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Sabato 21 maggio 2011 giornata studio ARGAV a Bassano del Grappa (VI)

Da qualche tempo, opera nel territorio del Grappa un nuovo centro di ricerca ambientale. Si chiama CERCA e per conoscerlo ARGAV ha creato un’opportunità per sabato 21 maggio p.v.  in concomitanza con la possibilità di visitare la mostra “Un fiume di legno”, dedicata alla pratica della fluitazione del legname e già frequentata da circa 6.000 persone.

Il programma.  Ore 10.00 Appuntamento davanti alla chiesa di Campolongo sul Brenta (VI). Per arrivare: dopo Bassano del Grappa, si prosegue lungo la strada Valsugana, il primo comune che si incontra è Campolongo sul Brenta. A seguire: visita a Cerca dell’Associazione Inveneto; Ore 11:30, visita alla mostra “Un fiume di legno” a palazzo Bonaguro di Bassano del Grappa (VI). Ore 12.30 aperitivo sul Ponte degli Alpini. Come sempre, il costo di partecipazione è fissato in € 5,00 per i soci, € 10,00 per gli ospiti. Per chi vorrà, al termine della mattinata, ci sarà la possibilità di pranzo a base di uova ed asparagi D.O.P. di Bassano, al prezzo (convenzionato) di € 22,00 nel ristorante “Il Melograno” di Valrovina. Per gli interessati, al pomeriggio, prenderà il via a Bassano del Grappa il Festival dell’Arrampicata Sportiva. Le adesioni vanno comunicate alla segretaria, Mirka Cameran, entro giovedì 19 maggio p.v.

Giovedì 5 maggio 2011: giornata studio in Saccisica per i giornalisti ARGAV

casone bianco di via Ramei, Piove di Sacco

Il socio ARGAV Maurizio Drago propone  ai colleghi giornalisti ARGAV per giovedì 5 maggio p.v. una giornata studio alla ricerca della civiltà contadina in Saccisica, area sud-orientale della provincia di Padova di cui fanno parte i comuni di Piove di Sacco, Arzegrande, Bovolenta, Brugine, Codevigo, Correzzola, Legnaro, Polverara, Pontelongo e S. Angelo. L’azienda Dimensione Carne ci ospiterà e guiderà nella trasformazione delle carni legate alle tradizioni locali. Visiteremo i  “casoni” del piovese,  la Corte Benedettina di Correzzola e le idrovore. I posti disponibili sono 20, le adesioni devono essere inviate entro il 30 aprile alla segreteria (argav@fastwebnet.it).

Programma di massima. ore 09.00 Arrivo presso lo Stabilimento di Dimensione Carne a Piove di Sacco, via Ungheria nr. 2 (049 9708628, http://www.dimensionecarne.it ), colazione di benvenuto ai colleghi giornalisti partecipanti. Saranno  presenti le autorità di Piove di Sacco. Visita guidata con la titolare dell’azienda, Lorella Roncolato, con illustrazione dei vari processi. In particolare si soffermerà sulla lavorazione degli sfilacci di cavallo e di altri prodotti che l’azienda  sta recuperando dalle tradizioni contadine (insaccati freschi, prodotti cotti e gastronomici, senza additivi chimici).

ore 11.00 Visita ai caratteristici casoni del piovese Stefano Pagin illustrerà il Casone bianco e  il Casone rosso di via Ramei. I casoni erano le  abitazioni dei  contadini che abitavano in questa zona, costruiti con materiali poveri: canne palustri, paglia, fango e mattoni cotti al sole. ore 12.30 Il collega Efrem Tassinato dell’Unaga Nazionale ci invita per un aperitivo con assaggio di Lardo della Saccisica nella sede Wigwman ad Arzerello. ore 13.30  Pranzo con degustazione dei prodotti offerto da Dimensione Carne  presso il ristorante “La Fattoria”  di  Villa del Bosco a Correzzola. Il gestore ci accoglierà nel suo locale e ci illustrerà un percorso enogastronomico con la signora Lorella.

ore 15.30  Arrivo al Complesso Benedettino della Corte di Correzzola. Dopo il saluto del Sindaco di Correzzola, si effettuerà la visita guidata.  Si tratta di una imponente costruzione,  fulcro dell’attività agricola di Correzzola dove i benedettini avevano attuato un sistema di organizzazione agricola seguendo la loro regola “Ora et labora”. Il complesso era diviso in 5 gastaldie, 93 fattorie (ognuna segnata da mappe con arativo, prativo, orti), una grande stalla (la “Grande Vanezza” di stile Palladio/Scamozzi che ospitava sino a 95 mucche (tutte identificate da un nome e registrate nei documenti ufficiali), la Scuderia, i granai

A seguire la visita all’idrovora di Santa MargheritaPaolo Zogno, responsabile del Bacino Turistico Saccisica ci illustrerà la grande importanza del sistema di bonifica di queste terre, normalmente sotto il livello del mare di due metri, che tuttavia  resistono anche alle ultime alluvioni grazie a questo complesso di bonifica e di idrovore che equilibrano lo stato dell’acqua. Ore 17.00  ca.  Previsione termine educational-press e ritorno presso le proprie sedi.

Si ringrazia per l’iniziativa. Lo staff di Dimensione Carne Srl  e Lorella Roncolato, il Comune di Piove di Sacco, il signor Paolo Zogno dell’Associazione La Saccisica, il Dott. Efrem Tassinato del Circolo Wgwam di Arzerello, il Ristorante La Fattoria di Villa del Bosco, Il Comune e la Pro Loco di Correzzola.

Giornate formative Argav: 2 e 3 dicembre 2010 visita in Trentino-Alto Adige

foto Museo Civico di Rovereto (TN)

Destinazione Trentino-Alto Adige per la prossima uscita formativa destinata ai soci Argav, prevista il 2 e il 3 dicembre p.v. Di seguito l’interessante programma (per seguirlo in entrambe le giornate, si consiglia il pernottamento in uno dei B&B indicati), le conferme di partecipazione sono da inviare entro le ore 14,00 del 30 novembre 2010, mail argav@fastwebnet.it –  cel 3396184508. Per il programma, max 20 partecipanti.

Programma 2 dicembre 2010. Museo civico di Rovereto (TN) e menù degustazione olio: ore 14.30 ritrovo uscita autostrada Rovereto Sud; ore 15.00 Museo Civico di Rovereto, visita guidata al museo, incontro biodiversità: interverrà il direttore del Museo e verranno presentati i progetti di tutela della biodiversità in Trentino che fanno a capo al Museo e alla
Fondazione Edmund Mach (ex Iasma); ore 18.30 conclusione visita; ore 19.30 cena presso ristorante Bosco dei Pini Neri (Trambileno) con menu degustazione olio (5 portate abbinate a 5 oli della nostra Penisola, 25 euro a persona, interverrà il responsabile della ditta Toniolli olio per presentare le varie portate; pernottamento presso B&B (a scelta, Casa Bettini – 0464/422907 – 347/1051839, 1 camera con due posti – 35 euro a persona – 2) Diele – 342/0307744 – 2 stanze matrimoniali – 60 euro per due persone, 40 uso singola; 3) Relais Mozart – 339/1772173  – 3 stanze doppie – 90 euro per due persone – 60 uso
singola); 4) Villa Dordi – 389/9819695  – 1 stanza doppia – senza colazione 60 euro a camera; 5) A due passi – 347/8846416  – 35 euro a persona.

Programma 3 dicembre 2010. Melinda e Trentingrana. Ore 9:00 ritrovo presso casello autostrada San Michele-Mezzocorona; ore 9:45 arrivo presso Mondo Melinda per visita guidata: azienda, impianto di cernita, confezionamento, magazzino; ore 13:00 pranzo presso ristorante pizzeria Alla Diga, 20 euro a persona; ore 14:30 visita Trentingrana: struttura produttiva, incontro con il direttore; ore 17:30 degustazione formaggi Trentini, saluti e rientro.

Giornalisti Argav in Cansiglio, ospiti di Veneto Agricoltura

I soci Argav in visita alla foresta demaniale reg.le del Cansiglio gestita da Veneto Agricoltura (foto Mirka Cameran Schweiger)

(di Umberto Tiozzo, socio Argav) Il 2011 sarà l’anno delle foreste, così Veneto Agricoltura ha inserito, tra le novità dei percorsi didattici per le scuole della Regione, anche la foresta del Cansiglio. E una “scolaresca” abbastanza singolare, costituita da una delegazione di giornalisti dell’Argav, è stata qui ospitata in anteprima lo scorso 11 ottobre, accolta dall’Amministratore unico, Paolo Pizzolato, e dal Capo ufficio stampa, Mimmo Vita, promotore e organizzatore dell’iniziativa.

La Dr.ssa Paola Berto "fa lezione" ai soci Argav. Alla sua sx, Paolo Pizzolato, Amm.me Unico Veneto Agricoltura (foto Umberto Tiozzo)

Un bosco pubblico da sempre. Dei circa 4.500 ettari di foresta del Cansiglio, la cosa più interessante è la fustaia di faggio, che la rende unica in Italia e che, all’epoca della Serenissima Repubblica di Venezia, le è valso l’appellativo di “Gran Bosco da remi di San Marco”. Un bosco che è stato sempre pubblico – ha spiegato Paola Berto nella “lezione” introduttiva tenuta presso gli uffici di Veneto Agricoltura situati proprio al centro della piana – sin dall’epoca dell’imperatore Berengario I, ben prima dell’anno mille. Oltre al faggio ci sono abete rosso, abete bianco (pur se in quantità ridotta), e qualche acero, che in mezzo all’ocra scuro dei faggi si riesce ad apprezzare bene in questo periodo in cui si tinge di oro. Dalla foresta gestita in maniera sostenibile certificata è nato il progetto “Assi del Cansiglio” per la produzione di pavimenti in legno, una vera novità nel comparto forestale, che valorizza tutto il territorio.

Effetto visibile dellinvesione termica conifere verdi in basso e latifoglie bruno ocra piu in alto (foto Umberto Tiozzo)

Cansiglio (Canséi, in dialetto locale) non è solo foresta, ma anche agricoltura di montagna. Ci sono cinque aziende a conduzione familiare con indirizzo zootecnico, il cui latte (anche biologico) viene lavorato nella latteria di Tambre, i cui prodotti si fregiano dell’appellativo “Cansiglio”, e in quella di Fregona (latte alta qualità). L’attività turistica riveste nel luogo una certa importanza solo nei fine settimana: con l’autostrada si arriva velocemente ai piedi della foresta, quindi in una mezz’oretta si sale nell’altopiano. La forte pressione del sabato e domenica, con pochissima gente infra-settimana, non crea condizioni economiche favorevoli per uno sviluppo significativo dell’offerta turistica. I ristoranti sono numerosi, ma c’è carenza di strutture ricettive; inoltre la stagionalità è breve, con inverni estremamente rigidi ma senza neve ed estati piovose. Si registrano precipitazioni intorno ai 1800 mm/anno, concentrate in piogge intense: il Cansiglio è il primo contrafforte alpino che incontrano le correnti d’aria umida provenienti dalla pianura. Il microclima dell’altopiano è particolare, la forma a catino impedisce il movimento dell’aria, per cui quella fredda, che è più pesante, si deposita sul fondo, generando il fenomeno dell’inversione termica. Un fenomeno che ben si apprezza nella stagione autunnale, quando le latifoglie virano dal verde all’ocra evidenziando la loro presenza nella parte più alta del catino che sale verso i 1.400 metri, mentre i margini della piana a quota mille si mantengono verdi per le conifere.

"lama" dove ristagna l'acqua piovana (foto Umberto Tiozzo)

La morfologia dell’altopiano è tipicamente carsica, per cui qui non ci sono corsi d’acqua, che percola nel terreno permeabile e va ad alimentare le falde della pianura. L’unica acqua presente da quando qui ha iniziato ad insediarsi l’uomo è quella delle “lame”, piccoli avvallamenti detti doline che si formano, appunto, per il carsismo e si riempiono poi di sostanze argillo-limose, che, impermeabilizzandone il fondo, permettono il ristagno dell’acqua piovana. Questi sistemi umidi sono estremamente importanti per l’abbeveraggio del bestiame e perché spesso costituiscono l’unico rifornimento idrico per la fauna selvatica.

Faggeto del Cansiglio (foto Umberto Tiozzo)

Cansiglio, terra di Cimbri. Ritrovamenti archeologici testimoniano che l’uomo preistorico ha visitato il Cansiglio, successivamente (12mila anni fa) oggetto di frequentazioni stagionali da parte di cacciatori seminomadi provenienti dalla vicina pianura. L’uomo ha iniziato a fermarsi più stabilmente quando qui sono arrivati per lavorare il legname i Cimbri, popolazione di abili taglialegna provenienti dall’altopiano di Asiago, di origine bavarese. (Cimbro è italianizzazione dal dialetto medievale bavaro-tirolese “zimberer”: boscaiolo, carpentiere e ancor oggi, in tedesco carpentiere si dice “zimmerer”, n.d.r.). Il loro primo insediamento è stato a Vallorch, con una famiglia Azzalini nel 1796. Gli insediamenti erano di minime dimensioni, costituiti dalla casa e dalla “hutta”, piccolo fabbricato dove veniva lavorato il legno, con il quale d’inverno si costruivano scatole e setacci che venivano venduti per sopravvivere. Inizialmente si fermavano solo stagione estiva, poi, alla decadenza di Venezia che non permetteva il soggiorno stanziale, i Cimbri iniziarono ad essere un po’ più stabili, anche se si racconta che fino alla fine del 1800 le donne andassero ancora a partorire a Roana (oggi circa 120 km per la via più breve, 25-30 ore di cammino, percorribili ragionevolmente in 3-4 giorni). Oggi i Cimbri del Cansiglio, riuniti in associazione, hanno ricostruito alcuni dei villaggi e mantengono viva la memoria delle tradizioni conservando ancora il loro dialetto, riconosciuto come minoranza linguistica.

Sul sentiero forestale in mezzo ai faggi (foto Umberto Tiozzo)

Ogni anno si ricavano 5-6mila metri cubi di faggio e 4mila di abete rosso. Terminata la “lezione in aula”, dopo una veloce visita alla retrostante “Casema Bianchin”, base missilistica Nato ormai dismessa, che Veneto Agricoltura intende riqualificare per scopi dimostrativo-didattici, tutti in jeep su, lungo una stradina forestale, per una escursione in mezzo alla fustaia di faggio. Le aree a faggeta sono costituite da piante tutte più o meno della stessa età. Il ciclo vitale dura 160 anni, che inizia dalla germinazione spontanea del seme, quindi si interviene col taglio ogni 15 anni, fino ai 140, togliendo le piante più brutte e sofferenti, lasciando quelle più grosse e più belle, che devono arrivare verso il 160esimo anno d’età. Gli alberi vengono tagliati in modo tale che il vento passi tra loro modellandoli ben dritti (fronti di correnti forti piegherebbero, rovinandoli, i fusti). Partendo da 3000 piante ettaro si arriva a 50, di un’altezza attorno ai 30 metri. Dalle chioma espanse cade giù tutt’intorno il seme, che origina la “rinnovazione”: alcune piante si lasciano ed altre si levano e ricomincia il ciclo. I tagli di piante in giovane età danno legna da ardere, successivamente si ottiene legna da opera (imballaggi, tavolame per pavimenti, le già ricordate “Assi del Cansiglio”).

Vivaio Pian del Spin (foto Umberto Tiozzo)

Faggi: tutti simili ma sempre diversi. Dopo la gradita e gustosa pausa pranzo al rifugio Col Indes, raggiunto percorrendo la strada che lambisce la riserva orientata Pian di Landro-Baldassarre, la giornata è proseguita con la visita al vivaio Pian dei Spin. Il vivaio è diretto da Roberto Fiorentin, il quale ha spiegato ai giornalisti che qui si producono piante per la rinaturalizzazione e la ricomposizione ambientale e specie adatte agli ambienti montani, partendo da seme raccolto direttamente nei boschi e in aree ecologicamente omogenee. Sono circa 150 le specie legnose, tra alberi ed arbusti, che qui si producono e recentemente l’attività si è ampliata alle specie erbacee (fiori, erbe) che hanno più problemi di sopravvivenza; spesso, infatti, le specie più rare albergano tra quelle erbacee. L’attività vivaistica di Veneto agricoltura si propone di contemplare tutta la biodiversità geografica che c’è nella nostra Regione. Si parte perciò da piante che vivono nelle dune del litorale per arrivare a quelle che vanno oltre il limite della vegetazione arborea. L’obiettivo è mettere a disposizione degli utenti alberi e arbusti con la garanzia della diversità genetica degli ecotipi locali, cioè provenienti da specie legnose autoctone. Un esempio: alberi di faggio se ne trovano anche in Danimarca e non si riesce a distinguerli visivamente dai nostri, ma il loro corredo genetico è stato diversificato dai millenni di selezione genetica che c’è stata per l’adattamento ai diversi ambienti naturali. Se dicessimo che un faggio vale l’altro non si tutelerebbe l’aspetto genetico: una parte della biodiversità è proprio quella che non si vede, cioè quella scritta nel codice genetico selezionato dalla natura, e che fa la differenza.

Conifera al 3° anno di vita (foto Umberto Tiozzo)

Una talea, per radicare, deve avere piedi al caldo e testa al fresco. Dopo questa presentazione generale, il gruppo è stato guidato tra i diversi appezzamenti dal responsabile Massimo Cason, il quale ha spiegato che in questo vivaio di quota (Pian dei Spin è situato a 1.077 metri sul livello del mare) vengono sviluppate la filiera delle conifere, quella delle latifoglie e quella della propagazione vegetativa. Le conifere necessitano di almeno 1-2 anni di semenzaio prima del trapianto, dato che i primi stadi della plantula sono molto lenti. Ad esempio, per l’abete bianco ci vogliono tre anni in semenzaio per avere una piantina trapiantabile e poi almeno altri due in contenitore per ottenere una pianta di altezza idonea e un buon apparato radicale nel pane di terra. Le latifoglie, invece, vengono seminate direttamente in contenitore perché nel giro di 1-2 anni sviluppano bene apparato radicale e parte epigea. La moltiplicazione vegetativa si effettua in serra, ponendo le talee nei “letti caldi” cioè su bancali con base riscaldata e irrigazione nebulizzata. Gli addetti ai lavori dicono: “una talea, per radicare, deve avere piedi al caldo e testa al fresco”. Le foglie, cioè, non devono disidratarsi, mentre, perché si sviluppino gli ormoni che servono per la formazione delle radici, il substrato che ospita la talea deve essere tenuto a determinate temperature (18-25°).

I cervi in Cansiglio (foto Mirka Cameran Schweiger)

Il bramito dei cervi in amore. Ultima tappa, quando il sole già scivolava dietro le montagne, al giardino botanico alpino “G. Lorenzoni” dove, in un solo ettaro e mezzo, si trova il compendio della vegetazione presente in Cansiglio. Gli ambienti, realisticamente e sapientemente riprodotti, sono quelli della foresta, degli arbusteti, dei prati, dei pascoli, dei macereti, delle vallette rivali, delle rupi, degli ambienti umidi (lame e torbiere). Giornata finita? Macché! Rientrando oramai all’imbrunire dalla fugace visita al villaggio Cimbro, mentre ci si accingeva a risalire in auto per rientrare, ecco lo spettacolo unico e insperato: numerosi branchi di cervi scesi sui prati ai margini del bosco, il maschio circondato dalle sue femmine, quasi incuranti della presenza umana. E allora fuori di nuovo le macchine fotografiche e via con gli scatti. Infine, finalmente davvero tutti in partenza, accompagnati dal bramito dei cervi in amore.

Visita dei soci Argav a Redoro Frantoi Veneti di Grezzana: qualità e aggregazione i punti cardine

22/10/10, Grezzana (VR) I soci Arga in visita a Redoro Frantoi Veneti (foto Mirka Cameran Schweiger)

(di Pietro Bertanza, socio Argav). Lo scorso 22 ottobre 2010 a Grezzana (VR) il mondo dell’olio Redoro ha aperto le porte ai giornalisti Arga, tra i quali non poteva mancare una rappresentanza dell’Argav. Incontro tenutosi per la presentazione alla stampa del nuovo impianto produttivo eco-sostenibile per la molitura a freddo delle olive. Un’attrezzatura all’avanguardia, ma che rispetta le antiche tradizioni della molitura con macine che, grazie alla spremitura a freddo, riescono a migliorare le qualità organolettiche e nutrizionali dell’olio extravergine, tutto questo rispettando l’ambiente.

Dall’oliva all’olio (dop). Nell’innovativo impianto le olive, conferite dagli oltre 600 associati e provenienti dalla zona di Grezzana e Mezzane (VR), vengono pesate, classificate in base alla qualità e versate nella tramoggia che le porta a subire un lavaggio neutro. Dopo la pulizia da foglie e picciolo le olive affrontano una macinatura morbida al fine di non alterare le caratteristiche intrinseche del frutto. La polpa di oliva viene conservata in ambiente con atmosfera e temperatura controllata (specificatamente in azoto, per evitare ossidazioni del prodotto, e mai sopra i 27 °C come imposto dal disciplinare dop). In seguito avviene la separazione della parte solida (circa l’87%) da quella oleosa (il 13 %) che andrà a costituire l’olio extravergine di oliva.

Il nuovo impianto della Redoro Frantoi Veneti (foto Redoro)

Uno sguardo all’ambiente. La tecnologia implementata da Redoro tiene conto anche dell’impatto sull’ambiente: infatti, lo scarto della produzione dell’olio viene utilizzato per produrre energia pulita tramite una caldaia a biomassa e l’elettricità richiesta per trasformare l’oliva in olio viene generata da un impianto fotovoltaico. Alcuni numeri dell’impianto: 30 q/ora di olive, 13% resa media in olio, 15-18 °C temperatura del magazzino, 10% del fatturato Redoro costo dell’investimento.

La qualità parte dal campo. Daniele Salvagno – responsabile vendite e marketing Redoro, nonché vicepresidente di Federdop olio – subito ha voluto spiegare l’importanza della qualità per Redoro. L’ha fatto svelandoci i tre segreti che stanno alla base di un buon olio. Il primo è la letamazione con letame di bovino che avviene negli oliveti degli associati Redoro, il secondo sta nella potatura che deve essere fatta tutti gli anni e non ad anni alternati come succede in molti casi; infine, l’uso di atomizzatori e acqua durante la fioritura per aumentare l’allegagione dei frutti. L’importanza del legame con il campo è ovvia, infatti l’olio di qualità si fa in campo.

11 ottobre 2010: visita in Cansiglio per i soci Argav

Nell’ambito dei viaggi di formazione dei soci Argav e in collaborazione con Veneto Agricoltura, è stata organizzata per lunedì 11 ottobre 2010 una visita in Cansiglio. Ecco il programma:

Lunedì 11 ottobre p.v. Arrivo ore 10.00 presso uffici V.A. Pian Cansiglio;
-visita alla ex caserma Bianchin e illustrazione del progetto di ripristino ambientale;
 visita alla foresta, giro del Taffarel, le attività selvicolturali; visita villaggio cimbro;
 ore 13.00 pranzo a Col Indes;
 ore 15.00 visita vivaio Pian dei Spini; ore 16.00 Valmenera: la questione cervo; ore 17.00 saluto con assaggi formaggi locali.

Possibilità di estendere il programma. A seguire, per chi e’ interessato e previo raggiungimento di almeno 10 partecipanti: 
solo uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – a 15 euro/persona (la guida, per un gruppo di 10 o più persone, farebbe un prezzo a forfait di 150 euro), oppure uscita in ambiente – con o senza proiezione di filmato – e cena a 35 euro/persona;
 oppure ore 18.00 uscita in ambiente per vedere e sentire bramito cervi, ore 20.30 cena e pernottamento al Rifugio San Osvaldo, ore 6.00 possibilità di uscita all’alba sempre per vedere cervi a 70 euro/persona. Visto l’interesse della giornata, si prega di mandare prima possibile le adesioni con l’indicazione dell’opzione scelta a Mirka Cameran, emal: argav@fastwebnet.it

I soci Argav in visita a San Patrignano martedì 22 giugno 2010

Vendemmia 2009 a San Patrignano

Nell’ambito dei viaggi studio organizzati per i soci, l’Argav propone per martedì 22 giugno 2010 la visita alla comunità di San Patrignano di Coriano (Rn). Ecco il programma dell’iniziativa:

Ore 6:50 incontro a Padova, corso Australia, ex Foro Boario;
Ore 7:25 arrivo a Rovigo  presso il Cen.Ser-Università, che si trova all’ingresso della città subito dopo il Centro Commerciale ALIPER ore 07.25;
Ore 7:45 gli amici del Trentino  possono attenderci all’ingresso dell’autostrada A13 presso il casello di Villamarzana -Rovigo Sud, cui si arriva da Verona per la Superstrada Verona-Legnago-Rovigo; il casello è al km. 78 circa della Superstrada e vi è un parcheggio molto comodo; qui i trentini possono attendere il pullman, che arriverà da Rovigo Superstrada per caricarli ed imboccare la A13  per Bologna- Rimini Sud;
Ore 10:00 arrivo a san Patrignano;
– visita alle attività (in parte con il pullman, in parte a piedi) e alle varie realtà quali cantina, stalla, allevamenti vari, laboratori professionali, ospedale, ecc.;
– pranzo in Comunità, per il quale è previsto un contributo a persona di € 12,00;
– proiezione di un filmato su San Patrignano con spazio alle varie domande;
Ore 17:00 termine visita.

Per l’occasione ci accompagneranno alcuni ragazzi interessati al programma di recupero, che saranno le nostre guide; anche l’Ufficio Stampa sarà a disposizione per domande o richieste di informazioni.

Per le prenotazioni telefonare a Mirka (cell. 339-6184508; casa 049-664787) oppure scrivere via email entro sabato 5 giugno p.v., poichè è obbligatorio comunicare i nominativi almeno 15 giorni prima a San Patrignano per potervi accedere.

Importante: in tutta l’area di San Patrignano, spazi aperti compresi , è vietato fumare;

Si sta cercando di organizzare un pullman per il viaggio da Padova/Rovigo/Bologna/San Patrignano e ritorno. Nel caso, la spesa del pullman sarà a carico dei partecipanti; previa prossima verifica, il costo pro-capite della visita a San Patrignano dovrebbe essere di circa 25 euro (pranzo + viaggio in pullman).

Per coloro i quali non volessero utilizzare il pullman, l’appuntamento è all’uscita di Rimini Sud alle 09.30; proseguiremo insieme sino a San Patrignano.