• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Turismo internazionale, ogni ospite estero vale ogni giorno, per l’agricoltura, 2,5 euro e per l’industria agroalimentare 5,6 euro. Ma Francia e Spagna, battono l’Italia.

Promozione-dei-prodotti-agricoli-a-basso-impatto-ambientale-modificata-la-legge_mediumPer una nazione come l’Italia, la cui reputazione turistica ed enogastronomica è fra la più rilevanti al Mondo, la ricaduta del turismo internazionale in termini di consumo di prodotti “Made in Italy” dell’agricoltura e dell’industria agroalimentare, è particolarmente significativa. A questo proposito, il Centro Studi Confagricoltura ha valutato quanto il turismo internazionale contribuisca all’incremento dei consumi alimentari e del reddito delle imprese agricole e delle industrie agroalimentari italiane. Ecco di seguito l’analisi.

Ospiti e pernottamenti dei turisti stranieri. Nel 2015, secondo il rilevamento sul turismo internazionale della Banca d’Italia, hanno viaggiato in Italia circa 51 milioni di turisti stranieri per 334 milioni di pernottamenti. Negli ultimi dieci anni, sono notevolmente cresciuti i viaggiatori (+22%) mentre, per effetto della riduzione della durata del soggiorno (-22%), i pernottamenti sono diminuiti (-2,4%). Parte dei turisti stranieri è stata ospitata da strutture ricettive turistiche “ufficiali” (alberghi, bed & breakfast, agriturismi, ecc.) per circa 53 milioni di arrivi e 190 milioni di pernottamenti (presenze). Nell’ultimo decennio, gli arrivi di questa categoria di ospiti sono cresciuti del 29% e i pernottamenti del 21%. Mentre questi ultimi hanno consumato pasti e spuntini esclusivamente in ristoranti, pizzerie e bar, coloro che sono stati ospitati in appartamenti privati (in affitto o di parenti e amici) hanno, almeno in parte, consumato i pasti nel proprio alloggio acquistando prodotti alimentari in esercizi commerciali.

La spesa alimentare dei turisti stranieri. Secondo un sondaggio dell’Osservatorio Nazionale del Turismo (ONT), condotto nel 2012, il consumo di prodotti agroalimentari inciderebbe sulla spesa complessiva dei turisti in misura di circa un terzo, ripartito fra ristorazione (19,3%) e acquisti presso esercizi commerciali (14%). Applicando queste percentuali alla spesa dei turisti stranieri in Italia, come rilevata dalla Banca d’Italia, si ottiene una stima orientativa della quota di spesa destinata alla ristorazione (ristoranti, pizzerie, bar, ecc.) e agli acquisti di prodotti agroalimentari presso gli esercizi commerciali. Guardando alla ripartizione della spesa turistica nelle diverse Regioni italiane, è al primo posto il Lazio, seguito da Lombardia, Veneto e Toscana. Si tenga conto che Lombardia e Veneto hanno presumibilmente beneficiato, più di altre Regioni, dell’effetto di Expo.

Il calcolo. Per tracciare una stima, sia pur orientativa, di quanto la spesa turistica alimentare produca reddito per le aziende agricole e le industrie agroalimentari italiane, il Centro Studi Confagricoltura ha calcolato, in valore alla produzione, il consumo apparente annuo (valore della produzione + import – export) dei relativi prodotti in ambito nazionale. E’ stata poi calcolata la popolazione dei consumatori di prodotti alimentari, in Italia, tenendo
conto dei residenti, dei turisti stranieri che hanno viaggiato in Italia e dei turisti italiani che hanno viaggiato all’estero. Le presenze turistiche sono state convertite in “popolazione equivalente” calcolando un consumatore ogni 365 (giorni dell’anno) presenze. Per i turisti senza pernottamento (soggiorni di una giornata con presumibile consumazione di un solo pasto), la popolazione equivalente è stata calcolata pari a un consumatore ogni 730 (365 x 2) viaggiatori. Da qui è stato calcolato il consumo apparente annuo procapite di prodotti alimentari e quello complessivo riconducibile ai turisti stranieri. Considerando che i consumi alimentari turistici, soprattutto degli ospiti stranieri, sono prevalentemente orientati verso prodotti Made in Italy e che il valore degli stessi è generalmente superiore (orientativamente +20%) a quello dei consumi alimentari abituali, il valore calcolato si può ragionevolmente ritenere espressione del consumo dei soli prodotti Made in Italy, senza dunque tenere conto dei consumi di prodotti alimentari d’importazione. Della spesa complessiva dei turisti stranieri che viaggiano in Italia, arriva alle imprese agricole circa il 2,6% e alle industrie agroalimentari il 6%.

Conclusioni. Il fatturato delle imprese agricole prodotto dai turisti stranieri nel 2015 si può stimare, sulla base di elaborazioni originali del Centro Studi Confagricoltura, in circa 907 milioni di euro. A questo si aggiungono circa 2.053 milioni di euro di fatturato dell’industria agroalimentare derivanti dagli stessi consumi alimentari dei turisti stranieri. Complessivamente 2.960 milioni corrispondenti a circa l’8% dell’export agroalimentare registrato dal nostro Paese nel 2015 (36,8 miliardi). Le presenze degli ospiti stranieri corrispondono ad una “popolazione equivalente” di circa 935 mila persone, che consuma in larga prevalenza prodotti agricoli e agroalimentari “Made in Italy”. La crescita di visitatori stranieri in Italia negli ultimi 25 anni (dati dell’Organizzazione Mondiale del Turismo – UNWTO) è significativa (+89%), ma inferiore del 33% alla crescita, nello stesso periodo, degli ospiti stranieri nei Paesi ad economia avanzata. E il fatturato turistico internazionale dell’Italia è inferiore del 43% a quello della Spagna e del 22% a quello della Francia, Paesi diretti concorrenti dell’Italia per collocazione geografica, che oggettivamente dispongono di risorse turistiche, culturali e ambientali, inferiori a quelle del nostro Paese, ma evidentemente sono più attrattivi sotto il profilo della qualità e del prezzo dei servizi di accoglienza. Già annullare questi handicap rispetto a Francia e Spagna, varrebbe, in termini di somministrazione e vendita di prodotti alimentari Made in Italy, un fatturato aggiuntivo che può stimarsi per l’agricoltura fra 200 e 390 milioni di euro e per l’industria agroalimentare fra 450 e 880 milioni di euro.

Fonte: Centro Studi Confagricoltura

 

Nuovo strumento online per misurare costi ed emissioni dei viaggi in auto

Green Driving ToolIl “Green driving tool” è uno strumento a sostegno delle iniziative della Commissione Europea per la decarbonizzazione del trasporto in Europa. Accessibile via web, questo strumento interattivo permette di stimare i costi per il carburante e le emissioni di CO2 dei singoli spostamenti in auto tenendo conto di variabili come la tipologia di macchina, di motore, il carburante utilizzato e lo stile di guida.

Aumentare la propria consapevolezza. Tibor Navracsics, Commissario per l’Istruzione, la cultura, la gioventù e lo sport e responsabile del centro comune di ricerca ha dichiarato: “Il Green driving tool, sviluppato dal centro comune di ricerca della Commissione, aiuta i consumatori a scegliere con consapevolezza come spostarsi e a diminuire i consumi e le emissioni. Questo è un ottimo esempio di come la scienza possa intervenire a sostegno dei nostri obiettivi strategici e fornire strumenti pratici per affrontare le sfide sociali e rafforzare il ruolo dei cittadini”. Tutto ciò, in linea con l’obiettivo della Commissione di sostenere la transizione verso veicoli con emissioni ridotte o nulle delineato nella Strategia europea per la mobilità a basse emissioni

Fonte: Asterisco Informazioni

Vendemmia 2016, iniziata in Veneto quella delle varietà precoci, il quadro completo previsionale fornito da Veneto Agricoltura-Europe Direct il 25 agosto a Legnaro (PD)

Voucher agricoltura

Nel Veneto la vendemmia è iniziata ufficialmente ieri, lunedì 22 agosto, con la raccolta delle uve di Pinot e Chardonnay per le basi spumante e delle stesse varietà degli impianti più giovani. Su tutto il territorio regionale la qualità delle uve é annunciata ottima, con un buon rapporto zuccheri/acidità totale nelle uve bianche e un più che soddisfacente accumulo di sostanze coloranti nelle uve nere.

Rispetto al 2015, ritardo di 7-10 giorni. Bisognerà però attendere l’inizio della prossima settimana per dare il via alla vendemmia vera e propria, che rispetto allo scorso anno è in ritardo di 7-10 giorni. Tutti i dati previsionali quanti-qualitativi sull’imminente vendemmia saranno forniti giovedì 25 agosto (ore 10) in occasione del focus sulle previsioni vendemmiali nel Nord Est (e non solo), in programma a Legnaro (Pd) presso la sede di Veneto Agricoltura (viale dell’Università 14), presenti l’assessore regionale all’Agricoltura, Giuseppe Pan, e il direttore di Veneto Agricoltura, Alberto Negro. L’incontro, giunto alla 42^ edizione, è promosso in collaborazione con la Regione Veneto, Avepa, Arpav-Servizio Meteorologico, Crea Viticoltura Conegliano, Regione Friuli-Venezia Giulia e Province di Bolzano e Trento.

Previsioni, al momento, rosee. Nell’occasione, saranno forniti i dati previsionali triveneti suddivisi per provincia e tipologia di uva e sarà gettato uno sguardo anche all’imminente vendemmia in Piemonte, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia, Sicilia, Francia e Spagna. Complessivamente, si parla già di una buona vendemmia e se saranno confermate le belle giornate di sole annunciate per le prossime due settimane il già alto livello qualitativo delle uve non potrà che beneficiarne, sia per quanto riguarda l’acidità che il colore.

 Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura-Europe Direct

 

TTIP nel limbo, in dirittura d’arrivo però il CETA, l’accordo di libero scambio Unione Europea-Canada

CETAMentre il TTIP sembra essersi arenato sul no francese ed i tempi stretti dettati dalla fine dell’amministrazione Obama, la Commissione Europea ha formalmente presentato al Consiglio dell’Unione Eropea una proposta riguardante la firma e la conclusione dell’accordo di libero scambio tra l’Unione Europea e il Canada, noto come accordo economico e commerciale globale o CETA.

Firma ad ottobre? Per accelerare la procedura di firma e l’applicazione provvisoria, la Commissione ha proposto il CETA come accordo “misto”. Ciò non pregiudica la sua interpretazione giuridica, quale espressa in una causa attualmente all’esame della Corte di Giustizia europea concernente l’accordo commerciale concluso tra l’Unione Europea e Singapore. Così facendo, la Commissione apporta il proprio contributo affinché l’accordo sia firmato durante il prossimo vertice UE-Canada, in ottobre. Il presidente della Commissione, Jean-Claude Juncker, ha dichiarato al riguardo che “l’accordo tra l’UE e il Canada è il nostro accordo commerciale migliore e maggiormente proiettato al futuro. Il CETA offre nuove opportunità alle imprese europee, promuovendo nel contempo i nostri standard elevati a beneficio dei cittadini”.

L’accordo.  Quello raggiunto con il Canada, viene presentato dalla Commissione Europea come un accordo commerciale in grado di generare crescita economica e nuovi posti di lavoro, e allo stesso tempo capace di difendere le rigorose norme europee in settori quali la sicurezza igienico-sanitaria degli alimenti, la tutela dell’ambiente e i diritti dei lavoratori. Dopo aver ricevuto il via libera del Consiglio e l’approvazione del Parlamento europeo sarà possibile applicare l’accordo in via provvisoria. Il CETA eliminerà tutti i dazi doganali permettendo alle imprese dell’Unione Europea di risparmiare centinaia di milioni di euro all’anno, il che andrà anche direttamente a vantaggio dei consumatori poiché i prezzi diminuiranno e aumenterà la scelta di prodotti importati dal Canada. Il CETA dovrebbe incrementare lo scambio di servizi, creare nuovi sbocchi sul mercato e fornire un migliore accesso ai prestatori europei di servizi, che siano servizi marittimi, di telecomunicazione, d’ingegneria, ambientali o contabili. I prestatori di servizi potranno viaggiare più facilmente tra l’UE e il Canada mantenendo così migliori contatti con i loro clienti. Il riconoscimento delle qualifiche professionali nell’ambito delle professioni regolamentate (per esempio quelle di architetto, commercialista e ingegnere) sarà facilitato, aprendo nuove opportunità ai professionisti di questi settori. Le imprese dell’UE potranno partecipare ad appalti pubblici in Canada a tutti i livelli amministrativi (federale, provinciale e locale) in settori quali l’informatica, i trasporti su strada e su rotaia. Oltre a ridurre i dazi doganali, il CETA permetterà alle imprese dell’UE, in particolare a quelle di minori dimensioni, di ridurre i costi. Ciò sarà possibile grazie al reciproco riconoscimento dei cosiddetti “certificati di valutazione della conformità” per un’ampia gamma di prodotti. Il Canada si è inoltre impegnato a seguire l’approccio dell’UE e a pubblicare tutti i bandi di gara di appalti pubblici in un unico sito web. Sarà perciò molto più facile per le imprese dell’UE interessate accedere alle informazioni in merito.

Protezione dei prodotti (oltre 140 IGP). L’accordo prevede di non compromettere per motivi di interesse commerciale gli elevati standard dell’UE e a lavorare insieme per incoraggiare altri Paesi in tutto il mondo, in particolare quelli in via di sviluppo, a elevare i propri standard. Oltre 140 Indicazioni Geografiche di prodotti alimentari e di bevande potranno beneficiare di un elevato livello di protezione sul mercato canadese. Il CETA garantirà che solo i prodotti genuini possano essere venduti in Canada con tali denominazioni. L’accordo introduce un nuovo sistema giudiziario per la protezione degli investimenti e migliora le norme in questo campo. Questo garantisce il diritto dei Governi dell’UE di legiferare nell’interesse dei loro cittadini, pur incoraggiando gli investitori stranieri mediante la tutela dei loro investimenti. Il nuovo sistema rende la risoluzione delle controversie in materia di investimenti più equa e trasparente. In quanto tale, esso costituisce un importante passo avanti verso l’obiettivo ultimo dell’UE di dar vita ad un tribunale degli investimenti di livello mondiale.

Fonte: Europe Direct Veneto

Mobilità sostenibile, nelle città metropolitane la preferenza va ai mezzi pubblici, ma resiste l’auto privata, meno bici, più pedoni

biciI Comuni italiani dell’Anci hanno commissionato un’indagine all’Istituto ‘Piepoli’ sulla mobilità sostenibile i cui risultati sono stati illustrati a Catania nel corso della II Conferenza nazionale sulla mobilità sostenibile, organizzata dalla stessa Associazione dei Comuni.

Mezzi pubblici modalità prevalente per gli spostamenti. Nonostante l’innegabile congestione del traffico delle automobili nelle Città metropolitane, il 44% dei cittadini individua nei mezzi pubblici la modalità prevalente per gli spostamenti. La ricerca, effettuata attraverso 1500 interviste telefoniche agli abitanti maggiorenni delle Città metropolitane italiane, replica quella già condotta lo scorso anno, facendo registrare un aumento del +3% di coloro che fanno di bus, tram e metropolitane il loro principale mezzo di mobilità.

Maggioranza degli automobilisti poco interessati a diventare più ecosostenibili. Resta forte l’incidenza dell’auto privata, utilizzata in modo prevalente dal 39% degli intervistati: il 57%delle famiglie, può contare su una automobile di proprietà, mentre aumenta del +5% la fascia di popolazione che non possiede neanche una macchina, arrivando al 20%. del totale. Solo il 17% degli intervistati possiede un’auto elettrica, ibrida o a gas, e il 65% degli intervistati non trova interessante passare a modalità di alimentazione più ecosostenibili.

Meno bici, più pedoni. Da segnalare che solo il 2% dei cittadini si muove in città utilizzando principalmente in bicicletta e la percentuale risulta essere ora la metà rispetto all’anno scorso. Aumenta invece del +4% la fetta di popolazione che effettua a piedi gran parte degli spostamenti (11%).

Fonte: Asterisco Informazioni

Argav in lutto, è mancato il collega Attilio Trivellato, è stato una colonna portante dell’Associazione

Attilio TrivellatoÉ mancato all’età di 91 anni Attilio Trivellato, una delle colonne portanti dell’Argav, per anni membro del Direttivo e promotore di tante inziative all’interno dell’Associazione. I funerali si terranno lunedì 22 agosto alle 10.45 nella chiesa di Santa Croce a Padova.

Il Direttivo e i soci Argav esprimono sentite condoglianze alla famiglia.

Attilio Trivellato aveva iniziato la carriera nel 1958 nella redazione de Il Resto del Carlino di via Emanuele Filiberto a Padova, collaborando alla rubrica sportiva.Diventato giornalista professionista nel 1969, ha lavorato per numerosi testate locali e nazionali.

Una vita dedicata alla professione che gli ha permesso di segurie un periodo forse tra i più tormentati della vita padovana, caratterizzato da inchieste giudiziarie di grande interesse, sequestri di persona, notti di fuoco, gambizzazioni. E’ stato corrispondente de “La Notte” di Milano, de “La Stampa” di Torino e “Stampa Sera”, dal 1960 ha svolto servizi speciali in tutto il Nordest per Autosprint avviando collaborazioni con la Sicilia di Catania, Il Piccolo di Trieste, il Messaggero di Udine, il Mattino di Napoli e la Difesa del Popolo, settimanale della Diocesi di Padova. Dal 1975 al 1990 è stato corrispondente RAI. Molto attivo nel mondo dell’associazionismo, è stato uno dei soci fondatori dell’UCSI, Unione Cattolica della Stampa Italiana. Per 15 anni è stato segretario de “il Cenacolo”, sodalizio padovano che gli ha riconosciuto il premio “Il Michelangelo”. Grande appassionato di sport e di montagna, ha ricevuto dal CONI la stella d’argento al merito sportivo, presidente della FISI a Padova, giudice di gara, cronometrista è stato anche atleta, medaglia d’argento ai Campionati italiani dei giornalisti di sci nordico. A Cervinia nel 1959 ha vinto il titolo due anni dopo, nel 1961, a Madesimo.

Fonte CV Attilio Trivellato: TV7 gruppo editoriale

Al via il Film Festival della Lessinia, che quest’anno omaggia il sottosuolo, la montagna rovesciata per eccellenza

Film Festival Lessinia Parole Alte

Dieci giorni di proiezioni e di eventi collaterali. Un affascinante omaggio tematico: il sottosuolo, inteso come la montagna rovesciata per eccellenza. Tra grotte, caverne, Aldilà e le terre alte di ogni angolo del mondo spaziano le immagini della ventiduesima edizione del Film Festival della Lessinia, in programma da oggi al 28 agosto 2016 a Bosco Chiesanuova (Verona).

Ad inaugurare la rassegna cinematografica internazionale è alle 21, la visione de L’inferno di Francesco Bertolini, colossal che nel 1911 segnò una rivoluzione nella storia del cinema italiano. Il Festival diretto da Alessandro Anderloni lo presenta, nella copia restaurata dalla Cineteca di Bologna, con un’inedita colonna sonora composta e diretta dal vivo dal jazzista Mauro Ottolini. È il primo di due eventi musicali in anteprima mondiale che la manifestazione veronese propone all’interno del tributo al mondo sotterraneo. L’altro trae ispirazione dal libro La Catastròfa di Paolo Di Stefano. Lo scrittore e la cantante Etta Scollo ricordano la tragedia di Marcinelle, nel sessantesimo anniversario dello scoppio nella miniera del Bois du Cazier, dove trovarono la morte 262 persone.

Programmazione cinematografica. Provengono da 25 Paesi le 64 opere selezionate quest’anno dal Festival. Sono oltre 20 le anteprime italiane. Accompagnano sul grande schermo del Teatro Vittoria vita, storia, tradizioni di chi abita le terre alte del pianeta, affrontando tematiche di carattere sociale ed ambientale. Occasione di riflessione anche per le nuove generazioni, alle quali la rassegna dedica FFDL+: festival nel festival con un programma di 19 film ed animazioni suddivisi per fasce d’età, altrimenti impossibili da trovare.
Riflettori accesi inoltre sulle montagne italiane: le telecamere si muovono tra le Alpi, i Monti Lessini e lungo l’Appia Antica. Tra i viaggiatori in cammino, Paolo Rumiz, che ritorna a Bosco Chiesanuova per presentare l’ultima fatica letteraria: Appia. Il giornalista è uno degli attesi ospiti degli incontri Parole alte, realizzati in collaborazione con l’Università di Verona.

Non solo cinema. Per vivere a pieno l’atmosfera festivaliera, il pubblico del Festival può scegliere di dialogare con i registi nella piazza del Festival, di partecipare a workshop ed escursioni alla scoperta dell’altopiano scaligero, di vedere mostre tematiche, di ascoltare concerti di musica dal vivo, di sfogliare una pubblicazione alla Libreria della Montagna, di fermarsi ad assaporare prodotti tipici nell’Osteria del Festival.

Organizzazione. Il Film Festival della Lessinia, che gode del riconoscimento del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e del Turismo, è sostenuto dalla Regione Veneto, dalla Comunità Montana della Lessinia e dal Parco Naturale Regionale della Lessinia, dal Comune di Bosco Chiesanuova con gli sponsor Cassa Rurale Bassa Vallagarina, Fimauto Concessionaria BMW e Cantine Bertani, assieme alla Fondazione Cariverona, al Consorzio Bim Adige e all’Università degli Studi di Verona.

Fonte: Servizio Stampa Film Festival della Lessinia

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 184 follower