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“Qualità, sicurezza e sostenibilità. L’agroalimentare europeo si interroga” il nuovo quaderno edito da Europe Direct Veneto Agricoltura

170_34_1242114221_alimentihaccpUn fortino sotto assedio. Sembra questa l’immagine del comparto agroalimentare europeo, periodicamente scosso da scandali e frodi che interessano oggi alcuni prodotti a base di carne di manzo con dentro carne di cavallo, ieri le mozzarelle di bufala colorate, l´altro ieri il latte contaminato e via elencando.

UE, tutelare consumatori e imprese con più controlli ed etichettatura. La scottante e attualissima questione è stata affrontata nei giorni scorsi a Legnaro (Pd) nel corso di un focus promosso da Veneto Agricoltura -Europe Direct, che ha chiamato alcuni tra i massimi esperti in materia. Paolo De Castro, presidente della Commissione Agricoltura del Parlamento Europeo, in conference call, ha evidenziato nel suo intervento “che stante il contesto di difficoltà internazionale, con la PAC 2014-2020 in via di approvazione, l´obiettivo resta quello di tutelare gli interessi del consumatore e delle imprese agroalimentari diminuendo la burocrazia e rafforzando gli strumenti di gestione dei rischi e la capacità delle imprese di stare in maniera competitiva sui mercati. Va bene l´attenzione per gli aspetti sociali del comparto e per il greening, ma è importante che essi siano considerati in riferimento alle politiche per le imprese”. “La questione della sicurezza alimentare – ha detto Paolo Pizzolato, commissario straordinario di Veneto Agricoltura – è uno dei temi che sta animando il dibattito in corso sulla futura PAC per il periodo 2014-2020. Argomenti quali la “Food security” e la “Food safety”, intesi sia come qualità degli alimenti che come sostenibilità degli stessi, occupano infatti importanti capitoli nell´agenda della futura politica agricola europea. Risulta fondamentale dunque avere le idee ben chiare al riguardo e il focus odierno e la pubblicazione che abbiamo dedicato a questi temi si pongono proprio l´obiettivo di fare chiarezza. Controlli, etichettatura e attenzione per la qualità devono essere le parole d´ordine”.

Rischio “Tutto DOP, Niente DOP”. Edi De Francesco (Università di Padova) ha analizzato le politiche sulla qualità alimentare dell´UE, comprendenti i sistemi di certificazione e di etichettatura dei prodotti, i marchi di origine (Dop, Doc, Docg, Stg-Specialità tradizionali garantite) e biologico, tutti riconoscimenti, questi, di grande importanza per la valorizzazione dei prodotti agricoli europei ma speso anche causa di confusione tra i consumatori per la mancanza di informazione. Da qui, la necessità di migliorare la comunicazione e la coerenza tra gli strumenti a disposizione, e ridurre la complessità di gestione da parte dei produttori per non incorrere nel rischio “Tutto DOP, Niente DOP” come ha sintetizzato con efficacia Luigino Disegna di Veneto Agricoltura, moderatore del convegno.

Crescita sostenibile e solidale in un contesto di progressivo cambiamento climatico. Grosse aspettative su questo aspetto ricadono sul recente “Pacchetto Qualità“, ossia il regolamento europeo sui regimi volontari di qualità dei prodotti agroalimentari che propone nuovi sistemi qualitativi e aggiorna quelli già esistenti (come le nuove regolamentazioni sui prodotti Dop, Igp e Stg). Vasco Boatto, sempre dell´Università di Padova, ha tratteggiato il ruolo della Strategia “Europa 2020” che punta a rilanciare l´economia dell´UE nel corrente decennio per delineare un modello di crescita intelligente, sostenibile e solidale in un contesto di progressivo cambiamento climatico. In questo ambito il sistema agroalimentare europeo è chiamato ad una sfida epocale: contribuire alla lotta contro la fame nel mondo garantendo nel contempo alti standard qualitativi degli alimenti prodotti rispettando le risorse ambientali.

Anche l’imballo del prodotto agroalimentare deve essere conforme e certificato. Mariachiara Ferrarese del CSQA di Thiene (Vi) ed un pool di esperti in materie giuridiche, hanno fatto il punto sulle principali norme che regolano la “Food safety” e la “Food security”, puntando l´accento su un aspetto in particolare: i materiali a contatto con gli alimenti sono parte della filiera. E per questo il packaging deve essere conforme e debitamente certificato”. L´occasione dell´incontro è stata offerta dalla presentazione del volume “Qualità, sicurezza e sostenibilità. L’agroalimentare europeo si interroga” (che può essere richiesto gratuitamente a Veneto Agricoltura), quaderno n. 14 della Collana di Europe Direct Veneto, appena dato alle stampe. Per i consumatori europei la misura è colma e per questo occorre fare subito un po’ di chiarezza. Eppure, il sistema di controllo messo in piedi dall´Unione Europea per il proprio settore agroalimentare risulta essere uno dei più sicuri e blindati del mondo. Resta il fatto che troppo spesso a farne le spese è il settore agricolo che con queste frodi ha, spesso, poco a che fare. Chiara in questo senso Edi De Francesco dell´Università di Padova: “Sono indignata come cittadina, ma rassicurata come consumatrice considerata la funzionalità del sistema europeo dei controlli“. Ma come viene garantita la qualità dei prodotti agroalimentari? Come vengono combattute a livello di Unione Europea e nazionale le frodi?

(Fonte: Veneto Agricoltura)

Caso Nestlè. Confartigianato Veneto: “Volete certezza degli ingredienti? Tornate a comperare prodotti artigiani 100% made in Italy”

Pasta artigianale fiera Sapori Italiani Longarone Fiere 2012“Non ci saranno problemi di sicurezza alimentare, come si è preoccupata di dichiarare subito la Nestlè mentre ritirava dagli scaffali italiani e spagnoli ravioli e tortellini di manzo Buitoni (società che fa capo al colosso alimentare) dopo che sono state rinvenute tracce di Dna di carne di cavallo pari all’1%. Sta di fatto però che, se i consumatori vogliono essere sicuri di quello che comperano –e mangiano-, farebbero bene a tornare ad acquistare prodotti artigianali freschi non solo per le occasioni speciali e le feste ma per l’alimentazione di tutti i giorni!” A dichiararlo Luca Da Corte, pastaio cadorino e Presidente Nazionale e Regionale Veneto dei produttori di pasta fresca aderenti a Confartigianato.

Colossi alimentari ≥ piccoli pastifici. “Da alcuni anni stiamo assistendo –prosegue Da Corte- ad una accentuata dicotomia in fatto di pasta. Da un lato abbiamo la pressione dei colossi alimentari per globalizzare, uniformare e sterilizzare la loro offerta a scapito della qualità, del gusto e soprattutto del controllo di filiera che porta, periodicamente, a “scandali” come quello di queste ultime settimane. Dall’altro c’è il crescente interesse in tema di biodiversità e prodotti a km 0 per opera e merito soprattutto dei piccoli pastifici (quasi 150 nella nostra Regione) che lavorano pasta fresca. Un lavoro straordinario, e sempre più apprezzato, frutto di un mix sapiente di tradizione, conoscenza, opera delle mani e ricerca di prodotti di qualità e soprattutto territoriali”.

Ingredienti made in Italy. “Nel mio pastificio ad esempio –spiega il Presidente- per le paste ripiene usiamo grano che si coltiva nel centro Cadore, ortaggi raccolti sotto le crode del monte Antelao e la carne è quella di agnello d’Alpago protagonista di un presidio Slow Food. Una attenzione che possiamo ritrovare nelle botteghe di tutti i miei colleghi veneti e non, dai “bigolari” di Treviso, Padova e Vicenza, sino a Valeggio sul Mincio dove abbiamo laboratori che producono i rinomati tortellini “nodo d’amore” il cui ripieno viene creato dalle mani sapienti di cuoche che bolliscono la carne e la tritano a mano ogni giorno”.

Pasta fresca e “pasta fresca pastorizzata”.  “E’ importante che i consumatori cambino le loro abitudini –precisa Da Corte- ma è assolutamente necessario che la Politica emani norme che aiutino le persone a distinguere le diverse produzioni e non il contrario. L’Unione Europea, ad esempio, invece che scendere in campo ed approvare una raffica di test su carne di manzo per verificarne la composizione a seguito del dilagare dello scandalo della carne di cavallo, farebbe bene ad intervenire sul grande scippo che è stato operato ai danni della piccola impresa artigiana con l’abrogazione della norma che fissava, in cinque giorni dalla data di produzione, la durabilità della pasta fresca. Un grosso regalo alle imprese industriali che ha annullato le differenze tra il prodotto artigiano e quello industriale, pregiudicando la libertà del consumatore di poter scegliere. Chissà che questo scandalo possa portare ad una ridenominazione delle paste sfuse in “pasta fresca” e “pasta fresca pastorizzata” dove, ovviamente, è solo la pasta fresca quella che garantisce ai consumatori tutte le peculiarità e le caratteristiche organolettiche del vero prodotto artigianale italiano”.

(Fonte: Confartigianato Veneto)

Etichetta, lettera della UE: stop a legge italiana

La Commissione europea ha inviato  una lettera all’Italia in cui ritiene «non opportuna» la norma italiana sull’etichettatura d’origine dei prodotti e chiede di soprassedere fino a quando non sarà adottato un regolamento a livello comunitario. È quanto ha confermato la direttrice generale per la salute e la tutela dei consumatori Paola Testori Coggi, rispondendo ad una domanda sulla questione. Già dopo l’approvazione della norma italiana, la Commissione aveva annunciato che avrebbe chiesto chiarimenti all’Italia, avanzando una serie di dubbi sulla conformità della norma italiana con le regole comunitarie.

Un nuovo regolamento Ue potrebbe entrare in vigore, dopo l’iter parlamentare, entro il 2013-2014. In occasione dell’ultimo Consiglio dei ministri Ue a Bruxelles, l’Italia aveva annunciato battaglia diplomatica per la sua completa attuazione, ricordando che anche il commissario Ue alla salute John Dalli aveva definito la legge italiana «la strada del futuro, con un solo difetto, quello di essere avanti di due anni rispetto al resto d’Europa».

(Fonte Ansa)

Approvato il ddl sull’etichettatura degli alimenti

E’ stato approvato ieri, martedì 18 gennaio 2011, il disegno di legge sull’etichettatura obbligatoria con l’indicazione della provenienza dei cibi. Il provvedimento pone una premessa fondamentale per la tutela dei consumatori e degli stessi produttori onesti che puntano alla qualità. Un elemento questo di cui il made in Italy si è fatto da sempre portabandiera.

La norma è per così dire in controtendenza rispetto all’orientamento europeo, laddove la commissione Ue ha mostrato sempre contrarietà a norme che ritiene possano frenare la libera circolazione delle merci, animata da varie anime e soggetta a pressioni di paesi non propriamente agricoli e comunque meno attenti alla salubrità degli alimenti. Tuttavia potrebbe allentare le resistenze, in questo momento così particolare alla nuova legge italiana, a fronte dell’allarme in corso per la diossina in Germania nelle uova e nella carne di maiale.

Contenuto legge etichettatura. Cuore del provvedimento è l’articolo 4, che rende obbligatorio riportare nell’etichetta anche l’indicazione del luogo di origine o di provenienza dei prodotti agroalimentari. Grazie alla nuova disciplina introdotta, infatti, sarà possibile fornire informazioni chiare e precise ai consumatori sulla provenienza degli alimenti che si comprano e mangiano quotidianamente. I consumatori italiani potranno così essere sicuri di acquistare prodotti Made in Italy, senza possibilità di confusione dovuta ad etichette ingannevoli, contribuendo così anche a valorizzare le produzioni tradizionali di cui è ricco il nostro Paese. Ad integrazione dell’obbligo di etichettatura, inoltre, l’articolo 5 prevede che l’omissione delle informazioni relative al luogo di origine o di provenienza dei prodotti alimentari costituisca pratica commerciale ingannevole ai sensi del codice del consumo.

Altro punto cardine del provvedimento è la tracciabilità dei prodotti agroalimentari e la definizione di nuove sanzioni per garantire il loro rispetto. Oltre alle disposizioni sull’etichettatura sopra ricordate, infatti, all’articolo 2 il ddl contiene sanzioni relative alla violazione delle norme che limitano l’utilizzo di latte in polvere, raddoppiando tali sanzioni qualora la violazione riguardi prodotti DOP, IGP o riconosciuti come specialità tradizionali garantite (STG). Rilevanti anche le nuove sanzioni in materia di sementi e di oli (articolo 3), la normativa relativa alla rilevazione della produzione giornaliera di latte di bufala (articolo 7) e l’istituzione del “Sistema di qualità nazionale di produzione integrata” dei prodotti agroalimentari (articolo 2, commi 3-9), volto a garantire una qualità superiore del prodotto agroalimentare finale, contraddistinto da un basso uso di sostanze chimiche, controllato da organismi terzi accreditati e identificato con uno specifico logo, al quale i produttori potranno aderire su base volontaria. L’adesione al Sistema è quindi aperta a tutti gli operatori che si impegnino ad applicare la disciplina di produzione integrata e si sottopongano ai relativi controlli. Il provvedimento, infine, contiene importanti norme per il rafforzamento della competitività del settore agroalimentare, tra cui l’estensione all’intero territorio nazionale delle disposizioni che promuovono la stipula di contratti di filiera e di distretto (articolo 1), la cui operatività è attualmente limitata alle aree sottoutilizzate.

L’eurodeputato Scottà all’assemblea plenaria di Strasburgo. «Solo un’agricoltura trasparente può garantire il diritto alla sicurezza alimentare a tutti i cittadini e contrastare emergenze sanitarie, come quella della diossina scoppiata in Germania. Se vogliamo evitare altri casi simili, dobbiamo puntare sulla qualità, quindi sulla tracciabilità di ogni genere di prodotto alimentare». Questo il commento dell’onorevole della Lega Nord, Giancarlo Scottà, membro in Commissione Agricoltura, dopo il voto favorevole, espresso dall’Aula di Strasburgo, sulla relazione di Dacian Octavia Sârbu, “Agricoltura come settore strategico per la sicurezza dell’approvvigionamento alimentare“. «Ieri la Camera – ha proseguito Scottà – ha dato il via libera al decreto legge sull’etichettatura alimentare obbligatoria che prevede la piena tracciabilità dei cibi, dal luogo di produzione iniziale al consumo finale, seguendo così la linea del Parlamento europeo, alla quale ho contribuito attraverso il mio rapporto sulla “qualità dei prodotti agricoli” approvato dalla stragrande maggioranza dell’Assemblea legislativa continentale». «La freschezza e l’origine del prodotto non sono solo indice di benessere, ma rappresentano anche i valori più autentici delle nostre terre. È proprio da un patrimonio enogastronomico di qualità che dipende lo sviluppo di un’agricoltura sostenibile».

(fonte AdnKronos e Ministero Politiche Agricole/segreteria on. Scottà)

Conferenza regionale dell’Agricoltura e sviluppo rurale: il 19 novembre a Legnaro (PD) si parla di “Made in Veneto” e competizione internazionale

Dalla qualità il reddito. Uno slogan attorno al quale il meglio del “Made in Italy” agroalimentare veneto intende costruire un futuro solido per le proprie aziende nel mercato globalizzato. Si parlerà di questo venerdì 19 novembre dalle ore 09.00 in Corte Benedettina, di Veneto Agricoltura, a Legnaro (PD) nell’ambito del quarto seminario della Conferenza regionale dell’agricoltura e dello sviluppo rurale. Qualità, tracciabilità e quindi riconoscibilità dei prodotti da parte del consumatore, in una cornice di sostenibilità economica, sociale e ambientale, saranno i temi al centro di un dibattito aperto dall’Assessore Regionale all’agricoltura Franco Manzato. Una discussione a trecentosessanta gradi che metterà a confronto Vanes Cantieri di Coop Italia e Fabienne Segers della Commissione europea, coordinatrice per l’Italia delle denominazioni d’origine, con Edi Defrancesco dell’Università di Padova, Denis Pantini di Nomisma e Giulio Benvenuti della Copa-Cogeca. Le potenzialità di qualificazione e di valorizzazione dei prodotti sono pienamente utilizzate? E soprattutto quali saranno gli strumenti più innovativi che la normativa comunitaria si appresta ad introdurre in materia? A moderare il forum, su questi ed altri aspetti di più stretta attualità, il giornalista Fabio Piccoli.

(fonte Veneto Agricoltura)