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5 giugno 2020, secondo webinar Argav su “Uomo e montagna: un caso di distanziamento sociale?”

In attesa di riprendere gli appuntamenti di fine mese al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), come i corsi di formazione in collaborazione con l’Ordine dei Giornalisti del Veneto nonché le attività sociali, Argav organizza venerdì 5 giugno, dalle ore 18 alle ore 19.30, in collaborazione con Unaga, il secondo webinar sulla piattaforma Zoom, per un colloquio con l’associazione “Mountain Wilderness” sul tema “Uomo e montagna: un caso di distanziamento sociale?“.

A moderare l’incontro virtuale, il presidente Fabrizio Stelluto. Grazie all’interessamento del Premio Argav 2016, Toio de Savorgnani, avremo l’opportunità di confrontarci con Carlo Alberto Pinelli (archeologo, regista, scrittore, fondatore di Mountain Wilderness Italia ed International), Francesco Tomatis (filosofo, docente all’Università di Salerno, Comitato Etico Mountain Wilderness Italia), Giancarlo Gazzola (vicepresidente Mountain Wilderness Italia), Luigi Casanova (scrittore, presidente onorario Mountain Wilderness Italia). Il link cui collegarsi per partecipare all’incontro è https://us02web.zoom.us/j/88947346374

22 dicembre 2019, a Treviso Toio De Sarvognani, premio Argav 2017, racconta emozioni e lacrime, quelle arrivate con Vaia, nell’evento “Il Cansiglio…e la Luna”

Le meraviglie della Foresta del Cansiglio (BL-TV) e il disastro della tempesta Vaia saranno il filo conduttore del racconto che Toio De Savorgnani, premio Argav 2017 proporrà domenica 22 dicembre alle ore 18:00 sotto la Loggia del Cavalieri, in centro a Treviso. L’alpinista, ambientalista e scrittore vittoriese sarà l’attore principale dell’evento “Il Cansiglio… e la Luna”, e sotto la storica loggia proporrà le emozioni dei giochi di luci e ombre che si creano nella magica storica foresta, oggi gestita da Veneto Agricoltura.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Santo Stefano di Cadore (BL), ad un anno da Vaia, assessora Bergagnin: “Meglio far rinascere nel territorio le attività agricole piuttosto che una Spa 5 stelle, per farlo ci serve il modello Livigno”

(di Marina Meneguzzi, vice presidente Argav). “Avremmo bisogno di un’altra Vaia per attirare l’attenzione del mondo politico e riuscire così ad avere ancora qualche soldo da investire nella manutenzione del nostro territorio!” E’ con questa provocazione che Elisa Bergagnin, assessora del comune di Santo Stefano di Cadore (BL), ha accolto i giornalisti nella sala convegni dell’Unione Montana Comelico al corso di formazione organizzato lo scorso 28 ottobre da Argav in collaborazione con l’Assostampa bellunese e il Sindacato Giornalisti del Veneto, che ha “adottato” il comune della Val Comelico dopo il ciclone Vaia occorso un anno fa.

Necessità di una defiscalizzazione “tipo Livigno”. “Il problema della montagna veneta sono i fondi, che mancano, contiamo poco dal punto di vista elettorale, ed inoltre la Val Comelico confina con due regioni a statuto speciale che, trattenendo i 9/10 (TAA) e 6/10 (Friuli Venezia Giulia) delle loro tasse, godono di una sorta di defiscalizzazione che consente loro di pagare i propri agricoltori e allevatori, oltre che sostenere l’attività turistica. Vorremmo anche noi avere lo stesso trattamento su un periodo di lungo termine, in modo da favorire lo sviluppo economico e sociale del nostro territorio, sempre più spopolato, il modello a cui guardiamo è “Livigno” (il comune alpino in provincia di Sondrio, grazie a una legge reale del 1910, introdotta per incrementarne lo sviluppo economico, non paga IVA e altre tasse su carburanti e tabacchi, per cui la benzina costa il 40% in meno, così come le sigarette e gli alcolici ndr) oppure le zone franche urbane. Più volte abbiamo invocato a livello regionale e nazionale queste misure, ma la nostra richiesta è sempre caduta nel vuoto“, ha aggiunto l’assessora, poco convinta della scelta di Zaia di commemorare a Palazzo Balbi a Venezia il catastrofico ciclone occorso un anno fa, e non nei comuni in cui questo infierì, provocando frane, allagamenti e la caduta di migliaia di ettari di foresta. “Se dovessero chiedermi di scegliere tra il progetto in discussione del collegamento sciistico con il comprensorio Monte Elmo – Prati di Croda Rossa della Val Pusteria, in Alto Adige (contestato dagli ambientalisti in quanto da loro ritenuto non sostenibile dal punto di vista ambientale ed economico, ndr) e la defiscalizzazione, sceglierei senz’altro quest’ultima, le Spa a 5 stelle non ci interessano, preferiamo far rinascere la produzione agricola e l’allevamento nel territorio, abbiamo già numerosi giovani produttori che si stanno danno da fare in questo senso (e i partecipanti all’incontro possono testimoniare la bontà di formaggi, insaccati, miele e lievitati prodotti in loco grazie al rinfresco preparato nella pausa tra un intervento e l’altro, ndr).

Container cinesi e gestione forestale sostenibile. Molti e tutti interessanti gli interventi in programma al corso. Stefano Vietina, giornalista, ha ricordato come l’80 per cento del legname utilizzato in Italia sia importato principalmente da Austria e paesi Est europeo, un controsenso visto che i boschi italiani sono sempre più rigogliosi a causa dell’abbandono dei pascoli; sono rimaste inoltre poche segherie, dunque anche quel 20 per cento di legname italiano utilizzato viene in gran parte lavorato in Austria e poi re-importato in Italia; Vietina ha informato anche del fatto che metà del legname caduto in Veneto stia prendendo la via della Cina: questo ha prodotto un innalzamento del valore del legname, passato da 143 euro al mc pre-Vaia a 13/ 20 euro al mc attuali, ma dopo che sarà lavorato e restituito in manufatti dai cinesi, con tutta probabilità, possiamo aspettarci una futura crisi della nostra industria del mobile. Diego Florian, direttore FSC (Forest Stewardship Council) Italia, con sede a Padova, ha ribadito come si sia persa la conoscenza del bosco, tanto da esser venute meno anche le sue funzioni ambientali, e di come sia in atto un abbandono gestionale e forestale (l’ultimo censimento Istat è del 2005, si “lavora alla cieca”), gestione, peraltro, affidata alle singole regioni, dunque in Italia abbiamo 21 leggi differenti inerenti alla materia. Un disinteresse istituzionale e privato davvero incomprensibile quello per Il bosco, che invece può essere un asset economico sostenibile formidabile. Una nota a questo riguardo: FSC si è proposta molte volte alle Regole del Comelico per certificare le loro foreste, ma invano. Se lo avessero fatto, probabilmente “non sarebbero andate deserte alcune aste di vendita di legname caduto dopo Vaia, in quanto ci sono tante aziende pronte a servirsene, soprattutto per motivi di marketing etico“.

Altri cicloni in vista, dobbiamo portare rispetto alle energie sottili della Natura. Andrea Bergamasco, oceanografo CNR (Consiglio Nazionale Ricerche), ha ricordato come sia importante verificare le fonti delle notizie in rete, “meglio far riferimento anche per le notizie ambientali a Istituzioni o quotidiani“; tra i neologismi creati dal cambiamento climatico, trova appropriato l’uso del termine “bomba d’acqua“, in quanto indica piogge con intensità superiore ai 100 mm/hr, ben più forti rispetto ad un “semplice nubrifagio”; ha parlato anche dei “medicane“, cicloni mediterranei che attingono energia dall’acqua marina quando questa ha una temperatura che supera i 27 gradi: negli ultimi anni succede sempre più spesso – è successo nel 2003, nel 2012, nel 2015, nel 2017, nel 2018 – , per cui “dobbiamo aspettarci un peggioramento nei prossimi anni. Ci ha ricordato di” agire localmente ma di pensare globale e di agire con la testa, anche se può costare molta fatica, perché non esiste un pianeta B“. A ribadire il concetto della necessità di rispettare la Natura – intesa nel suo complesso di mondo vegetale, animale e minerale – e di non dimenticare l’esistenza delle “energie sottili” è stato Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, ambientalista, scrittore, fondatore Mountain Wilderness Italia: “La montagna ha uno spirito, se non rispettiamo le sue regole, aspettiamoci di vederci ancora puniti“.

10 novembre, a Vittorio Veneto (Tv) il premio Argav 2016 parla di 30 anni in difesa del Cansiglio

Venerdì 10 novembre Toio de Savorgnani, alpinista e ambientalista, premio Argav 2016, sarà a Vittorio Veneto (Tv) dalle ore 20:30 alle ore 23:30 nella casa Fenderl (via del Meril 13) per presentare “30 anni in difesa del Cansiglio“, l’antica foresta della Serenissima.
Programma della serata. Alle 20.30 è prevista la presentazione del libro Quelli delle cause vinte a cura dell’Ecoistituto del Veneto Alex Langer; alle 21.15 proiezione in multivisione “I racconti del bosco incantato di Ferdi Terrazzani“, alle 21.35, testimonianze di Toio de Savorgnani e Giancarlo Gazzola di Mountain Wilderness – Michele Boato Ecoistituto del Veneto, Bepi Cappelletto CAI, Augusto De Nato WWF – Moreno Baccichet Legambiente – Giancarlo Silveri Lipu

Dal 9 al 17 settembre 2017 digiuno a staffetta in nome del Cansiglio

Radio Gamma 5, insieme alle associazioni ambientaliste Ecoistituto del Veneto, Mountain Wilderness del Veneto, WWF, Legambiente, Lipu, propongono da oggi un digiuno a staffetta a coloro che hanno a cuore l’integrità dell’Antica Foresta, il Cansiglio.

Il digiuno inizia stamattina alle ore 10 a Venezia, in occasione della conferenza stampa indetta dagli organizzatori in campo San Tomà, nei pressi della Giunta regionale e della Scoletta dei Calegheri. L’astinenza a staffetta si concluderà con una grande Festa-Raduno in Cansiglio domenica 17 settembre dalle ore 9.30.

La motivazione alla base del digiuno sta nel timore che il Cansiglio possa essere “svenduto” dalla Regione Veneto, che ne ha la gestione, con privatizzazioni che metterebbero a rischio la foresta e la riserva naturale. In particolare, il problema inizia con il quarto bando regionale, promulgato dopo le gare andate deserte per la vendita dell’ex albergo San Marco in Pian Cansiglio. Se anche questa gara andrà deserta, la Regione potrà procedere alla sua vendita con trattativa privata o cederlo al comune di Tambre (nel quale ricade).

Esiste un’offerta di ristrutturazione non presa in considerazione dalla Regione. Gli organizzatori dell’iniziativa ritengono che la vendita dell’ex San Marco potrebbe essere “il grimaldello attraverso cui la Regione aprirebbe la porta ad una lunga serie di privatizzazioni o cessioni in Cansiglio e in altre importati parti di demanio regionale come il campo da golf, l’albergo Sant’Osvaldo, le aziende zootecniche, gli agriturismi, i pascoli e, naturalmente, la foresta. Gli organizzatori rivelano che un imprenditore, da oltre due anni, manifesta l’intenzione di ristrutturare a proprie spese l‘ex hotel San Marco in cambio di una concessione in affitto per qualche decina d’anni per poi restituirlo alla Regione, ma che quest’ultima non ha preso in considerazione l’offerta. Perché?

Ad iniziare il digiuno, sarà Toio de Savorgnani, premio Argav 2016. “Ribadiamo tutti insieme il nostro no a questa scelta della Regione Veneto poiché, se si rompesse il principio dell’inalienabilità del Cansiglio, anche per una sua piccola parte, poi anche tutto il resto sarebbe in pericolo”, affermano gli organizzatori del digiuno a staffetta, che seguirà queste modalità di esecuzione: sabato 9 settembre ore 10.00 inizio digiuno di Toio de Savorgnani (premio Argav 2016) e Michele Boato insieme a tutte le persone disponibili; il digiuno proseguirà a staffetta (uno o più giorni a testa) fino al mattino di domenica 17, con l’inizio del raduno in Pian Cansiglio alle ore 9.30 al parcheggio davanti al ristorante Genziana verso Casa Vallorch. Alle ore 10.00 ci sarà l’escursione nella Foresta con partenza da Casa Vallorch ai villaggi cimbri e lungo i sentieri naturalistici nel bosco. Alle ore 13.00 pranzo e musica nei pressi di Casa Vallorch, alle ore 16.00 visita ai grandi alberi, con spostamento in auto e breve camminata.

“Il Cansiglio non è in vendita”. Durante la settimana di digiuno, Michele Boato e Toio de Savorgnani saranno presenti in Cansiglio nel piazzale del Rifugio S. Osvaldo, dalle 10.30 alle 16 circa, nelle giornate di domenica 10, martedì 12 e giovedì 14. Chi vuole portare solidarietà sarà il benvenuto (cercare lo striscione esposto Cansiglio non è vendita). Allo steso modo, gli organizzatori invitano a partecipare al digiuno, anche solo per un giorno, comunicando l’adesione e la giornata di digiuno a micheleboato@tin.it oppure a toiodesavorgnani@virgilio.it. In questo modo, si potrà far conoscere di giorno in giorno quanti sostengono l’iniziativa e chi digiunerà durante la settimana (si dovrà specificare nella mail se si potrà divulgare il nome o se si preferisce mantenere l’anonimato, ma entrare nella somma di persone che stanno digiunando).

Fonte: “Il Cansiglio non è in vendita”

Uccisione orsa KJ2, Cipra Italia chiede maggior serietà e impegno a Provincia di Trento e Ministero dell’Ambiente nella conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali

Nel merito dell’uccisione dell’orsa KJ2, riceviamo e volentieri pubblichiamo da Toio de Savorgnani, premio Argav 2016, uno scritto di Luigi Casanova, presidente onorario di Mountain Wilderness e vicepresidente Cipra Italia, importante rete alpina e significativa presenza nel campo delle organizzazioni di tutela ambientale, . La nota è stata approvata dal direttivo nazionale Cipra.

Luigi Casanova

L’uccisione dell’orsa Kj2 da parte della Provincia Autonoma di Trento è un fatto di inaudita gravità.

Pur non possedendo ancora elementi certi nella valutazione di quanto realmente accaduto nell’aggressione subita dall’escursionista il 24 luglio scorso (sembrerebbe che sia stata l’orsa ad essere stata importunata dall’uomo), con una disarmante e superficiale fretta il presidente della Provincia Autonoma di Trento ha emanato l’ordinanza di eliminazione del selvatico.

Tutto è stato deciso senza nemmeno tentare un approccio di confronto nella gestione dei selvatici con le parti sociali interessate al progetto LIFE URSUS, che ha permesso la reintroduzione degli orsi (il riferimento alle associazioni ambientaliste è diretto), quasi come se l’emotività elettoralistica potesse prendere il sopravvento (il prossimo anno si tiene il rinnovo del Consiglio Provinciale).

Al momento, dalle informazioni in nostro possesso, risulta che ogni singolo caso di aggressione di orsi in Trentino è stato motivato da disturbo diretto, disturbo provocato da esseri umani o da cani, quindi situazioni imputabili solo a comportamenti umani scorretti.

Con i suoi ripetuti comportamenti (vedasi caso Daniza e le recenti decisioni della Commissione dei 12 riguardo la caccia nei parchi e la richiesta di esclusività nelle decisioni della cacciabilità di specie protette), la Provincia di Trento si evidenzia come pessima maestra. Totale risulta essere l’assenza di equilibrio e competenze nella gestione dei vari episodi. Con un simile drastico intervento la Provincia di Trento interpreta in modo riduttivo, esclusivamente antropocentrico, la percezione della conservazione e gestione degli animali selvatici, dei valori della biodiversità.

Siamo in presenza di conseguenze che potrebbero avere ripercussioni anche nella gestione dell’URSUS marsicanus in Appennino. L’intera operazione della reintroduzione dell’orso nelle Alpi esce svilita, priva di credibilità e porterà l’Unione Europea ad esprimere dubbi sempre più motivati sulla capacità degli enti locali nel gestire progetti che hanno rilevanza internazionale ed in questo caso dovevano essere propedeutici alla diffusione della presenza dell’orso su tutto l’arco alpino. E’ con estrema tristezza che CIPRA si trova a dover commentare quanto avvenuto.

Si chiede pertanto maggior serietà e impegno alla provincia di Trento e al Ministero dell’Ambiente affinché ci sia una maggiore attenzione nell’applicazione del PACOBACE (Piano d’azione interregionale per la conservazione dell’orso bruno nelle Alpi centro-orientali).

Il valore culturale e la ricchezza che animali come l’orso esprimono, ci riportano al concetto di dignità e rispetto francescano di tutti gli esseri viventi e per questo non meritano facili fucilate, ma scelte gestionali più attente e razionali.

 

10 giugno 2017, assemblea soci Argav in Cansiglio, presente all’assise Toio De Savorgnani, premio Argav 2016

premio Argav 2016, da sx Fabrizio Stelluto, presidente dell’associazione e Toio De Savorgnani, vincitore del riconoscmento

Come è divenuta ormai tradizione, l’assemblea Argav di metà anno si tiene preferibilmente nella località di provenienza del vincitore del premio Argav. Quest’anno, grazie alla disponibilità di Tonio De Savorgnani, a cui abbiamo conferito il premio nel 2016, si terrà a Farra d’Alpago (BL). L’alpinista ambientalista, che vive e lavora in Cansiglio, parteciperà con un intervento all’assise. L’incontro si svolgerà sabato 10 giugno 2017 (prima convocazione ore 10, seconda convocazione ore 11)nella sala del rifugio escursionistico Vallorch (via dei Cimbri, 6), con il seguente ordine del giorno: insediamento organi assembleari, relazione Presidente, discussione ed approvazione bilancio consuntivo 2016, discussione ed approvazione bilancio preventivo 2017, varie ed eventuali.

 

 

 

Oggi la consegna del Premio Argav 2016 a Toio De Savorgnani, alpinista ambientalista

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Toio De Savorgnani, premio Argav 2016

L’alpinista ambientalista Vittorio (Toio) De Savorgnani riceverà oggi, sabato 17 dicembre, il premio Argav 2016. La cerimonia si terrà al Ristorante Forcellini di Padova. Anche quest’anno, il direttivo Argav ha voluto rendere merito all’impegno di  chi si adopera per dare lustro al territorio veneto; nelle più recenti edizioni il premio è andato all’attore, Marco Paolini; al poeta e musicista, Bepi De Marzi; alla scienziata, Ilaria Capua; all’ideatore della comunità Internet “Grow the planet”, Gianni Gaggiani; alla cooperativa sociale vicentina, Agrimea; alla famiglia agrocircense rodigina, Giona.

Toio De Savorgnani è nato nel 1954 da madre cimbra del Cansiglio e padre forestale friulano; fin da bambino, Toio ha trascorso tutti i periodi di vacanza in Cansiglio a contatto con una comunità umana arcaica e quasi fuori del tempo, ma  anche con l’ambiente naturale della foresta, che lo ha influenzato in maniera determinante. La montagna è diventata  la sua passione ed il suo impegno principale: negli anni ‘70 ha partecipato alle prime visite guidate naturalistiche in Veneto;  nel 1978 ha collaborato alla ristrutturazione del Giardino Botanico Alpino al rifugio Vazzoler, nel gruppo dolomitico del Civetta, allora chiamato l’Università del 6° grado e l’anno dopo  ha partecipato alla spedizione sul Manaslu (m. 8.156, 7^ cima della Terra) nell’Himalaya del Nepal. La spedizione non ha raggiunto la cima  a causa delle fortissime bufere e Toio De Savorgnani ha subito gravi congelamenti a mani e piedi dopo aver trascorso una notte all’aperto a causa delle continue slavine, che avevano distrutto la tenda a 7.500 metri.

Tutela della montagna. Nel 1980, De Savorgnani ha iniziato a  lavorare in Cansiglio, prima col Corpo Forestale dello Stato  e poi con l’Azienda Regionale delle Foreste ( ARF)  e tuttora  continua ad operare lì. Ha lavorato per oltre 15 anni al Giardino Botanico Alpino Lorenzoni in Pian Cansiglio e ha collaborato alla ristrutturazione del Museo Etnografico, ora chiamato “Museo dell’Uomo in Cansiglio – Anna Vieceli”. Nel 1988 ha partecipato alla fondazione dell’associazione di  alpinisti ambientalisti Mountain Wilderness Italia, emanazione nazionale di “Mountain Wilderness International”, creata l’anno precedente da molti, famosi alpinisti ( Chris Bonington, Reinhold Messner, Fausto De Stefani, Alessandro Gogna, Carlo Alberto Pinelli, ecc.).  Da  allora “Mountain Wilderness” è diventata, per De Savorgnani, il  riferimento principale per le attività ambientalistiche in ambiente alpino;  all’inizio degli anni ‘90 ne é stato anche presidente nazionale, mentre oggi é membro del consiglio direttivo. De Savorgnani  é stato tra i fondatori del Comitato per il Parco del Cansiglio, dell’Ecoistituto Veneto Alex Langer e anche dell’associazione Ecohimal Italia (presidente onorario: il famoso alpinista, Kurt Diemberger), che opera per la conservazione dell’ambiente naturale, nonchè della cultura delle popolazioni himalayane.

Una scelta che coinvolge lo spirito. “Nel corso degli anni – sostiene Toio De Savorgnani – ho capito che non andavano  trascurati  anche gli aspetti leggendari, mitologici e di tradizioni orali popolari, legati all’ambiente naturale e così ho recuperato quanto appreso dai nonni, da cimbri, boscaioli e pastori del Cansiglio, riportando le mie esperienze  in alcune pubblicazioni. In queste mie opere ho collegato l’ambiente arcaico del Cansiglio e delle altre nostre montagne a quanto ho visto ed appreso nei miei viaggi in Himalaya, dove è iniziato per me un cammino diverso, che mi ha portato ad associare agli aspetti  scientifici, ecologici ed etici anche quelli spirituali, per me ormai inscindibili  e inseparabili.  Una scelta ora avvalorata dall’enciclica di papa Francesco “ Laudato si”; una via, che io ho intrapreso oltre 30 anni fa e che, con tutti i miei limiti, sto tentando di portare  avanti anche nel presente.”

Il Premio Argav 2016 va a Toio De Savorgnani, alpinista e ambientalista. Il premio sarà consegnato sabato 17 dicembre, in occasione dell’Assemblea Argav a Padova.

toio-de-savorgnaniVa all’alpinista e ambientalista Toio De Savorgnani il Premio Argav 2016,  riconoscimento che la nostra associazione attribuisce ogni anno a persone che, con la loro attività, danno risalto al territorio locale nell’ambito delle tematiche da noi trattate, agricoltura e ambiente in primis.

La motivazione. “Toio De Savorgnani ha promosso costantemente il rispetto per l’ambiente, non solo attraverso iniziative di sensibilizzazione della collettività, ma anche con i numerosi racconti che sempre mostrano la forza del suo amore per la natura che ci circonda”, ha convenuto il Direttivo Argav nell’assegnargli il Premio. Che gli sarà consegnato sabato 17 dicembre 2016 in occasione dell’Assemblea associativa di fine anno. Che quest’anno si terrà negli spazi del ristorante Forcellini 172 a Padova, successivamente alla relazione annuale del presidente, Fabrizio Stelluto.