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Estate, tornano le zanzare: i cittadini al fianco dei ricercatori nel tracciamento con l’app Mosquito Alert per un controllo efficace dell’insetto, nell’interesse comune e della salute pubblica. All’iniziativa, partecipano l’IZSVe e il MUSE.

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Mosquito Alert è un’app gratuita per i cittadini che vogliano collaborare al piano nazionale di tracciamento delle zanzare “Mosquito Alert Italia”, in un’ottica di scienza partecipata (citizen science), che affianca i cittadini ai ricercatori. A coordinare il progetto, Sapienza Università di Roma, con il coordinamento da parte del Dipartimento di Sanità pubblica e malattie infettive, insieme ad altri enti di ricerca nazionali. quali Istituto Superiore di Sanità, Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, MUSE – Museo delle Scienze di Trento e Dipartimento di Fisica e Astronomia “Augusto Righi” dell’Università di Bologna.

Altri partner sono i cittadini, che potranno inviare agli entomologi della task force le loro segnalazioni volontarie, tramite l’app Mosquito Alert: scaricandola gratuitamente, il cittadino potrà inviare sia segnalazioni non fotografiche delle punture, che foto di zanzare o di raccolte di acqua stagnante, che possono rappresentare potenziali siti riproduttivi dell’insetto come, per esempio, i tombini. I cittadini più appassionati potranno inviare agli esperti anche gli esemplari di zanzara che riusciranno a raccogliere. Lanciata in Spagna, l’app Mosquito Alert approda in Italia nel 2020. Interessanti i risultati internazionali raggiunti finora, con oltre 200mila download, ma si può ottenere di più. Lo scopo è quello di raccogliere e validare il maggior numero di fotografie di zanzare per mapparne le specie, con particolare attenzione alla “tigre” (Aedes albopictus) e ad altre specie invasive come la zanzara coreana (Aedes koreicus) e quella giapponese (Aedes japonicus), arrivate recentemente nel nostro paese.

Il nostro paese è uno dei più colpiti dalle zanzare in Europa, sia per numero di specie (65 attualmente conosciute) sia per la loro ampia distribuzione e densità sul territorio, considerando soprattutto le specie invasive: controllarle è importante non solo per le loro fastidiose punture, ma anche perché le zanzare sono potenziali vettori di patogeni per l’essere umano (es., virus Dengue e Chikungunya), che possono rappresentare una minaccia per la salute pubblica. Tra le specie di zanzara più pericolose come vettori c’è Aedes aegypti che, attualmente non presente in Italia, richiede una specifica sorveglianza. Occorre ricordare, inoltre, che una massiva presenza di zanzare può danneggiare importanti settori dell’economia nazionale, come quello turistico.

Usare l’app Mosquito Alert è molto facile: per conoscere la specie in tempo reale, basterà fotografare una zanzara e inviare lo scatto, che deve essere di qualità per consentire una valida identificazione della specie, alla task force degli esperti che, sempre tramite smartphone, informeranno l’utente sulla zanzara fotografata ed elaboreranno mappe delle specie presenti sul territorio, utili a gestire e indirizzare le disinfestazioni. Le segnalazioni dei cittadini, una volta validate, verranno inserite nella mappa interattiva sul sito di Mosquito Alert Italia e potranno aiutare a mirare efficacemente gli interventi di controllo. Per non vanificare i risultati delle disinfestazioni in aree pubbliche condotte dagli enti locali, sarà importante sensibilizzare i cittadini anche rispetto alla gestione delle aree private in cui le zanzare potrebbero svilupparsi, come le raccolte domestiche di acqua stagnante.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe) è un ente sanitario di diritto pubblico che svolge attività di prevenzione, controllo e ricerca nell’ambito della salute animale e della sicurezza alimentare. L’IZSVe è stato di recente insignito del prestigioso riconoscimento internazionale di Laboratorio di referenza WOAH (Organizzazione mondiale della sanità animale) per le micoplasmosi aviarie, che provocano infezioni a carico soprattutto dell’apparato respiratorio e articolare degli animale e possono generare perdite economiche rilevanti per l’industria avicola. Alla direzione del laboratorio è stato nominato il dott. Salvatore Catania, direttore della sezione di Verona dell’IZSVe, che negli anni si è affermata come presidio territoriale per la prevenzione e il controllo delle malattie diffusive del settore avicolo, e ha sviluppato capacità tecniche e scientifiche in grado di far fronte a importanti crisi sanitarie, come nel caso della recente epidemia di influenza aviaria. La nomina, sostenuta dal Ministero della Salute, arriva a pochi giorni dal riconoscimento all’IZSVe del Centro di referenza FAO per i coronavirus zoonotici e porta a 18 il numero dei Centri di referenza nazionali e internazionali che hanno sede all’IZSVe.

Il Museo delle Scienze di Trento (MUSE) svolge attività di ricerca e monitoraggio ambientale, divulgazione e formazione sui temi della natura, società e sviluppo sostenibile. Dal 2010 svolge il monitoraggio della zanzara tigre e altre specie di zanzara nella città di Trento in collaborazione con l’amministrazione comunale e mantiene un allevamento di zanzara tigre in laboratorio aperto al pubblico, usato anche per divulgare le attività di Mosquito Alert. Fin dalle fasi iniziali ha partecipato allo sviluppo dell’app Mosquito Alert, in particolare gli entomologi dell’unità di zoologia degli invertebrati e idrobiologia hanno contribuito allo sviluppo dei contenuti dell’app e al riconoscimento delle specie di zanzare a partire dalle foto scattate dai cittadini e inviate con la app. Il MUSE è impegnato inoltre nello sviluppare, assieme a Sapienza Università di Roma, la parte educativa del progetto proponendo ai docenti delle scuole di ogni ordine e grado corsi di formazione su biologia, ecologia delle zanzare e sull’uso dell’App Mosquito Alert coinvolgendo gli studenti con appositi percorsi didattici che il docente può sviluppare in autonomia o con il supporto degli esperti.

Fonte: servizio stampa IZSVe

 

Nanomateriali e sicurezza alimentare

Il video seguente realizzato dal Laboratorio comunicazione dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie nell’ambito della serie «IZSVe Scienza» vuole essere un’introduzione al mondo dei nanomateriali nell’ambito della sicurezza alimentare. L’impiego di nanomateriali nell’industria alimentare sembra offrire, infatti, notevoli vantaggi. Ad esempio, la presenza di alcune nanoparticelle dotate di attività antimicrobica nel packaging favorisce la conservazione e la qualità degli alimenti. Tuttavia è ipotizzabile che queste nanoforme diano origine a nuovi e sconosciuti fenomeni di tossicità, spesso correlati alle loro interazioni con altre sostanze.

Sequenziato dall’IZSVe il genoma del virus SARS-CoV-2 circolante in Veneto. Ad oggi, non ci sono elementi che ci consentono di dire che i SARS-CoV-2 circolanti siano diventati più o meno aggressivi.

L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale della Venezie (IZSVe) ha sequenziato l’intero genoma del virus SARS-CoV-2 responsabile di casi di COVID-19 in Veneto. Il sequenziamento è stato eseguito a partire da 13 tamponi naso/faringei inviati dall’Az. ULSS 9 di Verona, con cui l’IZSVe ha stretto un accordo di collaborazione scientifica. Le sequenze sono state depositate nel database pubblico GISAID, rendendo così disponibili per la comunità scientifica le prime sequenze di SARS-CoV-2 dal Veneto.

SARS-CoV-2 appartiene al genere Betacoronavirus, di cui fanno parte anche i virus SARS-CoV e MERS-CoV. Con un genoma di oltre 29.000 basi è uno dei virus a RNA con il genoma più lungo e complesso, in grado di evolvere sia attraverso la comparsa di mutazioni che mediante eventi di ricombinazione genetica. Le sequenze genomiche di SARS-CoV-2 sono state classificate in due gruppi (chiamati lineage) principali: A e B. Il lineage A si distingue in 5 ulteriori lineage (A.1-A.5) e due sub-lineage, mentre nel lineage B si distinguono 9 lineage (B.1-B.9) e molteplici sub-lineage. I virus italiani cadono all’interno dei lineage B, B.1 e B.1.5.  I virus B derivano dai campioni prelevati dalla coppia di turisti cinese ricoverata a gennaio a Roma, mentre i virus circolanti nella popolazione italiana da metà febbraio appartengono al lineage B1 o al sub-lineage B.1.5. Tutti i virus di Verona appartengono al lineage B1.

Il network del genoma è stato ottenuto dalle sequenze del genoma di tutti i virus italiani disponili ad oggi. Tale analisi mostra la circolazione in Italia di molteplici varianti virali, strettamente correlate tra di loro, che si distinguono per 1-17 differenze nucleotidiche. Tra queste, due mostrano una frequenza maggiore nella popolazione e sembrano aver circolato estensivamente in diverse regioni italiane sin dall’inizio dell’epidemia. Entrambe le varianti sono state identificate in Veneto (provincia di Verona). È interessante notare che la maggior parte delle sequenze più recenti (aprile) si discosta da queste due varianti per una o più sostituzioni nucleotidiche.

Tutti i campioni italiani B1 presentano una mutazione (D614G) a livello della proteina spike, la proteina che permette al coronavirus di infettare le cellule umane. Questa mutazione è presente anche in molti dei virus circolati in Europa, dove è diventata molto velocemente la forma virale predominante. Secondo uno studio recente (non sottoposto a peer review) potrebbe facilitare l’entrata del virus nelle cellule dell’ospite (Bhattacharyya et al., 2020). Le piccole differenze osservabili nei diversi ceppi del SARS-CoV 2 sono tipiche dei virus ad RNA, che cambiano molto facilmente nel passaggio da un soggetto all’altro, e sono utili per tracciare dinamiche geografiche e comprendere eventuali connessioni epidemiologiche.

Sequenziare regolarmente il genoma di questi virus è fondamentale per monitorarne l’evoluzione, indagare l’acquisizione di mutazioni che potrebbero determinare cambiamenti delle proprietà antigeniche (e quindi ridurre la protezione immunitaria precedentemente acquisita) o della virulenza. Attualmente non ci sono elementi che ci consentono di dire che i SARS-CoV-2 circolanti abbiano cambiato il loro potere patogeno, ossia che siano diventati più o meno aggressivi. Ad oggi, ci sono più di 19.000 sequenze dell’intero genoma di SARS-CoV-2 disponibili in database pubblici, ma solo 96 di queste sequenze sono italiane. L’IZSVe è pronto a mettere a disposizione le proprie competenze per la caratterizzazione del genoma di altri SARS-CoV-2 dalla nostra Regione.

Fonte: Servizio stampa IZSVe

 

Sicurezza alimentare. A.A.A. cercansi famiglie nel Nordest disposte a monitorare la temperatura del proprio frigorifero per una settimana. Adesioni entro fine dicembre 2018.

La temperatura è considerata uno dei fattori più importanti in grado di determinare ed influenzare la capacità di moltiplicazione e sopravvivenza dei microrganismi negli alimenti, in particolare in quelli pronti al consumo. Per questo, la conoscenza della temperatura reale di conservazione dei cibi a livello domestico permette di migliorare la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti pronti al consumo, diminuendo la durata della vita commerciale attribuita a questi prodotti e di conseguenza riducendo il rischio di esposizione dei consumatori a microrganismi pericolosi per la salute.

L’indagine. A questo proposito, il Ministero della Salute ha finanziato un’indagine nazionale sulla temperatura dei frigoriferi domestici (ricerca corrente PRC IZSLER 018/2016), con l’obiettivo di definire il livello medio della temperatura dei frigoriferi domestici italiani e valutare l’importanza di variabili geografiche, stagionali e demografiche. Lo studio servirà a ottenere informazioni utili: per le Autorità Sanitarie competenti, che svolgono attività di sorveglianza nell’ambito della sicurezza alimentare; per gli operatori del settore alimentare, che sono responsabili della corretta valutazione della shelf life assegnata agli alimenti pronti al consumo; per i consumatori, al fine di renderli consapevoli dell’importanza dell’adeguata temperatura di conservazione degli alimenti.

Possibilità di collaborare alla ricerca monitorando il proprio frigo per una settimana. L’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (IZSVe), partner del progetto, sta cercando famiglie residenti in Veneto, Friuli Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige che possano collaborare al progetto a titolo volontario e gratuito. I volontari dovranno essere disponibili a: ospitare nel proprio frigorifero per una settimana dei termometri forniti dall’IZSVe; ritirare i termometri presso la sede IZSVe più vicina al proprio comune di residenza, e riconsegnarli dopo il monitoraggio; compilare un semplice questionario alla fine della rilevazione.

Per dare la propria disponibilità basta compilare il modulo scaricabile qui sotto e inviarlo all’indirizzo frigoriferi@izsvenezie.it, oppure consegnarlo alla sede IZSVe più vicina, entro il 31/12/2018. Tra tutti quelli che daranno disponibilità ne saranno selezionati alcuni, che durante il 2019 effettueranno a turno il monitoraggio della temperatura del proprio frigorifero domestico. Nel modulo va specificata una persona di riferimento o la modalità attraverso cui si è venuti a conoscenza del progetto (es. sito web, Facebook, mailing list).

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Sonno e regole contro gli abusi e le dipendenze (anche da alcol) dei giovani d’oggi

da sx Elena Marini_Luigi Gallimberti_Leda Siliprandi_Andrea Manica_Lebana Fonfanti_Fabrizio Stelluto

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(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) “Fai dormire tuo figlio le ore di cui ha bisogno. Premia tuo figlio solo se lo merita: gli insegnerai a godersi la vita. Insegna a tuo figlio a spendere bene il denaro”: sono le tre regole d’oro, basate sulla ricerca neuroscientifica ed il buon senso, che i genitori dovrebbero seguire nell’educare i propri figli e di cui Luigi Gallimberti, psichiatria di formazione psicoanalitica e tossicologo, si fa portavoce nel libro “C’era una volta un bambino…” (Book Editore, 149 pagine + DVD, 14 euro). Gallimberti ha avuto modo di presentare la sua ultima pubblicazione lo scorso 28 novembre ai soci ARGAV nel corso del tradizionale incontro che la nostra associazione organizza ogni fine mese in collaborazione con Wigwam (www.wigwam.it) nel circolo di campagna Arzerello di Piove di Sacco (Pd).

Con sonno e regole si possono vincere le insidie che affliggono i “nativi digitali”. In questi incontri, i temi trattati sono soprattutto quelli di nostra competenza – agricoltura, ambiente ed enogastronomia – ma spesso e volentieri spaziamo in altri settori d’interesse generale, come ad esempio il sistema educativo ed i pericoli in cui i giovani, cresciuti con le tecnologie digitali come i computer, Internet, cellulari, ecc., possono incorrere, in quanto oggi sono sempre più assediati non solo da sostanze (alcol, sostanze stupefacenti, energy drink assunti come fossero semplici bevande energetiche per lo sport, mentre bevendoli significa assumere un contenuto di sostanze eccitanti pari anche a 9 caffè) ma anche da giochi d’azzardo e videogiochi (tra tutti, uno dei più pericolosi è, purtroppo, più diffusi – 125 milioni di copie vendute nel 2012 – è il videogame Grand Theft Auto, in cui il giocatore interpreta un criminale che deve completare missioni quali rapine, omicidi, stupri ed altri crimini). Già direttore di Tossicologia Clinica delle Farmacodipendenze dell’Azienda Ospedale-Università di Padova, oggi direttore di un centro di Disintossicazione Clinica e insegnante di Promozione della salute all’Università di Padova, Gallimberti ha infatti esperienza di abusi, dipendenze e dei disagi che li generano. Lo studioso ha fondato l’Associazione “Genitori Attenti”, da lui stesso presieduta, che sta realizzando numerosi progetti di prevenzione in varie regioni italiane, come il “Progetto Pinocchio“, che ha affrontato il tema della dipendenza attraverso una ricerca effettuata nelle scuole di Padova che ha coinvolto 1.400 ragazzi tra gli 11 e 13 anni. “Che si tratti di sostanze o di comportamenti, il processo di dipendenza non cambia, in entrambi i casi c’è un’incapacità di contenersi che porta ad un abuso“, ha affermato il professor Gallimberti. Che, insieme alla collaboratrice al progetto, la dottoressa Elena Marini, ha fornito qualche dato della ricerca: il 33,8% degli alunni di terza media ha fumato almeno una volta mentre il 18% fuma stabilmente,  il 53,9% degli alunni di terza media ha consumato alcolici una volta mentre il 25,7% beve abitualmente, l’1,4% dei ragazzi di prima media ha fumato spinelli almeno una volta mentre il 2,6% dei ragazzi di terza media consuma almeno una volta al mese cocaina, anfetamine, ecstasy. Dati, questi, che dovrebbero preoccupare tutti, ma che in special modo sono destinati a sensibilizzare genitori ed educatori. Che al loro attivo, hanno come “armi”, per l’appunto, le tre regole auree. “La mancanza di sonno e di regole sono le madri di tutte le dipendenze – ha concluso il professore – fornire regole certe ai bambini fin da piccoli consente di abituarli a dormire il giusto. I nostri dati confermano che tra i ragazzi che dormono più di 8 ore le dipendenze sono minori e il rendimento scolastico migliore“.

Aviaria, no ad allarmismi, ma attenzione sempre alta. La serata ha visto anche l’intervento di Lebana Bonfanti, dirigente responsabile del Laboratorio sorveglianza epidemiologica, legislazione veterinaria e benessere animale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie (www.izsvenezie.it), che ci ha parlato, senza toni allarmistici, dei nuovi focolai di influenza aviaria presenti in Nord Europa (qui leggete un approfondimento https://argav.wordpress.com/2014/11/21/aviaria-nuovo-ceppo-in-gran-bretagna-e-in-olanda-commissione-ue-dispone-misure-preventive/), tenuti sotto costante monitoraggio dai centri specializzati, come è l’IzsVe.

Bottoni d’epoca (dal 1600 al 1970) in mostra permanente. L’incontro è poi proseguito con la presentazione di Leda Siliprandi, creatrice del Museo Storico del Bottone “Sandro Partesotti” (www.art-buttons.com), una chicca museale che si trova a Vigorovea, a poca distanza da Piove di Sacco (Pd), e che consigliamo a tutti di vedere perché “i bottoni sono piccoli oggetti ai quali spesso prestiamo poca attenzione, ma che sono parte del nostro abbigliamento e che ci raccontano molto su costumi, stili, eventi storici, scoperte, gusto ed estetica di una civiltà”. Nella serata, Leda ha presentato la bella pubblicazione “Cultura da vivere”, redatta da lei stessa insieme a Serena Trabuio, che raccoglie, oltre ad un sunto della storia del bottone, le esperienze di una stagione di iniziative culturali vissute all’interno del Museo con serate di approfondimento (alimentazione e cucina, costume, musica, danza, antiquariato, poesia), laboratori (decorazione, recupero creativo) e l’organizzazione della mostra di vetri d’arte 1880-1980.

Un viaggio alla scoperta delle radici comuni (a tavola) tra la musica di ieri e di oggi. Originale e innovativa l’esperienza che ci ha raccontato, infine, Andrea Manica, giovane scrittore di Argenta (Fe), presente alla serata insieme al collega e amico fotografo, l’altrettanto giovane Denis Rabiti, fautori della prima guida, per ora solo digitale, di enogastronomia musicale “La Palestra del cantautore” (www.lapalestradelcantautore.it). Ad iniziare Andrea sulla via della ricerca di luoghi in cui la buona cucina italiana s’incrocia con la vita degli artisti fu Mario Soldati, o meglio, il suo libro”Vino al vino“,  che lo scrittore (e regista) pubblicò nel 1969, ed in cui il racconto di viaggi compiuti attraverso l’Italia alla ricerca dei vini genuini diventava la descrizione di un itinerario alla ricerca di una civiltà legata alla terra e al clima. E questo è anche l’intento di Andrea & Co: sedersi a tavola con gli artisti per parlare della loro poetica e nel contempo portare alla ribalta la buona cucina, entrambi aspetti fondamentali della cultura italiana.

La Cucina del Wigwam. Quando si parla di buona cucina, è d’obbligo parlare dei convivi preparati da Efrem Tassinato, giornalista-chef e nostro anfitrione. Che a fine serata ci ha allietato con deliziose pietanze a base di Radicchio di Chioggia Igp, dal pasticcio al risotto fino alla birra. Grazie alle iniziative di promozione e valorizzazione del Consorzio di tutela, il Radicchio di Chioggia Igp sta conquistando riconoscibilità come “il Principe Rosso”. A questo proposito, ricordiamo che è pieno svolgimento la gara gastronomica tra ristoranti e agriturismi del territorio destinata a proclamare il locale “Ambasciatore del Radicchio di Chioggia Igp”.

 

 

 

3 ottobre 2014, i soci ARGAV all’Istituto Zooprofilattico delle Venezie si aggiornano in fatto di “novel food”

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Si intitola “Insetti nel piatto e nanotecnologie” l’interessante incontro organizzato dall’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie in collaborazione con ARGAV a Legnaro (PD), venerdì 3 ottobre, presso la sede dell’Istituto. 

Programma. I soci ARGAV si ritroveranno alle 9.30 in sala Consiglio per l’incontro volto a sondare i nuovi orizzonti della sicurezza alimentare, dall’infinatamente piccolo ai “novel food”. Dopo i saluti di Igino Andrighetto, direttore generale dell’IzsVe,  Antonia Ricci, direttore Dipartimento di Sicurezza Alimentare dell’Istituto, parlerà del ruolo di IzsVe fra legislazione, mercato e tutela del consumatore nell’ambito dei “novel food”. Adesioni entro mercoledì 1 ottobre alla segretaria Mirka (argav@fastwebnet.it cell. 339.6184508).

Uomo e ambiente, a Fieragricola (Verona, 6-9 febbraio 2014) si parla anche di “Pet therapy” e sicurezza alimentare

Pet therapyAnche l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie sarà presente a Fieragricola, che si terrà a Verona dal 6 al 9 febbraio 2014, con una serie di iniziative che esplorano il complesso e articolato rapporto tra l’uomo e l’ambiente.

Venerdì 7 febbraio 2014 sono previsti due convegni e una tavola rotonda. In Sala Salieri, a partire dalle ore 9.00, si terrà il convegno “Il Centro di referenza nazionale per gli interventi assistiti con gli animali (IAA) e le fattorie sociali: realtà e prospettive”. Il convegno intende promuovere il dialogo tra il Centro di referenza nazionale, i servizi educativi, i servizi socio-sanitari e l’agricoltura sociale, al fine di sostenere e sviluppare una rete di progettualità in grado di arricchirsi della sinergia degli attori coinvolti e delle specifiche competenze. In contemporanea, in Sala Respighi, alle ore 9.00 si terrà un workshop su “Commercio globale in agricoltura: quali rischi ed opportunità per la sicurezza alimentare” nel quale interverranno Romano Marabelli del Ministero della Salute, Antonia Ricci e Roberto Piro dell’IZSVe, Aldo Grasselli della Società italiana medicina veterinaria e  Valerio Giaccone dell’Università di Padova. Per i temi affrontati il convegno si rivolge a tutte quelle figure che a diverso titolo si occupano di sicurezza alimentare. Nel pomeriggio, verrà organizzata una tavola rotonda per gli addetti al settore sul tema “Impianti per la lavorazione, trasformazione e commercio dei prodotti agroalimentari e sicurezza alimentare”.

Per partecipare agli eventi contattare l’Ufficio relazioni esterne relazioniesterne@izsvenezie.it – 049 8084247-281. Per tutta la durata della Fiera sarà presente uno stand dell’IZSVe per la diffusione di informazioni in ambito di benessere e sanità animale.

(Fonte: IZSVe)

Formazione, al via il corso per diventare “Manager della sicurezza alimentare” promosso da IZSVe e Regione Veneto

Manager sicurezza alimentareSi terrà venerdì 24 gennaio alle ore 14.30 a Grisignano di Zocco (VI) presso la piattaforma SISA – Sala Riunioni (via Serenissima 10) la presentazione alla stampa del progetto “Safety management per le aziende agro-alimentari” realizzato dall’Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie (IZSVe) in collaborazione con l’assessorato all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro della Regione del Veneto.

Diventare manager della sicurezza alimentare. Il percorso di formazione professionale, rivolto a giovani laureati nel settore agro-alimentare, rappresenta una delle possibili risposte fatte in modo chiaro e forte alla crisi occupazionale che sta colpendo il sistema socio-economico.  Il progetto prevede la formazione della figura professionale del Manager della sicurezza alimentare a livello aziendale, in grado di rispondere in modo efficace ai mutamenti normativi e organizzativi delle aziende agro-alimentari, e capace di far fronte alle prossime importanti sfide dell’alimentazione, come richiesto dal mercato comunitario e globale. L’assessorato, attingendo in modo razionale a fondi europei, intende promuovere il dialogo fra il mondo della formazione e quello produttivo allo scopo di “costruire” competenze e professionalità e migliorare le opportunità occupazionali attraverso una formazione specialistica di alto livello.

Relatori.  All’incontro saranno presenti: Antonia Ricci (direttore Dipartimento di Sicurezza Alimentare, IZSVe), Igino Andrighetto (direttore Generale dell’IZSVe), Sergio Cassingena (presidente SISA Centronord),  Elena Donazzan (assessore regionale all’Istruzione, alla Formazione e al Lavoro).

(Fonte: Istituto Zooprofilattico delle Tre Venezie)

Pet therapy e benessere animale, IZSVe a Fieracavalli 2013 con due convegni e stand con gli animali nel Villaggio del Bambino

Pet therapy benessere animalePer il terzo anno consecutivo l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie e il Centro di referenza nazionale per gli Interventi assistiti con gli animali saranno presenti a Fieracavalli 2013 con uno stand dedicato alle attività con gli animali e due convegni.

L’8 novembre è in programma “La riabilitazione equestre”, convegno organizzato dal Centro di referenza nazionale per gli Interventi assistiti con gli animali e l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie. La giornata si articola in due sessioni: la prima prevede un incontro e confronto tra esperienze italiane e europee. Seguirà una tavola rotonda con oggetto “La presa in carico del paziente: la rete tra i servizi socio-sanitari e le strutture specializzate per la riabilitazione”.  Il 9 novembre l’IZSVe organizza il convegno “Il benessere degli equidi utilizzati negli sport e nelle rappresentazioni storiche”. La giornata è organizzata in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico della Lombardia e Emilia-Romagna. L’evento sarà occasione per approfondire un tema che negli ultimi tempi ha riscosso una sempre più crescente attenzione tra i professionisti e nell’opinione pubblica. Grazie al contributo di esperti provenienti da realtà diverse sarà possibile un confronto approfondito degli aspetti normativi e operativi del benessere animale.

Lo stand del CRN IAA che sarà presente nel “Villaggio del Bambino” è uno spazio che sottolinea l’importanza del rapporto con gli animali, mediato da persone esperte in Interventi assistiti con gli animali. Il fine è quello di promuovere la conoscenza, la rilevanza sociale e le potenzialità che questa relazione offre. In questo stand bambini, ragazzi con disabilità e persone anziane, potranno vivere emozioni e condividere le esperienze maturate in un corretto approccio con il cane, il cavallo e l’asino, che più comunemente si affiancano negli IAA. Non ultimo, è data la possibilità agli operatori e agli studenti in ambito educativo e socio-sanitario, di osservare o partecipare direttamente alle attività assistite con gli animali. Sono inoltre presenti esperti del Centro di referenza nazionale per gli IAA e del Ministero della Salute per ogni informazione competente sull’identità degli IAA, le progettualità, i riferimenti normativi e formativi.  In ogni attività, sono strutturati spazi e tempi, atti a garantire il benessere degli animali durante tutto il periodo di permanenza, in attività e a riposo.

(Fonte: IZSVe)

Influenza aviaria nel Bolognese, abbattute altre 500 mila galline ovaiole, nessun rischio per i consumatori

galline che razzolanoSi trova a Mordano,  sul confine fra le province di Bologna e Ravenna, il nuovo focolaio di influenza aviaria. Il Centro Nazionale di Referenza dell‘IZS delle Venezie, l’IZS Lombardia ed Emilia Romagna e le Usl locali stanno attivamente monitorando l’andamento della situazione e adottando tutte le misure di sicurezza necessarie al controllo dei focolai.  È stato inoltre emanato ieri, mercoledì 21 agosto, apposito provvedimento ministeriale recante le ulteriori misure di controllo ed eradicazione per contenere l’eventuale diffusione del virus. Nei giorni scorsi l’Unità di crisi, riunita a Bologna per fare il punto della situazione, ha confermato che non vi è alcun rischio collegato al consumo di uova e carni avicole.

Abbattute quasi 500 mila galline ovaiole. Il virus è stato individuato in un allevamento di galline ovaiole, di proprietà dello stesso Gruppo titolare del sito di Ostellato (Fe), nel quale il fenomeno si era presentato nei giorni scorsi. L’accertamento del nuovo focolaio è avvenuto grazie alla stretta rete di sorveglianza sanitaria messa in campo dalla Regione e dalle autorità sanitarie, proprio per garantire il contenimento dell’infezione all’indomani della scoperta del virus nel sito di Ostellato.  La regione Emilia-Romagna, per fronteggiare il nuovo caso di aviaria, ha già emanato un’ordinanza per l’attuazione delle misure straordinarie previste in questi casi dalla normativa sanitaria europea e nazionale. Previste, tra le altre misure, le operazioni di abbattimento dei quasi 500 mila esemplari presenti nell’allevamento.

Predisposte le azioni utili a isolare il fenomeno. Prosegue intanto, in ottemperanza alle direttive assunte già la scorsa settimana, il monitoraggio degli allevamenti e la tutela della salute pubblica, sotto lo stretto coordinamento degli assessori regionali alle politiche per la salute, Carlo Lusenti, all’agricoltura, Tiberio Rabboni, e della vicepresidente della Regione Simonetta Saliera. Da parte delle Aziende Usl competenti e dai Servizi veterinari della Regione Emilia-Romagna sono state già predisposte tutte le azioni utili a isolare il fenomeno. Questo sulla base dei protocolli operativi per la prevenzione della diffusione del virus che prevedono, tra l’altro, l’istituzione di zone di protezione e sorveglianza del territorio in cui risiede l’allevamento, il censimento di tutte le aziende e degli animali presenti, prelievi e accertamenti sierologici da parte dei veterinari, controlli straordinari su tutto il territorio regionale.

(Fonte: Regione Emilia-Romagna/IZSVe)