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Il “passante di Mestre” diventa più verde, messi a dimora oltre trentamila tra alberi, arbusti ed erbe palustri

Veneto Agricoltura ha avviato un importante intervento di forestazione e ripristino ambientale lungo il “passante di Mestre” in corrispondenza del casello autostradale di Scorzè-Ve. Il progetto, redatto dai tecnici del Centro dell’Agenzia regionale di Montecchio Precalcino (VI), prevede la messa a dimora di 18.000 alberi ed arbusti e di 15.000 piante erbacee tipiche delle sponde di stagni e zone umide. Tutte le piante sono prodotte da Veneto Agricoltura.

L’intervento riguarda un’area recentemente acquisita al demanio idrico, nella quale il Consorzio di Bonifica “Acque Risorgive” ha effettuato imponenti movimenti di terra allo scopo di creare terrapieni a protezione del vicino centro abitato di Cappella, e depressioni umide funzionali alla gestione delle emergenze idrauliche. Le zone umide saranno inverdite mediante l’impianto delle specie erbacee igrofile (che si sviluppano su suoli ricchi d’acqua), alcune delle quali rare e minacciate, con l’obiettivo di ripristinare un importante habitat. L’impianto di questa fascia di vegetazione è già iniziato e proseguirà anche nelle prossime settimane ad opera del personale del centro di Montecchio di Veneto Agricoltura. I terreni più asciutti, invece, ospiteranno varie tipologie di bosco planiziale. Il committente dell’intera opera è il comune di Scorzè con la sponsorizzazione della San Benedetto tramite la società fiorentina di green marketing “Treedom”.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

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Internazionalizzazione prodotti italiani a Indicazioni geografiche, mentre il radicchio di Chioggia “sbarca” in Finlandia, l’Asiago rivendica tutela e riconoscimento in Cina, Giappone e Messico

Il Radicchio di Chioggia Igp si spinge sempre più a Nord. La settimana prossima, in occasione della Settimana della Cucina Italiana nel Mondo, il Consorzio di Tutela porterà in Finlandia il “Principe Rosso” per presentarlo in una serie di eventi enogastronomici e culturali in alcuni ristoranti della capitale e in una serata di gala nell’Ambasciata italiana a Helsinki.

Un mercato attento alle certificazioni di origine e di qualità ambientale. “Puntiamo all’internazionalizzazione della promozione verso il Nord Europa – spiega il presidente del Consorzio di Tutela del Radicchio di Chioggia Igp, Giuseppe Boscolo Palo – perché l’esperienza di questi ultimi anni alla Fiera Fruit Logistica di Berlino, ci ha fatto intravvedere ottime possibilità di affermazione del nostro prodotto in questi mercati, dove il consumatore è attento alle certificazioni di origine e di qualità ambientale. Invitandoci, la nostra Ambasciata ci ha assicurato che la società finlandese è estremamente interessata all’Italia, alla nostra cultura, ai nostri prodotti, soprattutto a quelli tipici regionali a denominazione di origine protetta e controllata che garantiscono lo stretto legame col territorio. Il radicchio di Chioggia, con la sua caratteristica chiusura a palla compatta è un ortaggio che può sopportare meglio di altre verdure a foglia il gelo invernale, inoltre il suo colore rosso-amaranto innervato di bianco può costituire un elemento di vivacità sulle tavole nordiche”.

L’altro lato della medaglia. “E’ in atto uno scontro globale, senza esclusione di colpi che richiede un intervento forte del sistema politico italiano e comunitario contro i tentativi di delegittimare un comparto di interesse nazionale come quello delle Indicazioni Geografiche. E’ questo il messaggio che il Consorzio Tutela Formaggio Asiago lancia dopo che, negli ultimi tre mesi, è stato protagonista di un’intensa azione di tutela che ha visto il pieno riconoscimento dei diritti di proprietà intellettuale ed una serie di vittorie legali contro tentativi di usurpazione ottenute in Cina, Giappone e Messico, paesi dove sono in corso i negoziati bilaterali con l’Unione Europea.

La sinergia tra prodotto e territorio è l’elemento distintivo e fondante dell’Indicazione Geografica, occasione unica e inimitabile di promozione economica e valorizzazione del genius loci. A confermarlo sono i numeri del comparto dei prodotti DOP e IGP italiani che oggi valgono 14 miliardi di fatturato alla produzione (vino escluso) e, nel 2016, hanno visto esportazioni per 7,8 miliardi di euro, con un peso del 21% delle tipicità sull’intero export agroalimentare (dati Qualivita). Un settore, quello delle DOP e IGP, non delocalizzabile, che fornisce un importante contributo alla fiscalità nazionale e la cui salvaguardia andrebbe inserita tra le priorità nazionali, in quanto asset strategico per l’economia del Paese. “Di fronte a chi oggi mette in discussione lo stretto legame tra denominazione e luogo geografico d’origine – afferma il presidente del Consorzio di Tutela, Fiorenzo Rigoni, – come le  recenti richieste di organizzazioni di produttori nordamericani indirizzate al presidente Trump di non riconoscere le Indicazioni Geografiche negli accordi commerciali, è necessario che il sistema politico italiano prenda atto dell’attacco globale in corso e agisca, di concerto con la Ue, per salvaguardare i diritti di proprietà intellettuale legati ai prodotti DOP e IGP, la cui tutela coincide non solo con la difesa di interessi economici vitali ma con la difesa di un valore non negoziabile: ovvero l’identità e la cultura di intere comunità locali”.

Fonte: Servizio stampa Consorzio radicchio di Chioggia Igp e Consorzio Tutela Asiago Dop

 

Soci Argav in visita all’azienda agricola Scudellaro di Pontecasale di Candiana (PD)

Oggi, sabato 18 novembre, i soci Argav sono in visita all’azienda agricola Scudellaro di Pontecasale di Candiana, nella Bassa Padovana, in occasione dell’inaugurazione di un loro nuovo ramo aziendale. L’azienda, che non pratica l’allevamento intensivo, ma all’aperto e nutre gli animali solo con cereali prodotti in sede, ha una storia pluridecennale. Ora la proprietà ha deciso di dotarsi di un macello CE tra i più moderni esistenti in Veneto, che assembla al meglio attrezzature italiane e francesi. La nuova struttura consentirà loro di commercializzare non solo in Veneto, come accade oggi, ma su più larga scala. Inoltre, sarà presentata una nuova linea di prodotti precotti, il cui ricettario è stato affidato al consulente per ristoranti Pier Angelo Barontini, che lavorerà direttamente in azienda con cotture a bassa temperatura e sottovuoto.

Pfas. Vietato per un anno il consumo del pesce pescato nelle acque superficiali dei 21 comuni della “zona rossa”

“I livelli di contaminazione riscontrati nelle specie ittiche di cattura, campionati nell’ultima fase del piano di monitoraggio, hanno suggerito l’opportunità di individuare misure di carattere precauzionale”. Ad affermarlo è l’Istituto Superiore di Sanità, che ha presentato ieri a Venezia i risultati del Piano di monitoraggio degli alimenti in relazione alla contaminazione da sostanze perfluoroalchiliche (PFAS) in alcuni ambiti della regione del Veneto, realizzato e valutato in accordo con la Regione e in collaborazione con l’Istituto Zooprofilattico delle Venezie e l’Arpav.

Ordinanza di divieto di consumo. Quindi, sulla base dei risultati della ricerca, il Presidente della Regione del Veneto ha emesso un’ordinanza nella quale viene vietato il consumo di pesce pescato nelle acque superficiali in tutti i 21 Comuni della cosiddetta “zona rossa”. Il divieto è in vigore dal 10 novembre e lo resterà per un anno.

Gli alimenti esaminati. Complessivamente, sono stati prelevati 614 campioni di alimenti di origine vegetale e 634 campioni di alimenti di origine animale. Gli alimenti vegetali campionati sono stati: frutta (mele e pere da tavola), uva da vino, ortaggi (patate, radicchio, pomodori, asparagi, cipolle, lattuga/lattughino e altre verdure a foglia, fagiolini, zucchine, peperoni, zucca, piselli, cavoli, fagioli) e cereali (mais). Quelli di origine animale: muscolo e fegato di suini, avicoli e bovini da carne, oltre che latte, uova e pesci di cattura.

Esiti. Gli alimenti di origine vegetale sono risultati esenti da contaminazione rilevabile da PFOS e PFOA ad eccezione di alcuni campioni di mais, i cui livelli di PFOA erano in ogni caso estremamente bassi”; relativamente agli alimenti di origine animale, il latte, il muscolo bovino e quello avicolo hanno mostrato per PFOS e PFOA contaminazioni assenti o trascurabili. Il fegato, in particolare quello suino e le uova di produzione familiare hanno mostrato, in una percentuale significativa di campioni, livelli variabili di contaminazione per PFOS e PFOA. Il contributo di tali alimenti in termini di esposizione ai contaminanti risulta tuttavia estremamente ridotto anche nello scenario cautelativo adottato. Anche in alcuni campioni di muscolo suino è stata rilevata presenza dei contaminanti; i bassi valori riscontrati fanno comunque stimare come estremamente ridotto il contributo di tale alimento all’esposizione della popolazione ai PFAS”.

Conclusione. “La presente stima del contributo dei singoli alimenti all’esposizione a Pfos e Pfoa in rapporto agli attuali TDI (limiti cautelativi per l’esposizione cronica ndr.) stabiliti da EFSA (Ente Europeo per la Sicurezza Alimentare con sede a Parma ndr.) non ha messo in evidenza criticità sotto il profilo della sicurezza alimentare. Tale stima verrà perfezionata quando i dati sui consumi alimentari locali, raccolti nel contesto del biomonitoraggio attualmente in corso sulle persone saranno disponibili”.

Costi. Ha detto Coletto: “Abbiamo ricevuto dal Ministero della Salute la notizia di un primo stanziamento di due milioni di euro per la parte delle attività sanitarie. Non è molto, ma è già qualcosa, i costi si protrarranno per anni, perché stiamo attuando un vero e proprio screening sulle persone che durerà a lungo ed eroghiamo le eventuali cure necessarie in forma totalmente gratuita. All’appello mancano ancora gli 80 milioni promessi dal Governo per gli interventi acquedottistici”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

19 novembre 2017, gli “S-cék da Segusin” danno il via alle iniziative natalizie, culminanti a dicembre con il Presepio Artistico, dedicato quest’anno a “1917, Natale in trincea”

Una pluriennale amicizia lega Argav alla comunità degli S-cék da Segusin”, impegnata nella valorizzazione delle piccole produzioni locali. Ospitiamo quindi volentieri le notizie inerenti alle loro iniziative natalizie, che avranno idealmente al via domenica 19 novembre 2017 con il mercatino natalizio, organizzato dalla Pro Loco dalle 9.30 alle 19 lungo le vie del centro di Segusino (Tv) e che vedrà la presenza di bancarelle di prodotti tipici e artigianali.

Presepio Artistico, edizione 2017 dedicata a “1917, Natale in trincea”. Come da tradizione, le iniziative natalizie nel borgo culminano con l’apertura alle visite del Presepio Artistico, il cui tema di quest’anno è “1917, Natale in trincea”. Anche a Segusino, insieme a Quero, Vas, Alano di Piave, nel novembre 1917-ottobre 1918, furono scritte importanti e tragiche pagine della storia d’Italia. L’Associazione Amici del Presepio Artistico di Segusino ha quindi organizzato una serie di eventi della memoria sui fatti della Grande Guerra in collaborazione con altre associazioni come il comitato Sagra Santa Lucia, la ProLoco, il gruppo Alpini, l’amministrazione comunale di Segusino e anche il paese di Fregona (Tv).

Il Natale 1917 fu l’ultimo Natale della Grande Guerra: un Natale vissuto in trincea. Da una nota dell’associazione Amici del Presepio Artistico leggiamo: “Al tempo bisognava sparare per fermare l’avanzata nemica, o qui sulle sponde del Piave o mai più. Ed era dal Monte Grappa, dal Monte Tomba, dal Monfenera che partiva il fuoco “amico” che doveva fermare il nemico. La storia ufficiale non parla di importanti tregue belliche nella notte del Natale 1917, come avvenne nelle giornate di Natale negli anni precedenti di guerra. Ma la storia ufficiale non parla nemmeno dei rapporti di “amicizia” che nacquero tra soldati avversari, quando non si combatteva, anche se poi si era pronti a sparare quando la tregua era finita. Le storie “segrete” dei soldati però qualcosa raccontano, perché quei soldati erano dei giovani ragazzi di 18 anni o poco più, arruolati in nome di una guerra fatta di poteri e di ambizioni di grandi Imperi, ma che fino ad allora era stata studiata solo all’interno dei comandi militari da generali che probabilmente nemmeno conoscevano così tanto bene i territori del fronte, mandando migliaia di giovani vite a morire. Col passare degli anni, alcuni racconti sono usciti dal silenzio, come il lancio del tabacco da una trincea all’altra tra i militari austro-tedeschi e quelli italiani, in cambio di un po’ di cibo o alcool; oppure la storia del soldato tedesco cognato del soldato italiano ospitato a sfamarsi nelle gallerie delle truppe italiane sulla Marmolada”.

E se fosse davvero andata così? Continua la nota: A distanza di cent’anni, nell’edizione 2017 del Presepio Artistico di Segusino, aperto tutti i pomeriggi dalla vigilia di Natale fino al 4 febbraio 2018, e nei giorni festivi anche al mattino, si vuole ricordare la notte del Natale 1917 nelle gallerie e nelle trincee del freddo e nevoso Monte Grappa, col paese di Segusino sullo sfondo, e lo si vuole fare immaginando una simbolica stretta di mano tra un militare italiano ed uno austriaco in quella notte di Natale del 1917. Che la storia lo racconti o meno, in quella guerra il Natale era considerato sacro, e gli Amici del Presepio, anche correndo il rischio di andare incontro ad un “dubbio storico”, vogliono immaginare che in quel Natale 1917, in qualche modo, tutti fossero diventati amici, fratelli, mettendosi a festeggiare, in trincea, la nascita di Gesù”.

particolare presepio artistico Segusino

Scene ricostruite nei minimi particolari. Dopo la scena a tema, le restanti scene del Presepio ritornano in clima puramente natalizio ed in un’ambientazione segusinese “doc”, ovvero quella che contraddistingue ogni edizione del Presepio Artistico di Segusino: l’ambiente semplice, povero ma genuino degli anni ’20-40-50 del secolo scorso, con la cura dei particolari fin nel minimo dettaglio, in un all’allestimento che copre una superficie di ca 100 mq tra le stanze dell’ex casa del cappellano, il tutto unito alla consolidata tecnica delle scene riflesse da abili giochi di specchi per aumentare la prospettiva di ogni profondità scenica, e con una serie di effetti luce unici ed effetti speciali di forte impatto come la neve che cade e molti altri ancora.

particolare presepio artistico Segusino

Altri eventi. Di notevole spessore anche gli eventi collegati al Presepio Artistico nell’ambito della rassegna “Alla Scoperta dei Presepi e dei Borghi di Segusino“, che consente di scoprire iniziative di rilievo come la mostra rievocativa-documentale su don Antonio Riva (vice parroco di Segusino durante il profugato a Fregona) e sui profughi della Grande Guerra allestita in chiesa parrocchiale dall’associazione “Drìoghe à la Stéla” e la mostra dal titolo “Per non dimenticare” allestita da Franco Canello nel centro parrocchiale. Da ricordare anche gli altri presepi ed originali alberi di Natale disseminati lungo le contrade del paese, da Riva Grassa a Riva Secca, da San Rocco e Santa Lucia, alla piazza di Segusino, a Stramare, dalla scuola primaria fino a proseguire con i numerosi presepi ed allestimenti natalizi nella borgata montana Milies. Venerdì 22 dicembre alle ore 19, è in programma la “nòte Santa“, passeggiata con partenza dalla chiesa parrocchiale fino al borgo Stramare accompagnata dai canti del coro di Stramare. Nella notte della vigilia di Natale alle ore 18 in corte Finadri, si terrà “Natale in contrada” organizzato dalla Pro Loco, in cui si potrà seguire un percorso attraverso le borgate del paese, degustare vin brulè e le prelibatezze offerte dai gruppi spontanei, insieme alla musica natalizia, per terminare il giro alle 23:30 al Presepio Artistico e con la Santa Messa di mezzanotte.

Visite guidate col pulmino navetta gratuito ai borghi Riva Grassa, Riva Secca e la piazza per domenica 26 dicembre e domenica 7 gennaio, con l’ospitalità degli abitanti che offriranno vin brulè ed assaggi vari. Le giornate del 5 e 6 gennaio saranno dedicate alla Befana, mentre il 7 gennaio in chiesa parrocchiale ci sarà il Galà d’inizio anno col prestigioso coro di Stramare diretto dal maestro Elena Filini. Il 21 gennaio alle ore 13 è in programma la tradizionale passeggiata tra i borghi, quest’anno in due percorsi: uno facile adatto alle famiglie con bimbi in passeggino ed uno un po’ più impegnativo nel bosco, entrambi con meta finale all’antico borgo Stramare (in caso di maltempo, si faranno il 28 gennaio).

Fieragricola di Verona 2018 sarà la capitale del latte e della zootecnia

Sarà Fieragricola la capitale del latte e della zootecnia, quando a Verona si ritroveranno, dal 31 gennaio al 3 febbraio 2018, tutti gli espositori della cosiddetta zootecnia di precisione: robot e impianti di mungitura, impianti per la preparazione e la distribuzione automatizzata dei mangimi, software e microchip per il controllo a distanza della mandria, degli impianti di ventilazione, dei sistemi per la pulizia delle stalle.

In mostra. Tre padiglioni su 10 saranno dedicati alle tecnologie e prodotti per la zootecnia, per la produzione zootecnica, le energie rinnovabili (padiglione 9); mostre e concorsi animali, animali da allevamento e genetica (padiglione 10); Eurocarne, salone delle soluzioni per la filiera corta delle carni, che avrà una forte interazione con tutto il segmento dell’allevamento e dell’ospitalità rurale (padiglione 12). Le nuove tecnologie digitali, insieme alle pratiche per migliorare il benessere animale, la multifunzionalità aziendale, l’applicazione di economie di scala (attuabili magari ricorrendo ai servizi per conto terzi), saranno la strada per produzioni più sicure sul piano della salubrità e della qualità e più sostenibili sul versante economico, ambientale e sociale.

I concorsi nel ring. Tre, in particolare, saranno i concorsi degli animali, realizzati in collaborazione con l’Associazione italiana allevatori, da sempre partner di Fieragricola. Accanto agli eventi consolidati, come il Dairy Open Holstein Show (appuntamento internazionale dedicato alla razza Frisona) e alla mostra nazionale della razza Bruna (nel 2020 impegnata proprio a Verona nella gara europea), la grande novità del 2018 sarà il concorso europeo della Limousine, forse la più prestigiosa delle razze da carne allevate in Italia.

Spazio a suini, bovini da carne, avicoli. Particolari eventi, inoltre, saranno dedicati alla suinicoltura (eventi di Crefis, il Centro ricerche delle filiere suinicole, e 3tre3), all’avicoltura, alla carne bovina e alla nutrizione, grazie alla partecipazione, fra gli espositori, di Assalzoo, associazione di riferimento nazionale per i produttori di mangimi.

Il Milk Day. Grazie alla collaborazione di Fieragricola con NewBusiness Media, il 2 febbraio sarà celebrato il Milk Day, con approfondimenti e studi dedicati a tutta la filiera lattiero casearia. Il futuro del latte. Ad ottobre 2017 Verona ha ospitato un incontro tra importanti gruppi internazionali, organizzato da Clal.it, portale di riferimento mondiale per il settore lattiero caseario, i cui dati evidenziano per il periodo gennaio-agosto 2017 un incremento delle consegne di latte nell’Unione europea dello 0,08% su base tendenziale. Così, se Germania e Francia hanno rallentato le produzioni, con una flessione rispettivamente del 2,3% e del 2,4% in confronto allo stesso periodo del 2016, segnano invece una tendenza positiva nelle consegne Italia (+2,9%), Irlanda (+8,1%), Polonia (+4,5%), Repubblica Ceca (+5%), Romania (+6,2%), Spagna (+0,8%), Bulgaria (+11,8%), Austria (+0,6%), Belgio (+1,4%), Lussemburgo (+0,4%) e Cipro (+9,8 per cento). Il livello complessivo della produzione nella Ue-28 nei primi otto mesi del 2017 ha raggiunto quota 105.652.000 tonnellate, 83.000 tonnellate in più su base tendenziale.

Lo scenario, secondo gli analisti del team di Clal.it, non dovrebbe influire negativamente sui prezzi, che si mantengono elevati in tutta Europa (Friesland Campina, realtà cooperativa olandese fra le più importanti al mondo, con oltre 18mila allevatori associati, ha garantito un prezzo per il latte crudo a ottobre 2017 di 41,75 euro per 100 chilogrammi, con un aumento di 1,25 euro rispetto al prezzo garantito per settembre; prezzo che sale a 49,50 euro/100 kg in caso di produzione biologica).

La proiezione del bilancio (domanda e offerta) in equivalente latte al 31 dicembre dovrebbe segnare per tutto il 2017 un saldo negativo. Tuttavia, Clal.it rileva un riequilibrio nelle produzioni di materia grassa (aspetto che potrebbe influire sui listini del burro) e una tendenza ad aumentare le produzioni lattiere dallo scorso mese di giugno. Qualora le esportazioni dovessero segnare una battuta d’arresto e le produzioni di latte dovessero aumentare notevolmente, non si può escludere una frenata dei prezzi. Per ora, il bilancio è soddisfacente. Nei primi otto mesi del 2017 sono infatti cresciute le esportazioni europee di formaggi (+6,8%), di SMP (+43,3%), di WMP (+1,9%), di latte per l’infanzia (+13,4%), di yogurt (+11 per cento). Sono diminuite, nei primi otto mesi di quest’anno, rispetto allo stesso periodo del 2016 le esportazioni di latte e panna (-8,1%) e di burro (-18,8 per cento). Una situazione che impone molta prudenza agli allevatori, i quali dovrebbero ad oggi puntare più sulla sostenibilità delle produzioni che sulla mera quantità.

Psr attuale e post 2020, dal 23 novembre al 14 dicembre 2017 sette incontri in Veneto per fare il punto sull’attuazione e su quanto si sta delineando per il futuro

Quarantasette bandi in trenta mesi, 760 milioni di euro impegnati, di cui 300 già materialmente liquidati ai beneficiari. Sono questi i numeri del Psr, il programma di sviluppo rurale cofinanziato dall’Unione europea, dallo Stato italiano e dalla Regione del Veneto che destina oltre un 1 miliardo di euro all’agricoltura veneta e alle aree rurali nel settennio 2014-2020. Tra la fine di novembre e la prima metà di dicembre, con sette incontri nel territorio con orario 18-20.30 intitolati “I dialoghi del PSR”, la regione Veneto fa il punto con gli operatori del sistema agricolo e rurale sullo stato di attuazione del programma e sui prossimi bandi attivati a fine anno.

Temi affrontati. Gli incontri copriranno tutte le province del Veneto e metteranno a fuoco risultati e prossime scadenze del piano. Il dialogo con gli operatori riguarderà anche le prospettive del settore e in particolare saranno previsti momenti di informazione sulla definizione della Politica agricola comune dopo il 2020, attualmente in corso a livello europeo. La partecipazione gratuita, ma è consigliata la prenotazione on line, possibile a questo link.

Calendario degli incontri. Giovedì 23 novembre a Pedavena (Bl) nella Birreria Pedavena (viale Vittorio Veneto 76); martedì 28 novembre a Este (Pd) nella sala Fumanelli (via G.B. Brunelli n.2 interno 1); giovedì 30 novembre a Castelfranco Veneto (Tv) nell’Hotel Fior, sala Giorgione (via dei Carpani 18); martedì 5 dicembre a Cerea (Vr) nella sala congressi blu dell’area Exp (via Oberdan 10); mercoledì 6 dicembre a Bassano del Grappa (Vi) nella sala delle Volte di Villa Ca’ Sette (via Cunizza da Romano 4); martedì 12 dicembre a Lendinara (Ro) al Teatro comunale Ballarin (via Gambattista Conti 4); giovedì 14 dicembre a San Donà di Piave (Ve) nella sala auditorium-conferenze del centro culturale “Leonardo da Vinci” (piazza Indipendenza, 13).

Fonte: Servizio Stampa Regione Veneto