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Tagli alla bonifica in Polesine, protesta corale delle organizzazioni del territorio

Gal Delta Po“Siamo ad un punto di non ritorno. Il pericolo per la stabilità idraulica del nostro Polesine non si può più sottovalutare. E mi fa piacere che entrambi i due Consorzi di bonifica, le associazioni di categoria e tutti i comuni del comprensorio del Delta del Po e Chioggia, abbiano confermato di unirsi tutti per far capire con la forza necessaria alla Regione Veneto ed al governo, se necessario, che le risorse per la bonifica sottratte al Polesine sono vitali e che il nostro territorio ha delle caratteristiche diverse dal resto del Veneto e come tale deve essere trattato e rispettato”. Così il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, interviene in merito alla drastica riduzione dei contributi regionali ed i maggiori costi di energia elettrica del Consorzio di bonifica Delta del Po, che si è tenuta nella sede di Taglio di Po.

Protesta ad oltranza delle diverse categorie. Il Consorzio Delta del Po, assieme ai comuni di Porto Viro, Porto Tolle, Ariano, Rosolina, Loreo e Chioggia (di cui una parte del territorio rientra nel comprensorio consortile deltizio) hanno annunciato una protesta ad oltranza che prevede, martedì un incontro col Prefetto, poi ordini del giorno approvati dai consigli comunali, incontri in Regione e col governo e, perfino, l’istituzione di un tavolo permanente sul rischio idraulico. Coldiretti Rovigo, col presidente Mauro Giuriolo, sarà in prima fila nel sostenere l’azione comune.

Taglio dei finanziamenti contro la subsidenza. Il grido di allarme arriva dal consorzio deltizio, ma riguarda anche il Consorzio Adige Po. Il problema si sta ripresentando da qualche anno ed è ormai tristemente noto: la Regione Veneto ha tagliato gli stanziamenti per contrastare la subsidenza in Polesine, che, tradotto, significa rischio allagamenti e pericolo idraulico per il territorio che è tutto sotto il livello del mare e che, per restare all’asciutto deve continuamente pompare l’acqua d’infiltrazione fuori dai terreni, indipendentemente dalla piovosità. Anche se le piogge prolungate della prima parte dell’anno hanno aggravato la situazione. Attualmente il bilancio del Consorzio sconta un ammanco di circa un milione e 200 mila euro, solo per i maggiori costi di energia, col rischio di andare in rosso e di dover aumentare la tassazione sui cittadini e sulle imprese agricole del 15 per cento.

Costi energetici in Polesine: 44 euro l’ettaro. “Attualmente – spiega Giuriolo – i soli costi energetici (e li teniamo separati dagli ulteriori costi di manutenzione e gestione che pure sono a carico dei contribuenti), per le imprese agricole sono arrivati a circa 44 euro l’ettaro, mentre per i cittadini proprietari di case, il costo varia in base alla grandezza dell’abitazione. Non è possibile gravare ancora sui polesani per risolvere un problema causato dalle estrazioni metanifere degli anni ’50, che hanno fatto sprofondare tutto il nostro territorio. Situazione di cui stiamo qui a pagare, letteralmente parlando, tutte le conseguenze di manutenzione, sollevamento delle acque e rischio idraulico”.

(Fonte: Coldiretti Rovigo)