• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

  • Annunci

Due prodotti veneti di piccole comunità locali al Parlamento Europeo per dimostrare il valore, anche economico, della sostenibilità

Il 26 settembre 2018 a Bruxelles, al convegno sullo sviluppo sostenibile e lo stato di attuazione dei 17 obbiettivi per il Terzo Millennio, il padovano Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unaga, nonché presidente Wigwam, ha portato, presentato e fatto degustare due prodotti simbolo di economie virtuose delle comunità locali di Colli Euganei e Saccisica, nel Padovano.

Sostenibilità, già in atto ma va incoraggiata e diffusa.  Giornalista-chef e profondo conoscitore delle produzioni tipiche locali, Efrem Tassinato non è nuovo a queste sortite per dimostrare, in specie ai più autorevoli livelli, dove si fanno le politiche per la governance e lo sviluppo, che abbracciare il paradigma della sostenibilità non solo è possibile ma è già in atto e ne va senz’altro incoraggiata la pratica e la diffusione a tutti i livelli.

Olio evo e burci. Al convegno, organizzato dal parlamentare europeo Marco Zullo, la cinquantina di rappresentanti del mondo delle imprese e delle politiche economiche e per l’ambiente, sono quindi illustrati e fatti degustare l’olio extravergine di oliva Bio e Dop prodotto nel territorio del Parco regionale dei Colli Euganei (Azienda Agricola Brecà di Cinto Euganeo) simbolo di un territorio salvato dalla distruzione delle cave e dei cementifici ed oggi luogo di produzioni di altissima qualità e i Burci altrimenti conosciuti come Dolcetti di Pontelongo (Consorzio I Buoni Convivi di Piove di Sacco), che nascono dalla presenza storica dello zuccherificio, uno dei due superstiti in Italia dopo il taglio europeo delle quote zucchero, senz’altro il più antico (1908): a dimostrare che anche un prodotto industriale come questo, derivato dalla lavorazione della barbabietola, può essere molto di più che una semplice ed anonima commodity bensì, anche promotore di attrattiva turistica e stimolatore per nuove attività economiche in un territorio come la Saccisica.

Fonte: Servizio stampa rete Wigwam

Annunci

Etichettatura alimenti: in arrivo nuove norme

Il Parlamento europeo ha dato il via libera alla proposta di regolamento relativo alla fornitura di chiare informazioni alimentari ai consumatori. Ecco in sintesi i principali punti della proposta:

Etichettatura nutrizionale obbligatoria. Introduzione dell’obbligo di indicare sulle etichette le quantità di grassi, acidi grassi saturi, zuccheri e sale, nonché di proteine, carboidrati, fibre, grassi transnaturali e artificiali. Per aiutare i consumatori a confrontare le diverse offerte di alimenti, i deputati chiedono che l’informazione sugli elementi nutritivi e sulla quantità di energia sia indicata su 100 g o 100 ml e che ne sia assicurata la leggibilità, tenendo conto di criteri come le dimensioni e/o stile dei caratteri.

Estensione dell’obbligatorietà del Paese d’origine. I deputati propongono l’estensione dell’etichettatura obbligatoria sul Paese d’origine (oggi in vigore per alcuni alimenti come carne, miele e olio d’oliva) a tutti i tipi d carne, pollame, prodotti lattiero-caseari e altri prodotti a base di un unico ingrediente. L’estensione potrebbe essere sottoposta a una valutazione d’impatto preventiva.

Paese d’origine: norme specifiche per carni e pesce. Per la carne, pollame e pesce, l’etichettatura sul Paese d’origine deve essere disposta anche quando sono utilizzati come ingrediente in prodotti alimentari trasformati. In particolare, per quanto riguarda la carne e il pollame, l’indicazione del Paese di origine può essere fornita in rapporto ad un unico luogo solo nel caso in cui gli animali siano nati, allevati e macellati nello stesso Paese. Per le carni e i prodotti alimentari contenenti carne, il Paese di origine è definito come il Paese nel quale l’animale è nato, è stato allevato per la maggior parte della sua vita ed è stato macellato. Qualora si tratti di luoghi diversi, quando si fa riferimento al “Paese di origine”, devono essere indicati tutti e tre i luoghi. Nel caso si tratti di carne da macellazione senza stordimento, secondo alcune tradizioni religiose, l’etichettatura deve precisarlo.

No al “metodo a semaforo”. Una forte maggioranza dei deputati ha respinto la proposta di introdurre il “metodo a semaforo” per indicare con simboli colorati di verde, ambra e rosso la quantità relativa di energia, di grassi, di zucchero, etc. contenuta nel prodotto alimentare.

Si al controllo sui profili nutrizionali. Per un solo voto, i deputati hanno deciso di non seguire la raccomandazione della Commissione ambiente e salute e di non modificare la legislazione esistente che prevede che sia l’Autorità Europea per la Sicurezza Alimentare (EFSA) a stabilire la veridicità dei cosiddetti “profili nutrizionali”.

Esenzione per bevande alcoliche. I deputati hanno sostenuto l’esenzione dall’etichettatura nutrizionale obbligatoria per le bevande alcoliche, con l’eccezione di quelle miste, i cosiddetti “alcopops”, specificamente rivolti a un pubblico giovanile, che devono essere chiaramente separati dalle bevande rinfrescanti nei punti di vendita.

Entrata in vigore. Non si prevede un accordo rapido con il Consiglio ed è quindi probabile che il testo ritorni al Parlamento per una seconda lettura. Una volta che la legislazione sarà adottata, l’industria alimentare avrà tre anni per adattarsi alle nuove regole. Le imprese di minori dimensioni, con meno di 100 lavoratori e un fatturato annuo sotto i 5 milioni di euro, potranno invece beneficiare di un periodo di 5 anni. Infine, i deputati vogliono che le imprese che confezionano gli alimenti artigianalmente siano escluse dalle nuove regole.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Standard europei per la competitività nel settore agroalimentare

Il Commissario europeo all’agricoltura Dacian Ciolos, rappresentanti del Parlamento europeo e il Ministro spagnolo (Elena Espinosa) per l’agricoltura hanno discusso dell’incidenza degli standard europei sulla competitività dei settori primario e agroalimentare.

Migliorare gli standard di vita dei lavoratori. Ciò che è emerso è che l’obiettivo di produrre cibo di alta qualità a prezzi accessibili in Europa è stato raggiunto, ora bisogna assicurare anche standard di vita adeguati ai lavoratori del settore. Tutti sono comunque concordi a non modificare i requisiti di qualità richiesti ai prodotti, fiore all’occhiello del modello agricolo europeo. Tra le soluzioni proposte vi è quella di diminuire e semplificare le pratiche burocratiche per gli agricoltori, ma anche quella di remunerarli adeguatamente in quanto produttori di beni pubblici.

Tracciabilità anche per i prodotti d’importazione. Due problematiche hanno dominato la discussione: la concorrenza sleale da parte dei prodotti d’importazione sui quali pendono obblighi di standard meno severi e la scarsa informazione ai consumatori sulla qualità dei prodotti. Le istituzioni intendono quindi formulare misure che richiedano il rispetto degli stessi requisiti per tutti i prodotti. Tracciabilità anche per le importazioni, aiuti e accordi per avvicinare i Paesi terzi al modello europeo sono tra le proposte fatte rispettivamente da José Maria Espuny (Comitato economico e sociale) e Angela Perito (Inea). Per quel che concerne la comunicazione le istituzioni intendono dare ampio supporto ai produttori per spiegare ai cittadini l’alta qualità del sistema agricolo europeo.

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

PAC: il Parlamento europeo adotta regole più semplici

In occasione della sessione plenaria del Parlamento europeo (18-20 maggio 2010) i deputati hanno adottato a maggioranza la relazione di Richard Ashworth sulla semplificazione della PAC. I punti salienti proposti da Ashworth riguardano:

– la riduzione delle formalità burocratiche per rendere le misure di sostegno più efficaci e meno costose;

– la rivisitazione della definizione di attività agricola (solo gli agricoltori “attivi” devono beneficiare degli aiuti diretti);

– la soppressione dell’obbligo, per gli esportatori, delle comunicazioni annuali sugli allevamenti e loro produzioni in quanto i dati sono già disponibili presso gli organismi pagatori degli Stati membri;

– l’identificazione elettronica degli animali.

I deputati, inoltre, hanno posto particolare attenzione al fatto che deve essere migliorata e rafforzata l’attività di informazione per guidare e consigliare gli agricoltori nelle loro scelte; questo per vedere diminuita l’applicazione delle infrazioni agli Stati membri. Per maggiori info: Europarlamento Europa

(fonte Veneto Agricoltura Europa)

Parlamento Europeo: no alla “colla per carne”

Il Parlamento Europeo ha bloccato l’autorizzazione della trombina come additivo alimentare. Soprannominata “colla per carne”, la trombina è un enzima di origine bovina o suina, che può essere usato per “incollare” resti di carne allo scopo di ricostituire pezzi interi. Con un voto molto stretto, i parlamentari europei hanno affermato che tale ricostituzione rischia di trarre in inganno il consumatore ed è pertanto inaccettabile.

La proposta di aggiungere la trombina bovina o suina alla lista di additivi approvati a livello UE era della Commissione europea. Ma i parlamentari hanno bloccato la proposta, appoggiando la risoluzione della commissione ambiente, passata per un solo voto, con 370 a favore, 262 contrari e 32 astensioni. Servivano infatti almeno 369 voti (la maggioranza assoluta) per esercitare il potere di veto del Parlamento secondo la procedura prevista. “I consumatori europei devono poter essere sicuri che, se comprano una bistecca o un pezzo di prosciutto, non si tratta di pezzi di carne incollati insieme”, ha detto davanti alla plenaria il presidente della commissione Ambiente Jo Leinen, tedesco, del gruppo dei socialisti e democratici. Di opinione diversa la spagnola Pilar Ayuso, del partito popolare, il centro-destra europeo: “la procedura è stata considerata sicura, ed è già praticata in vari paesi”.

Additivo o non additivo? Gli Stati membri dell’UE possono decidere di autorizzare l’utilizzo della trombina a livello nazionale, come “aiuto” alla trasformazione degli alimenti. La proposta della Commissione mirava a chiarire che la trombina è un additivo e, in quanto tale, dovrebbe essere sottoposto alle regole europee. Secondo la normativa europea, un additivo può essere autorizzato dall’UE solo se offre benefici ai consumatori, e non li trae in inganno. Secondo la proposta, i prodotti ricostituiti con la trombina avrebbero dovuto esporlo sull’etichetta, e non potevano essere usati dai ristoranti. Ma i deputati hanno ritenuto che tali misure non fossero sufficienti a garantire la dovuta trasparenza per il consumatore. Il Parlamento ha inoltre rilevato il più elevato rischio d’infezioni batteriche in prodotti ricostituiti con la trombina.

(fonte: Asterisco Informazioni)