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Corte Benedettina di Legnaro (PD), nuova vita nel solco della continuità di luogo destinato all’economia rurale

Corte Benedettina di Legnaro (PD)

La Corte Benedettina di Legnaro (PD),  ristrutturata alla fine del secolo scorso grazie ad un progetto della Regione e di Veneto Agricoltura e utilizzata finora per lo svolgimento delle attività formative e convegnistiche dell’Agenzia regionale, trova ora un nuovo futuro. Il complesso, che nei secoli passati è stato fondamentale per l’economia rurale della bassa Padovana e della Saccisica, diventerà un luogo di didattica e di formazione di alto livello.

Grazie ad un accordo siglato il 6 marzo scorso a Venezia la Regione del Veneto, proprietaria dell’immobile, ha ceduto in comodato gratuito all’Università di Padova e al comune di Legnaro ampie parti di questo complesso monumentale,  sorto nel 1400 per iniziativa dei monaci di Santa Giustina di Padova, rimaneggiato nel secoli, ma con all’interno ancora preziosi elementi antichi. D’ora in poi, nelle sue stanze ospiterà importanti attività dell’ateneo patavino, che a Legnaro ha già ad Agripolis la propria Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

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Tutti i numeri dell’agricoltura veneta a Fieragricola 2018. Tra gli eventi proposti a Verona da Veneto Agricoltura, incontri su agricoltura di precisione, biodiversità, agroforestazione. Info anche su bionergie e cambiamento climatico.

Alla fine tutti i nodi arrivano al pettine. Il vecchio adagio vale anche per il comparto agricolo che proprio in questi giorni sta tirando le somme sui risultati della scorsa annata. Purtroppo, le conseguenze del cattivo andamento meteo registrato nel 2017 (ad aprile le gelate, in estate la siccità) non hanno consentito il raggiungimento di performance destinate a rimanere negli annali. Anzi. Veneto Agricoltura, che giovedì 1 febbraio (ore 11,30) in Fieragricola (31/1-3/2) oa Verona (stand Regione Veneto, padiglione 4) con AVEPA, ARPAV ed il marchio regionale agroalimentare QV (Qualità Verificata), presenterà i primi dati sull’annata agroalimentare regionale 2017, parla di “annata difficile soprattutto per quanto riguarda le rese di produzione di molte colture sia seminative (mais -14%, soia -23%) che legnose (mele -21%, vite -19%)”.

Zootecnica, risultati interessanti. I tecnici dell’Agenzia regionale anticipano invece che per gli allevamenti zootecnici i risultati 2017 sono piuttosto interessanti. Negativi invece gli scambi con l’estero. L’Agenzia regionale proporrà anche una serie di iniziative che ruotano attorno alle tre frontiere simbolo dell’innovazione sostenibile in agricoltura, ovvero l’agricoltura di precisione, la biodiversità e i sistemi agroforestali.

Agricoltura di precisione. Nella giornata inaugurale, mercoledì 31 gennaio (ore 15.00) presso l’Area FORUM del Padiglione 3, è previsto il focus Precision farming nelle colture erbacee che affronterà il tema dell’agricoltura di precisione analizzato da tre distinti punti di osservazione: le Linee guida recentemente pubblicate dal Ministero, le indicazioni pratiche sperimentate nell’azienda pilota dimostrativa “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura grazie al progetto europeo LIFE “Agricare” e il rapporto tra imprese e ricerca. Il programma dell’incontro disponibile a questo link.

Biodiversità. Giovedì 1 febbraio (ore 10,00) presso la Sala Puccini nella Galleria tra i Padiglioni 6 e 7, si terrà un incontro dedicato alla biodiversità intesa quale valore per l’agricoltura. Il focus, sostenuto dal Progetto BIONET che Veneto Agricoltura conduce con un’ampia rete di partner (Istituti agrari, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, CREA, Provincia di Vicenza) nell’ambito del PSR Veneto, punta a mettere in evidenza il valore della biodiversità per le produzioni agricole. Tecnici e produttori si incontreranno forti anche dell’esperienza maturata nell’ambito di un altro progetto da poco concluso (VeroVeneto) che ha dato modo di misurare con metodo scientifico il grado di biodiversità e la qualità della produzione ortofrutticola veneta. Il programma di questo secondo incontro è disponibile a questo link.

Foreste. Venerdì 2 febbraio (ore 10.00), sempre presso la Sala Puccini, si terrà invece un convegno dedicato al ritorno dei sistemi agroforestali. Nell’occasione si parlerà di alberi tra le colture agrarie, elementi non intrusi ma fattori di produzione e stabilizzazione climatica. L’agroforestazione è una sorta di “ritorno al futuro” che è già realtà in diversi contesti agricoli europei e italiani. Ne parleranno i ricercatori (con due interventi europei), tecnici e produttori agricoli protagonisti di queste esperienze. Il programma è disponibile a questo link. Infine, presso lo stand regionale saranno presenti nei quattro giorni di fiera i tecnici del Settore di Veneto Agricoltura “Bioenergie e cambiamento climatico”, per fornire ai visitatori informazioni sulle attività progettuali in tema di biogas, biomasse solide e biocarburanti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Pesca in Veneto, decennio 2006-2016 “in gondola”

Nel decennio 2006-2016, il settore della pesca nel Veneto ha avuto un andamento altalenante. Lo conferma il Rapporto strutturale sul comparto ittico regionale pubblicato da Veneto Agricoltura che registra una riduzione (-23%) del numero di pescherecci che nel 2016 erano 659. Fa da contraltare però l’incremento (+23,8%) del numero delle aziende ittiche attive nel settore risultanti ben 3.752 nel 2016, mentre nel decennio considerato il numero di occupati (6.937 unità) si è ridotto del -1,3%. Tra il 2006-2016 si registra anche una forte perdita di forza lavoro dal settore delle pesca (-57,4%), mentre risulta in crescita esponenziale l’occupazione nel comparto dell’allevamento (+1843,5%).

Flotta peschereccia ridotta di un quarto (-23%) e di oltre metà la forza lavoro, stabile la produzione. In lieve calo (-3,9%) la produzione locale regionale come pure il fatturato (-3%), che giornalmente viene sbarcata nei sei mercati ittici regionali (Venezia, Caorle, Chioggia, Pila, Scardovari e Porto Viro), con i primi due in forte perdita nel periodo considerato. A tenere, rispetto al 2006, sono solo i quantitativi di pesce azzurro (+15%), mentre sono tutte in diminuzione le altre tipologie di pesce, i molluschi e i crostacei. Se si considerano i transiti complessivi, ossia anche i prodotti di provenienza nazionale ed estera che arrivano a Chioggia e Venezia, risultano in perdita i quantitativi di entrambi (-6,8% Chioggia, -13,4% a Venezia), mentre al mercato ittico di Venezia tiene il fatturato (+5,3%) grazie al prodotto estero.

Allevamento, bene occupazione e mitilicoltura. Male i mercati, specie Venezia e Caorle. In forte salita i prezzi medi di quasi tutte le specie analizzate, che portano a un +26,8% del prezzo medio generale. In calo del -19,6% la produzione complessiva dei molluschi bivalve di mare operata dai Co.Ge.Vo. (Consorzi di Gestione e Valorizzazione dei Molluschi) veneti, diminuzione dovuta sia alle vongole di mare (-14,2%) e ancor più, ai fasolari (-36,0%). Per quanto riguarda gli allevamenti, si registrano diminuzioni di produzione della venericoltura (-11,1% sempre nel periodo 2006-2016) e della piscicoltura (-17,7%), mentre è la sola mitilicoltura a presentare un lusinghiero +68,9%, rialzo dovuto in gran parte agli impianti longline in mare aperto.

In rialzo il numero delle imprese (+23,8%) e le importazioni ittiche. Brutte notizie arrivano anche dalla bilancia commerciale estera, dato che nel decennio 2006-2016 il Veneto risulta ampiamente deficitario di prodotto ittico: infatti, a fronte del calo delle esportazioni del -9,4%, fa eco una forte crescita delle importazioni (+45,5%). Il valore complessivo del settore ittico veneto, riferito alla produzione complessiva della pesca marittima e dell’acquacoltura, dopo un periodo di lento ma costante calo, negli ultimi tre anni si mostra in salita, assestandosi su un valore di circa 200 milioni di euro, un aumento del +3,1% rispetto all’anno precedente. Confrontando questo valore, registrato nel 2016, con il picco massimo rilevato nel 2006 (242,1 milioni di euro), ne risulta però un calo produttivo in termini di valore del -17,8%.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vendemmia 2017 in Veneto, calo delle rese, buona la qualità, primeggiano il “mondo Prosecco” e il “sistema Verona”. Exploit export vino bio. Nuovi investimenti nel settore di Veneto Agricoltura.

Veneto Agricoltura investirà nel settore vitivinicolo un milione di euro nei prossimi tre anni, specie nella sperimentazione all’interno della propria azienda Diana di Mogliano Veneto (Tv) e con un nuovo vigore delle attività nel CeRVEG di Conegliano (Tv), il proprio Centro di Ricerca per l’Enologia e la Grappa. Lo ha annunciato Alberto Negro, direttore dell’Agenzia regionale, in apertura del convegno vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, Regione e Avepa e svoltosi lo scorso 11 gennaio a Lonigo (Vi), nella cantina del Gruppo Collis, protagonista la vendemmia 2017.

I dati. Una raccolta che ha prodotto 11.023.000 q di uva, confermandosi in vetta tra le regioni italiane, segnando però un calo del -15,46% rispetto al 2016. Di questi, ben 8.815.000 q (+9,31%) sono costituiti da uve a Denominazione d’Origine (DO). La riduzione delle rese, dovuta principalmente alle gelate tardive di aprile e alla prolungata siccità estiva, non ha interessato solo il Veneto ma tutti i principali Paesi produttori dell’Unione Europea, a cominciare dalla Francia (-17%), la Spagna (-22%) e la stessa Italia (-26%). Quella del 2017 sarà dunque ricordata come una tra le vendemmie più scarse degli ultimi decenni, ma di buona qualità.

Il Veneto vitivinicolo inteso per macrosistemi vede spadroneggiare il “mondo Prosecco”, che da solo vale oltre 4,5 milioni di q. di uva, pari al 51,33% delle DO; e il “sistema Verona” con quasi 2 mln di q. di uva (22,44% delle DO) suddiviso tra Valpolicella con 908 q. di uva (10,3%), Soave (677 q.; 7,67%), Bardolino (235 q.; 2,66%) e Bianco di Custoza (159 q.; 1,81%). Bene anche la Denominazione “Delle Venezie”, new entry nella vendemmia 2017, che ha esordito con ben 1.356 q di uva.

Volumi imbottigliati, per quanto riguarda le DOCG, il Conegliano Valdobbiadene Prosecco ha superato i 655.211 ettolitri, attestandosi saldamente in cima alla graduatoria; seguono a distanza l’Amarone (111.699 hl; +4,3%), l’Asolo (80.064 hl; +42%), il Colli Euganeo Fior d’Arancio (7.228; +4,9%), e via via tutti gli altri. Per quanto riguarda invece le DOC, è ancora il Prosecco a farla da padrone con 3.297.718 hl (+7%), seguito dal Soave (401.203 hl; +9,1%), Valpolicella Ripasso (207.945 hl; -0,1), Bardolino, Valpolicella, Lugana, Valdadige, ecc.

Nel 2017, la superficie destinata a vigneto nel Veneto ha superato i 91.349 ettari, segnando un +4,7% rispetto all’anno precedente. Anche in questo caso, a dettar legge sono le province di Treviso con 38.625 ha e Verona (28.887 ha), a seguire Venezia (8.703 ha), Vicenza (7.712 ha), Padova (7.030 ha), Rovigo (242 ha) e Belluno ( 147 ha). Le uve a bacca bianca (72%) hanno ormai surclassato quelle a bacca nera. Il numero di aziende vitivinicole nel Veneto è leggermente calato, attestandosi sui 29.670, ma il “miracolo vinicolo” continua ad essere sotto gli occhi del mondo intero. Gli esperti regionali hanno ricordato, infatti, cha il Veneto si conferma la quarta potenza mondiale in fatto di esportazioni: nei primi 9 mesi del 2017 ha segnato un +6,4% rispetto al corrispettivo periodo dell’anno precedente, quando aveva superato i 2 miliardi di euro in valore (pari al 35,6% del totale nazionale); solo il Prosecco vale 549 milioni di euro (Regno Unito 38,6%; Stati Uniti 23,7%, Germania 5,3%).

Bio. Per quanto riguarda invece l’affermazione del vino biologico, un fenomeno in crescita costante, gli esperti di Veneto Agricoltura hanno ricordato che nella nostra regione la superficie bio ha segnato un +192% dal 2009 al 2016.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Ambiente. Nella riserva naturale di Bosco Nordio a Chioggia (Ve) aumenta il numero delle testuggini, presenti anche famiglie di tassi

Bosco Nordio (Chioggia, Ve), la Riserva Naturale Integrale gestita da Veneto Agricoltura, vero relitto dell’antico manto boscato che ricopriva l’entroterra dell’alto Adriatico, svolge molte funzioni con la sua presenza. Certamente quella ambientale e forestale, ma anche didattica, viste le strutture presenti adatte per questa funzione (diorami, sale per attività di educazione naturalistica, cartellonistica, percorsi didattici anche in bosco) che ogni anno vengono utilizzate da numerose scolaresche e gruppi. Non basta, Bosco Nordio è anche un laboratorio di studio frequentato in continuazione da studiosi per conoscere ancora meglio l’ecologia dei componenti di questo unico fazzoletto boscato litoraneo.

Testuggini terrestri. Un esempio viene dalle tesi discusse la scorsa settimana, realizzate da due studenti del corso di laurea in Scienze Naturali dell’Università di Padova, su due importanti componenti della fauna della Riserva. Il primo, Marco Romani, ha effettuato un censimento della popolazione di Testuggine di Hermann (Testudo hermanni), una specie inserita negli elenchi della Direttiva “Habitat”, quindi protetta a livello comunitario. I risultati del lavoro segnalano che questa testuggine terrestre è presente a Bosco Nordio con una popolazione in buona salute, che dai dati raccolti sembra anche in incremento numerico (stimati 78 animali contro i 71 censiti sei anni fa). Il censimento del giovane laureato si inserisce nelle azioni previste dal Piano di Gestione della Riserva, con l’obiettivo di valutare lo stato della popolazione e definire il metodo più efficace per monitorare questo rettile.

Tassi e tane. Emanuele Cecchetto invece, sotto la guida della dottoressa Arianna Spada (Associazione Faunisti Veneti) e del professore Carlo Biancardi (Universidad de la República del Uruguay), ha studiato il Tasso (Meles meles), un mammifero di media taglia dalle abitudini prevalentemente notturne, censendo 19 tane, di cui 5 utilizzate durante l’autunno di quest’anno. Il neodottore ha realizzato attraverso il suo metodico lavoro, un’interessante mappa della localizzazione delle tane, utile per programmare la attività gestionali (ad esempio le visite da parte del pubblico) evitando disturbo agli animali selvatici presenti. Inoltre Cecchetto ha effettuato una serie di misurazioni sulle tane, per verificare le preferenze del Tasso nello scavo di questi rifugi, che vengono utilizzati da vere e proprie “famiglie” per molti anni.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Turismo sostenibile, nasce “GoToNATURE”, progetto integrato europeo Italia-Austria di valorizzazione dei siti naturalistici, storico-culturali meno conosciuti

Turismo sostenibile (foto Consorzio del Tarvisiano, Sella Nevea e Pramollo)

Il 2017 è stato indicato dall’ONU Anno internazionale del turismo sostenibile per lo sviluppo*. A questo proposito, questa mattina, lunedì 8 maggio, alle ore 10:00, a Legnaro (Pd), nella sede di Veneto Agricoltura, l’Agenzia Veneta per l’Innovazione nel settore Primario, verranno formalmente avviati i lavori del progetto europeo “GoToNATURE”, iniziativa transfrontaliera di programmazione e gestione turistica comune.  Obiettivo? Creare un modello di sviluppo territoriale basato sull’utilizzo sostenibile di destinazioni turistiche meno note e del loro patrimonio naturale e culturale.

Il progetto vede coinvolti 4 partner: capofila Veneto Agricoltura, quindi il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, di Sella Nevea e di Passo Pramollo, la Regione del Veneto (Direzione Turismo) e l’Istituto Salisburgese per urbanistica e abitare; ed include i principi della “European Chart for Sustainable Tourism” (ECTS) nella progettazione di prodotti turistici innovativi, per cui si svilupperà un toolkit per il turismo sostenibile. L’area operativa del progetto, che avrà durata di 30 mesi, comprende siti d’interesse naturalistico (parchi naturali, paesaggi ecc.), culturale e storico meno conosciuti, ma non per questo turisticamente meno attrattivi. Le risorse finanziarie provengono dal Programma di cooperazione europeo transfrontaliera Interreg V-A fra Italia Austria, con l’obiettivo specifico di tutelare e valorizzare il patrimonio naturale e culturale dell’area.

L’investimento complessivo è pari a poco più di 873 mila euro, che permetteranno la valorizzazione di 6 siti di interesse naturale e culturale che saranno compresi nei nuovi Prodotti Turistici Integrati e che verranno progettati e promossi. Saranno inoltre creati 6 nuovi prodotti per la valorizzazione dell’attrattività del patrimonio naturale (vacanza attiva, trekking, cicloturismo, sport acquatici, wellness) e culturale (enogastronomia, artigianato, architettura storica, paesaggio, ecc.). Le attività vedranno coinvolte almeno 21 imprese nella partecipazione dei tavoli di progettazione partecipata e ai workshop sul miglioramento della qualità.

* Il concetto di turismo sostenibile è stato introdotto nel 1988, circa un anno dopo la definizione di sviluppo sostenibile, dall’Organizzazione mondiale del turismo (Unwto); indica un modo di viaggiare rispettoso del pianeta, che non altera l’ambiente – naturale, sociale e artistico – e non ostacola lo sviluppo di altre attività sociali ed economiche.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Veneto Agricoltura cambia ufficialmente veste, da azienda ad agenzia per l’innovazione nel settore primario

Alberto Negro Direttore Veneto AgricolturaCon l’inizio del 2017, si è attuata la legge n. 37 approvata dal Consiglio Regionale del Veneto il 28 novembre 2014 e l’ente Veneto Agricoltura è passato ufficialmente da Azienda regionale per i settori agricolo, forestale e agroalimentare ad Agenzia veneta per l’innovazione nel settore primario. A dirigerlo, Alberto Negro, nominato lo scorso 22 luglio, che ha ultimato il processo di liquidazione della vecchia Azienda.

Cosa è chiamata a fare l’Agenzia Veneto Agricoltura? La legge lo precisa: è un ente strumentale della Regione del Veneto, che svolgerà attività di supporto alla Giunta Regionale nell’ambito delle politiche che riguardano i settori agricolo, agroalimentare, forestale e della pesca. Inoltre si dovrà occupare di ricerca applicata e sperimentazione finalizzate al collaudo e alla diffusione delle innovazioni tecnologiche e organizzative volte a migliorare la competitività delle imprese e delle filiere produttive, la sostenibilità ambientale, nei comparti agricolo, agroalimentare, forestale e delle pesca. E anche diffusione, supporto e trasferimento al sistema produttivo delle innovazioni tecnologiche, organizzative, di processo e di prodotto, ivi compresi i processi di valorizzazione e certificazione della qualità, anche avvalendosi di strutture produttive private rappresentative delle diverse realtà produttive del territorio regionale; salvaguardia e tutela delle biodiversità vegetali e animali autoctone di interesse agrario, naturalistico e ittico nonché gestione del demanio forestale regionale.

Risorse economiche e umane rimangono le stesse. L’ente ha inoltre il ruolo di raccordo fra strutture di ricerca e attività didattiche e sperimentali degli istituti di indirizzo agrario, presenti sul territorio regionale, al fine di trasferire e testare la domanda di innovazione proveniente dagli operatori. All’Agenzia, la Giunta regionale potrà affidare l’attuazione di progetti (comunitari, statali, interregionali e regionali) in materia agricola, agroalimentare, forestale e della pesca. Un programma impegnativo che la nuova Agenzia dovrà realizzare con le risorse economiche e umane della vecchia Azienda.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura