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Lunedì 20 marzo, dalle 19 alle 23, Orto Botanico di Padova, inaugurazione mostra: fianco a fianco con animali e piante minacciati di estinzione nella notte che precede la Primavera, ingresso gratuito, prenotazione obbligatoria. La mostra rimane aperta fino al 26 giugno 2017.

34 storie di animali a rischio di estinzione raccontate dalle sculture di Stefano Bombardieri, da modelli iperrealistici e dagli animali tassidermizzati delle collezioni di specie protette dei Musei di Storia Naturale (Museo di Zoologia e di Veterinaria dell’Università di Padova) e dalle collezioni di specie protette del Museo Cappeler e del Musero i Storia Naturale di Bassano del Grappa (VI). “Estinzioni, storie di animali minacciati dall’uomo” è la nuova mostra-evento all’Orto Botanico di Padova, in programma dal 21 marzo al 26 giugno. L’inaugurazione della mostra si tiene il 20 marzo alle 19, ingresso gratuito dalle ore 19 alle 23.00 (ultimo ingresso 22.30), con prenotazione obbligatoria

Animali che debbono temere l’uomo e le sue minacce. Un racconto che vede al centro animali collocati nel loro ambiente naturale, dalla foresta tropicale alla savana, dal bosco dei climi temperati alle aiuole del Mediterraneo fino ai deserti africani e del Centro America, che debbono, loro malgrado, temere l’uomo e le sue minacce. Tutti a grandezza naturale, tutti bellissimi, fieri e tutti a rischio di estinzione. L’esposizione padovana rappresenta la conclusione di un progetto di ricerca nazionale, coordinato da Telmo Pievani – evoluzionista e divulgatore – e promosso dall’università di Padova, in collaborazione con il Museo Regionale di Scienze Naturali di Torino, il MUSE- Museo delle Scienze di Trento e FEM2 di Milano Bicocca, finanziato dal Ministero dell’Istruzione, dell’Università e della Ricerca.

Sinergia con il Muse di Trento. Questa mostra completa idealmente il percorso avviato con “Estinzioni. Storie di catastrofi e altre opportunità”, allestita al MUSE di Trento fino al 26 giugno, dedicata ai fenomeni delle estinzioni storiche. La selezione degli animali e la cura delle schede ad essi relative è stata curata da Paola Nicolosi, conservatrice del Museo di Zoologia dell’Università di Padova.

Fonte: Servizio stampa Orto Botanico Padova

30 settembre 2016, i soci Argav visitano l’Orto Botanico di Padova

Ingresso Orto Botanico Università PadovaVenerdì 30 settembre i soci Argav visiteranno l’Orto Botanico di Padova.

Una guida d’eccezione. Situato vicino alla Basilica di Santa Giustina e Prato della Valle,  è il più antico orto botanico universitario del mondo (fondato nel 1545), dichiarato dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’Umanità. La grande varietà di piante, suddivise per tipologia e specie, ne comprende alcune molto rare ed antiche, come la palma di Goethe del 1585. Molto bello è il nuovo Giardino della Biodiversità, in cui sono riprodotte le diverse zone climatiche della Terra, progettato dall’architetto Giorgio Strapazzon, che in questa occasione sarà nostra guida d’eccezione.

 

 

 

25 marzo 2016, all’incontro ARGAV-Wigwam si parla del “caso Pfas” e dell’Orto Botanico di Padova

lets-write-something-writing-4545938-1024-768Eccoci all’appuntamento prepasquale dei nostri incontri organizzati in collaborazione con Wigwam, che si terrà venerdì 25 marzo verso le ore 19.00 ad Arzerello di Piove di Sacco (Pd). All’incontro parteciperanno Giorgio Strapazzon, architetto, autore del progetto del nuovo orto botanico di Padova e Marina Lecis, dottore forestale, consulente ambiente sul “caso PFAS”,  questione su cui tenere alta la nostra attenzione come giornalisti e cittadini interessati alla tutela dell’ambiente.

L’Orto Botanico dell’Università di Padova si arricchisce di un Giardino della Biodiversità

Ingresso Orto Botanico Università PadovaUn nuovo modo di conoscere e fare botanica che abbina la ricerca all’intrattenimento e che ha nell’innovazione il suo dna: è stato presentato nei giorni scorsi dal Rettore Giuseppe Zaccaria, il progetto di ampliamento dell’Orto Botanico dell’Università di Padova, il primo giardino botanico universitario al mondo. Nato nel 1545 per coltivare e studiare le piante medicinali e per secoli rimasto un modello di riferimento per gli Orti botanici europei, oggi l’Orto patavino annette all’area storica una nuova superficie di 15 mila mq chiamata Il Giardino della Biodiversità.

La nuova sezione accessibile al pubblico nel 2014. L’ampliamento dà vita a un percorso fitogeografico dei 5 continenti e a un viaggio attraverso i biomi del pianeta, ossia quelle ampie porzioni di biosfera che riuniscono ecosistemi caratterizzati dalle medesime condizioni ambientali. L’ampliamento, che e’ in fase di attuazione e sarà completato entro l’estate del 2014, prende le forme di una grande teca di vetro lunga circa 100 metri e alta 18 che illustra un’ideale sezione del globo, dall’equatore degradando verso i poli. Qui, in 5 serre, sono portati in vita i diversi ambienti, da quelli caratterizzati da condizioni più favorevoli per la vita (con abbondante umidità e elevate temperature che fanno crescere la foresta pluviale) sino alle condizioni più estreme (dove il freddo e la scarsa umidità rendono la vita quasi impossibile).  L’architettura è di forte impatto visivo: posizionata in un contesto di altissimo valore storico, il progetto rilegge le regole compositive che determinano l’impostazione della parte cinquecentesca, rispettando le dimensioni e i passi dell’antico Hortus cintus. Inoltre il progetto mantiene il medesimo orientamento degli assi che visivamente collegano le adiacenti cupole del complesso di Santa Giustina a quelle di Sant’Antonio, offrendo ai visitatori una suggestiva visione d’insieme.

Nuove serre Orto Botanico PadovaAcqua, filo conduttore della nuova sezione. Dalla lama d’acqua che separa l’orto antico e il moderno fino alle cascate che dividono un bioma dall’altro, l’acqua è il leitmotif del Giardino della biodiversità. L’edificio è progettato per il recupero delle acque piovane, garantendo al sistema l’autosufficienza idrica, e per ridurre il più possibile l’impatto ambientale: la sua forma e l’articolazione di spazi e impianti sono ottimizzati per sfruttare al massimo l’apporto dell’energia solare e per trasformare l’ambiente interno e quello circostante, grazie a soluzioni progettuali e tecnologiche. Il progetto è firmato dall’architetto Giorgio Strappazzon dello studio Vs associati che si è aggiudicato nel 2005 il concorso internazionale per la progettazione bandito dall’Università.

L’esposizione all’interno delle cinque serre si articola in tre diversi percorsi. Il primo è ‘La Pianta e l’ambiente‘: il Giardino della Biodiversità raccoglie oltre 1300 specie ripartite in aree che simulano le condizioni climatiche dei biomi portando i visitatori a compiere un ideale viaggio attraverso la foresta pluviale tropicale, la foresta tropicale subumida e savana, il clima temperato e mediterraneo, il clima arido, la tundra artica, tundra alpina e antartide. Il secondo percorso è ‘La Pianta e l’uomo‘: tramite pannelli, filmati, exhibit interattivi, reperti le nuove serre raccontano il pianeta dal punto di vista delle forme di vita vegetali indagando il ruolo svolto nel rapporto con l’uomo. Partendo dalla considerazione che le piante sono organismi complessi dotati di venti modi diversi di percepire l’ambiente che li circonda e di interagire con esso, il Giardino indaga come l’intelligenza vegetale e l’intelligenza umana abbiano svolto un comune percorso di coevoluzione.  Il terzo percorso è ‘La Pianta nello spazio‘: un approfondimento sui temi legati alle possibili condizioni di vita extra-terrestre e sugli effetti che l’inquinamento estremo, o lo stesso intervento dell’uomo, producono sulle specie vegetali. Simulazioni di viaggio, come quella di un equipaggio nello spazio, oppure di tipo insediativo, o ipotesi di una colonia su Marte, sono utilizzate per esemplificare queste riflessioni. All’esterno delle serre le aiuole sono dedicate a temi specifici e prevedono la coltivazione di specie compatibili con il clima locale, quali le piante alimurgiche, i giardini fioriti, le piante aromatiche.  Il progetto è caratterizzato da modalità di fruizioni interattive e un alto livello di tecnologia.

Un orto 2.0. Nel giardino della biodiversità anche un comune smartphone o un tablet diventeranno per i visitatori strumenti per relazionarsi con gli ambienti e le piante: un wikiorto che vivrà sul web consentirà ai visitatori di prepararsi alla visita e di rimanere in contatto con le piante anche una volta usciti dai cancelli. Prima della visita, il sito dell’Orto consentirà di scaricare applicazioni, esplorare i percorsi e acquistare il biglietto. Durante la visita, l’accesso a informazioni e approfondimenti tramite i cartellini di identificazione delle piante permetterà di approfondire le conoscenze nonché di provare esperienze di realtà aumentata. Dopo la visita, una speciale app consentirà di restare in contatto con l’Orto, continuando a far parte di una comunità virtuale. Accanto alla ricerca e allo studio, la nuova superficie dell’Orto si propone di essere anche un luogo di aggregazione urbana, che nel tessuto cittadino trova una sua armonica collocazione. Un vero e proprio destination place in cui i visitatori saranno coinvolti non solo attraverso spazi espositivi, ma anche di intrattenimento. Le aree Kids, Ristorazione, lo Store, lo spazio Eventi offriranno attività ad hoc per studenti così come per le famiglie con bambini, per i professionisti così come per i turisti, per gli appassionati di botanica e semplici curiosi. Partnership d’eccellenza con aziende e privati la cui filosofia sia congrua a quella dell’Orto Botanico verranno avviate, privilegiando le attività italiane che in particolare possano valorizzare il territorio veneto e della città di Padova.

(Fonte: Adnkronos.com)

29 settembre 2013, il socio ARGAV Pietro Casetta organizza un Itinerario naturalistico-ambientale per scoprire Padova e i suoi corsi d’acqua minori

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Isola Memmia Prato della Valle Padova foto padovanet.it

Domenica 29 settembre, il socio ARGAV Pietro Casetta propone un interessante itinerario naturalistico-ambientale per scoprire Padova e i suoi corsi d’acqua minori. Il percorso, titolato “Risaliamo l’Alicorno, dal Parco Treves all’Orto Botanico sin al Prato della Valle“, inizia alle ore 14.30 dall’ingresso del Parco Treves a Padova, che si trova poco lontano da Porta Pontecorvo.

Programma. L’itinerario porta alla scoperta delle caratteristiche idrauliche e ambientali dello sconosciuto corso d’acqua, l’Alicorno, senza il quale il Parco Treves non esisterebbe, l’Orto Botanico non sarebbe stato irrigato, il Prato della Valle non avrebbe la sua Canaletta. Ecco le tappe principali: il Parco Treves de’ Bonfili di Giuseppe Jappelli: tecnologia idraulica, significati massonici, paesaggio romantico;  L’Orto Botanico: un idrovoro, due corsi d’acqua, e molte problematiche di irrigazione vecchie e nuove; Il Prato della Valle: una palude bonificata grazie la Canaletta che ora lo cinge. Per concludere:  aperitivo “San Leonino” allo Snack Bar Isola Memmia. Durata percorso sino alle 18.30 circa, costo comprensivo di ingressi e aperitivo 15 euro a persona, l’organizzatore declina ogni responsabilità per danni a persone e cose che dovessero essere subiti dai partecipanti nel corso dell’escursione, prenotazione gradita info tel. 049 872 13 03 cell. 349 320 86 40 email pietrocasetta@pietrocasetta.it)

Fonte: www.pietrocasetta.it

Al via in Veneto il I° Festival della Biodiversità, a dicembre la conclusione

Si aprirà oggi con un convegno presso l’Orto Botanico di Padova il primo Festival Regionale della Biodiversità. La manifestazione, articolata in una serie di eventi diffusi sul territorio, si concluderà ad Asolo in dicembre. Le Nazioni Unite hanno dichiarato il 2010 “Anno Internazionale della Biodiversità” per focalizzare l’attenzione sul ruolo della biodiversità per la vita sulla Terra e a livello internazionale sono state programmate numerose iniziative di sensibilizzazione su questo tema.

Oggi il convegno “Biodiversità. Natura e artifizio nel disegno pianificatoria regionale. “Con il Festival della Biodiversità – fanno rilevare il vicepresidente e assessore al territorio Marino Zorzato e l’assessore ai parchi Franco Manzato – la Regione Veneto si fa promotrice di un’iniziativa che ha come finalità di aumentare la consapevolezza sui rischi derivanti dalla perdita della biodiversità, promuovendo sul territorio azioni positive per mantenerla intatta”. A livello veneto, il Piano Territoriale Regionale di Coordinamento, recentemente adottato, ha prefigurato la realizzazione di un’estesa rete ecologica, in cui la tutela della biodiversità viene messa in relazione con le esigenze di sviluppo sociale delle comunità presenti sul territorio. Il convegno di oggi (con inizio alle ore 9.00) avrà come tema “Biodiversità. Natura e artifizio nel disegno pianificatorio regionale”. Insieme a quello di Zorzato, sono previsti gli interventi dei rettori dell’Università di Padova Giuseppe Zaccaria e dell’IUAV di Venezia Amerigo Restucci, del prefetto d’Orto Botanico di Padova Carlo Andreoli, del segretario regionale per le infrastrutture Silvano Vernizzi, del geobotanico Cesare Lasen e del Direttore per i beni culturali e paesaggistici del Veneto Ugo Soragni.

Gli altri appuntamenti del Festival. Il programma del festival proseguirà con gli appuntamenti a Vo’ Euganeo (Padova) il 18 nell’ambito della Festa dell’uva, sul tema biodiversità e alimentazione, mentre il 19 settembre è previsto il Film Festival; a Cortina (Belluno) il 24 settembre nella sede municipale, sul tema bioversità e qualità del paesaggio; ad Adria (Rovigo) il 27 settembre presso il Museo Archeologico Nazionale sul tema biodiversità, archeologia e natura; a Venezia il 4 ottobre presso l’Auditorium S. Margherita giornata della biodiversità con riflessione su contenuti e valori di una disciplina per il Veneto del futuro; a Belluno l’11 ottobre a Palazzo Crepadona sul tema biodiversità: da vincolo ad opportunità; ad Auronzo (Belluno) il 16 ottobre all’Hotel Kursal su biodiversità e contesti alpini; a Crespano del Grappa (Treviso) il 18 ottobre sul tema biodiversità: un’alleanza virtuosa per mettere al centro del Veneto il Monte Grappa, gente natura e storia; a Treviso il 25 ottobre nella sede dell’amministrazione provinciale su bioversità: tra lo Storga e il Sile la natura fuori porta; a Teolo (Padova) presso l’Abbazia di Praglia convegno internazionale sulle praterie secondarie e sulla carta della natura del veneto; a Porto Viro (Rovigo) il 30 ottobre nella Sala Eracle su biodiversità e diritti umani; nella Valletta del Silenzio (Vicenza) il 15 novembre sul tema biodiversità: architettura e natura; a Caorle (Venezia) il 29 novembre sul tema bioversità: Vallevecchia e lo sviluppo del turismo. Infine, il 6 dicembre appuntamento conclusivo ad Asolo (Treviso), nella sede unicipale, per sviluppare il tema paesaggio, coltire e biodiversità.

(fonte Regione Veneto)