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2021, produzione quasi azzerata per l’olio extravergine d’oliva del Veneto

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Si profila un’annata fortemente negativa per l’olio di oliva extravergine del Veneto, che andrà a uguagliare il disastroso 2019 che segnò una perdita di prodotto di oltre il 90 per cento. Anche quest’anno le condizioni atmosferiche avverse hanno causato gravi danni alla produzione di olio nell’area del Veneto e della Lombardia, tanto che ci saranno produttori che non tireranno fuori le reti per la raccolta.

Cambiamenti climatici. “L’annata olearia 2021-2022 si profila con una produzione sostanzialmente azzerata – sottolinea Leonardo Granata, presidente degli olivicoltori di Confagricoltura Veneto. Le gelate dei primi giorni di aprile hanno provocato una fioritura ritardata, slittata al mese di giugno che è stato estremamente caldo e secco. A questo si sono aggiunte le grandinate estive, che hanno ulteriormente compromesso la produzione. I produttori delle zone interessate auspicano un intervento delle Regioni a tutela di una produzione che, specialmente in questi ultimi anni, a fronte di una qualità molto alta raggiunta dall’olivicoltura veneta, subisce ingenti danni”. Alessandra di Canossa, presidente di settore di Verona, provincia in cui si concentra la maggior parte degli oliveti (3.565 ettari su 5.142), indica come i cambiamenti climatici siano alla radice dell’infausto andamento. “È la seconda volta in tre anni che incassiamo un mancato raccolto – dice -, che non trova motivazione nella fisiologica alternanza di produzione che caratterizza l’olivo. I mutamenti del clima, che stanno pesantemente condizionando l’agricoltura, sono senz’altro tra i responsabili di queste annate disastrose, cui concorrono le nuove fitopatie dell’olivo, in larga parte causate da insetti come la cimice asiatica”.

Dopo un 2018 eccellente, coronato da un’abbondante produzione (220.000 quintali di olive in Veneto), nel 2019 le piante furono colpite dalle gelate nel pieno della fioritura e subirono altri danni a causa della mosca olearia e della cimice asiatica, con produzione quasi azzerata. L’anno scorso l’annata è stata buona, con raccolto quasi ai livelli del 2018 e rese produttive aumentate del 555 per cento rispetto all’anno precedente. In Veneto il 70% degli investimenti rimane localizzato a Verona, seguita da Vicenza, Treviso e Padova.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto

18-19 settembre 2021, in Pian Cansiglio festeggiamenti per “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio” e il Cinquantenario del 1° Campo Rimboschimento Malga Mariech a Pianezze (TV), in cui Rete Wigwam trova la propria fondazione

4 - Faggeto

Faggeto del Cansiglio (foto Umberto Tiozzo, socio Argav)

Il legno e gli alberi si riprendono il palcoscenico. Saranno due giorni intensissimi quelli che lo storico serenissimo “Bosco da Reme”, la foresta demaniale regionale del Cansiglio (BL-TV), ospiterà nel fine settimana 18 e 19 settembre, con ingresso gratuito e Green pass obbligatorio. 

Un po’ di storia. Venezia entrò “in possesso” della Foresta del Cansiglio a partire dai primi anni del XV° secolo, quando anche il territorio bellunese chiese protezione alla Serenissima Repubblica. Il Cansiglio ha rivestito un’enorme importanza per lo Stato veneziano; infatti la sua ricca faggeta fu impiegata nella produzione di remi, di legname da opera e carbone. Il Cansiglio è stato la culla della selvicoltura, in quanto proprio in questo “bosco di S. Marco” (come in quello del Montello) i forestali pongono l’origine del moderno concetto di gestione forestale, attestato dagli straordinari “Catastici”. Nessuna foresta al mondo ha un piano di gestione da oltre 500 anni! La “due giorni in Cansiglio” di sabato 18 e domenica 19 Settembre 2021 si pone come tassello celebrativo di questa straordinaria ricorrenza offrendo momenti di riflessione storica e tecnica applicati alla splendida faggeta dell’Alpago, ora demaniale regionale e gestita dall’agenzia Veneto Agricoltura.  Nel contempo, Rete Wigwam, unica organizzazione ecologista, tra quelle riconosciute con Decreto ministeriale quali Associazioni di Tutela Ambientale a valenza nazionale con origine e, a tutt’oggi, con propria sede centrale in Veneto, sabato 18 settembre 2021 festeggia la propria fondazione in Pian Cansiglio a Malga Mariech (Monte Cesen, Valdobbiadene, TV).

La nascita dell’associazione coincide,  infatti, con il 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech, avvenuto nel 1971, organizzato in collaborazione con l’allora ASFD – Azienda di Stato per le Foreste Demaniali – direzione di Belluno, quale azione di incremento della forestazione in aree demaniali, sistemazione sentieri e bonifica dei pascoli ed insieme, come azione educativa di sensibilizzazione ecologica dei giovani attraverso il lavoro concreto. Il campo fu organizzato dal socio Argav Efrem Tassinato, promotore dell’OSAN – Organizzazione per la Salvaguardia dell’Ambiente Naturale (poi nel 1972 diventata Wigwam e coinvolse una cinquantina di giovani tra i 16 e i 23 anni provenienti da Veneto, Lombardia, Piemonte, Trentino-Alto Adige.

Il programma di sabato 18 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00 – 12:00 Inaugurazione dell’evento “Venezia 1600 e la gestione sostenibile della Foresta del Cansiglio”. Interventi di saluto delle autorità regionali, provinciali e locali. Boschi di Venezia per l’Arsenale, Conversazione del prof. Antonio Lazzarini a latere del suo ultimo libro: “Boschi, legnami, costruzioni navali: l’Arsenale di Venezia tra il XVI e il XVII secolo” – Guido Ercole presenta “Vascelli e fregate della Serenissima. Navi di linea della Marina veneziana 1652-1797” e “Viva San Marco! Storia di una Repubblica Marinara. Venezia 421-1797” – Alessandro Dissera Bragadin presenta il suo romanzo “Venezia 1797. Oltre la fine di un mondo“. Ore 12:00-12:30 I giovani di ieri e di oggi e l’eredità del buon governo dei boschi della Serenissima Anteprima della scopertura della targa commemorativa dei 50 anni (1971-2021) dal 1° Campo Rimboschimento di Malga Mariech che avverrà nel pomeriggio, a cura di Efrem Tassinato, che ne fu l’organizzatore. Ore 15:00 – 16:30 Venezia, “potenza dal legno”. Gian Nicola Pittalis, “Venezia e le Repubbliche marinare”, anticipazioni sui due volumi in pubblicazione con Il Gazzettino ad ottobre 2021 – Daniela Saltarin di Plant for the Planet onlus Italia, “Le foreste della Serenissima” – Elena Piutti di Veneto Agricoltura, “Venezia, boschi e legnami nei musei bellunesi” A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Dove Wigwam ebbe origine. Ore 16:30 Malga Mariech, Monte Cesen (Valdobbiadene, TV). Cerimonia di scopertura della targa dei 50 anni (1971-2021) del 1° Campo di Rimboschimento di Malga Mariech, a cura della Rete Wigwam. Introduce e modera: Mimmo Vita – giornalista socio Argav e capo ufficio stampa di Veneto Agricoltura. Breve presentazione di Efrem Tassinato – organizzatore del 1° Campo Rimboschimento e fondatore di Rete Wigwam, oggi estesa in 21 Paesi del Mondo, con la sua attualità educativa e visione strategica per il futuro del Pianeta, la raccolta del testimone di una vocazione al buon governo del territorio intesa anche come “coltivazione produttiva sostenibile dell’ambiente” che fu appunto la regola selvicolturale della Serenissima. Saluto delle autorità presenti e, in collegamento telefonico, col dottor Alessandro Merli, allora direttore dell’Azienda di Stato per le Foreste Demaniali di Belluno (la persona che ha creduto nel progetto e che lo ha permesso). Il dottor Merli (al quale si deve molta riconoscenza essendo anche il “papà” del Parco Nazionale delle Dolomiti ha la veneranda età di 99 anni (classe 1922). Potete legge a questo link link una sua intervista del 2016. Piccole testimonianze di alcuni partecipanti al 1° Campo. Scopertura della targa lapidea sulla facciata di Malga Mariech. Consegna degli attestati ricordo ai presenti che parteciparono al 1° Campo. Coi Sindaci dei comuni pedemontani del Cesen (Valdobbiadene, Miane, Segusino, Borgo Valbelluna) e dei Comuni da dove venne organizzato (Padova, Ponte San Nicolò), con le autorità regionali del Veneto (Regione e Veneto Agricoltura), con i Ministeri invitati (Agricoltura, Transizione Ecologica, Difesa per i Carabinieri Forestali, Pubblica Istruzione), rappresentanti delle 142 Comunità Locali Wigwam nei 21 Paesi in cui oggi opera l’Organizzazione nata sul Monte CesenRinfresco coi prodotti tipici della malga e vino Prosecco DOCG dell’azienda Ponte Vecchio (della famiglia Curto, che gestisce Malga Mariech). Disponibilità di ampio parcheggio attiguo alla malga, anche con possibilità di sosta camper. 

Programma domenica 19 settembre. Hangar del Cansiglio Ore 10:00-12:00 “Venezia e la foresta, una storia di uomini e di natura“ a cura di Cai Veneto e Cai Venezia – Franco Bastianon, Il Cansiglio e la flotta di Venezia; – Gianni Frigo, Ecologia della foresta in Cansiglio; Massimiliano Fontanive di Veneto Agricoltura, La selvicoltura oggi in Cansiglio. Ore 15:00-16:30 “I ponti di legno di Venezia. La loro manutenzione” a cura del Gruppo “Il filo di legno” di Venezia con Franco Laner, Sandro Castagna, Franco Avicoli. A seguire: visita guidata al Museo dell’Uomo in Cansiglio.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam/Veneto Agricoltura

Stasera al Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco (PD) si riunisce il direttivo Argav

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Martedì 14 settembre 2021 alle ore 18.30, si terrà il direttivo Argav al circolo di campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD). L’ordine del giorno è il seguente: comunicazioni del Presidente, comunicazione della Segretaria, domande iscrizione nuovi soci, assemblea Argav elettiva 2021, programmazione prossime attività 2021, varie ed eventuali.

Sino al 19 settembre 2021, a Nogara (VR) ritorna la “Festa del riso co’ le nose”, manifestazione che unisce tipicità e tradizione

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Si svolgerà sino al 19 settembre 2021 nel parco di Villa Raimondi a Nogara (VR) la 35^ edizione della “Festa del riso co’ le nose”, organizzata da Nogara Eventi in collaborazione con il Comune e con il patrocinio di Provincia e Coldiretti Verona. La manifestazione si svolgerà anche quest’anno in forma ridotta, a causa delle normative anti Covid-19 ma prolungata di un fine settimana rispetto alla durata consueta. All’ingresso della manifestazione sarà misurata la temperatura a ciascun visitatore e sarà controllato il Green Pass.

«Abbiamo predisposto un piano per la sicurezza sanitaria molto rigoroso», ha spiegato Massimo Andreoli, presidente dell’associazione che cura l’evento, «tutti coloro che accederanno alla rassegna saranno registrati e dovranno indossare la mascherina tranne quando saranno seduti a tavola. Per ridurre al minimo i rischi da contagio abbiamo pensato anche a un servizio al tavolo in modo che nessuno si debba alzare per andare a prendere da mangiare o da bere. All’interno della tensostruttura dobbiamo ospitare al massimo 170 commensali e 30 persone dell’organizzazione».

Il 16 settembre alle 19,30 è organizzata da Coldiretti Verona una tavola rotonda dal titolo «L’agricoltura del futuro. Prepariamoci alle nuove sfide». Interverranno dopo i saluti del sindaco Pasini, Daniele Salvagno, presidente di Coldiretti Verona; Marco Poltronieri, assessore all’agricoltura del Comune di Nogara; Michele Marani, direttore del Codive e Simone Costantini, tecnico agronomo. Moderatrice sarà Franca Castellani, vicepresidente di Coldiretti e presidente del Consorzio Veronatura che gestisce i mercati a km zero di Campagna Amica – Coldiretti Verona.

Il programma festa prevede ogni sera alle 21.30 intrattenimenti, le cucine saranno gestite alternativamente dagli Alpini il 10, 11 e 12 settembre – 17,18 e 19 Settembre. Il menù di tutte le serate e dei pranzi delle domeniche prevede come piatto principe il tradizionale risotto co’ le nose oltre altre pietanze della tradizione veronese quali il risotto alla nogarese. Per accedere alla festa è obbligatorio prenotare telefonicamente oppure inviare un messaggio WhatsApp al numero 3357627252 per consentire a Nogara Eventi di coordinare le presenze del pubblico ed evitare assembramenti.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Verona

Film Festival della Lessinia, i vincitori dell’edizione 2021

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Nel corso della cerimonia di premiazione che si è tenuta il 28 agosto scorso al Teatro Vittoria di Bosco Chiesanuova (VR), la giuria internazionale del Film Festival della Lessinia ha assegnato il massimo riconoscimento, la Lessinia d’Oro, come miglior lungometraggio, a “Entre perro y lobo / Tra cani e lupi” (Colombia, Cuba, Spagna 2020) di Irene Gutiérrez, presentato in anteprima italiana. Questa la motivazione dei giurati Helene Christanell (Italia), Damiano Giacomelli (Italia), Guillermo Quintero (Colombia), María Vera (Argentina) e Nika Šaravanja (Croazia): “Un film che trasporta brillantemente lo spettatore nel limbo di un esercizio cinematografico, ludico ed esperienziale di tre vecchi compagni della guerriglia cubana. Un affresco anacronistico che concentra la sua potenza sulla vicinanza con i personaggi e il loro ambiente selvatico, raggiungendo anche un prezioso equilibrio tra la nostalgia e l’assurdità dell’utopia rivoluzionaria” .

La Lessinia d’Argento è stata assegnato al miglior cortometraggio “Bad omen/Cattivo auspicio”(Canada, Afghanistan 2020) del regista e sceneggiatore afghano-canadese Salar Pashtoonyar, altra anteprima italiana proiettata a Bosco. Questa la motivazione dei giurati: “Con una sceneggiatura solida e un’attrice protagonista convincente, il film ritrae un giorno nella vita di una madre single, vedova in una società radicalmente patriarcale. Una storia sensibile che ci invita a riflettere sulla lotta costante delle donne nel tempo sospeso del conflitto afghano”.

Premi speciali. La giuria internazionale ha attribuito una menzione speciale al cortometraggio “Haeberli” (Germania 2020) del documentarista Moritz Mueller-Preisser.  Questa la motivazione dei giurati: “Un ritratto vivido di un personaggio straordinario che combatte con il suo divertente cinismo contro la rigidità della sua città. Le sue imprese grottesche ci hanno sedotto immediatamente convincendoci a parteggiare per la sua protesta dirompente contro il sistema. Con una messa in scena molto attenta e la complicità con il protagonista, questa commedia in forma di documentario ci ha fatto ridere di cuore”. Il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi per il miglior film di un regista giovane è andato a “Il monte interiore” (Italia 2020) di Michele Sammarco.  Il Premio Cassa Rurale Vallagarina per il miglior film sulle Alpi è stato assegnato a “Primascesa – La montagna creata dall’uomo” (Italia 2021), documentario d’esordio di Leonardo Panizza, appassionato di trekking in autonomia e ad impatto zero. Protagonisti del film sono lo stesso regista e Simon Sartori, due giovani scalatori alla ricerca di una cima inviolata. Insieme affronteranno una complessa spedizione nello scenario insolito di un monte artificiale plasmato dai rifiuti dell’uomo.  Menzione speciale della giuria del Premio Cassa Rurale Vallagarina per “Marana” (Italia 2020) dei registi Giovanni Benini e Davide Provolo. A “Primascesa – La montagna creata dall’uomo” (Italia 2021) è stato assegnato anche il “Log to Green Movie Award” per il miglior film ecosostenibile della sezione FFDLgreen.  Una menzione speciale della giuria del “Log to Green Movie Award” ha premiato “Now /Ora” (Germania 2020) del regista e produttore tedesco Jim Rakete. A ricevere il Premio della giuria MicroCosmo del Carcere di Verona è stato “The Postcard /La cartolina”(Marocco, Qatar 2020) di Asmae El Moudir. Ad aggiudicarsi il Premio del pubblico è stato il lungometraggio “L’Aventure/L’avventura”(Francia 2020) di Marianne Chaud. A vincere il Premio dei bambini è stato infine “Pod Mrakem / Nuvoloso” (Repubblica Ceca 2018) di Filip Diviak. Nella foto in alto il direttore artistico del Film Festival della Lessinia Alessandro Anderloni con i registi Irene Gutiérrez, Michele Sammarco, Asmae El Moudir, Leonardo Panizza.

Fonte: Servizio stampa FFDL

Una presidente italiana per i giornalisti “agricoli” europei: l’emiliana Lisa Bellocchi eletta chairwoman dell’Enaj

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ENAJ, lo European Network of Agricultural Journalists (che riunisce le associazioni nazionali dei giornalisti specializzati nei temi agricoli dei Paesi UE ed aderenti ad EFTA, European Free Trade Association) ha per la prima volta una presidenza italiana. La giornalista emiliana Lisa Bellocchi è stata eletta chairwoman nel corso dell’assemblea generale, svoltasi a Lubiana, in Slovenia, in concomitanza con la riunione informale dei ministri agricoli UE. Nel direttivo di ENAJ siedono anche Damien O’Reilly (Irlanda), Katharina Seuser (Germania), Jef Verhaeren (Belgio), Marjolein Van Woerkom (Paesi Bassi), Vedran Stapic (Croazia), Adrian Krebs (Svizzera) e Yanne Buloh (Francia).“L’Italia, fondamentale nello scacchiere europeo, è molto amata per la sua cultura e per il suo cibo – ha commentato Bellocchi -. Questo mandato spero sarà un’occasione per farla conoscere meglio ai colleghi anche per le sue eccellenze agricole ad ambientali”.

ENAJ ha come pietra angolare il rispetto della libertà di stampa e come obiettivo mettere in rete i colleghi dei diversi Paesi, approfondendo insieme i temi della Politica Agricola Comune, e sperimentando dal vivo le migliori realtà rurali, attraverso l’esperienza dei low budget press tour (lbpt), che offrono ai giornalisti spunti per articoli e reportage. Un’attività di networking che non si è arrestata neppure nel corso della pandemia, pur assumendo forme diverse: durante i recenti mesi di lockdown, ENAJ ha infatti organizzato diversi webinar con esperti internazionali e dirigenti della Direzione Generale Agricoltura della Commissione Europea. “La PAC, politica agricola comunitaria – prosegue Bellocchi -, è uno strumento fondamentale per i Paesi UE, sotto i profili economico e sociale, ma estremamente complesso. La nuova stesura sta per diventare operativa ed è opportuno che i giornalisti specializzati abbiano occasioni di scambio e di confronto, per poter a loro volta informare correttamente”.

Lisa Bellocchi, reggiana trapiantata a Bologna, ha lavorato in quotidiani e periodici economici ed è stata vice capo redattore della Redazione RAI TV dell’Emilia-Romagna. Ha maturato l’esperienza nel settore agricolo curando e conducendo per la Rai Tv trasmissioni nazionali quali TGR Italia Agricoltura e TGR Prodotto ItaliaDa 6 anni fa parte del direttivo di ENAJ e nell’ultimo mandato triennale ha svolto le funzioni di vicepresidente. Attualmente è anche presidente interregionale di ARGA, l’Associazione dei giornalisti agricoli di Emilia Romagna-Marche-Umbria, espressione territoriale di UNAGA, l’Unione Nazionale dei Giornalisti Agricoli, Agroalimentari ed Ambientali.

Il direttivo e i soci Argav si congratulano con la collega Lisa Bellocchi per il prestigioso incarico, augurandole buon lavoro!

Fonte: Arga Emilia-Romagna/Marche/Umbria

Il Radicchio di Chioggia Igp al Macfrut di Rimini

Boscolo Macfrut 2019

Dopo oltre un anno e mezzo di relazioni virtuali torna “in presenza” il Macfrut, la più importante kermesse italiana della filiera ortofrutticola, di nuovo ospite nelle strutture della Fiera di Rimini da martedì 7 a giovedì 9 settembre. La voglia del settore di ritornare a “relazioni di contatto” è stata sottolineata nella conferenza stampa di presentazione evidenziando numeri definiti “miracolosi”, vista la persistente situazione di incertezza a livello internazionale: 800 espositori in rappresentanza dell’intera filiera (produzione, tecnologie, macchinari, packaging, logistica, servizi, etc), con circa il 20% di presenza straniera, adesione dei grandi player italiani del settore, più di 500 buyer internazionali accreditati, oltre una quarantina di eventi tra meeting, workshop, convegni e incontri stampa, molti dei quali promossi direttamente dalle aziende espositrici che scelgono Macfrut per presentare le loro novità nel corso della tre giorni, a cui si aggiungono le prove tecniche in campo in un’apposita area dedicata. La contemporanea presenza di Fieravicola, Fiera internazionale delle attività avicunicole, fa della tre giorni riminese il primo grande evento “in presenza” dedicato all’agrifood. E a questa rassegna internazionale torna “in presenza” anche il Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, con la postazione nella collettiva di OPO Veneto (Pad. B5 – Stand 035), che in grande spazio centrale allestito con materiali ecosostenibili, offrirà una suggestiva immagine della campagna veneta, nella quale saranno presentati i suoi più prestigiosi e importanti prodotti tipici DOP e IGP, garantiti 100% italiani. I consorzi partner della collettiva Veneto, oltre a quello del Radicchio di Chioggia Igp, sono i consorzi del Radicchio rosso di Treviso e variegato di Castelfranco, dell’Aglio bianco polesano, dell’Insalata di Lusia e dell’Asparago di Badoere. Durante la fiera lo staff di Verde a NordEst realizzerà dirette streaming con i protagonisti Macfrut, che saranno poi diffuse in tutto il Nord Italia con il settimanale televisivo in onda sulle più importanti emittenti tv regionali.

Sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine. «Ci collochiamo all’interno dell’area di Opo Veneto, che è socio importante sia del Consorzio che dell’Ortomercato di Chioggia – spiega il presidente del Consorzio, Giuseppe Boscolo Palo – perché condividiamo le scelte in tema di sostenibilità ambientale e identificazione dell’origine: è una scelta convinta in risposta alla crescente domanda di prodotti di qualità in ambienti di qualità. Salubrità, freschezza, stagionalità, garanzia di qualità – prosegue Boscolo – sono certificati dai marchi Igp e Dop, come il nostro Radicchio di Chioggia, che esporremo nelle sue diverse presentazioni del prodotto fresco, dalle cassette per la ristorazione, alle confezioni per le famiglie, fino al prodotto in busta già lavato per il consumatore che lo vuole pronto in tavola. Assieme al prodotto fresco porteremo in esposizione anche alcuni dei prodotti gastronomici che lo contengono: paste fresche ripiene, buste di essiccato per risotti, torte e specialità da forno, pizze e birre artigianali. A settembre – conclude il presidente del Consorzio – ha preso avvio la campagna di raccolta della tipologia tardivo autunno-invernale di Radicchio di Chioggia Igp, i cui conferimenti quotidiani già iniziati all’Ortomercato di Chioggia mostrano un prodotto di ottima qualità e pezzatura». A Macfrut, organizzato da Cesena Fiera, (orario 9.30-18.00) si potrà accedere solo con Green Pass o titolo internazionale equivalente. Per chi ne è sprovvisto sarà possibile effettuare un tampone rapido nei due ingressi della Fiera. L’ingresso alla manifestazione è aperto agli operatori specializzati, con registrazione obbligatoria al sito www.macfrut.com.

3-5 e 10-12 settembre 2021, ad Asiago torna Made in Malga

Foto Made in Malga

Nei fine settimana 3-5 e 10-12 settembre 2021 ritorna ad Asiago (VI) l’evento nazionale dei formaggi di montagna “Made in Malga”. La manifestazione, giunta alla 9^ edizione, organizzata da Guru comunicazione, aprirà venerdì 3 alle ore 10 con la mostra mercato ma vedrà l’inaugurazione ufficiale alle 18 con la presentazione del nuovo libro di Oscar Farinetti “Never Quiet” a cui seguirà un brindisi con le autorità.

2 week-end dedicati al gusto d’alta quota. Tra le iniziative in programma, segnaliamo le escursioni storico-naturalistiche e le visite alle malghe, le proiezioni di film di montagna, novità 2021,  e le degustazioni guidate (60 minuti,) organizzate all’Hotel Paradiso tra cui quelle realizzate in collaborazione con il Consorzio di tutela Asiago Dop alle 16.30 di sabato 4 settembre (Il formaggio Asiago Dop e le birre di montagna, costo 10 euro) e sabato 11 settembre (Vini estremi dal mondo e le quattro stagionature dell’Asiago Dop, costo 15 euro), su prenotazione. Ulteriori informazioni: www.madeinmalga.it

Per partecipare all’evento è necessario essere muniti di certificazione verde COVID 19 e nelle zone Ztl del centro di Asiago è vigente l’obbligo della mascherina anche all’aperto.

Fonte: servizio stampa Made in Malga/Consorzio tutela Asiago Dop

Centenario nascita Mario Rigoni Stern (1921-2021), alla biblioteca internazionale La Vigna conferenza venerdì 3 settembre in ricordo dello scrittore organizzata da Onaf

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Venerdì 3 settembre alle ore 18.00 si terrà alla Biblioteca Internazionale “La Vigna” la conferenza “Tra boschi, malghe e formaggi per ricordare Mario Rigoni Stern”, organizzata da Onaf delegazione di Vicenza e dalla Biblioteca “La Vigna” in collaborazione con la Biblioteca Civica Bertoliana in occasione del centenario della nascita dello scrittore Mario Rigoni Stern (1921-2021).

Interventi. Dopo i saluti delle autorità, la conferenza sarà introdotta da Mario Bagnara, consigliere scientifico della Biblioteca “La Vigna”. Seguiranno gli interventi di Raffaele Cavalli (consigliere scientifico “La Vigna” e past delegato dell’Acc. Ita. Della Cucina, delegazione Vicenza, La cultura boschiva di Mario Rigoni Stern), Gianni Rigoni Stern (figlio dello scrittore, Quando un figlio ricorda), Elio Ragazzoni (direttore della rivista InForma, Formaggi, Storia di uomini della montagna). Farà da moderatore Paolo Portinari, delegato della delegazione di Vicenza dell’Accademia Italiana della Cucina. Durante il memoriale, Pier Carlo Adami, presidente nazionale Onaf, conferirà alla memoria, al figlio dello scrittore, il titolo di Maestro Assaggiatore Onaf allo scrittore Mario Rigoni Stern.

Modalità di partecipazione. In presenza: visto il numero limitato di posti, è richiesta la prenotazione obbligatoria presso la segreteria della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: info@lavigna.it |Tel. 0444-543000. In ottemperanza alle disposizioni governative vigenti, previste per tutti i luoghi di cultura italiani (rif. D.L. del 23 luglio 2021), dal 6 agosto l’accesso alla Biblioteca è consentito solo alle persone munite di Green Pass corredato da un valido documento di identità. Le disposizioni non si applicano ai bambini di età inferiore ai 12 anni e ai soggetti con certificazione medica specifica. Diretta Facebook: la conferenza verrà trasmessa in diretta sulla pagina Facebook della Biblioteca Internazionale “La Vigna”: https://www.facebook.com/bibliotecalavigna01

Fonte: Biblioteca Internazionale La Vigna

Previsioni vendemmia 2021: buona e in calo

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“Per la vendemmia 2021 la parola chiave resta ‘qualità’. In Veneto grazie all’impegno e alla passione dei nostri produttori anche quest’anno potremmo offrire un prodotto di alto livello, specie per alcuni vitigni, come il Glera, e quelli a bacca rossa”. Lo ha sottolineato l’assessore regionale all’Agricoltura, Federico Caner, intervenendo ieri mattina alla 47^ edizione del focus sulle previsioni vendemmiali, storico evento promosso da Regione del Veneto e Veneto Agricoltura con Avepa, Arpav e Crea-VE che, come ogni anno, rappresenta per il mondo vitivinicolo non solo veneto un importante momento di approfondimento e confronto alla vigilia della vendemmia. “Dopo un avvio difficile – ha continuato Caner – soprattutto a causa delle avverse condizioni climatiche, il caldo dell’estate ha favorito la viticoltura e dunque la produzione enologica oggi sempre più orientata ai principi di qualità e sostenibilità. Un valore quest’ultimo, fortemente condiviso con i Consorzi DOC e DOCG, che si realizza attraverso pratiche fitosanitarie che fanno scuola anche nel resto d’Italia. Penso alle produzioni biologiche che hanno avuto un incremento significativo nelle zone storiche, come la Valpolicella, e alla certificazione SQNPI (Sistema di Qualità Nazionale di Produzione Integrata), alla quale da tempo lavora il Consorzio del Prosecco Doc, maggiormente diffusa nell’area del Veneto centro orientale, primo passo verso la certificazione di sostenibilità territoriale”.

Sul ruolo dei Consorzi DOC e DOCG, Caner ha ricordato che: “Oggi questi organismi svolgono una funzione fondamentale di indirizzo nei confronti degli strumenti di valorizzazione del prodotto e per la tutela della qualità della Denominazione intesa come qualità globale e percepita da parte del consumatore che ingloba non solo i caratteri intrinseci del vino, ma anche la qualità di vita e del territorio di produzione, per guidare, anche da un punto di vista tecnico le scelte strategiche della Denominazione stessa. I produttori veneti sono consapevoli che andare verso un sistema certificato dell’intera filiera, in linea con quanto disposto dalla norma nazionale, significa poter sfruttare nuove occasioni mediatiche e di valorizzazione del prodotto”. “Il dialogo con i Consorzi è continuo – ha concluso l’assessore – e la Regione, solo per fare alcuni esempi, ha attivato prontamente quanto chiesto in termini di riserve, stoccaggi e blocco delle rivendiche. Insieme al progetto per offrire indicazioni ai tecnici sulle potature e la gestione del vigneto, è stato avviato il monitoraggio del fenomeno della flavescenza dorata attraverso il sistema integrato tra il Servizio fitosanitario regionale e tecnici che operano nelle aziende. Abbiamo inoltre emanato apposite ordinanze di lotta obbligatoria alla cicalina Scaphoideus titanus e di estirpo delle piante sintomatiche, con le eventuali relative sanzioni in caso di inadempimento. Si tratta di un impegno che deve continuare unitamente a tutto il sistema, viticoltori per primi, a tutela del mantenimento della potenzialità produttiva regionale. Ho dato mandato ai miei uffici di individuare, in collaborazione con i Consorzi, le risorse necessarie per contrastare questo fenomeno. In Veneto l’export di vino vale 2,24 miliardi di euro, un valore che conferma la nostra Regione come quarta potenza mondiale. Proprio a sostegno della promozione dei vini veneti sui mercati mondiali, dopo la pubblicazione venerdì dell’avviso nazionale, stiamo lavorando alla nuova delibera che consentirà di finanziare progetti regionali per 15 milioni di euro”.   Il direttore di Veneto Agricoltura, Nicola Dell’Acqua, ha ricordato l’impegno dell’Agenzia a favore del settore vitivinicolo regionale, a partire dalla realizzazione dei tre focus del Trittico che da tanti anni contribuiscono a tenere costantemente monitorato il comparto e aggiornati gli operatori.

In estrema sintesi, relativamente alle previsioni di vendemmia nel Veneto, iniziata in queste ore, il focus, svoltosi online con la partecipazione di oltre 130 operatori ha confermato per il vigneto veneto un ritardo medio di inizio vendemmia di 8/10 giorni rispetto allo scorso anno; un calo complessivo della produzione di circa il -10%, con punte anche superiori in alcune aree colpite da pesanti grandinate e dalle gelate tardive di aprile; uno stato sanitario delle uve al momento ottimale (slide, report e video sono disponibili al seguente indirizzo internet: https://www.venetoagricoltura.org/evento/previsioni-vendemmiali-2021/; inoltre sul profilo Facebook è disponibile il video dell’intero incontro).

Nel dettaglio la situazione nei vigneti delle singole province, inquadrata sotto il profilo meteo da Francesco Rech di Arpav e sotto l’aspetto quali-quantitativo da Diego Tomasi del Crea-Ve di Conegliano sulla base dei dati raccolti sul territorio da Avepa e dal team del Trittico composto da rappresentanti dei Consorzi e delle Cantine, è la seguente: Belluno, un’annata difficile. Il protrarsi della stagione invernale ha comportato un ritardo vegetativo che ad oggi risulta essere di una decina di giorni. L’inizio dell’annata è stato caratterizzato da basse temperature ma anche da abbondanti precipitazioni che hanno favorito attacchi di peronospora e botrite; diffusa anche la presenza di sintomi di flavescenza dorata. Nell’area sono entrate in produzione nuove superfici, ma una forte grandinata che ha colpito le aree di Fonzaso e Feltre ha compromesso circa un 20% della produzione (con punte anche superiori a Cesiomaggiore dove il danno supera addirittura il 50%). In pratica, a causa dell’andamento anomalo di inizio stagione, si registra una riduzione dei grappoli delle varietà precoci (Pinot Nero, Pinot Grigio e Chardonnay) stimata in circa 10-20%, mentre il vitigno Glera risulta nella media. Complessivamente, tenendo in considerazione dell’entrata in produzione dei nuovi vigneti, si prevede una diminuzione delle rese quantificabile sull’ordine del 5-10% rispetto allo scorso anno. Padova e Rovigo, in pianura hanno colpito duro le gelate di aprile. Anche per questo motivo, l’annata in questo ampio areale si presenta poco carica. Fortunatamente, grazie alle frequenti piogge estive, i grappoli nei vigneti si sono ben ingrossati e oggi si presentano in ottima fase di maturazione. Da qui alla raccolta servirebbero giornate calde e soleggiate e notti fresche e arieggiate – l’auspicio di ogni viticoltore – per l’ottenimento di uve sane. In termini quantitativi, per quanto riguarda la Glera la produzione è in linea con la vendemmia 2020, salvo per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate primaverili, dove potrebbero risultare riduzioni tra il 20-25%. Per il Pinot Grigio si prevede una buona produzione, salvo anche in questo caso per i vigneti di pianura danneggiati dalle gelate tardive e dalla conseguente bassa fertilità per cui potrebbero esserci delle riduzioni fino al 20%. Il Moscato Giallo è invece in linea con le produzioni 2020; il Merlot potrebbe essere in crescita anche del 10% rispetto al 2020; per il Raboso si stima una riduzione in pianura, con punte fino al 50% in alcune aziende. Treviso, elevata qualità delle uve, produzione in calo. Tutti i vitigni hanno un ritardo fenologico di 7-10 giorni rispetto al 2020. Visto il numero contenuto di grappoli presente nelle piante e le escursioni termiche giorno/notte di questa parte finale di agosto, si può ipotizzare un livello qualitativo delle uve molto buono, ma come sempre molto dipenderà dall’andamento meteorologico dei prossimi giorni. In linea di massima, quest’anno le produzioni potrebbero attestarsi su valori nettamente più bassi rispetto allo scorso anno, soprattutto per le varietà Pinot Grigio e Chardonnay. Anche la Glera (Prosecco) risulta essere mediamente meno carica in termini di quantità di grappoli sulla pianta. Si sa, però, che questo vitigno è molto generoso e se sarà aiutato dalle piogge pre-vendemmiali potrebbe riassestare la propria produzione su valori quasi normali. Complessivamente nella Marca si stima una produzione inferiore di circa il 10% rispetto al 2020, in piccola parte compensata dall’entrata in produzione di nuovi vigneti (circa 2-3%). Pertanto, si stima quest’anno una produzione complessiva di 5.5000.000 q.li di uva di cui 4.9500.000 a bacca bianca e 550.000 a bacca nera. Vicenza, produzione in calo. Nel vicentino, dove la gelata di aprile ha generato danni a macchia di leopardo, le diverse fasi fenologiche hanno registrato un ritardo rispetto al 2020 variabile tra i 7 e i 15 giorni, stimabile sui 9-12 giorni in riferimento all’invaiatura e alla raccolta. Le gelate tardive e la flavescenza dorata sono state la concausa di un calo stimato della produzione. In provincia si stima complessivamente un calo produttivo di circa il 10%, ma nelle zone in cui i problemi metereologici sono risultati meno impattanti si ritiene che la produzione possa essere in linea con i livelli quantitativi dello scorso anno. Verona, preoccupa la flavescenza dorata.  Dal punto di vista fitosanitario, ad oggi nell’area veronese la sanità delle uve è buona, solo l’oidio sembra aver fatto capolino nelle colline più sensibili. La peronospora si è vista solamente in alcuni vigneti posti in zone di fondovalle, particolarmente favorevoli allo sviluppo di tale fungo, oppure in questa fase finale dove i soli prodotti rameici, non garantiscono un’adeguata persistenza. Nell’area del Soave, e particolarmente nella Val d’Alpone a ridosso del vicentino, è esploso il problema flavescenza dorata che risulta essere in netta crescita. Nei vigneti stanno aumentando notevolmente i rimpiazzi delle viti sintomatiche da flavescenza, in alcuni casi addirittura si arriva al reimpianto totale quando le viti sintomatiche superano il 30-40 %. Nelle principali aree di produzione si prevede: per il Garda e Pinot Grigio Venezie un -10% di produzione rispetto al 2020; per lo Chardonnay e altri vitigni precoci -20%; per il Valpolicella la produzione dovrebbe risultare come da disciplinare, tranne nelle aree grandinate: per il Soave e Soave Classico le produzioni dovrebbero essere in calo del -5-8%; il Bardolino è in linea con la produzione del 2020 e del disciplinare; il Custoza si annuncia in diminuzione del -15% circa, rispetto al 2020, a causa di una forte grandinata; il Durello e l’Arcole sono in linea con le produzioni storiche.

Riepilogo. Nel Veneto la produzione di uva quest’anno dovrebbe arrivare a 12,5 milioni di quintali (erano 14.039.000 milioni nel 2020); a Bolzano quasi 400.000 quintali (440.000); a Trento 1.158.000 ((1.258.700); in Friuli-Venezia Giulia 2.555.000 (3.116.300).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura