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Sabato 7 maggio, ore 11, a Venezia l’associazione Laguna nel Bicchiere presenta il vino “Radiosa Aurora”, nome di battaglia del partigiano-cineasta Mario Bernardo

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(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Domani, sabato 7 maggio, alle ore 11, Laguna nel Bicchiere, associazione che ha come obiettivo di rivelare il nascosto rapporto città-campagna di Venezia attraverso il recupero delle vigne, la salvaguardia di una tradizione e la protezione di un paesaggio originale pressoché sconosciuto, che i soci Argav hanno avuto modo di conoscere alcuni anni fa (link articoloospiterà nell‘isola di San Michele (Ve) la presentazione del vino Radiosa Aurora dell’azienda agricola Terre di Gaia.

Il vino è intitolato al partigiano Mario Bernardo, nato a Venezia nel 1919 e morto a Bieno (TN) nel 2019, paese materno in cui visse dal 2003, e che durante la resistenza scelse come nome di battaglia proprio “Radiosa Aurora”. Oltre ad essere partigiano, Bernardo fu anche un importante cineasta, svolgendo soprattutto il ruolo di direttore della fotografia in film di grandi registi, da Roberto Rossellini a Pier Paolo Pasolini, e per oltre vent’anni fu docente di tecnica della ripresa al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Durante la presentazione interverrà lo storico dell’IVESER (Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza) Marco Borghi, che collabora da anni con vari istituti culturali, sia a livello locale che nazionale, tra i quali si ricorda in particolare l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Altro ospite all’evento di sabato sarà Carlo Montanaro, che parlerà della figura di Mario Bernardo nell’ambito del cinema. Montanaro è storico del cinema e proprietario dell’omonimo archivio, dove da anni raccoglie materiale cinematografico, specialmente relativo al pre-cinema. Oltre a numerose pubblicazioni su giornali e riviste, vanta anche la pubblicazione di alcuni saggi critici sulle tecnologie cinematografiche. Ulteriori info: lagunanelbicchiere.it

Con “La Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate”, si scopre il rapporto città-campagna di Venezia. Il 19 ottobre, presentazione dell’annata 2017 dei vini di laguna al Bistrot de Venise.

I soci Argav in visita alla vigna di San Michele a Venezia, curata dall’associazione Laguna nel Bicchiere (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav) Dare una visione diversa di Venezia, meravigliosa e fragile città, unica al mondo sotto tanti aspetti, troppo spesso trattata dai turisti come una sorta di “Disneyland da spiaggia”. Questo l’obiettivo di “Laguna nel bicchiere, le vigne ritrovate“, associazione di promozione sociale senza scopo di lucro che l’eclettico Flavio Franceschet, scomparso prematuramente lo scorso marzo, fondò nel 2009 insieme ad un gruppo di amici per promuovere la ricerca, la conservazione e la valorizzazione delle antiche vigne lagunari, nonché la produzione di vini naturali.

I soci di Laguna nel Bicchiere al lavoro nella cantina dell’isola di San Michele (foto Marina Meneguzzi)

Nel brolo francescano, tra chiostri rinascimentali. Grazie all’impegno e al lavoro dei soci – circa un centinaio -, il recupero e la cura delle vigne, così come la vendemmia e la vinificazione, oltre a salvaguardare una tradizione secolare mirano a proteggere un paesaggio originale e pressoché sconosciuto, rivelando il nascosto rapporto città-campagna di Venezia. Relazione che i soci Argav hanno potuto conoscere direttamente lo scorso 2 settembre visitando la vigna dell’isola di San Michele, dal 1837 cimitero cittadino. Qui le vigne crescono circondate da mura nell’orto a ridosso del convento camaldolese, progettato nel XV secolo dal Codussi, e gestito negli ultimi due secoli dai frati francescani, che hanno abbandonato il complesso alcuni anni fa. La cantina del convento è dotata di quattro locali ampi ed è fornita di antiche botti e tini, oggi di interesse museale.

Un brindisi con i vini di laguna tra soci Argav e soci Laguna nel Bicchiere, le vigne ritrovate (foto Marina Meneguzzi)

Una produzione di nicchia. Le vigne curate dall’Associazione danno una produzione di circa 1000 bottiglie, destinate in parte ai soci, in parte vendute in occasione di fiere e feste del territorio, oppure servite in occasione delle visite guidate (solo di gruppo, almeno 20 persone, prezzi molto contenuti, comprensivi di degustazione) che spesso, nella bella stagione, terminano con un pranzo sotto le pergole delle vigne, come è successo nel nostro caso. Abbiamo potuto così assaggiare l’intera produzione vinicola, vini genuini e schietti, come direbbe Mario Soldati, che riservano in bocca piacevoli sorprese, specie i bianchi. Le vigne si trovano in gran parte alla Giudecca, dove ci sono i vitigni a bacca nera (Merlot, Cabernet Franc, Cabernet Sauvignon, Carmenere e Lambrusco Marani), a San Michele (Malvasia, Dorona e Prosecco) e a Le Vignole  (Verduzzo Dorato, Prosecco, Dorona Bianchetta e Malvasia).

La vigna di san Michele è murata, per rendersi conto di essere in laguna, bisogna elevarsi un po’ (foto Marina Meneguzzi)

Non solo vino, ma anche “adozione” di oliveti. L’Associazione coinvolge da sempre i ragazzi delle scuole elementari e medie veneziane nella loro attività di vendemmia e pigiatura dell’uva, collabora inoltre con Slow-food ad un programma di recupero della produzione di olio Evo a Venezia, ricca di oliveti, oggi “adottati” dagli studenti, che ne seguono il ciclo di produzione fino alla raccolta. Le olive poi vengono frante fuori Venezia, l’olio imbottigliato viene venduto alle famiglie dei ragazzi oppure in occasione di eventi.

19 ottobre, presentazione dei vini di laguna. Chi volesse conoscere l’attività dell’Associazione, giovedì 19 ottobre a Venezia ci sarà l’assaggio della produzione 2017 al Bistrot de Venise alle ore 16 (ingresso libero). Si potranno ammirare anche alcune opere pittoriche di Franceschet, messe in mostra in ricordo e in omaggio al fondatore.