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Attribuito a Michele Boato il Premio Argav 2019, sabato 7 dicembre la cerimonia di consegna

Il Direttivo Argav ha deciso di attribuire a Michele Boato, presidente dell’Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, il premio Argav 2019, destinato a personalità distintesi per dare lustro alla regione su temi quali agricoltura, alimentazione, ambiente, agroalimentare, territorio, pesca, foreste, energie rinnovabili. La consegna avverrà sabato 7 dicembre alle ore 12.00, nel centro congressi “La Bulesca”, a Selvazzano Dentro, nel padovano. Nel corso degli anni recenti, a ricevere il premio Argav sono stati, tra gli altri, l’attore Marco Paolini, la scienziata Ilaria Capua, il poeta-musicista Bepi De Marzi e, nel triennio scorso, Toio De Savorgnani (co-fondatore di Mountain Wilderness), Paolo Fontana (presidente della World Biodiversity Association), Agostino Bonomo (presidente di Confartigianato Veneto).

Chi è. Michele Boato, veneziano, docente di economia, fonda, nel 1981 a Mestre (VE), la prima Università Verde d’Italia. Eletto deputato nel 1987, “obbliga” l’allora ministro, Donat Cattin, a ridurre all’1% il fosforo nei detersivi per risolvere l’eutrofizzazione dell’Adriatico. A fine 1988 si dimette e torna ad insegnare. Nel 1990-2000, eletto consigliere regionale e poi assessore all’ambiente del Veneto, avvia le prime raccolte dei rifiuti “porta a porta” e fa approvare la legge, che abbassa di 500 volte il limite di campo elettromagnetico da elettrodotti (0,2 microtesla, il più basso al mondo). E’ protagonista di innumerevoli battaglie ambientaliste, tra cui quella contro i progetti di trivellazioni metanifere in Alto Adriatico. Ha fondato e diretto le riviste venete “Smog e dintorni”, “Tam Tam Verde”, “Tera e Aqua” e, dal 2000, il periodico nazionale Gaia, edito dall’ Ecoistituto del Veneto “Alex Langer”, nato nel 1996. E’ co-fondatore di Federconsumatori; presiede la Fondazione ICU-Istituto Consumatori e Utenti ed il Premio Laura Conti per tesi di laurea di economia ecologica.

Diversabilmente, fattorie sociali in campo

Laboratori sensoriali per allenare gusto, tatto e olfatto a riconoscere le caratteristiche e le virtù dei prodotti della terra: li hanno proposti le donne imprenditrici di Coldiretti a Padova in occasione di Diversabilmente, la manifestazione sul diritto allo studio e al lavoro per tutti promossa dall’Associazione Pedagogica Socio Culturale Athanatos in collaborazione con l’Università, Regione del Veneto, Comune e altri enti anche di formazione oltre a Donne Impresa Coldiretti.

Le fasce deboli che trovano accoglienza nelle aziende agricole. Proprio il gruppo delle imprenditrici venete ha presentato l’esperienza delle fattorie sociali che in Veneto registra un forte consenso tra gli operatori agricoli. Sono centinaia i nuovi iscritti ai corsi di abilitazione per poi accedere ufficialmente all’albo regionale. Le nuove povertà, anziani, malati psichici, detenuti ed emarginati sono le fasce deboli che trovano accoglienza in una azienda agricola dove una famiglia può dare conforto e i primi strumenti per preparare una persona all’inserimento in società o ad un mestiere. Per mostrare dal vivo quanto la campagna sia utile a questi disagi, durante la giornata, sono stati organizzati laboratori condotti da giovani titolari d’impresa che hanno tradotto in atti concreti una vocazione innata per l’economia solidale. Interesse e partecipazione da parte dei presenti che hanno rivolto alle imprenditrici numerose domande sulla loro attività e il loro impegno sociale.

Qui si può trovare accoglienza. All’iniziativa hanno partecipato la fattoria didattica e agriturismo Va Oltre di Galesso e Leorin, di Bovolenta; l’agriturismo Barchessa da Rio di Elena Pieropan, “donna dello zucchero” di Ponte San Nicolò,la fattoria didattica Al Giglio di Rampazzo a Padova, La Colombara di Rossetto a Grantorto, Fattoria Ponchio di Saccolongo, fattoria didattica e agriturismo Casa in Campagna di Francesca Frison a Torreglia.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova

Stasera direttivo Argav al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD)

Stasera, mercoledì 4 dicembre 2019, alle ore 18.30, nella sede del circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD) si riunirà il direttivo Argav con il seguente ordine del giorno: approvazione verbale precedente; organizzazione corsi di formazione; organizzazione festa di Natale; varie ed eventuali.

 

Dopo Vaia, a Finale Emilia (MO) due abeti dal Cansiglio per le festività natalizie

Due abeti rossi del Pian del Cansiglio (BL-TV), instabili a causa della tempesta VAIA dell’anno scorso, sono partiti nei giorni scorsi dagli uffici di Veneto Agricoltura  alla volta di Finale Emilia (MO). Sono stati prelevati nell’area di Pian Canale dagli operatori forestali dell’Agenzia regionale e scelti, come detto, perché colpiti e quindi pericolosi.

Un verde abbraccio tra Veneto ed Emilia. I due alberi sono stati caricati su un mezzo della Società San Marco, importante realtà emiliana che produce energia, con sede a Finale Emilia, la quale ha acquistato una quantità importante di piante schiantate provenienti dai boschi veneti. La richiesta alla Regione Veneto inviata dal sindaco di Finale Emilia, Sandro Palazzi, è stata subito accolta dal Governatore del Veneto, Luca Zaia, il quale ha chiesto a Veneto Agricoltura di mettere a disposizione i due abeti che verranno collocati, in vista delle festività natalizie, nella cittadina emiliana. Un segno che non solo ricorderà alla comunità emiliana il Natale in arrivo ma anche, con lo stesso spirito, l’abbraccio tra le due Regioni nel nome di una importante collaborazione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Pesca e acquacoltura, in arrivo nuovi bandi per 11 milioni di euro cofinanziati da Regione Veneto e fondi europei

Sono in arrivo nuovi bandi regionali per il settore pesca e acquacoltura per quasi 11 milioni di euro. Ne dà notizia l’assessore regionale alla pesca, Giuseppe Pan, che sottoposto all’approvazione della Giunta un ’pacchetto’ di quindici misure di intervento.

Cofinanziamento regione-fondi europei. “A seguito dei gravi danni causati alle flotte pescherecce del Veneto dal maltempo e agli impianti di stoccaggio, lavorazione e trasformazione delle cooperative ittiche e di acquacoltura la Giunta ha accelerato la leva dei bandi cofinanziati con le risorse Feamp (Fondo europeo per gli affari marittimi e la pesca), in modo da offrire alle imprese del settore una concreta possibilità di recupero della propria operatività e della competitività”, ha detto Pan. La Regione Veneto, grazie al cofinanziamento delle risorse del fondo europeo per la pesca, ha già attivato con quattro precedenti bandi interventi per 263 progetti di riqualificazione e ammodernamento, con un contributo complessivo di oltre 17 milioni di euro a sostegno del mondo della pesca. Con il quinto bando del valore di 10,6 milioni di euro, di cui 1,6 di cofinanziamento regionale, la leva pubblica azionata in questa legislatura a sostegno delle imprese ittiche del Veneto salirà a 28 milioni di euro.

I nuovi bandi, che prima della pubblicazione sul Bur dovranno superare l’esame della competente commissione consiliare, mirano a promuovere la competitività delle piccole e medie imprese, a sostenere la transizione verso un’economia a basse emissioni di carbonio, a tutelare l‘ambiente e a promuovere l’uso efficiente delle risorse, nonché ad aumentare l’occupazione e a sostenere la mobilità dei lavoratori. I contributi Feamp sono destinati a progetti di sviluppo sostenibile, che migliorino le condizioni di lavoro dei pescatori, la qualità e il valore aggiunto del pescato, il risparmio energetico e la riduzione dell’impatto sull’ambiente.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

MOSE, stasera tour in motonave per assistere al primo sollevamento delle paratoie alla Bocca di Malamocco, iscrizioni entro le ore 11 di oggi

Per stasera, lunedi 2 dicembre 2019, la Comunità Wigwam della Città di Venezia ha organizzato un tour in motonave per assistere al primo sollevamento del Mose alla Bocca di Malamocco. L’imbarco è previsto all’Isola del Tronchetto (parcheggio auto) alle ore 18:45 e poi alle Zattere alle ore 19:15.

Le prove di sollevamento delle paratie mobili avverranno dalle ore 20:30 alle 24:00 ed a bordo sarà servita la cena. Si tratta di un tour esplorativo, per conoscere la Bocca Portuale dove mare e Laguna si Incontrano e rivolto a tutti i cittadini portatori di interesse e per la comunità scientifica internazionale. Un progetto che rientra nell’attività della Rete internazionale Wigwam delle Comunità Locali per lo sviluppo solidale e sostenibile promossa dal Laboratorio Venezia per la Resilienza e la Residenza diretto dall’ingegner Giovanni Cecconi.

Obiettivo dell’iniziativa: lo scambio di conoscenze sulla laguna e sul progetto Mose e la sua possibile immediata operatività; la discussione e la condivisione relativamente alla petizione per la costituzione della Agenzia Lagunare Magistrato Alle Acqua – ALMA; la partecipazione ai tavoli di lavoro per sviluppare la petizione aperta ALMA e definire le azioni prioritarie insieme con le istituzioni. Attesi Veneziani e non, visitatori ed istituzioni che vogliano contribuire con presentazioni ed interventi ai tavoli di lavoro o, semplicemente, assistere alle prove di sollevamento delle paratie mobili, commentate in diretta dall’ingegnerCecconi, già direttore della Control Room del Mose, poi fondatore e ora direttore del laboratorio Wigwam per la resilienza ai cambiamenti climatici.

E’ richiesto un contributo per motonave e iscrizione alla Rete Wigwam di 20,00 euro e un contributo alle spese per la cena di 15,00 euro. In alternativa o in aggiunta si potranno portare contributi in cibarie e bevande da condividere insieme. Le prenotazioni sono accettate sino ad esaurimento posti, fino alle ore 11:00 di lunedì 2 dicembre, tramite e-mail a ceccogio@gmail.com  o tel. +39 335 1379177E’ gradito versamento anticipato del contributo associativo di 20,00 euro per la gita e di 15,00 per eventuale cena a Cecconi Giovanni IBAN IT63N0533602020000046349096 Studenti e disoccupati solo contributo di 15:00 euro per la cena, mentre il costo motonave sarà offerta da altri partecipanti.

Fonte: Servizio stampa Wigwam

 

Vino, decimo record consecutivo per export Italia (6,36 mld di euro), ma la Francia supera i 10 mld. Vinitaly prepara nuovi strumenti di vendita in Italia e in Cina.

L’export del vino italiano si prepara a festeggiare a fine anno il traguardo di dieci record storici consecutivi, con un controvalore di 6,36 miliardi di euro e una crescita del 2,9% sul 2018.

Francia sempre più leader. Un quadro che consolida il vino del Belpaese al secondo posto tra le superpotenze enologiche mondiali (la Spagna, terza, perderà quasi il 7%) ma che lo allontana da una Francia sempre più leader grazie a un balzo commerciale fissato a +7,8%, consentendole così di superare per la prima volta la soglia dei 10 miliardi di euro di export. Il computo finale sull’andamento del mercato del vino è stato anticipato dalle stime dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor su base doganale nel corso di wine2wine, l’evento di formazione e networking targato Vinitaly svoltosi nei giorni scorsi a Veronafiere.

Anticipazioni Vinitaly 2020. Secondo l’Osservatorio, che ha analizzato i trend dei primi 7 Paesi esportatori (Francia, Italia, Spagna, Australia, Nuova Zelanda, Cile, USA) incrociando i flussi dei 10 principali Paesi mondiali della domanda, il 2019 chiuderà in positivo per il commercio del vino italiano ma ancor più a livello globale. L’incremento import delle ‘sette sorelle del vino’, nonostante l’incertezza sui dazi e le crisi congiunturali, sarà infatti del 3,6%, con punte di eccellenza di Nuova Zelanda (+10,2%) e Cile (+5,8%) mentre virano in negativo anche Australia (-0,3%) e Usa (-3,7%). «L’osservazione dei mercati ci restituisce una fotografia altamente competitiva del settore – ha detto il direttore generale di Veronafiere, Giovanni Mantovani –; una competizione cresciuta in maniera direttamente proporzionale a un business sempre più decisivo per le economie dei singoli Paesi. Il nostro compito è portare valore aggiunto al prodotto-Italia attraverso un’innovazione di processo e di sistema in grado di alzare le quote del nostro mercato. Come Vinitaly, sarà importante l’incremento di buyer statunitensi e cinesi previsti per la prossima edizione, in cui si avvierà tra l’altro il progetto Impact factor, che prevede un’interazione con le imprese per ottimizzare i flussi dei buyer, anche grazie alla tracciabilità garantita dalle nuove tecnologie».

La performance italiana indica ampi spazi di miglioramento, a partire dal prezzo medio (in calo del 2%) fino a una maggiore reattività sui mercati emergenti e a una minor dipendenza da piazze storiche sempre più mature (Germania e Regno Unito).
«Inutile dire che la partita si gioca soprattutto in Asia – ha proseguito Mantovani –, dove vogliamo essere decisi e decisivi. Infatti, col nostro partner cinese abbiamo costituito una società compartecipata, la Shenzhen Baina International Exhibition, per l’organizzazione di WineToAsia, in programma dal 9 all’11 novembre 2020 nel nuovo quartiere fieristico Shenzhen World». La prima edizione di WineToAsia, evento b2b, prevede la partecipazione di 400 espositori e si configura fin dall’inizio di respiro internazionale, con una presenza di aziende italiane, europee ma anche dalla Cina e dal Nuovo Mondo, coinvolgendo anche le principali imprese delle tecnologie protagoniste a Enolitech.

In futuro, rischio di rallentamento del commercio internazionale di vino. Per il responsabile dell’Osservatorio Vinitaly-Nomisma Wine Monitor, Denis Pantini: «Il 2019 vede un ulteriore incremento dell’export di vino italiano, con aumenti significativi nei mercati come il Giappone dove l’accordo di libero scambio con l’Unione Europea ha permesso una facilitazione degli scambi. Il tutto in uno scenario di mercato che all’opposto è dominato da rigurgiti protezionisti e guerre commerciali che non giovano affatto alla crescita dell’export, Italia compresa. Se infatti è assodato come lo sviluppo del commercio internazionale permette una crescita del Pil e dei redditi, è altresì dimostrato come il consumo di vino sia fortemente sensibile al variare dei redditi: dove questi crescono, il consumo aumenta in misura più che proporzionale e viceversa. In buona sostanza, il rischio che sembra emergere per i prossimi anni è quello di un rallentamento generale del commercio internazionale di vino che necessariamente interesserà anche i nostri vini».

Complessivamente il made in Italy è dato in rassicurante recupero con i suoi vini fermi (+3,3%), mentre gli sparkling – protagonisti dell’exploit negli ultimi anni – ‘rallentano’ a +5,8%, per effetto anche della contrazione in UK. Il calo del prezzo penalizza infine gli sfusi (-10%). Nel dettaglio, la domanda di vino italiano vedrà il Giappone campione di crescita, con un aumento a valore di oltre il 17% a quasi 200 milioni di euro, seguito dalla Russia – in forte ripresa (+11,1%) anche dopo la buona performance dello scorso anno – e dal Canada con +6,2%. Bene gli Usa (+5%), primo mercato al mondo con una chiusura prossima a 1,8 miliardi di euro, anche se l’incremento sarà inferiore alla media import generale (+7,5%) e soprattutto al +11,4% della Francia (vicinissima ai 2 miliardi di euro), condizionata però in positivo dalla corsa al prodotto in fase di pre-dazi aggiuntivi, che si faranno sentire specie sulla fascia media dei rossi e sui rosè soprattutto a partire dai primi mesi del 2020. Virano in negativo la Gran Bretagna (-2,8%), per effetto di una decisa diminuzione della domanda di sparkling italiani, la Svezia (-0,8%) e la Cina (-3,8%), dove però il Belpaese farà meglio della media import del Dragone grazie a un buon recupero nella seconda parte dell’anno.

Fonte: Servizio stampa Veronafiere