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18-19 settembre 2021, in Pian Cansiglio festeggiamenti per “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio” e il Cinquantenario del 1° Campo Rimboschimento Malga Mariech a Pianezze (TV), in cui Rete Wigwam trova la propria fondazione

4 - Faggeto

Faggeto del Cansiglio (foto Umberto Tiozzo, socio Argav)

Il legno e gli alberi si riprendono il palcoscenico. Saranno due giorni intensissimi quelli che lo storico serenissimo “Bosco da Reme”, la foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), ospiterà nel fine settimana 18 e 19 settembre, con ingresso gratuito e Green pass obbligatorio. 

Un po’ di storia. Venezia entrò “in possesso” della Foresta del Cansiglio a partire dai primi anni del XV° secolo, quando anche il territorio bellunese chiese protezione alla Serenissima Repubblica. Il Cansiglio ha rivestito un’enorme importanza per lo Stato veneziano; infatti la sua ricca faggeta fu impiegata nella produzione di remi, di legname da opera e carbone. Il Cansiglio è stato la culla della selvicoltura, in quanto proprio in questo “bosco di S. Marco” (come in quello del Montello) i forestali pongono l’origine del moderno concetto di gestione forestale, attestato dagli straordinari “Catastici”. Nessuna foresta al mondo ha un piano di gestione da oltre 500 anni! La “due giorni in Cansiglio” di sabato 18 e domenica 19 Settembre 2021 si pone come tassello celebrativo di questa straordinaria ricorrenza offrendo momenti di riflessione storica e tecnica applicati alla splendida faggeta dell’Alpago, ora demaniale regionale e gestita dall’agenzia Veneto Agricoltura.  Nel contempo, Rete Wigwam, unica organizzazione ecologista, tra quelle riconosciute con Decreto ministeriale quali Associazioni di Tutela Ambientale a valenza nazionale con origine e, a tutt’oggi, con propria sede centrale in Veneto, sabato 18 settembre 2021 festeggia la propria fondazione in Pian Cansiglio a Malga Mariech (Monte Cesen, Valdobbiadene, TV).

La nascita dell’associazione coincide,  infatti, con il 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech, avvenuto nel 1971, organizzato in collaborazione con l’allora ASFD – Azienda di Stato per le Foreste Demaniali – direzione di Belluno, quale azione di incremento della forestazione in aree demaniali, sistemazione sentieri e bonifica dei pascoli ed insieme, come azione educativa di sensibilizzazione ecologica dei giovani attraverso il lavoro concreto. Il campo fu organizzato dal socio Argav Efrem Tassinato, promotore dell’OSAN – Organizzazione per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale (poi nel 1972 diventata Wigwam e coinvolse una cinquantina di giovani tra i 16 e i 23 anni provenienti da Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige.

Il programma di sabato 18 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00 – 12:00 Inaugurazione dell’evento “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio”. Interventi di saluto delle autorità regionali, provinciali e locali. Boschi di Venezia per l’Arsenale, Conversazione del prof. Antonio Lazzarini a latere del suo ultimo libro: “Boschi, legnami, costruzioni navali: l’Arsenale di Venezia tra il XVI e il XVII secolo” – Guido Ercole presenta “Vascelli e fregate della Serenissima. Navi di linea della Marina veneziana 1652-1797” e “Viva San Marco! Storia di una Repubblica Marinara. Venezia 421-1797” – Alessandro Dissera Bragadin presenta il suo romanzo “Venezia 1797. Oltre la fine di un mondo“. Ore 12:00-12:30 I giovani di ieri e di oggi e l’eredità del buon governo dei boschi della Serenissima Anteprima della scopertura della targa commemorativa dei 50 anni (1971-2021) dal 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech che avverrà nel pomeriggio, a cura di Efrem Tassinato, che ne fu l’organizzatore. Ore 15:00 – 16:30 Venezia, “potenza dal legno”. Gian Nicola Pittalis, “Venezia e le Repubbliche marinare”, anticipazioni sui due volumi in pubblicazione con Il Gazzettino ad ottobre 2021 – Daniela Saltarin di Plant for the Planet onlus Italia, “Le foreste della Serenissima” – Elena Piutti di Veneto Agricoltura, “Venezia, boschi e legnami nei musei bellunesi” A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Dove Wigwam ebbe origine. Ore 16:30 Malga Mariech, Monte Cesen (Valdobbiadene, TV). Cerimonia di scopertura della targa dei 50 anni (1971-2021) del 1° Campo di Rimboschimento di Malga Mariech, a cura della Rete Wigwam. Introduce e modera: Mimmo Vita – giornalista socio Argav e capo ufficio stampa di Veneto Agricoltura. Breve presentazione di Efrem Tassinato – organizzatore del 1° Campo Rimboschimento e fondatore di Rete Wigwam, oggi estesa in 21 Paesi del Mondo, con la sua attualità educativa e visione strategica per il futuro del Pianeta, la raccolta del testimone di una vocazione al buon governo del territorio intesa anche come “coltivazione produttiva sostenibile dell’ambiente” che fu appunto la regola selvicolturale della Serenissima. Saluto delle autorità presenti e, in collegamento telefonico, col dottor Alessandro Merli, allora direttore dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Belluno (la persona che ha creduto nel progetto e che lo ha permesso). Il dottor Merli (al quale si deve molta riconoscenza essendo anche il “papà” del Parco Nazionale delle Dolomiti ha la veneranda età di 99 anni (classe 1922). Potete legge a questo link link una sua intervista del 2016. Piccole testimonianze di alcuni partecipanti al 1° Campo. Scopertura della targa lapidea sulla facciata di Malga Mariech. Consegna degli attestati ricordo ai presenti che parteciparono al 1° Campo. Coi Sindaci dei comuni pedemontani del Cesen (Valdobbiadene, Miane, Segusino, Borgo Valbelluna) e dei Comuni da dove venne organizzato (Padova, Ponte San Nicolò), con le autorità regionali del Veneto (Regione e Veneto Agricoltura), con i Ministeri invitati (Agricoltura, Transizione Ecologica, Difesa per i Carabinieri Forestali, Pubblica Istruzione), rappresentanti delle 142 Comunità Locali Wigwam nei 21 Paesi in cui oggi opera l’Organizzazione nata sul Monte CesenRinfresco coi prodotti tipici della malga e vino Prosecco DOCG dell’azienda Ponte Vecchio (della famiglia Curto, che gestisce Malga Mariech). Disponibilità di ampio parcheggio attiguo alla malga, anche con possibilità di sosta camper. 

Programma domenica 19 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00-12:00 “Venezia e la foresta, una storia di uomini e di natura“ a cura di Cai Veneto e Cai Venezia – Franco Bastianon, Il Cansiglio e la flotta di Venezia; – Gianni Frigo, Ecologia della foresta in Cansiglio; Massimiliano Fontanive di Veneto Agricoltura, La selvicoltura oggi in Cansiglio. Ore 15:00-16:30 “I ponti di legno di Venezia. La loro manutenzione” a cura del Gruppo “Il filo di legno” di Venezia con Franco Laner, Sandro Castagna, Franco Avicoli. A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam/Veneto Agricoltura

Previsioni vendemmia 2021: buona e in calo

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“Per la vendemmia 2021 la parola chiave resta ‘qualità’. In Veneto grazie all’impegno e alla passione dei nostri produttori anche quest’anno potremmo offrire un prodotto di alto livello, specie per alcuni vitigni, come il Glera, e quelli a bacca rossa”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, intervenendo ieri mattina alla 47^ edizione del focus sulle previsioni vendemmiali, storico evento promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con Avepa, Arpav e Crea-VE che, come ogni anno, rappresenta per il mondo vitivinicolo non solo veneto un importante momento di approfondimento e confronto alla vigilia della vendemmia. “Dopo un avvio difficile – ha continuato Caner – soprattutto a causa delle avverse condizioni climatiche, il caldo dell’estate ha favorito la viticoltura e dunque la produzione enologica oggi sempre più orientata ai principi di qualità e sostenibilità. Un valore quest’ultimo, fortemente condiviso con i Consorzi DOC e DOCG, che si realizza attraverso pratiche fitosanitarie che fanno scuola anche nel resto d’Italia. Penso alle produzioni biologiche che hanno avuto un incremento significativo nelle zone storiche, come la Valpolicella, e alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), alla quale da tempo lavora il Consorzio del Prosecco Doc, maggiormente diffusa nell’area del Veneto centro orientale, primo passo verso la certificazione di sostenibilità territoriale”.

Sul ruolo dei Consorzi DOC e DOCG, Caner ha ricordato che: “Oggi questi organismi svolgono una funzione fondamentale di indirizzo nei confronti degli strumenti di valorizzazione del prodotto e per la tutela della qualità della Denominazione intesa come qualità globale e percepita da parte del consumatore che ingloba non solo i caratteri intrinseci del vino, ma anche la qualità di vita e del territorio di produzione, per guidare, anche da un punto di vista tecnico le scelte strategiche della Denominazione stessa. I produttori veneti sono consapevoli che andare verso un sistema certificato dell’intera filiera, in linea con quanto disposto dalla norma nazionale, significa poter sfruttare nuove occasioni mediatiche e di valorizzazione del prodotto”. “Il dialogo con i Consorzi è continuo – ha concluso l’assessore – e la Regione, solo per fare alcuni esempi, ha attivato prontamente quanto chiesto in termini di riserve, stoccaggi e blocco delle rivendiche. Insieme al progetto per offrire indicazioni ai tecnici sulle potature e la gestione del vigneto, è stato avviato il monitoraggio del fenomeno della flavescenza dorata attraverso il sistema integrato tra il Servizio fitosanitario regionale e tecnici che operano nelle aziende. Abbiamo inoltre emanato apposite ordinanze di lotta obbligatoria alla cicalina Scaphoideus titanus e di estirpo delle piante sintomatiche, con le eventuali relative sanzioni in caso di inadempimento. Si tratta di un impegno che deve continuare unitamente a tutto il sistema, viticoltori per primi, a tutela del mantenimento della potenzialità produttiva regionale. Ho dato mandato ai miei uffici di individuare, in collaborazione con i Consorzi, le risorse necessarie per contrastare questo fenomeno. In Veneto l’export di vino vale 2,24 miliardi di euro, un valore che conferma la nostra Regione come quarta potenza mondiale. Proprio a sostegno della promozione dei vini veneti sui mercati mondiali, dopo la pubblicazione venerdì dell’avviso nazionale, stiamo lavorando alla nuova delibera che consentirà di finanziare progetti regionali per 15 milioni di euro”.   Il direttore di Veneto Agricoltura, Nicola Dell’Acqua, ha ricordato l’impegno dell’Agenzia a favore del settore vitivinicolo regionale, a partire dalla realizzazione dei tre focus del Trittico che da tanti anni contribuiscono a tenere costantemente monitorato il comparto e aggiornati gli operatori.

In estrema sintesi, relativamente alle previsioni di vendemmia nel Veneto, iniziata in queste ore, il focus, svoltosi online con la partecipazione di oltre 130 operatori ha confermato per il vigneto veneto un ritardo medio di inizio vendemmia di 8/10 giorni rispetto allo scorso anno; un calo complessivo della produzione di circa il -10%, con punte anche superiori in alcune aree colpite da pesanti grandinate e dalle gelate tardive di aprile; uno stato sanitario delle uve al momento ottimale (slide, report e video sono disponibili al seguente indirizzo internet: https://www.venetoagricoltura.org/evento/previsioni-vendemmiali-2021/; inoltre sul profilo Facebook è disponibile il video dell’intero incontro).

Nel dettaglio la situazione nei vigneti delle singole province, inquadrata sotto il profilo meteo da Francesco Rech di Arpav e sotto l’aspetto quali-quantitativo da Diego Tomasi del Crea-Ve di Conegliano sulla base dei dati raccolti sul territorio da Avepa e dal team del Trittico composto da rappresentanti dei Consorzi e delle Cantine, è la seguente: Belluno, un’annata difficile. Il protrarsi della stagione invernale ha comportato un ritardo vegetativo che ad oggi risulta essere di una decina di giorni. L’inizio dell’annata è stato caratterizzato da basse temperature ma anche da abbondanti precipitazioni che hanno favorito attacchi di peronospora e botrite; diffusa anche la presenza di sintomi di flavescenza dorata. Nell’area sono entrate in produzione nuove superfici, ma una forte grandinata che ha colpito le aree di Fonzaso e Feltre ha compromesso circa un 20% della produzione (con punte anche superiori a Cesiomaggiore dove il danno supera addirittura il 50%). In pratica, a causa dell’andamento anomalo di inizio stagione, si registra una riduzione dei grappoli delle varietà precoci (Pinot Nero, Pinot Grigio e Chardonnay) stimata in circa 10-20%, mentre il vitigno Glera risulta nella media. Complessivamente, tenendo in considerazione dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti, si prevede una diminuzione delle rese quantificabile sull’ordine del 5-10% rispetto allo scorso anno. Padova e Rovigo, in pianura hanno colpito duro le gelate di aprile. Anche per questo motivo, l’annata in questo ampio areale si presenta poco carica. Fortunatamente, grazie alle frequenti piogge estive, i grappoli nei vigneti si sono ben ingrossati e oggi si presentano in ottima fase di maturazione. Da qui alla raccolta servirebbero giornate calde e soleggiate e notti fresche e arieggiate – l’auspicio di ogni viticoltore – per l’ottenimento di uve sane. In termini quantitativi, per quanto riguarda la Glera la produzione è in linea con la vendemmia 2020, salvo per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate primaverili, dove potrebbero risultare riduzioni tra il 20-25%. Per il Pinot Grigio si prevede una buona produzione, salvo anche in questo caso per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate tardive e dalla conseguente bassa fertilità per cui potrebbero esserci delle riduzioni fino al 20%. Il Moscato Giallo è invece in linea con le produzioni 2020; il Merlot potrebbe essere in crescita anche del 10% rispetto al 2020; per il Raboso si stima una riduzione in pianura, con punte fino al 50% in alcune aziende. Treviso, elevata qualità delle uve, produzione in calo. Tutti i vitigni hanno un ritardo fenologico di 7-10 giorni rispetto al 2020. Visto il numero contenuto di grappoli presente nelle piante e le escursioni termiche giorno/notte di questa parte finale di agosto, si può ipotizzare un livello qualitativo delle uve molto buono, ma come sempre molto dipenderà dall’andamento meteorologico dei prossimi giorni. In linea di massima, quest’anno le produzioni potrebbero attestarsi su valori nettamente più bassi rispetto allo scorso anno, soprattutto per le varietà Pinot Grigio e Chardonnay. Anche la Glera (Prosecco) risulta essere mediamente meno carica in termini di quantità di grappoli sulla pianta. Si sa, però, che questo vitigno è molto generoso e se sarà aiutato dalle piogge pre-vendemmiali potrebbe riassestare la propria produzione su valori quasi normali. Complessivamente nella Marca si stima una produzione inferiore di circa il 10% rispetto al 2020, in piccola parte compensata dall’entrata in produzione di nuovi vigneti (circa 2-3%). Pertanto, si stima quest’anno una produzione complessiva di 5.5000.000 q.li di uva di cui 4.9500.000 a bacca bianca e 550.000 a bacca nera. Vicenza, produzione in calo. Nel vicentino, dove la gelata di aprile ha generato danni a macchia di leopardo, le diverse fasi fenologiche hanno registrato un ritardo rispetto al 2020 variabile tra i 7 e i 15 giorni, stimabile sui 9-12 giorni in riferimento all’invaiatura e alla raccolta. Le gelate tardive e la flavescenza dorata sono state la concausa di un calo stimato della produzione. In provincia si stima complessivamente un calo produttivo di circa il 10%, ma nelle zone in cui i problemi metereologici sono risultati meno impattanti si ritiene che la produzione possa essere in linea con i livelli quantitativi dello scorso anno. Verona, preoccupa la flavescenza dorata.  Dal punto di vista fitosanitario, ad oggi nell’area veronese la sanità delle uve è buona, solo l’oidio sembra aver fatto capolino nelle colline più sensibili. La peronospora si è vista solamente in alcuni vigneti posti in zone di fondovalle, particolarmente favorevoli allo sviluppo di tale fungo, oppure in questa fase finale dove i soli prodotti rameici, non garantiscono un’adeguata persistenza. Nell’area del Soave, e particolarmente nella Val d’Alpone a ridosso del vicentino, è esploso il problema flavescenza dorata che risulta essere in netta crescita. Nei vigneti stanno aumentando notevolmente i rimpiazzi delle viti sintomatiche da flavescenza, in alcuni casi addirittura si arriva al reimpianto totale quando le viti sintomatiche superano il 30-40 %. Nelle principali aree di produzione si prevede: per il Garda e Pinot Grigio Venezie un -10% di produzione rispetto al 2020; per lo Chardonnay e altri vitigni precoci -20%; per il Valpolicella la produzione dovrebbe risultare come da disciplinare, tranne nelle aree grandinate: per il Soave e Soave Classico le produzioni dovrebbero essere in calo del -5-8%; il Bardolino è in linea con la produzione del 2020 e del disciplinare; il Custoza si annuncia in diminuzione del -15% circa, rispetto al 2020, a causa di una forte grandinata; il Durello e l’Arcole sono in linea con le produzioni storiche.

Riepilogo. Nel Veneto la produzione di uva quest’anno dovrebbe arrivare a 12,5 milioni di quintali (erano 14.039.000 milioni nel 2020); a Bolzano quasi 400.000 quintali (440.000); a Trento 1.158.000 ((1.258.700); in Friuli-Venezia Giulia 2.555.000 (3.116.300).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Lunedì 19 luglio 2021, anche in diretta Facebook lo stato dell’arte delle foreste venete

giornata_internazionale_foreste_foresta_umbra_verso_riconoscimento_unescoSono 412.880 gli ettari di superficie forestale nel Veneto, di cui 133.321 a gestione pianificata e 71.178 certificata. Si tratta di un patrimonio immenso, ricco di storia ma anche di futuro dato che le foreste attraggono sempre più attenzioni di carattere ambientale, economico, sociale e politico.

Ora d’inizio 9:45. Ben venga dunque una pubblicazione aggiornata interamente dedicata alle foreste regionali e al settore forestale del Veneto, di cui gli addetti ai lavori sentivano la mancanza. La lacuna è stata superata grazie ad un importante lavoro editoriale realizzato da Veneto Agricoltura che sarà presentato lunedì 19 luglio (ore 9:45) presso la Corte Benedettina di Legnaro (Pd) in occasione di un evento in presenza che risulta già sold out da giorni, tanto è grande l’interesse attorno a questi temi; per questo motivo è prevista una diretta sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura.

Anche un focus sulla tempesta Vaia. Finalmente dunque vede la luce il “Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale in Veneto – 2020”, pubblicazione che attraverso una serie di focus, analisi, approfondimenti e interviste mette sotto la lente di ingrandimento il settore forestale regionale: dall’estensione del patrimonio forestale (suddiviso per provincia) alla gestione sostenibile delle foreste; dai rischi naturali che vivono i boschi ai prodotti legnosi; dal mondo produttivo all’importante ruolo svolto dai boschi in termini di attività educative e ricreative; ecc. Il tutto presentato attraverso una serie di indicatori accompagnati da una corposa mole di dati, e poi grafici, tabelle, commenti e splendide foto. Non poteva mancare un approfondito focus sulla tempesta Vaia, affrontato sia sotto il profilo dell’emergenza che delle attività di ripristino in atto.

Rapporto scaricabile in pdf. Per tutti questi motivi, ma soprattutto per fornire un quadro preciso dello stato dei nostri boschi e delle filiere forestali, Veneto Agricoltura ha realizzato questa pubblicazione, uno strumento innovativo in cui, per la prima volta, viene fatta una fotografia a campo largo del mondo forestale veneto. In occasione dell’evento di Legnaro, verrà consegnata ai partecipati una copia cartacea della pubblicazione. Dal pomeriggio di lunedì 19 luglio il Rapporto sarà disponibile anche in formato PDF sul sito dell’Agenzia https://www.venetoagricoltura.org.

Confronto tra gli attori della filiera. Va infine ricordato che nel pomeriggio, sempre in Corte Benedettina, si svolgerà la prima riunione del “Tavolo di filiera foresta legno” organizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con la Regione Veneto, il cui obiettivo è quello di consentire un confronto tra tutti gli attori della filiera sulle tante criticità che la caratterizzano, ma anche per raccogliere spunti utili ad indirizzare l’azione di governo della Regione e di gestione delle attività forestali di Veneto Agricoltura.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vigneto veneto alla vigilia dell’estate 2021, lo stato dell’arte il 16 giugno con il primo incontro on line del Trittico Vitivinicolo

Vite prosecco

Per il vigneto veneto quella che si sta presentando è senz’altro un’annata particolare, che richiede grande attenzione da parte dei tecnici di campagna, ma che al momento non desta particolari preoccupazioni. Il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate è in programma il prossimo 16 giugno in occasione del primo incontro dell’ormai storico Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova. L’appuntamento sarà online – causa restrizioni anti Covid – sulla piattaforma Zoom (https://bit.ly/3geioT8) alle ore 9:30.

Come ogni anno sarà presentato l’andamento meteo del primo semestre e testato il polso alle diverse aree di produzione vitivinicola della nostra regione. A tal proposito, (https://youtu.be/l57x1Di7xB8) Veneto Agricoltura ha realizzato un interessante video che riassume l’andamento dell’attuale fase fenologica dei vigneti dell’area del Bardolino-Custoza, della Valpolicella, delle Colline vicentine, dei Colli Euganei, dell’area del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, del Prosecco DOC e del Veneto Orientale.

Sintesi. Partendo dall’entroterra del Lago di Garda, la situazione fitosanitaria nei vigneti dell’area Bardolino-Custoza risulta essere più che buona. Le basse temperature invernali e poi del mese di aprile hanno rallentato l’andamento vegetativo di 10-12 giorni. Le gelate del 7 e 8 aprile non hanno fortunatamente interessato le zone collinari. Attualmente le piante sono in piena fioritura. Casi di peronospora si registrano fortunatamente solo in maniera isolata in quanto negli ultimi due mesi si sono aperte delle finestre per poter intervenire tempestivamente e adeguatamente con i trattamenti di difesa dei vigneti. Qualche ingiallimento è presente a macchia di leopardo dovuto all’andamento meteo del mese di maggio, piovoso e con basse temperature.

Anche in Valpolicella la ripresa vegetativa è stata ritardata dall’anomalo andamento meteo di aprile e maggio. Nei vigneti si registrano casi di ingiallimento determinati dalle basse temperature del suolo che hanno limitato il trasferimento alle piante dei minerali quali il ferro, il manganese e lo zinco. La produzione di Corvina, Corvinone e Rondinella si annuncia in perfetto equilibrio. Forse per la varietà Corvinone la produzione potrebbe essere superiore alla media. I tecnici e i produttori prevedono un’annata di grande qualità, soprattutto se il meteo virerà definitivamente al meglio consentendo il recupero del ritardo fenologico.

Nelle Colline vicentine i tecnici del Consorzio ricordano che il germogliamento e la fioritura sono in ritardo di 15 giorni. Fortunatamente, come in tutte le aree collinari venete, le gelate di inizio aprile non hanno causato danni alle viti. L’annata anomala insegna però che sempre più si rende necessario saper meglio interpretare il terroir e di conseguenza le tecniche agronomiche, la viticoltura di precisione, la concimazione, la gestione in verde, ecc. In altre parole, è importante “scoprire” il valore della naturalità del vigneto per poterlo poi lavorare più agevolmente.

Sui Colli Euganei i vigneti in questo momento sono in piena fioritura, anche se qualche varietà sta già affrontando l’allegagione, ovvero la fase iniziale dello sviluppo dei frutti. Ad oggi non si segnalano particolari problemi dovuti alla peronospora e all’oidio; qua e là si nota un po’ di macchie d’olio sulle foglie. In sostanza gli interventi di copertura hanno funzionato, a conferma dell’alto livello ormai raggiunto dai nostri viticoltori. Va invece segnalato che in pianura, purtroppo, le gelate tardive di aprile qualche serio problema lo hanno creato, non resta che attendere per valutare i reali danni.

Passando al mondo Prosecco, nell’area Conegliano-Valdobbiadene Superiore DOCG sembra che al momento tutto stia filando bene; la fioritura sta iniziando in questi giorni e tutto è sotto controllo. Per quanto riguarda invece l’estesa area del Prosecco DOC, comprendente le zone di pianura, l’annata – sostengono i tecnici – è sì anomala e complicata, a causa dell’andamento climatico di aprile e maggio, che tra l’altro ha portato anche qualche grandinata, ma comunque è sotto controllo. Il coordinamento tra Consorzio, tecnici di campagna e produttori funziona e questo fa ben sperare. Senz’altro l’andamento meteo fin qui registrato non ha reso le cose semplici, ma in questo momento è prematuro parlare di perdite produttive, come è stato fatto, in quanto da qui alla vendemmia sono numerose le variabili che andranno ad incidere sul risultato finale, a cominciare dal meteo e il peso finale del grappolo.

Tutto sotto controllo, infine, anche nella grande area dei Vini Venezia DOC, che interessa sia la provincia di Treviso che di Venezia. Anche qui le fredde temperature primaverili hanno rallentato le fasi fenologiche della vite. La fioritura è in ritardo di 8 giorni, in particolare per lo Chardonnay, ma anche per il Pinot Grigio, il Cabermet, il Raboso, il Tocai e il Verduzzo, tipiche produzioni di questo importante territorio vitivinicolo veneto.

Viticoltura di precisione. L’analisi dettagliata del vigneto veneto sarà comunque presentata nella mattinata del 16 giugno, durante la quale – d’intesa con l’Università di Padova- TESAF e il Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano – si parlerà anche del futuro della viticoltura di precisione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Il Cansiglio si tinge di verde grazie all’effetto “pasciona”

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Nella faggeta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), proprio in questi giorni, si sta manifestando un fenomeno naturale straordinario da vedere: il risultato della “pasciona” del 2020, termine tecnico forestale che indica una grande produzione di frutti.

Gli alberi forestali non fruttificano regolarmente tutti gli anni. Forse non tutti sanno che gli alberi comunicano tra loro attraverso messaggeri chimici che consentono di sincronizzare la loro fioritura e fruttificazione: quando arriva un anno di “pasciona”, questa si manifesta su enormi superfici e in modo spettacolare. In Veneto il 2020 è stato per il faggio un anno di “pasciona” e in questi giorni sul suolo delle faggete si vedono gli straordinari risultati, nel senso che stanno germinando i milioni di semi caduti lo scorso anno. In Cansiglio (BL-TV), la più grande e bella faggeta delle Alpi, proprio in questi giorni su migliaia di ettari di superficie, il marrone delle foglie secche dello scorso autunno sta virando al verde sia per la presenza delle nuove foglie dei faggi ma anche per le foglioline dei milioni di piccole piantine nascenti sul terreno.

Rinnovo naturale della foresta. Per Veneto Agricoltura, gestore di questa straordinaria foresta demaniale regionale, si tratta di una benedizione perché l’evento permette di rinnovare in modo naturale la foresta. Quest’anno, le faggete del Cansiglio, l’antico serenissimo Bosco dei Dogi, oltre al noto fenomeno del foliage autunnale stanno quindi dando un impareggiabile spettacolo tinto di un bel verde: quello della nascita della nuova generazione degli storici faggi del Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

20 maggio 2021, maratona web veneta per la Giornata nazionale della biodiversità agricola e alimentare, con speciale tributo alle api

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Regione e Veneto Agricoltura, in occasione della Giornata nazionale della Biodiversità agricola e alimentare, organizzano nella mattinata di giovedì 20 maggio (ore 8:00-14:00)BiodiversiThon 2021”, una maratona online non-stop per far conoscere le diverse specificità della biodiversità agraria: da quella animale, a quella vegetale e microbica.

Ma che cos’è la biodiversità agraria? In estrema sintesi, si potrebbe dire che la biodiversità di interesse agricolo e alimentare è un patrimonio immenso, sia in termini economici che storico-culturali, che necessita di essere salvaguardato e promosso, ma prima ancora conosciuto. Da qui l’idea di realizzare “BiodiversiThon 2021”, un evento unico nel suo genere: per tutta la mattinata sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura è in programma un fitto susseguirsi di interviste ad esperti, focus, collegamenti in diretta, presentazione di video, interventi di agricoltori e allevatori custodi, ecc. dedicati ai temi della biodiversità agricola e alimentare del Veneto.

Allo scoccare di ogni ora, a partire dalle ore 8:00, sarà approfondito un argomento diverso: il via verrà dato da “Buongiorno Biodiversità”, uno spazio introduttivo per presentare la situazione italiana e regionale in fatto di sostegno alla conservazione, l’uso e lo sviluppo sostenibile delle risorse genetiche in agricoltura. A seguire (ore 9:00), è in scaletta il punto sul ruolo delle Istituzioni in rapporto alla biodiversità agraria, a partire dalla Legge nazionale che dal 2015 disciplina il comparto attraverso precise disposizioni di tutela, conservazione e valorizzazione; in questo spazio interverranno rappresentanti del mondo istituzionale (Ministero, Regione, Veneto Agricoltura, ecc.), scientifico e accademico (Università, CREA, Istituto Sperimentale Zooprofilattico delle Venezie, ecc.) e politico (è previsto anche l’intervento dell’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner).

Alle ore 10:00 i riflettori si accenderanno sulla biodiversità vegetale, ovvero sulle varietà antiche di frutta, vitigni, orticole, cereali, ecc. del Veneto. Sono previsti collegamenti con i Centri di ricerca di Veneto Agricoltura, ancora con il CREA, alcuni Istituti agrari regionali. Alle ore 11:00 sarà l’ora della biodiversità animale con focus sulle specie zootecniche venete a rischio di estinzione o per le quali si sta lavorando per incrementare la mandria regionale: da quella bovina (Burlina, Rendena, Grigia) a quella ovicaprina (Alpagota, Lamon, Brogna), da quella suina a quella equina. Nell’occasione, con l’aiuto di esperti, si parlerà di un mondo zootecnico antico da proteggere e salvaguardare. Alle ore 12:00, entra in scena la biodiversità microbica, argomento quanto mai di attualità, coordinato dagli esperti di Veneto Agricoltura (Centro per la qualità agroalimentare di Thiene, VI); tra gli ospiti l’IZSV di Legnaro (Pd) e la sua direttrice Antonia Ricci. In questo spazio si parlerà anche dell’importanza della sorveglianza epidemiologica per i centri di conservazione e per gli allevatori custodi nonché di un interessante progetto Interreg sui fermenti che ha dato importanti risultati.

Alle ore 13:00, collegamento con l’agriturismo “La Cascina” di Mestre (Ve), dove prenderà il via il rush finale di “BiodiversiThon 2021” con una serie di focus sulle Comunità del Cibo e, più concretamente, sulla valorizzazione della biodiversità a tavola. Nell’occasione, l’agrichef Diego Scaramuzza (presidente nazionale Terranostra) presenterà alcuni piatti e materie prime del territorio, tradizionali e DOP/IGP, mentre il sommelier Gianpaolo Breda di AIS Veneto illustrerà le caratteristiche di sette vini prodotti da altrettanti vitigni autoctoni. In chiusura BiodiversiThon celebrerà anche la Giornata mondiale delle api, in calendario sempre il 20 Maggio. Con gli esperti Giustino Mezzalira e Paolo Fontana verranno descritte e possiamo dire decantate (con video e foto) le funzioni indispensabili di questo insetto per gli equilibri e la salvaguardia dell’ambiente e dei suoi ecosistemi, anche quello agrario.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Pfas, entrano in azione le colture agroforestali

Area Impatto sanitario PFAS Veneto

La presenza di sostanze perfluoroalchiliche (Pfas) in alcuni corpi idrici superficiali, sotterranei e negli scarichi di acque reflue di una estesa area del Veneto è questione, purtroppo, ben nota. Si tratta del più grave inquinamento delle acque della storia italiana: tre province interessate (Vicenza, Padova e Treviso), 350 mila persone coinvolte, gravi problemi di carattere sanitario e sociale. E poi indagini, processi, ricorsi che ormai si protraggono da un decennio.

Su questo drammatico quadro potrebbe inserirsi un interessante progetto europeo, “ZEROPOPs” (Costruire un futuro a basse emissioni di carbonio e resiliente ai cambiamenti climatici: ricerca e innovazione a sostegno del Green Deal Europeo), finanziato dal Programma Horizon 2020 – Azioni di Ricerca e Innovazione, appena presentato da Veneto Agricoltura d’intesa con altri 26 soggetti partner (enti di ricerca, università, agenzie territoriali, imprese) di 15 Paesi europei e Australia.

La proposta progettuale intende valutare l’impatto ambientale dei Pfas alogenati e le relative implicazioni socioeconomiche, nonché le tecnologie innovative per il rilevamento della presenza di queste famigerate sostanze e individuare soluzioni efficaci, con particolare attenzione al ruolo che possono svolgere il suolo e talune colture agroforestali nell’azione di mitigazione e phytoremediation.

Se il progetto sarà approvato dall’Unione Europea, il compito di Veneto Agricoltura sarà quello di individuare e gestire, in collaborazione con l’Università di Padova – DAFNAE, uno dei siti sperimentali del progetto che verrà realizzato all’interno della “zona rossa” nei terreni di Lonigo dell’Istituto Strampelli della Provincia di Vicenza; nel sito verranno testate diverse specie di salice e diverse metodologie di distribuzione dell’acqua prelevata dalla falda e dai corsi d’acqua. Inoltre, Veneto Agricoltura si occuperà dell’attività di comunicazione rivolta alla cittadinanza e di formazione verso i soggetti del sistema della conoscenza (consulenti, rappresentati dell’associazionismo, ricercatori, ecc.).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Visite a carattere ambientale, alcune proposte per i prossimi fine settimana

Giardino vegetazionale AstegoTornato il Veneto in area gialla e riaperte le porte a numerose opportunità, eccone alcune a carattere ambientale in programma nei prossimi giorni e proposte da Veneto Agricoltura nel rispetto delle vigenti normative anti Covid.

Domenica 2 maggio, nel Veneziano… La prima riguarda Bosco Nordio, la Riserva naturale integrale a Sant’Anna di Chioggia (Ve). I tanti appassionati della Natura domenica 2 maggio (ore 10:30-18:00) durante la giornata potranno percorrere i sentieri – tra l’altro impreziositi dalle numerose opere di LandArt presenti – cercando di risolvere enigmi e giochi alla portata di veri “naturalisti”. Il divertimento per i più piccoli (ma non solo) è assicurato. Quota di partecipazione: 3 euro per gli adulti; 1 euro per i bambini dai 3 ai 10 anni. Prenotazione obbligatoria: 345 2518596. Per gli amanti delle passeggiate lungo la battigia, nell’adiacente pineta o nelle vicine aree umide dove è possibile osservare una grande quantità di uccelli, ValleVecchia di Caorle (Ve) è il posto ideale, un’area straordinaria che può contare sulla più alta concentrazione d’Europa di progetti LIFE, il Programma per l’ambiente dell’Unione Europea, in corso di realizzazione da parte di Veneto Agricoltura.

….e nel Trevigiano. Anche il Giardino Vegetazionale Astego di Pieve del Grappa (Tv), dopo la prolungata chiusura dovuta sia al periodo invernale che alle restrizioni anti Covid, riapre finalmente al pubblico a partire da domenica 2 maggio (ore 10:00-18:00). Tante le novità. La prima è che da quest’anno Veneto Agricoltura ha affidato la gestione didattica della struttura alla locale Associazione “Salvatica”, che nei giorni scorsi ha presentato alla cittadinanza il ricco calendario delle attività programmate fino ad ottobre. In questo periodo di chiusura forzata, le maestranze dell’Agenzia regionale hanno ulteriormente arricchito e abbellito le aree a gradoni e i percorsi didattici esistenti, rendendo così sempre più interessanti e appetibili le giornate da trascorrere nell’incantevole struttura. Domenica è in programma alle 10:30 una visita guidata al Giardino e alle 14:30 una serie di laboratori per bambini con manipolazione dell’argilla. L’iscrizione è obbligatoria: www.iscrizioni.salvatica.it. Costo: 3 euro; 1 euro per i ragazzi dai 14 ai 18 anni. Va ricordato che fino ad ottobre il Giardino Vegetazionale Astego seguirà i seguenti orari: dal lunedì al venerdì ore 8:00-12:00 e 13:-17:00. Domenica ore 10:00-18:00. Per informazioni: http://www.astego.salvatica.it; 339 4038337.

Sabato 8 e domenica 9 maggio. Con il ripristino della “zona gialla”, anche l’M9, il Museo del ’900 di Mestre (VE), da questa settimana ha riaperto al pubblico. Finalmente è ora possibile vedere “dal vivo” l’allestimento “Foresta M9”, realizzato anche con la collaborazione di Veneto Agricoltura, finora visto solo attraverso la programmazione sui Social. I visitatori possono così “vivere” il bosco che popola il terzo piano del bellissimo Museo mestrino. Sabato 8 e domenica 9 maggio, grazie alla collaborazione di Veneto Agricoltura, i bambini potranno cimentarsi nel travaso delle plantule, le piantine nate dalle ghiande donate a M9 proprio dall’Agenzia regionale. Anche in questo caso la prenotazione è obbligatoria. Per partecipare è necessario prenotarsi scrivendo a: ufficiogruppi@m9museum.it.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Api, salvaguardia e innovazione, arrivano le arnie elettroniche

Arnia elettronica

Per salvare le api e gli ambienti naturali in cui questi fondamentali insetti vivono, oggi più che mai messi a repentaglio dalle più svariate forme di inquinamento, ogni nuova iniziativa che punti alla loro salvaguardia è accolta con grande interesse da parte degli addetti ai lavori. E’ il caso delle arnie elettroniche pensate proprio per monitorare sia le condizioni ambientali in cui le arnie stesse vengono collocate, sia le condizioni di salute delle colonie di api.

Le arnie elettroniche sono delle “casette” per le api dotate di sensori che permettono di contare il numero di api in entrata e in uscita, la temperatura interna ed esterna e il peso. I dati raccolti, trasmessi da una centralina in remoto, permettono di tenere costantemente sotto controllo lo stato sanitario e l’andamento delle colonie di api.

Installazioni in ogni provincia del Veneto. Grazie ad un progetto della Regione che prevede la creazione di una rete di rilevazione dati e di monitoraggio del settore apistico, Veneto Agricoltura installerà in alcune località di tutte le province venete nove arnie elettroniche con l’obiettivo di raccogliere dati e informazioni che confluiranno direttamente nel nuovo “Bollettino Apistico Regionale”, di cui sono già stati pubblicati i primi tre numeri (https://bit.ly/3wRoQaa). Le prime installazioni di arnie elettroniche saranno effettuate a Vallevecchia di Caorle (Ve) presso l’Azienda dimostrativa di Veneto Agricoltura.

Obiettivo la loro salute e degli ambienti in cui vivono. Questa interessante iniziativa regionale si collega ad un altro progetto, questa volta europeo, che vede al centro sempre le api e gli ambienti in cui questi straordinari insetti impollinatori vivono. Si tratta del progetto Interreg Italia-Slovenia “BeeDiversity”, (https://bit.ly/3mQ37e9) a cui partecipa anche Veneto Agricoltura, oltre ad altri soggetti del Friuli V.G. e della Slovenia, il cui obiettivo è proprio quello di migliorare la biodiversità tramite la gestione innovativa degli ecosistemi e il monitoraggio delle api. Tutti i dati raccolti sul territorio regionale grazie all’installazione delle arnie elettroniche contribuiranno, dunque, andranno  implementare anche gli studi in atto nell’ambito del Progetto “BeeDiversity”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Giovedì 22 ottobre 2020, a Montecchio Precalcino (VI) iniziativa stampa per “Ridare un sorriso alla Pianura Padana”

In occasione del via ufficiale della consegna delle piante ai 337 Comuni veneti aderenti al progetto di Regione e Veneto AgricolturaRidiamo un sorriso alla Pianura Padana”  è in programma, giovedì 22 ottobre, ore 10:00, al Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta di Montecchio Precalcino (Via Bonin, Longare-Vi), un’interessante iniziativa per giornalisti.

Nell’occasione saranno presentati gli straordinari numeri finali raggiunti dal progetto, che come accennato ha visto il coinvolgimento di ben 337 Comuni veneti, i quali fin da subito avvieranno la distribuzione di quasi 70.000 piantine arboree e arbustive ai propri cittadini. 

È prevista, inoltre, una visita guidata al Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta, autentico cuore pulsante del progetto, grande vivaio regionale dove sono state prodotte le piantine. I giornalisti interessati a partecipare all’inziativa devono contattare l’Ufficio Stampa di Veneto Agricoltura: 349 5877454.

Per saperne di più su questo importante progetto che punta a rendere più verde, e quindi più sorridente, il nostro territorio clicca qui: https://bit.ly/2Gf5VA1

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura