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La laguna di Venezia non è più mare, raggiunto l’obiettivo del Progetto Life Lagoon Refresh coordinato da Ispra per ripristinare l’habitat naturale lagunare

laguna di venezia

Lo scorso 7 luglio sono stati presentati a Venezia i risultati finali di Life Lagoon Refresh, progetto europeo coordinato da ISPRA (Istituto superiore per la protezione e la ricerca ambientale), partito nel 2017 con lo scopo di ricreare nella laguna di Venezia zone a bassa salinità e favorire, tramite l’immissione di acqua dolce dal Sile, la ri-colonizzazione di circa 20 ettari di canneto e il ripopolamento di numerose specie ittiche e di uccelli.

I cambiamenti avvenuti nella flora e nella fauna lagunare. Nonostante le difficoltà incontrate in questi anni come l’alta marea eccezionale del 12 novembre nel 2019, la pandemia dal 2020 e negli ultimi mesi la siccità, i risultati sono stati raggiunti: il gradiente salino è stato ripristinato e i livelli di salinità (prima degli interventi superiori a 30 in tutta l’area di progetto) sono scesi a valori inferiori a 15 in un’area di 25 ha. In Laguna di Venezia è tornata l’acqua dolce, per cui si rivedono le specie tipiche di questo habitat, anche di interesse conservazionistico, come il ghiozzetto cenerino e quello di laguna, pesci caratteristici degli ambienti lagunari a bassa salinità. Tornano a popolare l’area anche molti esemplari giovani di cefali che utilizzano gli ambienti lagunari dissalati come nursery. Anche la vegetazione è in fase di trasformazione: nell’area vicina al punto di immissione dell’acqua la dominanza delle specie alofile delle barene sta lasciando il posto al canneto che ha ormai attecchito in tutte le aree con salinità idonea e si sta progressivamente diffondendo intorno alle zone di trapianto. Tra settembre e ottobre 2021 si è assistito alla fioritura dell’Aster Tripolium e da giugno 2022 l’Inula tinge di giallo i bordi delle barene più dissalate. Ottimi i risultati ottenuti anche con le piante acquatiche sommerse (Zostera marina, Zostera noltei, Ruppia cirrhosa) che oggi formano chiazze anche di parecchi metri di diametro.

Nei 4 anni e mezzo di monitoraggio il progetto Life Lagoon Refresh ha censito complessivamente più di 32.637 uccelli presenti nell’area di progetto e 128 specie delle quali 62 riferibili al gruppo degli uccelli acquatici. Dal 2018 ad oggi si è assistito ad un cambio nella composizione e abbondanza di varie specie all’interno della comunità ornitica, segnale tangibile a riprova di effetti positivi conseguenti all’apertura dell’acqua dolce. Inoltre, sono stati organizzati corsi di formazione sul riconoscimento dell’avifauna e sulla fotografia naturalistica, seminari e attività didattiche in aula e in campo. Complessivamente sono stati coinvolti oltre 1000 studenti delle scuole primarie e secondarie, ma anche delle Università di Padova e Venezia con seminari e attività didattiche in aula e in campo.

Progetto a tutto campo. Ma le e attività di Life Lagoon Refresh non si fermano: i partner saranno impegnati nella fase “After life” sia per quanto riguarda la gestione dell’opera idraulica, sia per le attività di monitoraggio ambientale in modo da continuare a verificare gli effettivi benefici. Al seguente link il Video del progetto “LIFE Lagoon Refresh: https://www.youtube.com/watch?v=Rnb0eX1j7EI

Fonte: Servizio stampa Ispra

Ambiente. Giovedì 14 marzo 2019 esplorazione nella laguna di Venezia dedicata al cambiamento climatico e alle misure di adattamento, partecipazione gratuita sino ad esaurimento posti

La Comunità Locale Wigwam della Città di Venezia e la Consulta Lagunare del Polo Nautico di S. Giuliano organizzano giovedì 14 marzo 2019 la prima esplorazione lagunare dedicata al cambiamento climatico e alle misure di adattamento. Si tratta di un’iniziativa aperta alla cittadinanza e con accettazione di adesioni fino a raggiungimento della capienza e che si comporrà di una parte “navigante”, di una di conferenza e di un convivio. Il tema generale sarà quindi: la laguna di Venezia è attrezzata per il cambiamento climatico? Cosa è stato fatto e cosa manca in termini di capacità di adattamento? 

Wigwam-Venice Resilience lab rappresenta il focus della comunità veneziana che promuove lo sviluppo solidale sostenibile offrendo occasioni per agire insieme, prima possibile con quello che c’è, e provare il piacere della collaborazione, a cittadini, istituzioni sociali, ambientali ed economiche, visitatori, professori, ricercatori, studenti, artisti, artigiani, e professionisti.

Il programma in generale prevede alle 13:30 l’imbarco alle Zattere Gesuati, per la gita navigante offerta dagli studenti dell’Università di Reims, cui farà seguito alle 19:00 a San Giuliano al Buffet “Ciò che Ciò”, offerto da Wigwam e dalla Consulta Lagunare. Richieste di adesione: ceccogio@gmail.com o con sms 335-1379177. Dalle 14:00 alle 17:30 escursione con motonave in laguna di Venezia e visita al MOSE con 34 studenti dell’Università di Reims. Il gruppo di studenti sarà accompagnato da: Jon Marco Church, Associate Professor (currently visiting fellow at the IUAV University of Venice), University of Reims Champagne-Ardenne IATEUR – BP 30 – 57 rue Pierre Taittinger – 51571 Reims Cedex, France www.univ-reims.fr

Tema della giornata: “Pathways of Adaptation to Climate Change”. Come è tradizione, in queste occasioni, oltre alla visita e alle spiegazioni per gli studenti,  si svolgerà un workshop a bordo con inviti a veneziani e veneti come occasione di incontro e confronto sui problemi della gestione sostenibile e solidale della laguna. In particolare, si parlerà della gestione del Mose in caso di crescita del livello del mare: limiti operativi, adattabilità e opportunità per la salvaguardia ambientale. Saranno presentati alcuni risultati modellistici delle possibili chiusure per livelli del mare crescenti ed alcuni potenziali utilizzi delle barriere mobili per la gestione ambientale della laguna (ricambio forzato delle acque in occasione di crisi anossiche, gestione di dispersioni di inquinanti, gestione della risospensione e perdita in mare dei sedimenti). Per lo sviluppo di questi temi saranno anche invitati il Provveditorato e il Consorzio Venezia Nuova affinché vi sia un contributo di valutazioni, cui seguirà un dibattito con domande e risposte. La visita al MOSE e il workshop sugli effetti del cambiamento climatico in laguna e sulla gestione delle barriere mobili si svolgeranno nelle lingue inglese e italiano.

Il programma nel dettaglio. Ore 14:00  – imbarco ai Gesuati Zattere e presentazione del Bacino di San Marco e del concetto di co-evoluzione di laguna e società/acqua e terra. Learning and Building with Nature: il ripristino delle strutture naturali biostabilizzanti. Ore 14:30 – visita in Arsenale alla controll room delle barriere mobili in arsenale ed al jack-up il mezzo di manutenzione delle paratoie. Ore 15:30 – trasferimento in bocca di Lido. Le trasformazioni storiche della bocca lagunare per consentire la navigazione: dalle garzine ai moli foranei, al Mose. Ore 16:00 – partenza per Lazzaretto Nuovo, Murano, Arsenale, Zattere. Provveditorato: Stato di attuazione del Mose. Con illustrazione ad opera dell’ing. Giovanni Cecconi degli effetti del cambiamento climatico in generale in Laguna e sulla gestione del Mose. Ore 17:00 – discussione e conclusioni della giornata. Ore 17:30 – sbarco alle Zattere. Dalle ore 19 alle ore 23, al polo nautico di San Giuliano (presiede e controlla i tempi un giornalista di WigwamNews o de Il Gazzettino). Ore 19:00 – Giovanni Cecconi – Linkman della Wigwam Local Community Città di Venezia e Direttore di Venice Resilience Lab | Lo stato di interramento della laguna media e i problemi associati alla navigazione in Laguna. ORE 19:30 –Roberto Mel– L’uso dei modelli matematici nella comprensione dei processi lagunari e nella progettazione delle soluzioni (in attesa di conferma). Ore 20:00 – Alessandro Sartori – Habitat e avifauna in laguna di Venezia, come riconoscerla? (in attesa di conferma). Ore 20:30 – Discussione conviviale. Ore 23:00 – Termine del workshop.

A questo evento faranno seguito nel corso del 2019 di altre 10 giornate dedicate ai problemi lagunari e ai metodi “win-win” per risolverli, normalmente collocate in ogni secondo o terzo venerdì del mese.

Fonte: servizio stampa Wigwam

Il Veneto di Mainardi, uomo e natura in laguna

Valle Averto (foto WWF)

E’ innamorato della laguna di Venezia, l’etologo Danilo Mainardi, e non solo per la sua bellezza, ma perche’, anche se con qualche evidente contraddizione, questo ecosistema, uno dei piu’ estesi (550 Kmq di superficie) e piu’ preziosi d’Europa e dell’intero bacino Mediterraneo, sa coniugare presenza umana e natura.

Zona di fermata per i migratori. ”In laguna, nonostante la presenza antropica, ho visto moltissimi cigni selvatici, ma c’e’ anche l’airone grigio, e in generale tutta la laguna e’ una delle zone di fermata piu’ importanti per i migratori”, afferma Mainardi, veneziano di adozione, milanese di nascita, laureato in biologia, gia’ docente di ecologia comportamentale alla Facolta’ di Scienze Matematiche Fisiche Naturali dell’Universita’ Ca’ Foscari di Venezia.

Fistione turco

Rifugio faunistico. ”La laguna di Venezia e’ straordinaria, e’ ricca di siti naturalistici, anche nei suoi dintorni – aggiunge – mi viene in mente ad esempio l‘Oasi del Wwf di Valle Averto, assolutamente splendida, attrezzata per una visita naturalistica ampia e complessa”. Situata nella laguna sud, Valle Averto e’ nata come Oasi naturale di protezione nel 1988 ed e’ gestita direttamente dal Wwf che vi ha istituito un rifugio faunistico. Dal 1989, ricorda l’etologo, l’area e’ riconosciuta d’importanza internazionale dal Ministero dell’Ambiente ed e’ inserita nella convenzione di Ramsar. Per la sua particolare importanza ambientale, l’Unione Europea ha contribuito all’acquisto di 83 ettari effettuato dal Wwf. Come postazione di birdwatching, vi si osservano il Germano reale, l’Alzavola, il Mestolone, il Codone ed il Fistione turco, divenuto simbolo dell’Oasi. E vi sono di casa l’Airone cenerino, la Garzetta, l’Airone bianco maggiore e l’Airone rosso. Sono stati inoltre osservati il Fenicottero, la Spatola, la Casarca, l’Aquila di mare e l’Aquila anatraia maggiore.

Tra il Lido e la laguna centrale di Venezia. ”Altrettanto affascinante e’ l’Oasi di Ca’ Roman al Lido di Venezia, gestita dalla Lipu”: unita all‘isola di Pellestrina dalla diga artificiale dei ‘Murazzi’, questo spazio costituisce il lembo meridionale dei lidi che, da Cavallino a Chioggia, separano la laguna di Venezia dal mare. D’inverno si possono osservare tra l’altro lo Sparviero, il Falco pellegrino ed il Falco di palude e numerosi uccelli provenienti dal nord Europa: lo Svasso piccolo, lo Svasso maggiore e lo Smergo minore. ”Non dimentichiamo l’Isola della Certosa – prosegue Mainardi – e’ un’isola affascinante, un esempio interessante di recupero e adesso dotata di un porto per barche a vela, con molti animali domestici e selvatici”. La Certosa si trova nella laguna centrale di Venezia, a meno di 250 metri da S. Pietro di Castello e a poco piu’ di 500 metri dal Lido. Anticamente era costituita da due piccole isole divise da un canale che venne interrato nel 1199 per erigere un tempio e un monastero. Sede di Agostiniani e Certosini, con la soppressione degli ordini religiosi fu destinata da Napoleone a uso militare e spogliata delle sue opere d’arte. Ora e’ destinata ad ospitare il Parco Urbano della Lagune di Venezia.

Isola del Lazzaretto Nuovo

Quarantena per uomini e merci. ”Anche l’Isola del Lazzaretto Nuovo, poco distante, e’ un luogo che amo – continua l’etologo – e’ interessante dal punto di vista archeologico, ci sono scritte affascinanti lasciate nei secoli da visitatori e abitanti, tombe di diverse epoche: qui avveniva una sorta di quarantena per uomini e merci, che venivano purificate affumicandole con vari tipi di sostanze”. L’isola conserva edifici monumentali, tra i quali il cinquecentesco Tezon Grande e una cinta muraria ottocentesca che delimita l’antico insediamento. Di proprieta’ demaniale e vincolato dal Ministero per i Beni e le Attivita’ Culturali, Il Lazzaretto Nuovo dal 1977 e’ in concessione ad un’associazione di volontariato, l’Ecos Club, che organizza visite guidate, incontri, mostre ed eventi in riferimento alle caratteristiche storiche e ambientali, alla cultura e alle tradizioni lagunari e marinare.

Convivenza tra uomo e natura. ”Questo mi affascina della laguna: la possibilita’ di integrare la presenza dell’uomo e il rispetto della natura – dice Mainardi – e’ un po’ come il problema dell’Orso Dino, del quale oggi tanto si parla: non e’ piu’ l’orso dolomitico, il ‘furmigarol’ di cui parlava Dino Buzzati, chiamato cosi’ perche’ ghiotto di formiche, e un po’ piu’ piccolo, come un grosso cagnone. Dino oggi fatica a trovare un suo territorio e quindi a distinguere il confine tra selvatico e domestico”. ” Uomini e orsi possono imparare a stare insieme, ma occorre grande esperienza da parte degli uomini, come in Canada – conclude – dove gli uomini hanno imparato a insegnare agli orsi a girare alla larga, destinando loro lo spazio di cui hanno bisogno: questo e’ il paradigma da utilizzare, piu’ in generale, in ogni habitat di convivenza tra uomo e natura”.

(fonte ANSA)

TVB: Treviso, Venezia e Belluno unite dal Piave per lo Sviluppo dei Territori

Il 23 aprile scorso è stato presentato il logo del Progetto di Sviluppo del Territorio delle Province di Belluno, Treviso e Venezia. Presenti i presidenti della Provincia di Treviso, Leonardo Muraro, della Provincia di Venezia, Francesca Zaccariotto, della Provincia di Belluno, GianPaolo Bottacin. TVB è lo slogan coniato per la promozione univoca dei tre territori nel segno del fiume Piave che li unisce geograficamente, culturalmente e storicamente.

Leonardo Muraro: fil rouge, il Piave. “Questo progetto, – ha detto Muraro – unendo l’asse del Piave avrà come obiettivo principale lo sviluppo dei territori. Il Piave è un fiume che fa parte della nostra storia, dell’economia del nostro territorio, ha sempre unito le Province di Belluno, Treviso e Venezia. Basti pensare ad esempio agli zatterieri che partivano da boschi e, tramite quest’autostrada d’acqua, passavano per i porticcioli trevigiani e giungevano sino in Laguna. L’aspetto idrico è molto importante, il Piave alimenta buona parte del Veneto. Questa unione contribuirà allo sviluppo in vari ambiti, creerà nuove economie e posti di lavoro. Valorizzeremo i nostri prodotti e l’indotto turistico. Ecco allora anche un logo che ci lega, TVB: l’amore per la nostra terra scorre tra noi. Treviso, Venezia e Belluno insieme. Il blu rappresenta le acque, l’arancione il sole e la vita e il verde i boschi, la natura e le montagne”.

GianPaolo Bottacin: la diversità unisce. “Quello del Piave è un territorio capace di offrire eccellenze che tutto il mondo ci invidia – ha commentato Bottacin – Alle bellezze naturali, fra cui cito le Dolomiti riconosciute dall’Unesco come Patrimonio mondiale dell’Umanità, ai prodotti eno-gastronomici e quelli artigianali, vanno aggiunti gli ottimi servizi che queste zone mettono a disposizione dei cittadini e dei turisti che le visitano. Sono le diversità delle tre Province a rendere quest’offerta unica e variegata”.

Francesca Zaccariotto: un nuovo “Asse del Piave“. “Navigabilità, messa in sicurezza delle rive, le memorie della Grande Guerra, la viabilità e la difesa dell’ambiente, il turismo enogastronomico: questi i punti fondamentali della convenzione tra la nostra Provincia e quelle di Belluno e di Treviso che prende corpo con il progetto “Piave TVB”. E’ il grande fiume nei confronti del quale vogliamo esprimere una dichiarazione d’amore, ma anche una programmazione infrastrutturale ed economica che vedrà coinvolta l’Unione Europea. E’ dunque l’occasione per istituire questo nuovo “Asse del Piave – ha detto la Zaccariotto – In particolare la nostra Provincia, nel logo ideato per l’occasione, è raffigurata da una “V” di color giallo-oro che ben rappresenta il sole del nostro mare e delle nostre spiagge”.

(fonte marcadoc.it)