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Agricoltura in Veneto: rivoluzione in atto

Franco Manzato, assessore all'Agricoltura Regione Veneto

Rivoluzione in sei mosse per il primario. Sono quelle che l’assessore veneto all’agricoltura, Franco Manzato, ha fatto approvare nell’ultima seduta della Giunta regionale. “E siamo solo a metà del percorso che consentirà nei prossimi mesi di dare a questo settore un’organizzazione totalmente nuova – ha precisato Manzato – attraverso la quale puntiamo a raggiungere un grande obiettivo: incrementare il reddito delle imprese”. Queste, in sintesi, le linee di intervento che compongono il piano strategico di riorganizzazione dell’agricoltura veneta.

Creazione dello Sportello Unico Agicolo, attraverso la fusione degli Ispettorati Provinciali Agrari territoriali con l’Avepa, l’Agenzia veneta pagamenti: una soluzione che consente di  razionalizzare l’uso delle sedi, con un risparmio di circa 900 mila euro l’anno. “Ma soprattutto – ha puntualizzato l’assessore – un’innovazione che consentirà alle imprese agricole di avere un unico interlocutore di riferimento per le proprie istanze e per i procedimenti amministrativi, con un notevole snellimento delle procedure burocratiche e una maggior velocità delle attività istruttorie”.

Ricostruzione dei vertici dell’Avepa per migliorarne l’efficienza e la qualità del servizio. “Abbiamo provveduto ad attribuire i nuovi incarichi di dirigenza – ha spiegato Manzato – guardando, oltre che alla professionalità delle persone, alla loro capacità di intrattenere un rapporto costruttivo con gli operatori, attraverso il dialogo e la disponibilità ad affrontare i problemi del settore, stando, per così dire, dalla loro parte”.

Definizione di un piano e di un pool per la semplificazione, “al fine di eliminare l’inutile burocrazia – ha affermato l’assessore – rendere comprensibile l’azione degli enti pubblici, sopprimere regole inutili, riorganizzare gli apparati, introdurre nuove tecnologie e metodologie capaci di snellire le procedure. Assicureremo così evidenti benefici agli imprenditori, oggi costretti a sacrificare più del 20% del proprio tempo di lavoro nel disbrigo di attività farraginose e spesso improduttive”.

Creazione del tavolo di coordinamento dei controlli, concentrando in unico soggetto l’attività di verifica e pervenendo a un “registro unico” dei controlli, razionalizzando i costi ma soprattutto proponendo un interlocutore unico ai produttori.

Avvio del tavolo di ricerca e innovazione, per razionalizzare l’attività in quest’ambito, “utilizzando meglio le risorse regionali – ha evidenziato Manzato – finalizzandole in particolare alla competitività delle imprese”.

Istituzione di un concorso di idee per premiare le aziende che propongono progetti innovativi relativi alle sette diverse filiere agroalimentari, riducendo i costi di produzione e incrementando il reddito aziendale.

Veneto, primo in Italia per presenze turistiche anche grazie ai prodotti della terra. “Il settore primario impegna meno dell’1% del bilancio regionale, ma la sua importanza va ben al di là di questo dato percentuale – ha concluso Manzato –. E’ difficilmente calcolabile, infatti, quanto le politiche agricole influenzino complessivamente l’economia, il sistema sociale e produttivo del Veneto: basti pensare alle azioni in materia di salvaguardia del territorio, di mantenimento delle caratteristiche identitarie degli ambiti rurali, di valorizzazione delle produzioni agricole tipiche, di propulsione nei confronti di altri comparti, quale soprattutto l’industria dell’ospitalità, che anche in forza della straordinaria qualità dei prodotti della nostra terra, si è sviluppata al punto da collocare il Veneto al primo posto tra le regioni italiane per numero di presenze turistiche. E ora si apre un nuovo capitolo”.

(fonte Regione Veneto)