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1-2 febbraio, a Veronafiere la prima edizione di Fieragricola Tech. Tra i partecipanti anche l’agenzia regionale Veneto Agricoltura, che presenterà i primi dati del comparto agroalimentare veneto 2022.

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Innovazione, formazione e business insieme. È la formula adottata dalla prima edizione di Fieragricola Tech al debutto i prossimi 1 e 2 febbraio a Veronafiere, con 60 espositori e oltre 50 eventi tra convegni e workshop aziendali. «L’iniziativa si inserisce come evento ponte verso la 116ª edizione di Fieragricola (dal 31 gennaio al 3 febbraio 2024), rassegna espositiva internazionale dedicata all’agricoltura con forte verticalizzazione delle filiere della meccanica agricola, zootecnia, energie rinnovabili, servizi, vigneto e frutteto», afferma Maurizio Danese, amministratore delegato di Veronafiere.

Focus su digitalizzazione in agricoltura, robotica, smart irrigation, energie rinnovabili, biostimolanti e sistemi di biocontrollo. «L’obiettivo – spiega Sara Quotti Tubi, event manager di Fieragricola Tech – è quello di accompagnare le imprese agricole e zootecniche negli investimenti strategici per il futuro del settore primario, tenuto conto che sempre più la transizione ecologica e digitale, i cambiamenti climatici, la gestione dei rischi, la richiesta di incrementare le produzioni per rispondere ad una popolazione mondiale in aumento, l’economia circolare e la riduzione degli sprechi, e anche le difficoltà a reperire manodopera specializzata sono percorsi obbligati per le filiere agricole e le comunità rurali».

L’agricoltura sta compiendo passi da gigante nelle tecnologie che sviluppano sistemi di raccolta ed elaborazione dati, irrigazione e zootecnia di precisione e sistemi di produzione di energie rinnovabili da fonti agricole (dal biogas al biometano, fino ai pannelli solari e all’agrivoltaico), sostenuta anche da forti investimenti pubblici, tanto che in Italia solamente l’agricoltura 4.0 ha raggiunto 1,6 miliardi di euro nel 2021, secondo l’Osservatorio Smart Agrifood del Politecnico di Milano.
Fieragricola Tech si rivolge, in particolare, agli imprenditori agricoli e agromeccanici, allevatori, veterinari, agronomi, agrotecnici, periti agrari, energy manager, ingegneri e progettisti del settore agro-zootecnico, consorzi di bonifica, Università ed enti di ricerca, Pubblica Amministrazione. All’evento parteciperanno buyer, imprenditori agricoli e professionisti provenienti da Algeria, Croazia, Slovenia e Serbia (programma completo qui: https://www.fieragricola.it/category/event/).

Sul tema della risorsa acqua in agricoltura si concentra la partecipazione di Veneto Agricoltura a “Fieragricola Tech“. L’Agenzia della Regione Veneto sarà infatti presente con un proprio spazio espositivo dedicato all’acqua e in particolare ad una serie di progetti europei, che l’hanno vista protagonista di recente, incentrati sulla cattura e il trattenimento di questo prezioso elemento quando è presente in abbondanza (forti precipitazioni) e il suo utilizzo razionale e senza sprechi quando è carente (periodi siccitosi). Sempre in tema di acqua, Veneto Agricoltura proporrà, giovedì 2 febbraio (ore 15:30), il focus “Tecnologie per l’H20. L’H2O per l’agricoltura“. Lorenzo Furlan e Davide Misturini dell’Agenzia regionale presenteranno le esperienze realizzate presso le aziende pilota e dimostrative “ValleVecchia” di Caorle (Ve) e “Sasse Rami” di Ceregnano (Ro), mentre Francesco Domenichini di ARPAV illustrerà le nuove tecnologie per la previsione delle precipitazioni a supporto delle decisioni irrigue. Insieme a L’Informatore Agrario, Veneto Agricoltura sarà protagonista anche di uno workshop in programma sempre il 2 febbraio alle ore 14:00, dedicato ai biostimolanti. Obiettivo dell’incontro sarà quello di analizzare, attraverso la presentazione di una serie di casi di studio ed esperienze dirette in campo, il bilancio sull’uso dei biostimolanti dopo 10 anni di impiego. Interverranno il prof. Giuseppe Colla dell’Università della Tuscia e il dr. Franco Tosini del Centro Sperimentale per l’Ortofloricoltura di Veneto Agricoltura con sede a Rosolina (Ro). Inoltre, mercoledì 1° febbraio (ore 12:00), primo giorno di “Fieragricola Tech”, Veneto Agricoltura presenterà alla stampa i primi dati del comparto agroalimentare veneto nel 2022.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere/Veneto Agricoltura

Influenza aviaria H5N1/HPAI in un allevamento di visoni in Spagna ad alta patogenicità, nessun pericolo per l’uomo ma alta la soglia di attenzione

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I ricercatori del Laboratorio di referenza europeo per l’influenza aviaria presso l’Istituto Zooprofilattico Sperimentale delle Venezie, in collaborazione con i colleghi del Laboratorio di referenza nazionale per l’influenza aviaria spagnolo di Madrid (Spagna) e le autorità sanitarie spagnole, hanno identificato un virus influenzale aviario H5N1 ad alta patogenicità (HPAI) in un allevamento di visoni da pelliccia nel nord ovest della Spagna. I risultati delle indagini epidemiologiche, cliniche e genetiche sono stati pubblicati sulla rivista scientifica Eurosurveillance. I fatti risalgono ad ottobre 2022, quando a seguito di un aumento improvviso della mortalità registrato in un allevamento di visoni, alcuni campioni prelevati da animali sintomatici sono stati inviati ai laboratori spagnoli per gli accertamenti analitici. Le analisi hanno permesso di rilevare la presenza del virus H5N1/HPAI.

Al momento è ignoto il meccanismo di introduzione e diffusione del virus in azienda. Tuttavia, considerate le mortalità riscontrate nei volatili selvatici marini nelle settimane precedenti nella stessa regione, causate dal virus H5N1/HPAI, i ricercatori ipotizzano che il virus sia stato introdotto dagli uccelli selvatici. Restano da approfondire i meccanismi di diffusione del virus in azienda e le modalità di trasmissione tra i visoni. Ulteriori studi sono in corso per caratterizzare la virulenza e la trasmissibilità del virus.

Le analisi genetiche hanno consentito di stabilire che il virus appartiene ad un gruppo virale ben conosciuto, responsabile della grave epidemia di influenza aviaria in atto da oltre due anni nei volatili domestici e selvatici in Europa e nel mondo. Sebbene il virus identificato nei visoni si distingua dai ceppi finora descritti nei volatili europei per alcune mutazioni presenti nel suo genoma, si sottolinea che nessuna delle mutazioni rilevate è fra quelle note per rendere un virus H5N1/HPAI trasmissibile efficacemente da uomo a uomo. Gli autori hanno inoltre evidenziato che nessun caso di infezione è stato riscontrato dalle indagini diagnostiche specifiche effettuate dalle autorità sanitarie spagnole negli operatori dell’azienda potenzialmente esposti.

La suscettibilità dei visoni all’infezione con i virus influenzali tipo A umani ed aviari è già stata documentata in diversi studi precedenti. Tuttavia, il caso descritto ricorda l’importanza di implementare adeguati piani di sorveglianza per i virus influenzali in questo settore produttivo e l’assoluta necessità di rafforzare le misure di biosicurezza per prevenire il contatto con i volatili selvatici ed evitare il verificarsi di eventi di trasmissione di virus influenzali dal visone all’uomo e viceversa. “Questo evento ci ricorda che il virus influenzale aviario ad alta patogenicità H5N1 non è un problema solo dei volatili – sottolinea Isabella Monne, veterinario del Laboratorio di referenza europeo per l’influenza aviaria presso l’IZSVe e coautrice dello studio – È in atto un’emergenza epidemica globale, senza precedenti, che non sconvolge solo la produzione avicola ma che sta colpendo gravemente molte specie di volatili selvatici e sporadicamente anche di mammiferi selvatici, minacciando gravemente la biodiversità del nostro pianeta. La continua circolazione del virus nella popolazione selvatica e le mortalità massive causate dal diffondersi dell’infezione in alcune specie rischia di sbilanciare ulteriormente gli ecosistemi con conseguenze ignote anche sulle dinamiche evolutive del virus. Anche questa emergenza va affrontata con un approccio One Health, globale e multidisciplinare, con la massima attenzione e prontezza, come abbiamo cominciato a capire grazie alla lezione della pandemia da Covid-19. Un virus influenzale capace di causare lospillover nei mammiferi va fermato prima di diventare un problema per la sanità pubblica”.

Fonte: Servizio stampa IZSVe

Venerdì 27 gennaio, corso di formazione giornalisti “Tre ricerche per conoscere il Veneto di oggi” al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD), iscrizioni tramite piattaforma entro il 26 gennaio

Relatori incontro ARGAV Wigwam Agronet dicembre 2012

foto di repertorio

Venerdì 27 gennaio p.v., dalle 18.30 alle 20.30, Argav organizza il primo corso di formazione del nuovo anno che ha per tema “Tre ricerche per conoscere il Veneto di oggi” e si terrà nella sede del Circolo di campagna Wigeam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), in via Porto 8.bIl corso vuole offrire strumenti d’analisi della realtà territoriale a partire da tre recenti iniziative, indicatrici della condizione urbanistica, ambientale e montana del Veneto:una banca dati funzionale al riutilizzo dell’esistente patrimonio edilizio, quale elemento di sostenibilità  e contrasto all’eccessiva cementificazione; uno studio sullo stato delle risorgive; il progetto Rigeneramontagna.

Saranno relatori: Federico Della Puppa, ricercatore Responsabile Area Analisi & Strategie Smart Land – Consulente Confartigianato Veneto, “La prima mappa interattiva degli edifici pubblici inutilizzati”; Andrea Crestani, direttore ANBI (Associazione Nazionale Consorzi Gestione Tutela Territorio ed Acque Irrigue) Veneto, “Le risorgive, termometro della salute di un territorio idricamente artificiale”; Laura Secco, docente Università Padova – Collaboratrice Fondazione Giovanni Angelini Centro Studi sulla Montagna, “L’uso delle risorse ed il significato dei luoghi attraverso lo sguardo delle giovani generazioni”. 

Le iscrizioni devono essere effettuate, entro giovedì 26 Gennaio p.v., attraverso la piattaforma “www.formazionegiornalisti.it”, digitando come organizzatore “Ente Terzo Formatore” e quindi completando il filtro, scrivendo “Sindacato Giornalisti Veneto”. Il corso attribuirà 2 crediti formativi.

Al via giovedì 26 gennaio al XXIII corso on line del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova, “Paesaggio ed energia: dalla storia alle sfide del presente” la tematica affrontata quest’anno, possibilità ancora di iscriversi

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Il ruolo di primo piano assunto ormai dalle forme di energia da fonte rinnovabile cambierà i paesaggi. Quali percorsi intraprendere per non perdere i caratteri e i valori dei luoghi? Con quali strumenti favorire una progettazione di qualità e una maggiore tutela del paesaggio? Che tipo di attenzione riservare alle diverse trame relazionali del territorio: ecosistemica, storica, estetico-visuale, sociale? Come attuare un’integrazione sistemica tra energia e paesaggio e far sì che le nuove tecnologie diventino elementi stessi del paesaggio? Il XXXIII corso esaminerà alcuni aspetti di queste trasformazioni in atto, invitando a una riflessione che potrà essere utilmente approfondita andando a ritroso nella storia, a partire da quella dell’arte dei giardini e del sistema di relazioni che il giardino intrattiene con le risorse energetiche del territorio circostante.

Si darà anche conto dei primi esperimenti di utilizzo di energie alternative in alcuni tra i maggiori giardini storici italiani: Venaria Reale, Villa Adriana e Villa d’Este, la Reggia di CasertaIl corso terrà presenti due versanti di indagine. Da un lato proporrà un approfondimento delle varie fonti energetiche nella loro evoluzione storica, diversità e utilizzo, cercando di dare delle risposte su come governare le trasformazioni del paesaggio conseguenti alla realizzazione di impianti, manufatti e infrastrutture per l’utilizzo di energie rinnovabili. Una ricognizione sui servizi ecosistemici e sul paesaggio agrario in rapporto alle energie rinnovabili darà modo di approfondire dei temi che stanno assumendo sempre maggiore importanza. Dall’altro lato il corso offrirà un’esplorazione sul ruolo che devono assumere i paesaggisti nella trasformazione verso i “paesaggi energetici” e sulla sensibilità progettuale richiesta. Il confronto con alcune pratiche consentirà di fare riflessioni su progresso, criticità in atto e potenzialità del processo. Per analizzare questi fenomeni saranno presentati come di consueto diversi punti di vista, oltre agli strumenti che permettono di comprenderli e analizzarli. Riflettere sull’interpretazione di questi e altri problemi, coniugando la storia del paesaggio e del giardino con le esigenze di una contemporaneità consapevole, è il compito che si dà il XXXIII corso del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova. 

L’uso di energia ha plasmato da sempre la società: dalla preistoria al Neolitico, dalla rivoluzione industriale alla contemporaneità. Non esistono processi naturali o attività antropiche senza la presenza di energia che opera in modi diversi e assume differenti connotazioni, in funzione anche del tempo. Vi è innanzi tutto l’energia che influenza in modo visibile il paesaggio, con i manufatti, gli impianti e le attività necessarie per la produzione, la trasmissione e l’utilizzo di energia. Nella lunga storia dei paesaggi umani, via via che si arriva alla modernità, i “paesaggi energetici hanno prodotto una ripercussione sull’ambiente e il paesaggio sempre maggiore: dalla scoperta del fuoco e dei successivi incendi ai grandi disboscamenti, dall’invenzione del mulino alla scoperta del carbone, dall’introduzione dell’elettricità alle dighe e ai laghi artificiali, dalle industrie alle raffinerie. Il ruolo di primo piano assunto ormai dalle forme di energia da fonte rinnovabile cambierà i paesaggi. Quali percorsi intraprendere per non perdere i caratteri e i valori dei luoghi? Con quali strumenti favorire una progettazione di qualità e una maggiore tutela del paesaggio? Che tipo di attenzione riservare alle diverse trame relazionali del territorio: ecosistemica, storica, estetico-visuale, sociale? Come attuare un’integrazione sistemica tra energia e paesaggio e far sì che le nuove tecnologie
diventino elementi stessi del paesaggio? 
Il XXXIII corso esaminerà alcuni aspetti di queste trasformazioni in atto, invitando a una riflessione che potrà essere utilmente approfondita andando a ritroso nella storia, a partire da quella dell’arte dei giardini e del sistema di relazioni che il giardino intrattiene con le risorse energetiche del territorio circostante. Si darà anche conto dei primi esperimenti di utilizzo di energie alternative in alcuni tra i maggiori giardini storici italiani: Venaria Reale, Villa Adriana e Villa d’Este, la Reggia di CasertaIl corso terrà presenti due versanti di indagine. Da un lato proporrà un approfondimento delle varie fonti energetiche nella loro evoluzione storica, diversità e utilizzo, cercando di dare delle risposte su come governare le trasformazioni del paesaggio conseguenti alla realizzazione di impianti, manufatti e infrastrutture per l’utilizzo di energie rinnovabili. Una ricognizione sui servizi ecosistemici e sul paesaggio agrario in rapporto alle energie rinnovabili darà modo di approfondire dei temi che stanno assumendo sempre maggiore importanza. Dall’altro lato il corso offrirà un’esplorazione sul ruolo che devono assumere i paesaggisti nella trasformazione verso i paesaggi energetici e sulla sensibilità progettuale richiesta. Il confronto con alcune pratiche consentirà di fare riflessioni su progresso, criticità in atto e potenzialità del processo. Per analizzare questi fenomeni saranno presentati come di consueto diversi punti di vista, oltre agli strumenti che permettono di comprenderli e analizzarli. Riflettere sull’interpretazione di questi e altri problemi, coniugando la storia del paesaggio e del giardino con le esigenze di una contemporaneità consapevole, è il compito che si dà il XXXIII corso del Gruppo Giardino Storico dell’Università di Padova. 

Le lezioni si svolgono sulla piattaforma ZOOM dell’Università di Padova, il giovedì, ore 17.00-19.00. Contributo di
partecipazione 30 €. Info: http//www.giardinostoricounivpadova.it; email: segreteria@giardinostoricounivpadova.it.


Fonte: Gruppo Giardino Storico di Padova

Rincari, carrelli della spesa più cari e più vuoti, CNA Veneto chiede al Governo interventi ad hoc e azioni di sostegno

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Il nuovo anno è iniziato sotto un pesante ‘effetto Domino’ a cui, già nel 2022, aveva dato inizio l’esorbitante aumento dei costi dell’energia. La fine degli sconti sulle accise con il conseguente rialzo dei prezzi dei carburanti e l’incremento dei pedaggi autostradali stanno impattando gravemente sul comparto del trasporto merci veneto, con pesantissime conseguenze anche per le imprese dell’intera filiera agroalimentare. In Italia, infatti, l’85% delle merci viaggia su gomma; una percentuale al rialzo per i beni alimentari, e in particolare per il fresco. Attualmente il prezzo del gasolio è di 1,890 euro al litro: dal 1° gennaio scorso i pedaggi autostradali e il rifornimento per un veicolo pesante incideranno per 10.300 euro in più l’anno sulle casse delle imprese di trasporto.

Costi che si ripercuotono sul carrello della spesa delle famiglie. In Veneto, nel 2021  la spesa media mensile di una famiglia per alimentari e bevande analcoliche è stata di 453 euro (dati Istat); nel 2022, in base all’inflazione degli alimentari e bevande analcoliche registrata nella nostra Regione, ogni famiglia veneta ha speso in media 41 euro in più al mese (elaborazione di CNA Veneto su dati Istat) per le spesa domestica.  L’aumento del prezzo del pane, considerando il periodo cumulato dei primi nove mesi dell’anno scorso, ha causato l’incremento medio della spesa dell’11,5% determinando una reazione dei consumatori che ha portato a una riduzione dei volumi acquistati del -7,7%, ma ciò non è bastato ad assorbire gli aumenti di prezzo, per cui la spesa è cresciuta del 2,9% (dati Ismea). Allo stesso modo, la spesa per i prodotti lattiero-caseari è aumentata nei primi nove mesi del 2022 del 4,1%. Per il latte, invece, con il mese di settembre scorso si è registrato un complessivo aggravio di spesa del 5% circa. Il settore delle carni fa registrare un incremento di spesa del 7,7% cui è corrisposta una diminuzione delle quantità acquistate pari al -1,6% e uno spostamento verso tagli e aree merceologiche più economiche. Per tutti i prodotti ortofrutticoli si rileva un incremento dei prezzi al consumo con una conseguente contrazione dei volumi acquistati. Per esempio i pomodori segnano un aumento del 19,4% del prezzo e una conseguente diminuzione dei volumi del -6,1%; l’insalata IV gamma segna un aumento del 14,6% del prezzo e una conseguente diminuzione dei volumi del -14,1% (dati Ismea).

Carrelli sempre più leggeri. La situazione è purtroppo chiara:  da un lato le imprese della filiera agroalimentare stanno facendo fronte al caro-bolletta e agli aumenti dei costi delle materie prime cercando di limitare gli aumenti per i clienti e piuttosto riducendo le marginalità; dall’altro gli autotrasportatori si trovano stretti tra l’incudine e il martello. Se continuerà così, la filiera non riuscirà più a reggere e a contenere gli incrementi dei costi di produzione i quali, affinché le imprese rimangano aperte, si ripercuoteranno a cascata sui consumatori finali. Le famiglie cercano di risparmiare per far fronte agli aumenti dei prodotti agroalimentari alleggerendo il carrello della spesa: i tagli generalizzati delle quantità acquistate oscillano dal -1% del latte fino al -31% del pesce fresco,  e allo spostamento delle preferenze verso prodotti dal valore unitario più basso. Gli alimenti verso i quali i consumatori tendono ad orientarsi sono quelli di largo consumo come pasta e uova che sono tra le poche referenze a non aver subito riduzioni delle quantità acquistate; mentre subiscono una battuta d’arresto i cibi etnici, le varie tipologie di “free from” e i cibi già pronti.

Aumenti non dovuti a speculazioni ma a necessità. «La crescita economica sarà influenzata dal protrarsi delle tensioni internazionali, delle spinte inflazionistiche e del rincaro delle materie prime – commenta Mirco Froncolati, presidente CNA Agroalimentare Veneto  – oltre al caro carburante che sta causando l’aumento ulteriore di tutto ciò che viaggia sulle nostre strade. Desideriamo rimarcare che noi operatori non aumentiamo i prezzi per speculare, ma per necessità: per poter investire in strutture, in attrezzature, e nella possibilità di mantenere posti di lavoro e offrire prospettive di carriera al personale. Chiediamo al Governo azioni di sostegno e interventi ad hoc per tutelare l’attività delle piccole e medie imprese dell’agroalimentare che consentano alle stesse di sopravvivere senza andare ad incidere in maniera pesante sull’economia delle famiglie. Ai rincari corrisponde una evidente e comprensibile contrazione degli acquisti da parte dei consumatori che potrebbe portare alla paralisi di molti comparti.»

Fonte: Servizio Stampa CNA Veneto

Realizzato in Veneto il primo cannone al mondo sparanebbia a 120 bar utile ad abbattere le micropolveri PM 2.5

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“Respira Aria Sana a 360°”, obbiettivo strategico della padovana Idrobase Group, si arricchisce di una novità di rilevanza mondiale: è stato, infatti, realizzato il primo cannone “sparanebbia” a 120 bar (nella foto in alto), capace di eiettare miliardi di microgocce leggermente  più grandi delle particelle inquinanti di PM 2.5, garantendone così il completo abbattimento. L’esposizione alle polveri sottili è un’acclarata causa di cancro ai polmoni, al colon ed all’intestino; le aree e le città industriali sono quelle a maggior rischio (solo in Europa si stimano oltre 400.000 morti all’anno), soprattutto nei Paesi in rapida crescita economica.

Altra novità. Il nuovo prodotto della linea “Elefante”, leader di settore (migliaia di precedenti modelli sono presenti da anni soprattutto sul mercato cinese), è accompagnato, nel catalogo 2023 della “multinazionale tascabile”, da un’altra, importante novità “made in Italy” per la salubrità degli ambienti: l’apparecchio BKM destinato ad eliminare virus, tra cui il Covid e di cui viene presentata la versione 3.0, frutto della ricerca con l’Università di Padova e destinata a mantenere salubri ambienti ampi (fino a 200 metri quadri). Si tratta di un purificatore d’aria per ambienti indoor, che sfrutta la tecnologia UV-C per abbattere direttamente patogeni aerodispersi; attiva inoltre un foto-catalizzatore, a base di nano-particelle di titania, che riduce la concentrazione dei composti organici volatili (VOC) nell’aria. Lo sviluppo del dispositivo è durato 10 mesi e si è basato sulle sperimentazioni eseguite su n-decano, toluene, formaldeide, tricloroetilene, acetone, per quanto riguarda i VOC; su escherichia coli, per quanto riguarda i patogeni.A questo proposito, si è considerata la scala di resistenza indicata dalla Food and Drugs Administration (FDA), che individua la categoria dei batteri tra le più resistenti alle operazioni di disinfezione tra i microorganismi, anche rispetto ai virus a barriera lipidica come i Coronavirus.

Crescente internazionalizzazione. “Per Idrobase Group, il 2023 sarà un ulteriore anno di sfide sui mercati globali – afferma  il co-presidente del gruppo di Borgoricco, Bruno Ferrarese, che indica una potenzialità di crescita del 20% nel fatturatochiusosi positivamente anche nel 2022, nonostante l’incendio, che a Luglio distrusse uno dei magazzini, il cui nuovo capannone sarà significativamente inaugurato ad un anno di distanza assieme a rinnovati uffici aziendali –  Sarà un anno indirizzato ad una crescente internazionalizzazione del nostro business; per questo, a fine mese, saremo impegnati in una missione commerciale, che toccherà Stati Uniti e Giappone, mentre in Korea e Vietnam stringeremo nuovi accordi per migliorare la nostra presenza sui mercati del Far East.”

Fonte: Servizio stampa Idrobase Group

Al via dal 24 febbraio il master di II livello “Bioarchitettura® – CasaClima. Certificazione e Consulenza Energeticoambientale”, lezioni sia distanza che in presenza

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Si rivolge a neolaureati, liberi professionisti, dipendenti pubblici e manager che vogliono incrementare le competenze in fatto di bioarchitettura il Master Internazionale di II livello “Bioarchitettura® – CasaClima. Certificazione e Consulenza Energeticoambientale“, organizzato dall‘Università LUMSA Roma in collaborazione con la Fondazione Bioarchitettura® e l’Agenzia CasaClima di Bolzano dal 24 febbraio 2023 e fine a novembre 2023.

Disponibili borse di studio e convenzioni. Forte del legame con le più importanti realtà pubbliche e private, italiane ed internazionali, del know-how e dell’esperienza dei docenti/progettisti, il Master garantisce a tutti i suoi studenti tirocini e concrete opportunità di lavoro. Ogni anno i corsisti, guidati da professionisti di fama mondiale, si confrontano su un progetto reale a scala architettonica e urbana, in cui applicare tutte le conoscenze apprese durante il corso. Il Master prevede un impegno totale di 1.500 ore di cui 400 ore di attività frontale (in tutto 24 weekend) e le restanti ore di autoformazione. Disponibili borse di studio a copertura totale e parziale dei costi erogate dall’INPS e da alcuni dei sostenitori della Fondazione Italiana per la Bioarchitettura®. Ulteriori agevolazioni sui costi d’iscrizione disponibili tramite convenzioni con gli Ordini degli Ingegneri e degli Architetti di tutto il territorio nazionale. Il Master, inoltre, permette l’accesso all’esame per Consulente energetico CasaClima e rilascia il punteggio necessario per la certificazione della figura professionale di Esperto CAM (Esperto in Edilizia Sostenibile secondo lo standard UNI CEI EN ISO/IEC 17024).

Lezioni on line o in presenza. Al fine di permettere la partecipazione al corso a chi lavora, la frequenza ai corsi si concentra nei weekend (venerdì dalle ore 14:00 alle ore 19:00 e sabato dalle ore 8:30 alle 17:30) e la modalità di erogazione della didattica è sia a distanza (online) che in presenza, presso le sedi dell’Università Lumsa di Roma, in pieno centro (vicino Castel Sant’Angelo), comodamente raggiungibile con i mezzi. Per maggiori informazioni: https://masterschool.lumsa.it/  email: bioa@bioarchitettura.org   laurapaladino@bioarchittetura . Segreteria Master CasaClima-Bioarchitettura – Portici 71, 39100 Bolzan +39 0471.278294 F. +39 0471.973073

Fonte: Fondazione Edmund Mach

Cavallino-Treporti (Venezia) si conferma capitale europea del turismo all’aria aperta

Stoccarda

I dati complessivi delle presenze turistiche sono ancora al vaglio della Regione Veneto ma Cavallino-Treporti, in provincia di Venezia,  è ripartito alla grande, dovrebbe registrare un record storico per la località, con oltre 6,5 milioni di presenze, che la confermano capitale europea dell’open air. Un turismo che predilige la vacanza all’aria aperta associata all’esperienza nel territorio, con un trend in aumento soprattutto a settembre che, per la prima spiaggia veneta, ha registrato un aumento di 160 mila presenze rispetto al medesimo periodo del 2019.

Presenze anche in periodi meno consueti. «Il settore del turismo è ripartito. L’estate 2022 ha portato grandi soddisfazioni al territorio e ci ha dato la possibilità di analizzare questa stagione con quella del 2019, ultimo anno di attività turistica prima del Covid-19. Secondo i dati dell’imposta di soggiorno, che registra solamente le presenze paganti da maggio a settembre, Cavallino-Treporti ha incassato 4 milioni 450 mila euro – affermano la sindaca Roberta Nesto e l’assessore al turismo Alberto Ballarin –. L’elemento però che ci differenzia rispetto al passato è che gli ospiti hanno scelto la nostra località con numeri importanti anche nei mesi dell’“altra stagione”, ovvero nella primavera, a settembre ed ottobre. In particolare, comincia ad essere di rilievo il mese di settembre, con oltre 860 mila presenze, registrando, per il medesimo periodo del 2019, un aumento di 160 mila presenze nelle diverse strutture ricettive. Lavorare quindi su un’offerta completa del territorio di Cavallino Treporti è l’elemento in più che possiamo offrire. Le esperienze naturalistiche, sportive, l’enogastronomia e l’appeal della Laguna (Patrimonio UNESCO) enfatizzato dalla pista ciclopedonale sull’acqua più lunga d’Europa, sono elementi in più su cui dobbiamo puntare, facendo squadra con tutti, sia pubblico che privato, perché i nostri cittadini possano beneficiare di lavoro, benessere e di nuove prospettive».

Premiati a Stoccarda. Un’occasione per ribadire il valore del turismo e i risultati della ripartenza è stata la fiera di Stoccarda, appuntamento fisso per la quale la delegazione di Cavallino-Treporti è stata presente per ritirare i riconoscimenti assegnati dal Club Automobilistico Europeo ADAC che, come ogni anno, invia i propri ispettori nei campeggi di tutta Europa per verificarne la qualità. Spetta poi a una giuria internazionale di 40 esperti selezionare i candidati a ricevere l’Award, valutati nelle quattro aree di sostenibilità e consapevolezza ambientale, innovazione e progresso, cambiamento demografico e accessibilità, nonché nell’ADAC Camping Booking Award. Tra le nomination dei campeggi di Francia, Italia, Croazia, Germania, Paesi Bassi, Spagna, Austria, Danimarca, Grecia, Lussemburgo, Portogallo, Svezia, Svizzera, Ungheria, spicca per l’Italia con Cavallino-Treporti e le sue 10 strutture ricettive che anche quest’anno si sono aggiudicate il prestigioso riconoscimento “ADAC Superplätze”. Un alto numero se si considera che a livello nazionale sono 41 le strutture premiate, ponendo l’Italia al 2° posto in Europa dopo la Francia (57 Superplätze), e solo a Cavallino-Treporti ne registra 1/4 dei premiati. «Si tratta di un importante riconoscimento – commentano Paolo Bertolini e Francesco Berton, presidenti rispettivamente del Consorzio Parco Turistico di Cavallino-Treporti e di Assocamping – che testimonia come gli investimenti delle strutture ricettive, che non si sono mai fermati, abbiano puntato all’innovazione e alla sostenibilità, avendo saputo gestire bene immagine, reputazione e notorietà su tutte le piattaforme, completando così il nostro prodotto. Per i campeggi di Cavallino-Treporti è stata quindi una stagione di ripartenza, ricca di soddisfazioni che ha visto un grande numero di ospiti affluire dalla primavera, in particolare da Pentecoste, toccando il tutto esaurito fino a fine agosto. Anche settembre e la prima metà di ottobre hanno riservato agli operatori grandi soddisfazioni e le strutture si stanno già preparando ad accogliere al meglio gli ospiti del 2023. Oltre ad essere premiati da ADAC per la qualità dei servizi, quindi, fa enormemente piacere vedere come il territorio continui ad essere “premiato” anche in termini di affetto e ritorno degli ospiti che sempre in maggiore misura sceglie le strutture ricettive di Cavallino-Treporti per passare le proprie vacanze. Prospettiva confermata anche per il 2023 visto il grande numero di prenotazione che già stanno giungendo da quando sono state aperte le disponibilità da parte dei camping». Le strutture premiate sono: Camping Village Garden Paradiso, Sant’Angelo Village, Camping Europa Village, Union Lido Vacanze, Camping Village Cavallino, Camping Enzo Stella Maris, Camping Ca’ Pasquali Village, Camping Village Mediterraneo, Camping Village Dei Fiori, Camping Village Marina di Venezia.

Fonte: Ufficio Stampa Parco Turistico di Cavallino-Treporti e Assocamping/Portavoce del Sindaco Nesto

Gennaio 2023, nel Veneziano, Wigwam e Confartigianato in tour per una serie di incontri sull’alimentazione

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Cibo e cultura saranno gli ingredienti del ciclo di incontri pubblici dedicati all’alimentazione sana e legata al territorio, promosso in provincia di Venezia dalla Confartigianato Metropolitana Imprese Città di Venezia in collaborazione con Wigwam Clubs Italia APS – Rete associativa per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali e il contributo dell’Ebav .

Capire la differenza. Dedicati all’ “L’artigianalità del prodotto alimentare: la modernità della tradizione”, gli incontri vedranno l’intervento in qualità di relatore, del giornalista enogastronomico Efrem Tassinato, socio Argav e tesoriere Unarga,  i rappresentati territoriali delle Federazioni Alimentazione delle Confartigianato e vari esperti in tecnologia alimentare e nutrizione. “Scopo di questa serie di incontri – spiega Alessandro Cella, presidente della Federazione Alimentazione della Confartigianato metropolitana – sarà quello di promuovere e far conoscere alla cittadinanza la differenza sostanziale che c’è tra i prodotti alimentari artigianali, a partire dalle lavorazioni fino alla scelta degli ingredienti di base, tra farine lieviti e tutte le altre materie prime, rispetto alle produzioni industriali o quelle da semilavorati o precotti. Il tutto per divulgare le basi dell’equilibrio per una corretta alimentazione e del mangiare sano. Ciò, analizzando le differenti modalità di preparazione e riscoprendo anche le tradizioni gastronomiche locali, non solo come elemento culturale ma anche di stile di vita a basso impatto o come va di moda dire oggi a chilometro zero”.

Gli appuntamenti. Dopo l’incontro a Chioggia di mercoledì 11 gennaio scorso, in cui ha partecipato Renzo Ballarin, capo Federazione Alimentazione Confartigianato Imprese Chioggia, il tour prosegue lunedì 16 gennaio a San Donà alle ore 17:30, presso sala riunioni Confartigianato Imprese San Donà di Piave, dove tra i relatori ci sarà Alessandro Cella. Mercoledì 18 gennaio l’appuntamento dalle 15:30 sarà a Mestre, presso la sala riunioni dell’Associazione Artigiani e Piccole Imprese Mestre Cgia, per poi proseguire lunedì 23 gennaio dalle ore 17:00 nella sala incontri della Confartigianato Imprese Venezia San Lio, dove tra i relatori ci sarà Francesco Palmisano, capo Federazione Alimentazione – Confartigianato San Lio. Penultimo appuntamento nel portogruarese mercoledì 25 gennaio dalle ore 17:00, presso la sede territoriale della Confartigianato Imprese Veneto Orientale, e qui tra i relatori ci sarà Silvia Morsanuto, capo Federazione Alimentazione Confartigianato Imprese Portogruaro. A chiusura, l’ultimo incontro sarà a Dolo lunedì 30 gennaio dalle 18:00 presso la Sala Polivalente dell’Associazione Artigiani e Piccola Impresa “Città della Riviera del Brenta”. La partecipazione è gratuita, per info contattare le sedi territoriali della Confartigianato o info@wigwam.it

Fonte:: servizio comunicazione Wigwam

Ad Asiago (VI) in mostra sino al 30 aprile 2023, con incontri e conferenze, l’archivio storico di Mario Rigoni Stern

Le Carte di Mario (5)

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) Si intitola “Le Carte di Mario” la mostra allestita presso il Museo Le Carceri (Via Benedetto Cairoli 13), ad Asiago (VI), visitabile sino al 30 aprile 2023. L’esposizione è un’ immersione nel mondo concreto e impegnato dello scrittore Mario Rigoni Stern, che ha vissuto la montagna, il suo territorio e il paesaggio con la cura e custodia di un saggio giardiniere.

Memorabili alcuni suoi scritti sull’impegno ambientale, come quello relativo alla complessità del termine ecologia. “Molte volte si sente dire, o si legge, il sostantivo ecologia, ma anche troppe volte viene detto e scritto a sproposito, dimenticando che tra le scienze umane l’ecologia è la più complessa e difficile; la summa delle scienze in quanto ad essa fanno capo tutti i settori dello scibile: dalla matematica alla biologia, dalla botanica alla zoologia, dalla chimica alla geologia, dalla fisica alla paleontologia per arrivare complessivamente allo studio delle funzioni di relazione degli organismi  con l’ambiente e tra di loro.”  

Memorabile anche il suo contributo al PTRC (Piano Territoriale Regionale di Coordinamento) per il buon governo del territorio veneto (se solo molti amministratori ne avessero tenuto conto o ne volessero tenere conto anche da ora in poi). “Ho insistito sulla necessità di salvaguardare le montagne e le colline del nostro Veneto, di realizzare una rete estesa di territori ad elevata naturalità e di interpretare in modo più attento di quanto accaduto nel passato recente la mediazione tra natura e città… Sarebbe opportuno approntare estesi interventi di restauro territoriale, di vantaggio sia per le attività agricole che per le città… Una foresta coltivata, questo vedrei nel paesaggio del futuro nella nostra Regione veneta.

Importanti gli appuntamenti, gli incontri e conferenze; tutte alle ore 17,30 in Sala Consiliare di Asiago: venerdì 13 gennaio – esegesi del fondo Mario Rigoni Stern; venerdì 20 gennaio – progettare una mostra documentaria; sabato 11 Febbraio – Arboreti e dintorni; venerdì 17 febbraio – Luogo tempo memoria; venerdì 10 marzo – Uno sguardo dall’alto; sabato 18 marzo – Amicizia e affinità di valori e di esperienze, tra Mario Rigoni Stern e Primo Levi; sabato 8 aprile Un uomo, tante storie, nessun confine.

L’Archivio di Mario Rigoni Stern è in mostra con contenuti scientifici coordinati dall’archivista Ines Ghemo e la supervisione di Giambattista Rigoni Stern, figlio dello scrittore, curati dalla commissione scientifica composta da Giuseppe Mendicino, scrittore e biografo di Mario Rigoni Stern, Chiara Visentin, architetto, Chiara Stefani, architetto e paesaggista, Ada Cavazzani, ordinario di sociologia urbana e rurale all’Università della Calabria, Anna Maria Cavallarin, studiosa di temi rigoniani, Francesca Chiesa, docente e con il progetto di allestimento e comunicazione visiva curato dalla Studio B LAB design di Antonio, Cristina e Roberto Busellato.

Una mostra da non perdere! Gli orari di visita sono: sabato, domenica e festivi ore 10-12,30 e 15,30-18,30.