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Export vino, Veneto quarta potenza mondiale. Secondo aggiornamento sulle previsioni vendemmiali 2018 in programma venerdì 10 agosto a Legnaro (PD).

In attesa del secondo focus sulle previsioni della vendemmia nel Triveneto, in Italia, Francia e Spagna, in programma il prossimo 10 agosto (ore 9,30) a Legnaro (Pd) nella sede di Veneto Agricoltura, l’Agenzia regionale pubblica un Report sull’export di vino veneto nel mondo (dati 2017).

Il vino veneto rappresenta il 35,5% del totale di vino italiano esportato (più di un terzo), tanto che la nostra regione si conferma, in questa particolare classifica, 4^ potenza mondiale alle spalle di Francia, Italia e Spagna, davanti a Cile e Australia. In linea con l’export nazionale del settore, che nell’ultimo anno ha sfiorato i 6 miliardi di euro di vendite sui mercati esteri, il trend di crescita delle esportazioni di vino veneto si mantiene costante, raggiungendo nel 2017 i 2,13 miliardi di euro di incassi e un +6,4% rispetto all’anno precedente. Di pari passo, nell’ultimo anno sono aumentati anche i quantitativi (+2,5%), con il rincaro dei prezzi (+3,8%) a tenere elevato il fatturato.

I vini. Anche nel 2017 a fare da ariete sui mercati esteri è stato il Prosecco, che presenta aumenti a doppia cifra sia per i quantitativi (+13,4%) che in valore, pari a 806 milioni di euro (+15,9%). A questo punto appare chiaro che il mercato mondiale delle bollicine è dominato da tre tipologie di vino spumante: lo Champagne francese, il Cava spagnolo e, appunto, il Prosecco. Risulta invece più stabile la situazione delle transazioni internazionali dei vini imbottigliati, che si trovano a fronteggiare la forte ascesa del comparto dei vini spumante. Infatti, per i vini imbottigliati si rileva un +1,3% in valore (1,20 miliardi/euro fatturati nel 2017) e un -1,3% per i quantitativi, con un conseguente aumento del prezzo medio (+2,6%). E’ evidente che l’intento degli esportatori veneti di vino fermo in bottiglia è quello di alzare il prezzo, cercando così di riposizionarlo su livelli più elevati nei mercati internazionali.

I Paesi. Nonostante siano oltre 150 i Paesi che importano vino veneto, si assiste ad una forte concentrazione delle vendite verso il Regno Unito, Stati Uniti e Germania. Se da una parte ciò consente un consolidamento dei rapporti commerciali tra le aziende coinvolte nelle transazioni, dall’altra il fenomeno della concentrazione delle vendite rappresenta un rischio in caso di crisi o esternalità negative per i Paesi coinvolti. Da qui la necessità di diversificare le destinazioni commerciali dei vini veneti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

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22 luglio 2018, in Cansiglio (Bl) si parla di lupi e orsi tra i fiori del Giardino Botanico Alpino G. Lorenzoni

Quattro chiacchiere sul ritorno in Cansiglio dei grandi predatori sulle Alpi – orsi e lupi -, l’importanza del loro ruolo per biodiversità e catene alimentari. Questo l’argomento proposto dall’Associazione Naturalistica Lorenzoni – Amici del Giardino Botanico Alpino che, nel corso dell’estate, oganizza eventi e visite guidate al Giardino Botanico Alpino G. Lorenzoni, gestito da Veneto Agricoltura, insieme al Museo dell’Uomo in Cansiglio (info eventi a questo link)

L’evento, a ingresso gratuito, è organizzato in collaborazione con NaturalmenteGuide, inizia alle 16.30, dopo la visita guidata al Giardino, in programma alle 15.00, per terminare verso le 17.30 (costo ingresso al Giardino: biglietto intero adulti 3 euro, biglietto ridotto ragazzi di età 14-18 anni 1 euro, gruppi adulti oltre 10 persone 2 euro. Ingresso gratuito minori di 14 anni accompagnati da un adulto, disabili e loro accompagnatori).

Il Giardino Botanico Alpino del Cansiglio, dedicato alla memoria del prof. Giovanni Giorgio Lorenzoni, docente all’università di Padova, è localizzato in una posizione centrale dell’altipiano del Cansiglio. Attualmente occupa un’area carsica di tre ettari a 1.000 metri di quota ed è articolato in diversi livelli con aiuole, prati e zone boscate dove vengono ospitate più di 700 specie botaniche tipiche dell’aerale circostante. La struttura in questi anni ha continuato ad evolversi e a perfezionarsi, mantenendo le sue finalità didattiche, di ricerca scientifica e di tutela della fauna alpina. Il Giardino è  aperto da giugno a settembre il Mercoledì, Giovedì, Venerdì: ore 10.00 – 12.00 / 13.00 – 17.00 Chiuso Lunedì e Martedì Sabato, Domenica e festivi : ore 10.00 – 12.30 / 14.00 – 18.00. Visite guidate alla domenica ore 15.00 Agosto: sabato ore 15.00 domenica e Ferragosto ore 10.30 – 15.00

Fonte: Associazione Naturalistica Lorenzoni -Amici del Giardino Botanico Alpino

Agricoltura e agroalimentare Veneto, nel 2017 registrata una crescita ma il trend è in chiaroscuro

Veneto Agricoltura ha presentato lo scorso 4 luglio a Legnaro (Pd) il Report finale 2017 sull’andamento dell’agricoltura e dell’agroalimentare veneto, che ha evidenziato un’altra annata in chiaroscuro, indice di una realtà complessa e in evoluzione che va conformandosi alle esigenze di un mercato sempre più dinamico e globale. Buono comunque il risultato generale, visto che nel 2017, nonostante un andamento climatico penalizzante,  il valore complessivo della produzione lorda agricola regionale è stimato in 5,9 miliardi di euro, in crescita del 3,9% rispetto al 2016.

Imprese e occupazione. Il numero di imprese agricole attive iscritte al Registro delle Imprese delle CCIAA del Veneto si attesta a 63.637 unità, in flessione dello 0,7% rispetto all’anno precedente. Si registra però una crescita sia delle società di capitali (+5,5%) che delle società di persone (+3%). In aumento anche le altre forme di impresa (+3,3%), mentre prosegue il calo delle ditte individuali (52.403, -1,5%), che tuttavia costituiscono ancora la maggioranza delle aziende agricole venete (82%). Nel Veneto il numero di occupati in agricoltura risulta essere in calo (-5,7%, pari a 68.452 addetti), una cifra comunque superiore rispetto al 2015 (+9,4%).

Cereali e colture industriali. Buona annata per i cereali autunno-vernini che hanno visto un incremento delle rese ad ettaro a due cifre: +18,7% per il frumento duro, +13,8% per il tenero, +30% per l’orzo. Annata negativa invece per il mais a causa delle ondate di calore estive: alla diminuzione della superficie (165 mila ha a granella, -2,6% sul 2016) si è affiancata una contrazione delle rese di oltre il 14%. Male anche la soia (-17%) messa a dura prova dal clima e dalla cimice asiatica.

Colture ortofrutticole. Nel 2017 le superfici investite a orticole sono state pari a 27.600 ha (+1%, valore della produzione pari a 660 milioni di euro). Si stima che le orticole in piena aria, che rappresentano il 75% degli ortaggi coltivati in Veneto, si attestino a circa 20.500 ha (+2%), in aumento le piante da tubero (3.100 ha, +5%), mentre si riducono le orticole in serra, stimate in circa 4.000 ha (-6%). Le colture frutticole investono complessivamente circa 17.800 ha (+0,7%) mentre l’olivo è stabile a 5.000 ha. Il valore della produzione di frutta fresca è stato di circa 257 milioni di euro, un calo del -12% dovuto alle condizioni climatiche della primavera 2017.

Vitivinicoltura. La superficie vitata nel Veneto è pari a 80.255 ha, con un rialzo annuo del 4,2%, e una produzione di 11 mln q di uva (-15,5%, anche in questo caso l’andamento meteo ha colpito duro). La corrispondente produzione di vino si è fermata a circa 8,5 mln hl (-16,5%), il 73% Doc/Docg e il 23% Igt. Il Veneto nel 2017 ha esportato vino per 2,13 mld di euro (+6,4%) con gli spumanti, in gran parte rappresentati dal Prosecco, che vedono crescere i ricavi del 15,9% e i quantitativi del 13,4%.

Zootecnia. Nel 2017 le consegne di latte in Veneto registrano un ulteriore aumento del 3%, quasi il doppio rispetto al 2016, con un valore della produzione ai prezzi di base di 417 milioni di euro, in significativo recupero rispetto al 2016 (+9,5%), seppure ancora sotto i valori del 2013 e 2014, ad indicare un valore del latte crudo ancora basso, che nel 2017 è stato di 36,25 euro/hl (+11,3%). La produzione di carne bovina in Veneto è leggermente aumentata (+1%), arrivando a 173.000 t, e il valore della produzione ai prezzi di base è risultato pari a 420 milioni di euro, con una crescita del 2,5%. Il numero di ingressi di animali vivi è in aumento del 3,1% rispetto al 2016 con la Francia che continua ad incrementare la propria quota di mercato arrivata ormai all’82%. Il Veneto rimane la regione che più importa animali da allevamento, con una quota di oltre il 60% sul totale nazionale. Gli allevamenti da carne con almeno 1 capo sono scesi a 7.000 unità, quasi 500 in meno rispetto al 2016 (-6%). Va segnalata una lieve ripresa sia degli acquisti dei prodotti lattiero-caseari che di carne bovina. Aumenta la produzione di carne suina in valore (+15,8%), ma diminuisce la quantità (-2,8%).

Industria alimentare. Con una leggera diminuzione del numero di imprese attive (3.671 unità, -0,2%) e un incremento del numero di occupati (circa 40.000 addetti, +2,7%), l’alimentare rappresenta una quota del 7% del comparto manifatturiero. Gli indicatori sono di segno positivo: produzione (+2,7%), fatturato (+3,1 %), domanda interna (+3,2%) e, soprattutto, ordinativi esteri (+2,5%).

Import/Export. La bilancia commerciale veneta dei prodotti agroalimentari segna anche nel 2017 un saldo negativo di circa 483 milioni di euro. Il deficit è quasi raddoppiato rispetto al 2016, aumentando dell’80,8% a causa soprattutto all’incremento delle importazioni (+7,6%), mentre le esportazioni hanno registrato una crescita più modesta (+4,5%).

Primi risultati del 2018. Gli analisti di Veneto Agricoltura, relativamente alle intenzioni di semina, evidenziano una ripresa degli investimenti nei cereali autunno-vernini, mentre quelle a frumento duro e orzo dovrebbero aumentare in maniera meno rilevante. Relativamente alle colture a semina primaverile, le superfici a barbabietola da zucchero dovrebbero rimanere sostanzialmente invariate, mentre si stima una ulteriore perdita di superfici per il mais granella a vantaggio degli investimenti a soia. Buono, al momento, l’andamento vegetativo della vite. Nei primi 5 mesi del 2018 si sta assistendo ad un calo delle quotazioni del latte, sia a livello UE che Italia, di almeno un paio di euro/hl. rispetto agli ultimi mesi del 2017. In Veneto i valori sono scesi, a maggio, sotto i 36 euro/100 lt. Nel primo trimestre del 2017 gli acquisti di carni bovine da parte delle famiglie continuano a crescere, con un aumento della spesa del 5,4% sia per un aumento dei prezzi, ma anche della quantità (+2,5%).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

7-8 giugno 2018, il Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” di Rosolina (RO) festeggia i suoi primi trenta anni

Oltre 50 espositori tra associazioni, enti e ditte di prodotti per l’ortofloricoltura; 13 aziende specializzate che presentano 25 diverse attrezzature per le piccole-medie imprese orticole professionali; visite guidate a ben 25 prove sperimentali ortofloricole; due convegni, incontri, dirette web-radio e molto altro.Questi i numeri che annunciano le celebrazioni per il trentennale (1998-2018) del Centro Sperimentale Ortofloricolo “Po di Tramontana” di Veneto Agricoltura, in programma nei giorni 7 e o 8 giugno prossimo a Rosolina (Ro).

Un appuntamento imperdibile per tecnici, operatori e appassionati di ortofloricoltura che durante la “due giorni” troveranno utili risposte per la loro attività.Del resto, “Po di Tramontana”, grazie al lavoro svolto negli ultimi tre decenni, è divenuto un fondamentale punto di riferimento per il comparto, operando costantemente sulla valorizzazione delle produzioni tipiche regionali. Basti pensare al recupero e alla conservazione del germoplasma autoctono tipico del Veneto di colture quali l’asparago, i radicchi veneti, l’aglio bianco polesano, il carciofo violetto di S. Erasmo e di Chioggia, la patata dolce (americana) con prove in campo, di moltiplicazione e conservazione in vitro presso il laboratorio di micropropagazione del Centro stesso.

Innovazione orticola e floricola. Di pari passo, proprio qui, l’Agenzia regionale ha messo a punto negli anni interessanti tecniche agronomiche di coltivazione a basso impatto ambientale e sostenibili, anche dal punto di vista economico. Particolarmente importanti risultano le prove di confronto varietale e di tecnica di coltivazione effettuate sulle novità orticole di maggior interesse per il Veneto, sui materiali di produzione innovativi e sulle novità varietali resistenti e/o tolleranti alle principali fitopatie per una produzione a basso input chimico. Anche in floricoltura il Centro “Po di Tramontana” ha svolto una costante attività di verifica in campo delle condizioni colturali, climatiche e di mercato locali, considerato che le nuove varietà delle più importanti colture da vaso fiorito vengono costituite principalmente all’estero in ambienti spesso profondamente diversi da quello veneto. Tutto questo know how, a partire dalle prove sperimentali in campo, sarà a disposizione di tecnici e appassionati in occasione delle celebrazioni per il trentennale del Centro “Po di Tramontana”.

È previsto lo svolgimento di due convegni: “L’innovazione per l’ortofloricoltura, i 30 anni del Centro Po di Tramontana”  (7 giugno) e “Il recapito fitosanitario ortoflorovivaistico: un servizio per tecnici e imprese” (8 giugno) ai quali interverranno prestigiosi esperti del settore e i tecnici che hanno segnato la storia del Centro, ricordiamo un’eccellenza a livello non solo nazionale.In attesa delle celebrazioni del 7 e 8 giugno p.v., Veneto Agricoltura ha già reso disponibile uno spazio ad hoc su Facebook ricco di informazioni sull’evento.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Vendita al dettaglio funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi, necessaria idoneità, domande entro 19 giugno e 23 agosto 2018, disponibile una pubblicazione regionale per prepararsi all’esame

Funghi, che passione…ma anche giusti obblighi! Con i funghi, infatti, non si scherza e per questo la legge obbliga i commercianti che intendono vendere al dettaglio funghi freschi spontanei e porcini secchi sfusi a sostenere un esame specifico che prevede il rilascio, da parte di Regione e Veneto Agricoltura, di un attestato di idoneità.

La domanda di accesso all’esame va presentata all’Unioncamere del Veneto, che per il 2018 ha fissato due sessioni: il 3 luglio (iscrizioni entro il 19 giugno) e il 6 settembre (iscrizioni entro il 23 agosto). Gli interessati possono sostenere l’esame per il riconoscimento delle specie fungine commercializzabili più diffuse, quali piopparello, chiodino, porcino, finferlo, finferla, trombetta da morto (cosiddetta Lista A), oppure per quelle meno diffuse quali prataiolo, ovulo buono, boleto giallo, porcinello, ecc. (Lista B). I candidati dovranno superare una prova scritta, finalizzata a verificare la conoscenza degli argomenti, e una prova di riconoscimento di specie fungine commercializzabili e specie tossiche o velenose confondibili con esse.

Per la preparazione all’esame, Veneto Agricoltura ha predisposto la pubblicazioneI funghi spontanei del Veneto – riconoscimento e commercializzazione”, con schede descrittive di tutte le specie fungine commercializzabili, un’ampia documentazione sulle specie tossiche confondibili con esse, informazioni utili sulla conservazione e commercializzazione, sulle modalità di consumo e cottura dei funghi, elementi di normativa. Per maggiori informazioni: ufficio.micologico@venetoagricoltura.org

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Corte Benedettina di Legnaro (PD), nuova vita nel solco della continuità di luogo destinato all’economia rurale

Corte Benedettina di Legnaro (PD)

La Corte Benedettina di Legnaro (PD),  ristrutturata alla fine del secolo scorso grazie ad un progetto della Regione e di Veneto Agricoltura e utilizzata finora per lo svolgimento delle attività formative e convegnistiche dell’Agenzia regionale, trova ora un nuovo futuro. Il complesso, che nei secoli passati è stato fondamentale per l’economia rurale della bassa Padovana e della Saccisica, diventerà un luogo di didattica e di formazione di alto livello.

Grazie ad un accordo siglato il 6 marzo scorso a Venezia la Regione del Veneto, proprietaria dell’immobile, ha ceduto in comodato gratuito all’Università di Padova e al comune di Legnaro ampie parti di questo complesso monumentale,  sorto nel 1400 per iniziativa dei monaci di Santa Giustina di Padova, rimaneggiato nel secoli, ma con all’interno ancora preziosi elementi antichi. D’ora in poi, nelle sue stanze ospiterà importanti attività dell’ateneo patavino, che a Legnaro ha già ad Agripolis la propria Scuola di Agraria e Medicina Veterinaria.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

Tutti i numeri dell’agricoltura veneta a Fieragricola 2018. Tra gli eventi proposti a Verona da Veneto Agricoltura, incontri su agricoltura di precisione, biodiversità, agroforestazione. Info anche su bionergie e cambiamento climatico.

Alla fine tutti i nodi arrivano al pettine. Il vecchio adagio vale anche per il comparto agricolo che proprio in questi giorni sta tirando le somme sui risultati della scorsa annata. Purtroppo, le conseguenze del cattivo andamento meteo registrato nel 2017 (ad aprile le gelate, in estate la siccità) non hanno consentito il raggiungimento di performance destinate a rimanere negli annali. Anzi. Veneto Agricoltura, che giovedì 1 febbraio (ore 11,30) in Fieragricola (31/1-3/2) oa Verona (stand Regione Veneto, padiglione 4) con AVEPA, ARPAV ed il marchio regionale agroalimentare QV (Qualità Verificata), presenterà i primi dati sull’annata agroalimentare regionale 2017, parla di “annata difficile soprattutto per quanto riguarda le rese di produzione di molte colture sia seminative (mais -14%, soia -23%) che legnose (mele -21%, vite -19%)”.

Zootecnica, risultati interessanti. I tecnici dell’Agenzia regionale anticipano invece che per gli allevamenti zootecnici i risultati 2017 sono piuttosto interessanti. Negativi invece gli scambi con l’estero. L’Agenzia regionale proporrà anche una serie di iniziative che ruotano attorno alle tre frontiere simbolo dell’innovazione sostenibile in agricoltura, ovvero l’agricoltura di precisione, la biodiversità e i sistemi agroforestali.

Agricoltura di precisione. Nella giornata inaugurale, mercoledì 31 gennaio (ore 15.00) presso l’Area FORUM del Padiglione 3, è previsto il focus Precision farming nelle colture erbacee che affronterà il tema dell’agricoltura di precisione analizzato da tre distinti punti di osservazione: le Linee guida recentemente pubblicate dal Ministero, le indicazioni pratiche sperimentate nell’azienda pilota dimostrativa “ValleVecchia” di Veneto Agricoltura grazie al progetto europeo LIFE “Agricare” e il rapporto tra imprese e ricerca. Il programma dell’incontro disponibile a questo link.

Biodiversità. Giovedì 1 febbraio (ore 10,00) presso la Sala Puccini nella Galleria tra i Padiglioni 6 e 7, si terrà un incontro dedicato alla biodiversità intesa quale valore per l’agricoltura. Il focus, sostenuto dal Progetto BIONET che Veneto Agricoltura conduce con un’ampia rete di partner (Istituti agrari, Istituto Zooprofilattico delle Venezie, CREA, Provincia di Vicenza) nell’ambito del PSR Veneto, punta a mettere in evidenza il valore della biodiversità per le produzioni agricole. Tecnici e produttori si incontreranno forti anche dell’esperienza maturata nell’ambito di un altro progetto da poco concluso (VeroVeneto) che ha dato modo di misurare con metodo scientifico il grado di biodiversità e la qualità della produzione ortofrutticola veneta. Il programma di questo secondo incontro è disponibile a questo link.

Foreste. Venerdì 2 febbraio (ore 10.00), sempre presso la Sala Puccini, si terrà invece un convegno dedicato al ritorno dei sistemi agroforestali. Nell’occasione si parlerà di alberi tra le colture agrarie, elementi non intrusi ma fattori di produzione e stabilizzazione climatica. L’agroforestazione è una sorta di “ritorno al futuro” che è già realtà in diversi contesti agricoli europei e italiani. Ne parleranno i ricercatori (con due interventi europei), tecnici e produttori agricoli protagonisti di queste esperienze. Il programma è disponibile a questo link. Infine, presso lo stand regionale saranno presenti nei quattro giorni di fiera i tecnici del Settore di Veneto Agricoltura “Bioenergie e cambiamento climatico”, per fornire ai visitatori informazioni sulle attività progettuali in tema di biogas, biomasse solide e biocarburanti.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura