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Restauro giardini storici, in aiuto oggi c’è la “Cronologia della flora esotica italiana”

Cronologia Flora(di Alessandro Bedin) Mercoledì 11 novembre scorso, giorno di S. Martino, grazie a una iniziativa promossa dall’Associazione Amici dei Parchi, nella biblioteca La Vigna di Vicenza è stato presentato il libro di Federico ManieroCronologia della flora esotica italiana” (2015, Olschki Editore, 416 pp, 36 euro). Nel volume viene segnalato l’anno di introduzione in Italia di oltre 6.500 entità botaniche vive, esotiche o di derivazione orticola, con 1.524 generi e 250 famiglie.

Il volume è un testo indispensabile per chi debba affrontare il restauro di Giardini Storici, in quanto è estremamente importante mantenere una coerenza sull’uso delle specie arboree, arbustive ed erbacee rispetto la data della loro introduzione in Italia. E’ stato osservato come l’arrivo di specie esotiche ha prodotto modifiche impensabili nella società. Molte orticole “esotiche” introdotte secoli fa, ad esempio, sono diventate un cibo “locale” importantissimo e indispensabile. La patata, il pomodoro, il mais, ecc. Alcuni di questi sono diventati delle peculiarità “italiane” grazie alle particolari condizioni climatiche e pedologiche incontrate nel nostro paese. Per esempio il pomodoro S. Marzano è un frutto dalla tipicità inequivocabile e riconosciuta a livello mondiale come anche il mais Marano.

I colori di molte specie esotiche hanno incrementato le variabili cromatiche modificando anche le emozioni e gli stati d’animo di molte persone. Ciò che è sicuro è che questa “migrazione” ha migliorato le nostre percezioni sensoriali e quindi anche la nostra vita. Mai come in questo splendido autunno di colori possiamo aver consapevolezza di questo. Ad esempio, i colori blu-azzurro come quelli dei fiori dei plumbago (detto anche gelsomino azzurro) o del caryopteris, non erano minimamente presenti nel nostro paesaggio, mentre ora sono quasi scontati; inoltre, prima dell’introduzione dell’Olea fragrans (Osmanto arancio), avvenuta nel 1801, non si poteva apprezzarne l’intenso profumo. In conclusione, la globalizzazione della natura ha portato, e porta, sia effetti negativi che positivi ma, in generale, porta un arricchimento della società.

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