il controllo dei Consorzi di Tutela e delle Istituzioni”.

(Fonte: Istituto Nazionale Grappa)