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Domenica 30 Ottobre, la qualità agroalimentare veneta si ritrova a Villa Contarini a Piazzola sul Brenta (PD) con il Festival delle Dop 2022

Festival delle DOP prima locandina

Formaggi, radicchio, olio extravergine d’oliva, riso, marroni, sopressa, asparagi, solo per citarne alcuni. Stiamo parlando dei 41 prodotti dell’agroalimentare veneto riconosciuti dai marchi di qualità dell’Unione Europea, vale a dire le DOP (Denominazioni di Origine Controllata), le IGP (Indicazione Geografica Protetta) e le STG (Specialità Tradizionale Garantita), senza tralasciare i 53 vini DOC (Denominazione di Origine Controllata), DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita) e IGT (Indicazione Geografica Tipica) e i 75 prodotti a marchio nazionale QV (Qualità Verificata). Tradotto: un immenso patrimonio economico e di cultura del territorio che nel Veneto vale quasi 4 miliardi di euro e che pone la nostra Regione ai vertici in Italia in Europa.

Si tratta di un paniere agroalimentare di altissima qualità, frutto del lavoro sapiente dei nostri agricoltori e allevatori, che domenica 30 Ottobre dalle ore 10:00 alle 18:00 farà bella mostra di sé a Piazzola sul Brenta (Pd), a Villa Contarini, in occasione dell’8^ edizione del Festival delle DOP, kermesse promossa da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con la collaborazione dei Consorzi di Tutela, le Strade dei Vini, del Radicchio e del Riso, le Comunità del Cibo, i Distretti Bio, Caseus Veneti e altri enti che hanno a cuore la valorizzazione dell’agricoltura, l’agroalimentare e il territorio veneto. “Il Festival delle DOP – sottolinea Federico Caner, assessore regionale all’Agricoltura – punta a far conoscere ai consumatori, sempre più attenti e consapevoli, l’importanza dell’agricoltura veneta che produce qualità di altissimo livello. Quella di domenica prossima a Villa Contarini sarà una giornata dedicata all’esposizione ma anche alla degustazione delle eccellenze agroalimentari venete rappresentate dai Consorzi di Tutela dei prodotti DOP, IGP e STG, oltre a numerose aziende venete presenti con i prodotti a marchio QV (Qualità Verificata). Non mancheranno i Consorzi di Tutela dei Vini delle principali aree di produzione DOC e DOCG regionali”.

Al Festival delle DOP 2022 i visitatori potranno conoscere da vicino gran parte dei prodotti a Denominazione del Veneto. Sono previste degustazioni guidate gratuite (prenotazioni in loco) di numerosi prodotti a Denominazione (Prosciutto Veneto DOP, Grana Padano DOP, Marroni di San Zeno DOP, Riso Nano Vialone Veronese IGP, Riso del Delta del Po IGP, Vino Amarone della Valpolicella DOCG, ecc.) trasformati e preparati sotto forma di finger food dagli studenti e docenti della Scuola di Ristorazione ENAIP Veneto di Piazzola sul Brenta (ore 10:30, 12,00, 14:00 15:30). Altre degustazioni guidate gratuite riguarderanno gli 8 formaggi veneti DOP abbinati ai migliori vini regionali e al Miele delle Dolomiti DOP, a cura di Caseus Veneti (ore 11:30, 13:00, 15:00, 16:30); le pizze speciali guarnite con i formaggi veneti DOP preparate da Stefano Miozzo, campione mondiale di pizza classica (ore 11:00, 12:30,14:30, 16:00); risotti al Radicchio Rosso di Treviso IGP e Variegato di Castelfranco IGP, a cura dei Consorzi di Tutela e della Strada dei Vini Colli Asolani e Montello, in collaborazione con il Consorzio dell’Aglio Bianco Polesano DOP, Grana Padano DOP e Casatella Trevigiana DOP (ore 11:30, 13:00, 16:00); polentina con Radicchio di Verona IGP e fonduta di Monte Veronese DOP, a cura dei relativi Consorzi di Tutela e dell‘agrichef Fiorella Dal Negro (12:30, 14:00, 15:30). E poi in degustazione ci sarà una straordinaria rappresentanza di vini DOC e DOCG del veneto quali Prosecco DOC, Conegliano-Valdobbiadne DOCG, Garda DOC, Bagnoli e Corti Benedettine, Colli Euganei, Vini Vicenza e Gambellara, Vini DOC delle Venezie e tanti altri. All’evento, che sarà inaugurato ufficialmente alle ore 11:00 alla presenza delle Autorità regionali e locali, è prevista anche l’installazione di una sezione di “Casa Veneto”, il nuovo stand fieristico della Regione Veneto realizzato da Veneto Agricoltura con CSQA, Bioagro e Intermizoo, che aveva già debuttato a Caseus a Piazzola sul Brenta nei primi giorni di ottobre.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Previsioni vendemmiali 2022, presentati i dati per il Nord Est

vendemmia

“Il 2022 è un’annata caratterizzata da andamenti climatici anomali e da una siccità mai vista prima, che ha messo a dura prova i viticoltori veneti, impegnati anche a contrastare insidiose fitopatie”. Così l’assessore regionale all’Agricoltura ha introdotto il secondo focus del Trittico Vitivinicolo Veneto, “storico” evento (48^ edizione) organizzato lo scorso 24 agosto da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con AVEPA, ARPAV, CREA-VE e UVIVE, dedicato alle previsioni della vendemmia in Veneto, nel restante Nord Est, nelle principali regioni vitivinicole italiane (Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicialia), nonché in Francia e Spagna. “Si è temuto che la produzione ne risentisse fortemente – ha proseguito l’assessore – ma le piogge di agosto, un’oculata gestione dei vigneti e la preparazione dei nostri viticoltori, hanno consentito di mantenere le produzioni su discreti livelli, pur se con qualche riduzione che, secondo le ultimissime stime, potrebbe raggiungere mediamente nella nostra regione il 10% rispetto allo scorso anno, con punte superiori nei vigneti di collina non irrigati. L’andamento meteo delle prossime settimane sarà determinante per una buona riuscita della vendemmia. A confortare è la buona qualità delle uve che dovrebbe consentire al vigneto veneto di mantenere il primato che già occupa a livello nazionale e a rafforzare la considerazione che i nostri vini hanno acquisito presso i consumatori nei mercati internazionali”.

I dati previsionali. Anche nel Veneto dunque si è acceso il semaforo verde che segna il via della vendemmia. I primi grappoli a cadere nei cesti sono quelli delle varietà precoci (Pinot e Chardonnay per basi spumante), ma va detto che in alcune aree del vicentino e del padovano la raccolta è iniziata subito dopo Ferragosto. Seguirà la vendemmia di tutte le altre varietà: Glera (Prosecco) dal 10 settembre, Merlot dal 13, Corvina dal 16, Garganega dal 19, solo per citare alcuni tra i principali vitigni veneti.  Il denominatore comune che ha caratterizzato, praticamente ovunque, l’annata vitivinicola in corso sono state le alte temperature e la scarsità di piogge, due fattori che avranno senz’altro una certa incidenza sulla produzione vendemmiale nel Veneto, ma anche nelle altre aree vitivinicole. Fortunatamente le precipitazioni registrate nel mese di agosto hanno raddrizzato una situazione che stava diventando allarmante, in particolare nei vigneti non serviti da irrigazione di soccorso. Anche le temperature, in particolare quelle notturne, da qualche giorno si sono notevolmente abbassate facendo ben sperare per una vendemmia molto interessante soprattutto per le varietà medio-tardive. Il Report analitico è disponibile al seguente link, unitamente alle slide presentate nel corso dell’incontro e ai video riguardanti la situazione pre-vendemmiale nelle principali regioni vitivinicole italiane, in Francia e Spagna: https://bit.ly/3PKLPMi

BellunoRispetto allo scorso anno, la produzione in provincia di Belluno potrebbe risultare inferiore addirittura del 30% rispetto allo scorso anno. Stress idrico e danni dovuti ad alcune forti grandinate non hanno lasciato un buon segnoPadova e Rovigo. Nell’area vitivinicola patavina e rodigina, come del resto in altre zone del Veneto, la situazione nei vigneti si presenta molto variabile in funzione della disponibilità di sistemi di irrigazione di soccorso e – nel padovano – a seconda che i vigneti si trovino in zona collinare o in pianura. Anche le numerose estirpazioni di vite colpite da Flavescenza dorata contribuiscono a ridurre le quantità che saranno vendemmiate. Sui Colli Euganei, rispetto al 2021, la produzione dovrebbe risultare in calo del 20%; nelle zone di pianura, invece, dove lo scorso anno la quantità di uva raccolta aveva subito una riduzione a seguito delle gelate primaverili, si stima un incremento di produzione di circa il 10%, soprattutto nei vigneti serviti da irrigazione di soccorso. La messa a dimora di nuovi impianti non ha certo compensato le riduzioni previste, per cui dovrebbe incidere solo di qualche punto percentuale (1-5%) sulla vendemmia complessiva. Treviso. Rispetto al 2021 nella Marca ci si aspetta una vendemmia in contrazione, con un range che va dal -10% al -20%, solo parzialmente compensato dall’entrata in produzione di nuovi vigneti. Le cause di questo calo sono molteplici: minore fertilità delle gemme, siccità, eventi grandini geni Flavescenza dorata che ha causato, soprattutto in alcune aree della provincia, l’estirpo/capitozzatura di numerose piante nei vigneti. Questo quadro potrebbe migliorare, soprattutto per le varietà meno precoci, qualora si verificassero delle piogge significative in tempo utile per la vendemmia, in parte sopraggiunte nei giorni scorsi. Venezia. La siccità e soprattutto le alte temperature di questa torrida estate hanno causato nei vigneti del veneziano un blocco della maturazione del frutto, causando la formazione di acinellature e scarso ingrossamento degli acini. Di conseguenza, le rese saranno sicuramente inferiori rispetto alle annate precedenti: per le uve a bacca bianca precoci (Pinot, Chardonnay) si prevede una diminuzione del 15-20% e probabilmente difficilmente si riuscirà a soddisfare i quantitativi massimi previsti dai disciplinari DO; per le uve bianche medio tardive e le uve nere le rese saranno inferiori alla media di circa il 10%, ma molto dipenderà dall’andamento climatico delle prossime settimane. In sostanza, eventuali piogge potrebbero influire positivamente sulle rese che comunque resteranno inferiori alle medie. Va ricordato che le viti giovani risultano essere le più colpite da siccità e alte temperature, per cui sia le rese che la qualità dell’uva risulteranno quest’anno al di sotto dei minimi stagionali e purtroppo ci saranno delle ripercussioni anche nelle prossime annate. Vicenza. Nel vicentino si prevede un calo produttivo del 15% rispetto allo scorso anno dovuto alle grandinate primaverili, ma soprattutto alla prolungata sofferenza delle viti dovuta alla calura estiva e alla siccità dei terreni. Per la sua fertilità, la Glera avrà una produzione di circa un 10% in più rispetto allo scorso anno, anche in considerazione che quest’anno non ci sono stati danni da gelo. La produzione dei vitigni medio-tardivi sarà invece influenzata dalle eventuali precipitazioni che si registreranno fino alla raccolta. I nuovi vigneti messi a dimora incideranno sulla produzione totale di circa il 2%. Verona. Anche nel veronese la vendemmia 2022 dovrebbe risultare leggermente inferiore rispetto allo scorso anno, in modo particolare per le produzioni a bacca rossa del comprensorio collinare che potrebbero risultare in calo anche del 10%. I motivi dell’eventuale variazione rispetto al 2021 riguardano in modo particolare la consistenza più ridotta del grappolo dovuta al prolungamento dell’insolazione e all’assenza di precipitazioni in tutti gli stadi vegetativi. Sulla resa complessiva l’entrata in produzione dei nuovi vitigni potrebbe incidere, da una analisi consorziale, tra l’1% e il 2%. Friuli-Venezia Giulia e Trentino Alto-Adige. In provincia di Trento si prevede un’annata media, leggermente inferiore al 2020 e superiore al 2021. Il peso medio del grappolo si stima inferiore alle premesse a causa dell’estate calda e dell’assenza di precipitazioni, nonostante la disponibilità di irrigazione di soccorso. In sintesi: annata media q.li +7%; Pinot grigio: invariato; Chardonnay: -5%; Muller Turgau.: +7%; Teroldego: +10%: Merlot: +7%: Marzemino: +7%. In provincia di Bolzano si stima un 10% di raccolta in più rispetto allo scorso anno. Il fattore principale è il ritorno alle rese massime per la DOC Alto Adige e DOC Lago di Caldaro, che erano state abbassate per decreto come misura per mitigare gli effetti negativi sul mercato e sulle cantine a causa della pandemia per Covid19. Per quanto riguarda i diversi vitigni, si può constatare che il numero di grappoli è simile alla media degli ultimi anni, tranne per Chardonnay e Pinot grigio per i quali si osserva un numero di grappoli minore rispetto all’anno scorso. Rispetto al 2021, i grappoli sono più compatti, con un numero di acini per grappolo superiore del 10%/20%; il peso degli stessi è invece inferiore con percentuali analoghe. In Friuli-Venezia Giulia si stima, in via prudenziale, una riduzione del 10% con punte fino al 15/20% laddove non è stato possibile irrigare.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Mercoledì 24 agosto 2022, ore 10, previsioni vendemmiali on line di Regione Veneto e Veneto Agricoltura

Vigneto Montello Renzo(1)

Quest’anno, l’annata vitivinicola sarà ricordata per le alte temperature e la scarsità di piogge, che nel Veneto si protrae ormai da molti mesi. Le precipitazioni degli ultimi giorni, a macchia di leopardo,, sono servite poco, tanto che anche alcuni vigneti dotati di irrigazione a goccia mostrano un elevato stress idrico e termico. Ciononostante, la vendemmia 2022 non dovrebbe deludere i produttori, ma molto dipenderà da cosa succederà sotto il profilo meteo nei prossimi giorni. Se ne parlerà in modo più dettagliato mercoledì 24 agosto (ore 10:00) in occasione del convegno on-line promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura, con Avepa, Arpav, Crea-VE e UVIVE, (si veda: https://trittico2.eventbrite.it).

Premessa. Nel Veneto, tutti i vitigni presentano un anticipo fenologico di circa 10-15 giorni rispetto al 2021, a conferma che ci troviamo di fronte ad una tra le annate più precoci del nuovo secolo, seconda solo alla vendemmia del 2003. Un altro aspetto caratterizzante l’annata in corso è dato dal fatto che le scarse precipitazioni hanno permesso una tranquilla azione di difesa del vigneto dalle principali malattie, con un ridotto numero di interventi anticrittogamici e insetticidi. Tradotto: uve più sane e ambiente più pulito. Al momento, tutti i vitigni regionali presentano una buona fertilità, data dal numero di grappoli per ceppo, ma il raggiungimento dei quantitativi previsti dai disciplinari di produzione DOC e DOCG dipenderà dall’andamento meteo dei prossimi giorni. Comunque la produzione di uva nel Veneto dovrebbe registrare un calo del 10-15% rispetto allo scorso anno. Per quanto riguarda invece la qualità delle uve (grado zuccherino, acidità, acido malico, acido tartarico, ecc.) al momento risulta essere sotto scacco del clima. Serve qualche pioggia ristoratrice, certamente, ma ricordiamo che in questa fase della stagione l’uva necessità per lo più di giornate soleggiate e notti fresche e arieggiate. Occorrerebbe dunque un mix equilibrato di precipitazioni, sole temperature non eccessive. Per i vitigni a bacca nera più tardivi (Cabernet Sauvignon, Raboso Piave e veronesi) sarà fondamentale l’andamento meteo-climatico di settembre (quindi c’è più tempo a disposizione) e se tutto andrà per il verso giusto sarà possibile avere un’ottima evoluzione delle uve e una grande qualità (maturità fenolica, acidità totale, pH, zuccheri, ecc.), ma per gli altri vitigni, in particolare per quelli aromatici (Riesling, Traminer, Moscati, ecc.) i giochi si fanno in questa fase della stagione ed è proprio per questo motivo che tutti i produttori vitivinicoli in questo momento sono tutti col naso all’insù a scrutare il cielo.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Report agroalimentare 2021: tiene la corazzata del vino, cedono cereali e ortofrutta. Sull’inizio 2022 pesano le incognite siccità, alte temperature e guerra in Ucraina. 

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Alla luce dei risultati ottenuti dal comparto agricolo veneto nel 2021, gli effetti economici negativi legati al Covid sembrano solo un ricordo lontano. Lo confermano i dati appena pubblicati da Veneto Agricoltura che, alla voce produzione lorda agricola complessiva, riportano un incoraggiante 6,4 miliardi di euro, in crescita del +2,9% rispetto al 2020.

Nel 2021, i risultati raggiunti dall’agroalimentare veneto avrebbero potuto essere ancora più interessanti, ma purtroppo al generale miglioramento dei prezzi di mercato ha fatto da contraltare un calo delle produzioni dovuto all’andamento climatico avverso registrato in primavera (gelate tardive) e in estate (siccità e alte temperature). Di conseguenza, le coltivazioni erbacee hanno segnato una riduzione del valore del -0,8% mentre quello delle coltivazione legnose addirittura del -15,6% (a soffrire di più sono state le frutticole colpite dalle gelate di aprile). Per quanto riguarda gli allevamenti, si segnala un leggero miglioramento sia delle quantità prodotte che dei prezzi di mercato, per un valore della produzione del +5,6%. Il report completo “Congiuntura del settore agroalimentare veneto 2021” è disponibile al seguente link: https://bit.ly/39ZqYWG.

Prime stime per il 2022. Il Report di Veneto Agricoltura lancia anche un primissimo sguardo sull’agricoltura veneta nel 2022, che purtroppo si ritrova a fare i conti con una prolungata siccità, altissime temperature e la guerra in Ucraina, che getta incertezze sui mercati e causa incrementi dei costi di produzione (energetici). Le prime indicazioni raccolte presso gli operatori locali sulle intenzioni di semina per l’annata agraria 2022 evidenziano, per quanto riguarda i cereali autunno-vernini, un ulteriore incremento delle superfici coltivate a frumento tenero, che si prevede possano superare i 100.000 ettari (+5/10% rispetto al 2021) e a frumento duro a circa 15.000 (+5%). Per le colture orticole non si registrano particolari problemi di tipo fitosanitario, ma la scarsità di piogge ha costretto ad interventi di irrigazione inusuali per il periodo, senza tuttavia penalizzare le rese produttive, per cui si stima che la produzione possa attestarsi sugli stessi livelli del 2021. L’andamento climatico primaverile nella norma ha favorito un normale sviluppo vegetativo delle colture frutticole, per le quali si può prevedere il raggiungimento di rese nello standard produttivo delle diverse colture. Lo stato fitosanitario del vigneto veneto si presenta buono, ma l’assenza di piogge sta creando non poche preoccupazioni tra i produttori. La produzione di latte in Veneto, nei primi mesi del 2022, si conferma sui livelli del 2021, grazie a Verona (+3,5% nel 1° trimestre), mentre calano un po’ tutte le altre province, in particolare Belluno e Rovigo. Sul fronte del prezzo del latte alla stalla vi è un chiaro aumento, con quotazioni ben sopra i 40 euro/hl e massime anche a 45 euro/hl. Il trend nazionale delle macellazioni del bovino da carne risulta in crescita nel primo trimestre del 4% circa, rispetto allo stesso trimestre del 2021, cosi anche in Veneto. Per il comparto suinicolo i dati del primo trimestre sulle macellazioni indicano una discreta riduzione dei capi macellati intorno al 5,3% (variazione sul primo trimestre 2021). La riduzione delle macellazioni ha contribuito ad un recupero delle quotazioni rispetto agli ultimi mesi del 2021, riportando i prezzi su valori intorno e superiori a 1,6 euro/kg, che risultano più alti rispetto al primo semestre dell’anno scorso. L’aspetto più evidente della filiera avicola nei primi mesi del 2022 è la forte crescita dei prezzi di mercato all’origine sia per i polli da carne che per i tacchini da carne (oltre il 50%), non del tutto spiegabile con l’aumento dei costi di produzione, il cui indice segna aumenti più contenuti (intorno al +30/35%).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Un progetto di viti-cultura e agri-cultura per Venezia capitale mondiale della cultura e della storia del vino e del vitigno Malvasia

Malvasia-Venezia a La Vigna Vicenza presentazione progetto

Nei giorni scorsi si è tenuto nella Biblioteca Internazionale La Vigna un incontro fra l’associazione AIKAL di Venezia e Veneto Agricoltura per istituire un gruppo di lavoro che faccia luce sull’antico legame fra la Repubblica di Venezia ed il vino denominato “malvagia o marvasiae”, che ha segnato per oltre 500 anni la vita e l’economia della Serenissima, diventando un grande vitigno diffuso in tutta Europa, oggi coltivato in 30 località sparse nel mondo, di cui 17 in Italia. A dare il benvenuto, il presidente del comitato scientifico della Biblioteca Internazionale La Vigna, Danilo Gasparini, e Giustino Mezzalira, vicepresidente della Biblioteca. Il gruppo di lavoro è composto, tra gli altri, da Ettore Bonalberti e Mario Guadalupi di AIKAL, Michele Giannini e Stefano Soligo di Conegliano Veneto Agricoltura, ha proposto di organizzare nell’autunno 2022 un seminario di carattere internazionale sulla Malvasia, sottolineando il valore agri-culturale dell’iniziativa. Senza la Serenissima, oggi il vitigno e il vino Malvasia non esisterebbero.

Venezia, è stato detto dai presenti all’unanimità, può assumere il titolo di simbolo-emblema per raccontare il mondo produttivo dei vini “malvasiae”. Ettore Bonalberti ha presentato il progetto diviso in tre momenti: il seminario aperto, uno sviluppo etnografico scientifico del vitigno e vino “Malvasia”, un evento fisso che coinvolga la produzione dell’intero bacino mediterraneo. E’ stato condiviso che il progetto, duraturo, abbia una formula scientifica e divulgativa insieme con la città di Venezia quale punto di riferimento in base alla storia. Si è accennato anche alle nuove figure dei viti-cultori del terzo millennio in considerazione dell’ attualità e delle diverse prospettive generazionali. Oggi in Veneto sono solo 73 gli ettari coltivati con viti di Malvasia, ha detto Stefano Soligo. Giampietro Comolli, ex produttore di Malvasia, presidente del centro analitico CevesUni e dell’osservatorio economico Ovse, membro del comitato scientifico di AIKAL, ha illustrato la provenienza del vino originario, l’identificazione scientifica dei diversi vitigni sparsi nel mondo e, la peculiarità nell’essere una delle cultivar che più si è adattata e mutata naturalmente nei millenni di coltivazione, portando con sé caratteri solidi della Vitis Vinifera che non vanno persi, proprio con la ricerca della resistenza.

Venezia e la Repubblica sono stati il baricentro della conoscenza e della diffusione del vino Malvasia nel mondo. Un vino di pregio a un costo molto superiore ad altri, talmente noto da dare nome a calli e alle esclusive botteghe “malvagie” veneziane. Un vitigno derivante dalla grande famiglia viticola dei “muskat”, riconosciuto ampelograficamente e denominato in diverse varietà solo agli inizi dell’Ottocento. Comolli ha lanciato l’idea di un premio “Venezia” dell’eno-concorso internazionale delle Malvasie e la realizzazione di una “Vigna Urbana”, identitaria come hanno già altre metropoli turistiche internazionali. La Regione Veneto, già attivata e fortemente interessata al progetto, potrebbe assumere  il ruolo strategico nazionale per un “nomen vitis” legato alla storia millenaria della Serenissima di tutela della Vitis Vinifera come patrimonio di tutti, di incentivazione della presenza proattiva agricola in aree difficili disagiate al servizio di tutta la collettività anche di fondovalle e di pianura, presidio proattivo verso cambi climatici e situazioni ambientali difficili, prendendo  spunto da un grande vino di Venezia diventato il nome di un vitigno che coinvolge 17 distretti nazionali in quasi tutte le regioni italiane… e nelle terre che furono parti importanti della Repubblica, come la  Croazia e la Slovenia.

Si prevede, quindi, un programma che vada oltre il seminario in un’ottica di tutela e di riconoscimento dell’ ”icona” ampelografica ed enologica che il vino, prima, il vitigno poi, ha avuto per millenni di storia vitivinicola dell’intero Mediterraneo. La Biblioteca La Vigna può essere partner fondamentale in quanto da 40 anni promuove studi, ricerche, convegni su temi di agricoltura, di cultura e civiltà della viticoltura, di alimentazione e gastronomia, oltre a possedere una delle biblioteche al mondo più ricche con oltre 60.000 volumi, classificati e consultabili da ricercatori, derivanti da fondi privati e pubblici. Svolge anche azioni di ricerca etnografica, sociologica e storica collegata ai cicli della viticoltura-viticultura italiana e non solo che, diversamente, rischierebbero  di scomparire. Interessante anche la visita, aperta per appuntamento, dell’antico palazzo Brusarosco che all’ultimo piano riserva il meraviglioso spazio di 600 mq disegnato come una opera d’arte intera dell’arch Carlo Scarpa. L’incontro si è concluso con un brindisi a base di tre tipologie di Malvasia, effervescente, tranquilla e passita.

Fonte: Gruppo di lavoro Malvasia-Marvasiae-Malvagia & Venezia capitale mondiale

18-19 settembre 2021, in Pian Cansiglio festeggiamenti per “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio” e il Cinquantenario del 1° Campo Rimboschimento Malga Mariech a Pianezze (TV), in cui Rete Wigwam trova la propria fondazione

4 - Faggeto

Faggeto del Cansiglio (foto Umberto Tiozzo, socio Argav)

Il legno e gli alberi si riprendono il palcoscenico. Saranno due giorni intensissimi quelli che lo storico serenissimo “Bosco da Reme”, la foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), ospiterà nel fine settimana 18 e 19 settembre, con ingresso gratuito e Green pass obbligatorio. 

Un po’ di storia. Venezia entrò “in possesso” della Foresta del Cansiglio a partire dai primi anni del XV° secolo, quando anche il territorio bellunese chiese protezione alla Serenissima Repubblica. Il Cansiglio ha rivestito un’enorme importanza per lo Stato veneziano; infatti la sua ricca faggeta fu impiegata nella produzione di remi, di legname da opera e carbone. Il Cansiglio è stato la culla della selvicoltura, in quanto proprio in questo “bosco di S. Marco” (come in quello del Montello) i forestali pongono l’origine del moderno concetto di gestione forestale, attestato dagli straordinari “Catastici”. Nessuna foresta al mondo ha un piano di gestione da oltre 500 anni! La “due giorni in Cansiglio” di sabato 18 e domenica 19 Settembre 2021 si pone come tassello celebrativo di questa straordinaria ricorrenza offrendo momenti di riflessione storica e tecnica applicati alla splendida faggeta dell’Alpago, ora demaniale regionale e gestita dall’agenzia Veneto Agricoltura.  Nel contempo, Rete Wigwam, unica organizzazione ecologista, tra quelle riconosciute con Decreto ministeriale quali Associazioni di Tutela Ambientale a valenza nazionale con origine e, a tutt’oggi, con propria sede centrale in Veneto, sabato 18 settembre 2021 festeggia la propria fondazione in Pian Cansiglio a Malga Mariech (Monte Cesen, Valdobbiadene, TV).

La nascita dell’associazione coincide,  infatti, con il 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech, avvenuto nel 1971, organizzato in collaborazione con l’allora ASFD – Azienda di Stato per le Foreste Demaniali – direzione di Belluno, quale azione di incremento della forestazione in aree demaniali, sistemazione sentieri e bonifica dei pascoli ed insieme, come azione educativa di sensibilizzazione ecologica dei giovani attraverso il lavoro concreto. Il campo fu organizzato dal socio Argav Efrem Tassinato, promotore dell’OSAN – Organizzazione per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale (poi nel 1972 diventata Wigwam e coinvolse una cinquantina di giovani tra i 16 e i 23 anni provenienti da Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige.

Il programma di sabato 18 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00 – 12:00 Inaugurazione dell’evento “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio”. Interventi di saluto delle autorità regionali, provinciali e locali. Boschi di Venezia per l’Arsenale, Conversazione del prof. Antonio Lazzarini a latere del suo ultimo libro: “Boschi, legnami, costruzioni navali: l’Arsenale di Venezia tra il XVI e il XVII secolo” – Guido Ercole presenta “Vascelli e fregate della Serenissima. Navi di linea della Marina veneziana 1652-1797” e “Viva San Marco! Storia di una Repubblica Marinara. Venezia 421-1797” – Alessandro Dissera Bragadin presenta il suo romanzo “Venezia 1797. Oltre la fine di un mondo“. Ore 12:00-12:30 I giovani di ieri e di oggi e l’eredità del buon governo dei boschi della Serenissima Anteprima della scopertura della targa commemorativa dei 50 anni (1971-2021) dal 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech che avverrà nel pomeriggio, a cura di Efrem Tassinato, che ne fu l’organizzatore. Ore 15:00 – 16:30 Venezia, “potenza dal legno”. Gian Nicola Pittalis, “Venezia e le Repubbliche marinare”, anticipazioni sui due volumi in pubblicazione con Il Gazzettino ad ottobre 2021 – Daniela Saltarin di Plant for the Planet onlus Italia, “Le foreste della Serenissima” – Elena Piutti di Veneto Agricoltura, “Venezia, boschi e legnami nei musei bellunesi” A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Dove Wigwam ebbe origine. Ore 16:30 Malga Mariech, Monte Cesen (Valdobbiadene, TV). Cerimonia di scopertura della targa dei 50 anni (1971-2021) del 1° Campo di Rimboschimento di Malga Mariech, a cura della Rete Wigwam. Introduce e modera: Mimmo Vita – giornalista socio Argav e capo ufficio stampa di Veneto Agricoltura. Breve presentazione di Efrem Tassinato – organizzatore del 1° Campo Rimboschimento e fondatore di Rete Wigwam, oggi estesa in 21 Paesi del Mondo, con la sua attualità educativa e visione strategica per il futuro del Pianeta, la raccolta del testimone di una vocazione al buon governo del territorio intesa anche come “coltivazione produttiva sostenibile dell’ambiente” che fu appunto la regola selvicolturale della Serenissima. Saluto delle autorità presenti e, in collegamento telefonico, col dottor Alessandro Merli, allora direttore dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Belluno (la persona che ha creduto nel progetto e che lo ha permesso). Il dottor Merli (al quale si deve molta riconoscenza essendo anche il “papà” del Parco Nazionale delle Dolomiti ha la veneranda età di 99 anni (classe 1922). Potete legge a questo link link una sua intervista del 2016. Piccole testimonianze di alcuni partecipanti al 1° Campo. Scopertura della targa lapidea sulla facciata di Malga Mariech. Consegna degli attestati ricordo ai presenti che parteciparono al 1° Campo. Coi Sindaci dei comuni pedemontani del Cesen (Valdobbiadene, Miane, Segusino, Borgo Valbelluna) e dei Comuni da dove venne organizzato (Padova, Ponte San Nicolò), con le autorità regionali del Veneto (Regione e Veneto Agricoltura), con i Ministeri invitati (Agricoltura, Transizione Ecologica, Difesa per i Carabinieri Forestali, Pubblica Istruzione), rappresentanti delle 142 Comunità Locali Wigwam nei 21 Paesi in cui oggi opera l’Organizzazione nata sul Monte CesenRinfresco coi prodotti tipici della malga e vino Prosecco DOCG dell’azienda Ponte Vecchio (della famiglia Curto, che gestisce Malga Mariech). Disponibilità di ampio parcheggio attiguo alla malga, anche con possibilità di sosta camper. 

Programma domenica 19 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00-12:00 “Venezia e la foresta, una storia di uomini e di natura“ a cura di Cai Veneto e Cai Venezia – Franco Bastianon, Il Cansiglio e la flotta di Venezia; – Gianni Frigo, Ecologia della foresta in Cansiglio; Massimiliano Fontanive di Veneto Agricoltura, La selvicoltura oggi in Cansiglio. Ore 15:00-16:30 “I ponti di legno di Venezia. La loro manutenzione” a cura del Gruppo “Il filo di legno” di Venezia con Franco Laner, Sandro Castagna, Franco Avicoli. A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam/Veneto Agricoltura

Previsioni vendemmia 2021: buona e in calo

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“Per la vendemmia 2021 la parola chiave resta ‘qualità’. In Veneto grazie all’impegno e alla passione dei nostri produttori anche quest’anno potremmo offrire un prodotto di alto livello, specie per alcuni vitigni, come il Glera, e quelli a bacca rossa”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, intervenendo ieri mattina alla 47^ edizione del focus sulle previsioni vendemmiali, storico evento promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con Avepa, Arpav e Crea-VE che, come ogni anno, rappresenta per il mondo vitivinicolo non solo veneto un importante momento di approfondimento e confronto alla vigilia della vendemmia. “Dopo un avvio difficile – ha continuato Caner – soprattutto a causa delle avverse condizioni climatiche, il caldo dell’estate ha favorito la viticoltura e dunque la produzione enologica oggi sempre più orientata ai principi di qualità e sostenibilità. Un valore quest’ultimo, fortemente condiviso con i Consorzi DOC e DOCG, che si realizza attraverso pratiche fitosanitarie che fanno scuola anche nel resto d’Italia. Penso alle produzioni biologiche che hanno avuto un incremento significativo nelle zone storiche, come la Valpolicella, e alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), alla quale da tempo lavora il Consorzio del Prosecco Doc, maggiormente diffusa nell’area del Veneto centro orientale, primo passo verso la certificazione di sostenibilità territoriale”.

Sul ruolo dei Consorzi DOC e DOCG, Caner ha ricordato che: “Oggi questi organismi svolgono una funzione fondamentale di indirizzo nei confronti degli strumenti di valorizzazione del prodotto e per la tutela della qualità della Denominazione intesa come qualità globale e percepita da parte del consumatore che ingloba non solo i caratteri intrinseci del vino, ma anche la qualità di vita e del territorio di produzione, per guidare, anche da un punto di vista tecnico le scelte strategiche della Denominazione stessa. I produttori veneti sono consapevoli che andare verso un sistema certificato dell’intera filiera, in linea con quanto disposto dalla norma nazionale, significa poter sfruttare nuove occasioni mediatiche e di valorizzazione del prodotto”. “Il dialogo con i Consorzi è continuo – ha concluso l’assessore – e la Regione, solo per fare alcuni esempi, ha attivato prontamente quanto chiesto in termini di riserve, stoccaggi e blocco delle rivendiche. Insieme al progetto per offrire indicazioni ai tecnici sulle potature e la gestione del vigneto, è stato avviato il monitoraggio del fenomeno della flavescenza dorata attraverso il sistema integrato tra il Servizio fitosanitario regionale e tecnici che operano nelle aziende. Abbiamo inoltre emanato apposite ordinanze di lotta obbligatoria alla cicalina Scaphoideus titanus e di estirpo delle piante sintomatiche, con le eventuali relative sanzioni in caso di inadempimento. Si tratta di un impegno che deve continuare unitamente a tutto il sistema, viticoltori per primi, a tutela del mantenimento della potenzialità produttiva regionale. Ho dato mandato ai miei uffici di individuare, in collaborazione con i Consorzi, le risorse necessarie per contrastare questo fenomeno. In Veneto l’export di vino vale 2,24 miliardi di euro, un valore che conferma la nostra Regione come quarta potenza mondiale. Proprio a sostegno della promozione dei vini veneti sui mercati mondiali, dopo la pubblicazione venerdì dell’avviso nazionale, stiamo lavorando alla nuova delibera che consentirà di finanziare progetti regionali per 15 milioni di euro”.   Il direttore di Veneto Agricoltura, Nicola Dell’Acqua, ha ricordato l’impegno dell’Agenzia a favore del settore vitivinicolo regionale, a partire dalla realizzazione dei tre focus del Trittico che da tanti anni contribuiscono a tenere costantemente monitorato il comparto e aggiornati gli operatori.

In estrema sintesi, relativamente alle previsioni di vendemmia nel Veneto, iniziata in queste ore, il focus, svoltosi online con la partecipazione di oltre 130 operatori ha confermato per il vigneto veneto un ritardo medio di inizio vendemmia di 8/10 giorni rispetto allo scorso anno; un calo complessivo della produzione di circa il -10%, con punte anche superiori in alcune aree colpite da pesanti grandinate e dalle gelate tardive di aprile; uno stato sanitario delle uve al momento ottimale (slide, report e video sono disponibili al seguente indirizzo internet: https://www.venetoagricoltura.org/evento/previsioni-vendemmiali-2021/; inoltre sul profilo Facebook è disponibile il video dell’intero incontro).

Nel dettaglio la situazione nei vigneti delle singole province, inquadrata sotto il profilo meteo da Francesco Rech di Arpav e sotto l’aspetto quali-quantitativo da Diego Tomasi del Crea-Ve di Conegliano sulla base dei dati raccolti sul territorio da Avepa e dal team del Trittico composto da rappresentanti dei Consorzi e delle Cantine, è la seguente: Belluno, un’annata difficile. Il protrarsi della stagione invernale ha comportato un ritardo vegetativo che ad oggi risulta essere di una decina di giorni. L’inizio dell’annata è stato caratterizzato da basse temperature ma anche da abbondanti precipitazioni che hanno favorito attacchi di peronospora e botrite; diffusa anche la presenza di sintomi di flavescenza dorata. Nell’area sono entrate in produzione nuove superfici, ma una forte grandinata che ha colpito le aree di Fonzaso e Feltre ha compromesso circa un 20% della produzione (con punte anche superiori a Cesiomaggiore dove il danno supera addirittura il 50%). In pratica, a causa dell’andamento anomalo di inizio stagione, si registra una riduzione dei grappoli delle varietà precoci (Pinot Nero, Pinot Grigio e Chardonnay) stimata in circa 10-20%, mentre il vitigno Glera risulta nella media. Complessivamente, tenendo in considerazione dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti, si prevede una diminuzione delle rese quantificabile sull’ordine del 5-10% rispetto allo scorso anno. Padova e Rovigo, in pianura hanno colpito duro le gelate di aprile. Anche per questo motivo, l’annata in questo ampio areale si presenta poco carica. Fortunatamente, grazie alle frequenti piogge estive, i grappoli nei vigneti si sono ben ingrossati e oggi si presentano in ottima fase di maturazione. Da qui alla raccolta servirebbero giornate calde e soleggiate e notti fresche e arieggiate – l’auspicio di ogni viticoltore – per l’ottenimento di uve sane. In termini quantitativi, per quanto riguarda la Glera la produzione è in linea con la vendemmia 2020, salvo per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate primaverili, dove potrebbero risultare riduzioni tra il 20-25%. Per il Pinot Grigio si prevede una buona produzione, salvo anche in questo caso per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate tardive e dalla conseguente bassa fertilità per cui potrebbero esserci delle riduzioni fino al 20%. Il Moscato Giallo è invece in linea con le produzioni 2020; il Merlot potrebbe essere in crescita anche del 10% rispetto al 2020; per il Raboso si stima una riduzione in pianura, con punte fino al 50% in alcune aziende. Treviso, elevata qualità delle uve, produzione in calo. Tutti i vitigni hanno un ritardo fenologico di 7-10 giorni rispetto al 2020. Visto il numero contenuto di grappoli presente nelle piante e le escursioni termiche giorno/notte di questa parte finale di agosto, si può ipotizzare un livello qualitativo delle uve molto buono, ma come sempre molto dipenderà dall’andamento meteorologico dei prossimi giorni. In linea di massima, quest’anno le produzioni potrebbero attestarsi su valori nettamente più bassi rispetto allo scorso anno, soprattutto per le varietà Pinot Grigio e Chardonnay. Anche la Glera (Prosecco) risulta essere mediamente meno carica in termini di quantità di grappoli sulla pianta. Si sa, però, che questo vitigno è molto generoso e se sarà aiutato dalle piogge pre-vendemmiali potrebbe riassestare la propria produzione su valori quasi normali. Complessivamente nella Marca si stima una produzione inferiore di circa il 10% rispetto al 2020, in piccola parte compensata dall’entrata in produzione di nuovi vigneti (circa 2-3%). Pertanto, si stima quest’anno una produzione complessiva di 5.5000.000 q.li di uva di cui 4.9500.000 a bacca bianca e 550.000 a bacca nera. Vicenza, produzione in calo. Nel vicentino, dove la gelata di aprile ha generato danni a macchia di leopardo, le diverse fasi fenologiche hanno registrato un ritardo rispetto al 2020 variabile tra i 7 e i 15 giorni, stimabile sui 9-12 giorni in riferimento all’invaiatura e alla raccolta. Le gelate tardive e la flavescenza dorata sono state la concausa di un calo stimato della produzione. In provincia si stima complessivamente un calo produttivo di circa il 10%, ma nelle zone in cui i problemi metereologici sono risultati meno impattanti si ritiene che la produzione possa essere in linea con i livelli quantitativi dello scorso anno. Verona, preoccupa la flavescenza dorata.  Dal punto di vista fitosanitario, ad oggi nell’area veronese la sanità delle uve è buona, solo l’oidio sembra aver fatto capolino nelle colline più sensibili. La peronospora si è vista solamente in alcuni vigneti posti in zone di fondovalle, particolarmente favorevoli allo sviluppo di tale fungo, oppure in questa fase finale dove i soli prodotti rameici, non garantiscono un’adeguata persistenza. Nell’area del Soave, e particolarmente nella Val d’Alpone a ridosso del vicentino, è esploso il problema flavescenza dorata che risulta essere in netta crescita. Nei vigneti stanno aumentando notevolmente i rimpiazzi delle viti sintomatiche da flavescenza, in alcuni casi addirittura si arriva al reimpianto totale quando le viti sintomatiche superano il 30-40 %. Nelle principali aree di produzione si prevede: per il Garda e Pinot Grigio Venezie un -10% di produzione rispetto al 2020; per lo Chardonnay e altri vitigni precoci -20%; per il Valpolicella la produzione dovrebbe risultare come da disciplinare, tranne nelle aree grandinate: per il Soave e Soave Classico le produzioni dovrebbero essere in calo del -5-8%; il Bardolino è in linea con la produzione del 2020 e del disciplinare; il Custoza si annuncia in diminuzione del -15% circa, rispetto al 2020, a causa di una forte grandinata; il Durello e l’Arcole sono in linea con le produzioni storiche.

Riepilogo. Nel Veneto la produzione di uva quest’anno dovrebbe arrivare a 12,5 milioni di quintali (erano 14.039.000 milioni nel 2020); a Bolzano quasi 400.000 quintali (440.000); a Trento 1.158.000 ((1.258.700); in Friuli-Venezia Giulia 2.555.000 (3.116.300).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Lunedì 19 luglio 2021, anche in diretta Facebook lo stato dell’arte delle foreste venete

giornata_internazionale_foreste_foresta_umbra_verso_riconoscimento_unescoSono 412.880 gli ettari di superficie forestale nel Veneto, di cui 133.321 a gestione pianificata e 71.178 certificata. Si tratta di un patrimonio immenso, ricco di storia ma anche di futuro dato che le foreste attraggono sempre più attenzioni di carattere ambientale, economico, sociale e politico.

Ora d’inizio 9:45. Ben venga dunque una pubblicazione aggiornata interamente dedicata alle foreste regionali e al settore forestale del Veneto, di cui gli addetti ai lavori sentivano la mancanza. La lacuna è stata superata grazie ad un importante lavoro editoriale realizzato da Veneto Agricoltura che sarà presentato lunedì 19 luglio (ore 9:45) presso la Corte Benedettina di Legnaro (Pd) in occasione di un evento in presenza che risulta già sold out da giorni, tanto è grande l’interesse attorno a questi temi; per questo motivo è prevista una diretta sul profilo Facebook di Veneto Agricoltura.

Anche un focus sulla tempesta Vaia. Finalmente dunque vede la luce il “Rapporto sullo stato delle foreste e del settore forestale in Veneto – 2020”, pubblicazione che attraverso una serie di focus, analisi, approfondimenti e interviste mette sotto la lente di ingrandimento il settore forestale regionale: dall’estensione del patrimonio forestale (suddiviso per provincia) alla gestione sostenibile delle foreste; dai rischi naturali che vivono i boschi ai prodotti legnosi; dal mondo produttivo all’importante ruolo svolto dai boschi in termini di attività educative e ricreative; ecc. Il tutto presentato attraverso una serie di indicatori accompagnati da una corposa mole di dati, e poi grafici, tabelle, commenti e splendide foto. Non poteva mancare un approfondito focus sulla tempesta Vaia, affrontato sia sotto il profilo dell’emergenza che delle attività di ripristino in atto.

Rapporto scaricabile in pdf. Per tutti questi motivi, ma soprattutto per fornire un quadro preciso dello stato dei nostri boschi e delle filiere forestali, Veneto Agricoltura ha realizzato questa pubblicazione, uno strumento innovativo in cui, per la prima volta, viene fatta una fotografia a campo largo del mondo forestale veneto. In occasione dell’evento di Legnaro, verrà consegnata ai partecipati una copia cartacea della pubblicazione. Dal pomeriggio di lunedì 19 luglio il Rapporto sarà disponibile anche in formato PDF sul sito dell’Agenzia https://www.venetoagricoltura.org.

Confronto tra gli attori della filiera. Va infine ricordato che nel pomeriggio, sempre in Corte Benedettina, si svolgerà la prima riunione del “Tavolo di filiera foresta legno” organizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con la Regione Veneto, il cui obiettivo è quello di consentire un confronto tra tutti gli attori della filiera sulle tante criticità che la caratterizzano, ma anche per raccogliere spunti utili ad indirizzare l’azione di governo della Regione e di gestione delle attività forestali di Veneto Agricoltura.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Vigneto veneto alla vigilia dell’estate 2021, lo stato dell’arte il 16 giugno con il primo incontro on line del Trittico Vitivinicolo

Vite prosecco

Per il vigneto veneto quella che si sta presentando è senz’altro un’annata particolare, che richiede grande attenzione da parte dei tecnici di campagna, ma che al momento non desta particolari preoccupazioni. Il punto sullo stato del vigneto veneto alla vigilia dell’estate è in programma il prossimo 16 giugno in occasione del primo incontro dell’ormai storico Trittico Vitivinicolo promosso da Veneto Agricoltura, con Regione, Avepa, Arpav, CREA-VE e Università di Padova. L’appuntamento sarà online – causa restrizioni anti Covid – sulla piattaforma Zoom (https://bit.ly/3geioT8) alle ore 9:30.

Come ogni anno sarà presentato l’andamento meteo del primo semestre e testato il polso alle diverse aree di produzione vitivinicola della nostra regione. A tal proposito, (https://youtu.be/l57x1Di7xB8) Veneto Agricoltura ha realizzato un interessante video che riassume l’andamento dell’attuale fase fenologica dei vigneti dell’area del Bardolino-Custoza, della Valpolicella, delle Colline vicentine, dei Colli Euganei, dell’area del Conegliano-Valdobbiadene DOCG, del Prosecco DOC e del Veneto Orientale.

Sintesi. Partendo dall’entroterra del Lago di Garda, la situazione fitosanitaria nei vigneti dell’area Bardolino-Custoza risulta essere più che buona. Le basse temperature invernali e poi del mese di aprile hanno rallentato l’andamento vegetativo di 10-12 giorni. Le gelate del 7 e 8 aprile non hanno fortunatamente interessato le zone collinari. Attualmente le piante sono in piena fioritura. Casi di peronospora si registrano fortunatamente solo in maniera isolata in quanto negli ultimi due mesi si sono aperte delle finestre per poter intervenire tempestivamente e adeguatamente con i trattamenti di difesa dei vigneti. Qualche ingiallimento è presente a macchia di leopardo dovuto all’andamento meteo del mese di maggio, piovoso e con basse temperature.

Anche in Valpolicella la ripresa vegetativa è stata ritardata dall’anomalo andamento meteo di aprile e maggio. Nei vigneti si registrano casi di ingiallimento determinati dalle basse temperature del suolo che hanno limitato il trasferimento alle piante dei minerali quali il ferro, il manganese e lo zinco. La produzione di Corvina, Corvinone e Rondinella si annuncia in perfetto equilibrio. Forse per la varietà Corvinone la produzione potrebbe essere superiore alla media. I tecnici e i produttori prevedono un’annata di grande qualità, soprattutto se il meteo virerà definitivamente al meglio consentendo il recupero del ritardo fenologico.

Nelle Colline vicentine i tecnici del Consorzio ricordano che il germogliamento e la fioritura sono in ritardo di 15 giorni. Fortunatamente, come in tutte le aree collinari venete, le gelate di inizio aprile non hanno causato danni alle viti. L’annata anomala insegna però che sempre più si rende necessario saper meglio interpretare il terroir e di conseguenza le tecniche agronomiche, la viticoltura di precisione, la concimazione, la gestione in verde, ecc. In altre parole, è importante “scoprire” il valore della naturalità del vigneto per poterlo poi lavorare più agevolmente.

Sui Colli Euganei i vigneti in questo momento sono in piena fioritura, anche se qualche varietà sta già affrontando l’allegagione, ovvero la fase iniziale dello sviluppo dei frutti. Ad oggi non si segnalano particolari problemi dovuti alla peronospora e all’oidio; qua e là si nota un po’ di macchie d’olio sulle foglie. In sostanza gli interventi di copertura hanno funzionato, a conferma dell’alto livello ormai raggiunto dai nostri viticoltori. Va invece segnalato che in pianura, purtroppo, le gelate tardive di aprile qualche serio problema lo hanno creato, non resta che attendere per valutare i reali danni.

Passando al mondo Prosecco, nell’area Conegliano-Valdobbiadene Superiore DOCG sembra che al momento tutto stia filando bene; la fioritura sta iniziando in questi giorni e tutto è sotto controllo. Per quanto riguarda invece l’estesa area del Prosecco DOC, comprendente le zone di pianura, l’annata – sostengono i tecnici – è sì anomala e complicata, a causa dell’andamento climatico di aprile e maggio, che tra l’altro ha portato anche qualche grandinata, ma comunque è sotto controllo. Il coordinamento tra Consorzio, tecnici di campagna e produttori funziona e questo fa ben sperare. Senz’altro l’andamento meteo fin qui registrato non ha reso le cose semplici, ma in questo momento è prematuro parlare di perdite produttive, come è stato fatto, in quanto da qui alla vendemmia sono numerose le variabili che andranno ad incidere sul risultato finale, a cominciare dal meteo e il peso finale del grappolo.

Tutto sotto controllo, infine, anche nella grande area dei Vini Venezia DOC, che interessa sia la provincia di Treviso che di Venezia. Anche qui le fredde temperature primaverili hanno rallentato le fasi fenologiche della vite. La fioritura è in ritardo di 8 giorni, in particolare per lo Chardonnay, ma anche per il Pinot Grigio, il Cabermet, il Raboso, il Tocai e il Verduzzo, tipiche produzioni di questo importante territorio vitivinicolo veneto.

Viticoltura di precisione. L’analisi dettagliata del vigneto veneto sarà comunque presentata nella mattinata del 16 giugno, durante la quale – d’intesa con l’Università di Padova- TESAF e il Crea Viticoltura ed Enologia di Conegliano – si parlerà anche del futuro della viticoltura di precisione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Il Cansiglio si tinge di verde grazie all’effetto “pasciona”

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Nella faggeta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), proprio in questi giorni, si sta manifestando un fenomeno naturale straordinario da vedere: il risultato della “pasciona” del 2020, termine tecnico forestale che indica una grande produzione di frutti.

Gli alberi forestali non fruttificano regolarmente tutti gli anni. Forse non tutti sanno che gli alberi comunicano tra loro attraverso messaggeri chimici che consentono di sincronizzare la loro fioritura e fruttificazione: quando arriva un anno di “pasciona”, questa si manifesta su enormi superfici e in modo spettacolare. In Veneto il 2020 è stato per il faggio un anno di “pasciona” e in questi giorni sul suolo delle faggete si vedono gli straordinari risultati, nel senso che stanno germinando i milioni di semi caduti lo scorso anno. In Cansiglio (BL-TV), la più grande e bella faggeta delle Alpi, proprio in questi giorni su migliaia di ettari di superficie, il marrone delle foglie secche dello scorso autunno sta virando al verde sia per la presenza delle nuove foglie dei faggi ma anche per le foglioline dei milioni di piccole piantine nascenti sul terreno.

Rinnovo naturale della foresta. Per Veneto Agricoltura, gestore di questa straordinaria foresta demaniale regionale, si tratta di una benedizione perché l’evento permette di rinnovare in modo naturale la foresta. Quest’anno, le faggete del Cansiglio, l’antico serenissimo Bosco dei Dogi, oltre al noto fenomeno del foliage autunnale stanno quindi dando un impareggiabile spettacolo tinto di un bel verde: quello della nascita della nuova generazione degli storici faggi del Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura