• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Siccità estate 2022. Alpeggi senza acqua e fieno, prati secchi e fontanili prosciugati, Coldiretti lancia sos animali in oltre 600 malghe venete 

siccità pascoli

È emergenza siccità negli alpeggi, con i pascoli che sono sempre più secchi e le pozze per abbeverare gli animali asciutte a causa della mancanza di pioggia e delle alte temperature. È quanto emerge dal monitoraggio della Coldiretti sulla situazione in montagna, in riferimento all’ultima ondata di caldo che coinvolge anche i monti veneti.  “Una situazione drammatica sui pascoli in altura, che coinvolge il territorio bellunese, quello vicentino e la Lessinia con prati secchi che costringono greggi e mandrie  a spostarsi sempre più in alto, o dentro nei boschi, per fuggire al caldo anomalo. Con le fonti d’acqua in affanno  gli animali che rischiano di non avere da bere e in alcuni casi vengono dissetati da rifornimenti di emergenza trasportati con gli elicotteri, con le autobotti e con le cisterne trainate dai trattori”.

Oltre che in pianura gli effetti del cambiamento climatico si fanno sentire anche in montagna, con un profondo cambiamento del paesaggio dai pascoli ai ghiacciai. Oltre 600 malghe punto di presidio degli allevatori e meta di migliaia di turisti registrano difficoltà dovute al climaMolti imprenditori agricoli stanno valutando il ritorno a valle forzato e anticipato di diverse settimane per la difficoltà di approvvigionamento del fieno necessario per sfamare gli animali. Negli alpeggi in difficoltà per scarsità d’acqua e prati pascoli secchi è scattata la solidarietà fra gli agricoltori per ospitare pecore e bovini in stalle situate più in alto. “La situazione dei pascoli in montagna è critica – aggiunge Coldiretti Veneto  – e in diverse zone si sta procedendo anticipatamente con il secondo taglio di fieno, per salvare il salvabile, visto che dal punto di vista della quantità si sta raccogliendo il 40% del foraggio, che molte aziende sono costrette ad acquistarlo a prezzi altissimi, quando riescono a trovarlo”.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Siccità, sì ai decaloghi antispreco ma il problema è ben altro…

siccità

(di Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV) Di fronte alla siccità vanno di moda i decaloghi sul risparmio idrico casalingo: utili, anzi utilissimi sempre, perché l’acqua è una risorsa preziosa. Fermarsi qui, però, equivale a guardare il dito, invece che la luna. Attenzione, quindi alle distrazioni di massa, perchè oggi il problema non sono le condutture degli acquedotti, che perdono (uno scandalo di inefficienza), ma è che non c’e’ più acqua da fare scorrere in tutte le tubature. E questo non è colpa di qualche rubinetto aperto troppo, ma dell’incapacità della classe politica ed in primis dei governi di programmare la resilienza dei territori di fronte ad emergenze largamente annunciate dagli scienzati. Il Piano Invasi per raccogliere acqua piovana venne presentato dall’Associazione dei Consorzi di bonifica e dalla Struttura di Missione Italia Sicura nel 2017. Da allora nulla o quasi è stato fatto e non e’ stato neanche inserito nel PNRR, dove solo il 2% delle risorse è destinato ad infrastrutture idriche. Quindi, di cosa stiamo parlando?

Siccità, senza nuovi invasi il 95 per cento dell’acqua piovana continuerà ad andare dispersa a mare

siccità

“In periodi siccitosi come quello che stiamo attraversando è ancora più intollerabile il fatto che in Veneto appena il 5% dell’acqua meteorica viene trattenuto sul territorio a fronte di un 95% che viene dispersa a mare. Non è più procrastinabile la realizzazione di invasi per trattenere la risorsa: serve realizzare bacini nuovi, a partire dal riutilizzo delle cave dismesse nella media pianura, ma serve anche realizzare piccoli invasi interaziendali. Per fare questo servono risorse e pianificazione. I Consorzi di Bonifica sono alle prese con un’importante azione di efficientamento della rete irrigua grazie a risorse del Piano di Sviluppo Rurale Nazionale per 150 milioni di euro a cui si aggiungeranno interventi per 300 milioni di euro che arriveranno con il PNRR. È strategico efficientare la distribuzione della risorsa ma proprio per questo è necessario trovare il modo di trattenerla.” Ad affermarlo è Francesco Cazzaro, presidente di Anbi Veneto, l’associazione che riunisce gli 11 consorzi di bonifica e irrigazione regionali, commentando dei dati sulla disponibilità della risorsa idrica riguardanti il mese di gennaio pubblicati nei giorni scorsi da Arpav, dati che evidenziano una generalizzata situazione di siccità con scarsità di depositi nivali in alta quota e livelli di risorsa nei laghi alpini, nei fiumi e nelle falde ben al di sotto delle medie del periodo.

Fonte: Servizio stampa Anni Veneto