• Informativa per i lettori

    Nel rispetto del provvedimento emanato, in data 8 maggio 2014, dal garante per la protezione dei dati personali, si avvisano i lettori che questo sito si serve dei cookie per fornire servizi e per effettuare analisi statistiche completamente anonime. Pertanto proseguendo con la navigazione si presta il consenso all' uso dei cookie. Per un maggiore approfondimento leggere la sezione Cookie Policy nel menu
  • Post più letti

  • Archivio articoli

Tutti a Fregona (Tv) a Pasquetta per la festa della tosatura e dal 24 aprile al 5 maggio per la Mostra del Torchiato Docg

La giovane pastora Katy Mastorci, presidente della provincia di Treviso di Donne Impresa Coldiretti, organizza in collaborazione con la Proloco di Fregona, il Comune, la Banca delle Prealpi e altre associazioni locali, la terza edizione della “Festa della tosatura”. L’appuntamento è per lunedì 22 aprile ad Osigo in località Sas a Pont, nella proprietà dell’azienda agricola Vitiotec.

Tante attività e per i bambini, le agritate. Si inizia con la benedizione del gregge e degli operatori alle ore 10.00 e si continua con la tosatura dei capi fino a sera. Durante le fasi di lavorazione, c’è la possibilità di fare pic nic, passeggiate con gli alpaca, onoterapia con gli asinelli Sissi, Mattia e Spritz. I più piccoli saranno intrattenuti dalle agritate con i giochi di una volta e potranno partecipare ai laboratori didattici. “Una prassi necessaria almeno due volte l’anno – spiega Mastorci – che diventa occasione di conoscenza per cittadini e tutti coloro che vorranno comprendere il significato della pastorizia attraverso la conoscenza delle abitudini di chi la pratica. Togliere il vello agli ovini è prendersi cura del benessere animale, predisponendo cosi le pecore alla bella stagione e quindi al pascolo estivo”. Biologa, ex ricercatrice oncologica, Katy Mastorci ora sa tutto di allevamento, di viticoltura e agronomia. Ha lasciato i reparti dell’Ospedale di Aviano per dedicarsi all’agricoltura. “Nel novembre scorso abbiamo depositato in Consiglio regionale una proposta di legge per ripristinare le vie dei pascoli e armonizzare l’impatto con le amministrazioni pubbliche causato dal transito del bestiame nei centri urbani – conclude Katy – nell’anno in cui il Ministero delle Politiche Agricole ha chiesto all’Unesco di riconoscere la transumanza quale patrimonio immateriale possiamo esprimere anche in Veneto molti contenuti culturali. Per questo è importante condividere con la società questi riti ricchi di saggezza contadina affinchè nulla vada perduto, ma conservato, invece, nella memoria della gente”.

Programma Mostra Torchiato di Fregona Docg, ce n’è per tutti i gusti. A raccontare invece il programma della 45^ edizione della manifestazione è Francesca Bertolin, presidente della Pro Loco di Fregona: “Quest’anno la Mostra è all’insegna del turismo slow, per riscoprire i luoghi, la cultura locale, l’identità e le tradizioni con modalità rispettose e sostenibili. Si inizia andando a piedi, alla scoperta (e riscoperta) della nostra collina: 2 passeggiate tra i borghi e lungo i sentieri; alla villa Troyer, sede della Mostra dei vini, una raccolta di scatti fotografici dal titolo Festina Lente ( affrettati lentamente) e un libro che, attraverso le immagini, racconta un pezzo della nostra recente storia. Al Centro di appassimento di via Castagnola, oltre alle consuete visite alla cantina in cui i protagonisti vi racconteranno i segreti del Torchiato, due appuntamenti con il gusto: l’Associazione Slow food in collaborazione con i produttori promette sorprendenti abbinamenti con il passito di casa, i formaggi e il cioccolato. Sempre in via Castagnola evento nell’evento: appuntamento con la musica jazz, per celebrare l’adesione di Fregona alla rete nazionale delle Città del vino. Per i più sportivi, tre modalità per conoscere il territorio: la 16^ Marcia del Torchiato, con parte del tracciato rinnovato, il Gran tour del Torchiato in e-bike e la 6^ edizione del Motogiro del Torchiato, quest’anno dedicata all’altipiano del Cansiglio. Fregona street market per chi è amante dell’artigianato e del piccolo antiquariato e infine, lo stand enogastronomico: una cornice decisamente green nell’area verde di Casa Zardetto, dove i volontari vi accoglieranno con i piatti della tradizione, la buona musica e il consueto sereno clima di festa“. Qui il programma della mostra.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto/Pro Loco Fregona

 

Tappo a vite, bottiglia piatta, in plastica: è il vino del futuro?

La Gran Bretagna sembra intenzionata a lasciare in eredità agli ormai prossimi partner europei un’altra della sue novità destinate a far inorridire i cultori del buon vino: una speciale bottiglia in plastica riciclata dalla forma disegnata con il principale obiettivo di ridurre al minimo l’impatto ambientale dovuto alle spedizioni. Una bottiglia dal collo tradizionale ma per il resto piatta.

L’idea è stata realizzata dall’azienda britannica “Garçon Wines”, che si è posta come prioritario il problema degli ingombri e gli sprechi di spazio determinati dalle normali bottiglie a base rotonda. Una questione legata in realtà esclusivamente al trasporto e alla spedizione di grandi quantitativi di bottiglie. A questo è stato aggiunto anche un supposto beneficio ambientale: la strana bottiglia progettata dai creativi dietro l’azienda britannica, la definiscono al 100% eco-friendly, perché realizzata con materiale riciclato e a sua volta riciclabile. Quasi dimenticando che il più riciclabile tra tutti i materiali è da sempre il vetro.

Nello stesso spazio di una confezione da quattro bottiglie tradizionali ce ne stanno dieci di quelle piatte. Comunque, l’originale bottiglia è stata appiattita rispetto al modello tradizionale con base circolare conservando il volume complessivo che resta pari ai tradizionali 0,75 litri. Aver schiacciato la bottiglia permette all’azienda di realizzare uno speciale cartone in grado di racchiudere 10 bottiglie piatte nello stesso spazio occupato da 4 bottiglie regolari. La bottiglia è proposta con un tappo a vite ed è realizzata interamente in pet riciclato per risultare più leggera e più semplice da riciclare. Evidentemente però con questa forma e con questo materiale il vino perde una parte di quel fascino che è anche uno dei motivi del suo successo mondiale.

Fonte: Garantitaly.it

Inganno ucraino per aggirare le norme europee sulla carne di pollo

La denuncia arriva da Paolo De Castro, vicepresidente della Commissione agricoltura dell’Europarlamento: l’Ucraina, per aggirare la quota imposta dalla Ue sull’esportazione di carne di pollo, si sarebbe inventata ilpetto con l’ala”, un taglio di pollame che, essendo classificato come generico, non paga il dazio.

Il trucchetto. Specifica De Castro in una interrogazione scritta al Commissario Ue al commercio, Cecilia Malmstroem, che il “nuovo taglio di carne di pollo chiamato ‘Breast with cap in’, di fatto il petto a cui hanno aggiunto un’ala”, “finisce negli stabilimenti europei di proprietà ucraina e commercializzato nei canali horeca (quelli della ristorazione collettiva) e industriali, dove non c’è obbligo di indicazione d’origine”. In forza di questo ‘trucchetto’, le importazioni di carni avicole dall’Ucraina sono passate dalle circa 20mila tonnellate del 2014 alle 115mila tra gennaio e novembre 2018. Una quantità, spiega De Castro, “non lontana dalle 186.500 tonnellate che ha esportato l’Italia nel 2017”.

Fonte: Garantitaly.it

Arpav trova tracce di Pfas di nuova generazione nel Po. Zaia: “Questione nazionale, il Governo metta il limite zero”

Arpav ha comunicato agli uffici del Commissario delegato per i primi interventi urgenti di Protezione Civile, Nicola Dell’Acqua, in conseguenza della contaminazione da sostanze perfluoro-alchiliche (Pfas) delle falde idriche nei territori delle province di Vicenza, Verona e Padova, quanto segue:

Pfas di nuova generazione. “Facendo seguito a quanto convenuto con gli organi regionali, a partire dalla fine di gennaio Arpav ha esteso la ricerca di un nuovo composto C6O4 ad alcuni punti di acqua superficiali collocati in punti di attingimento idropotabile. L’inquinante emergente in questione era in passato stato ritrovato nelle acque contaminate nei pressi dello stabilimento della Miteni, che lo utilizzava nel processo produttivo a sostituzione dei Pfas tradizionali. Ma si è ritenuto di ricercarlo nell’ambiente per verificare la presenza da altre possibili fonti. A marzo è stata riscontrata una positività presso la stazione di acque superficiali sul fiume Po in località Corbola con la determinazione di un quantitativo di alcune decine di nanogrammi litro. Il campionamento è stato ripetuto il 2 aprile scorso, confermando il ritrovamento sia nella stazione già campionata che a monte e a valle della stessa”.

Possibili fonti di inquinamento importanti. “Considerato che, data l’ubicazione dei punti di campionamento, risulti pressoché impossibile che derivi dal sito inquinato nell’area dell’azienda Miteni, il composto quasi sicuramente deriva dalle regioni del bacino padano a monte idraulico delle prese in cui è stata ritrovata la sostanza con una concentrazione di circa 80 nanogrammi/litro. Ricordiamo, infatti, che la stazione è ubicata in prossimità di Castelmassa, al confine con Lombardia ed Emilia. Una sostanza così poco utilizzata e di nuova generazione per essere riscontrata in queste quantità nel fiume più grande d’Italia fa supporre che si possano trovare a monte fonti di inquinamento importanti. Si ricorda che per questa sostanza di nuova generazione gli standard analitici commerciali non sono disponibili e le analisi, ad oggi, sono sperimentali.

Segnalazione ad altre regioni. Per questo motivo la Regione del Veneto sta predisponendo una segnalazione alle Regioni Emilia Romagna, Lombardia e Piemonte riguardo a questo ritrovamento. Non essendovi limiti europei e nazionali, per motivi precauzionali il gestore della rete idropotabile Acque Venete ha già ordinato nuove batterie di filtri. Queste azioni sono rese possibili anche grazie all’attività che la Giunta Regionale ha impostato già un anno e mezzo fa, con la Dgr 2232 del 2017, richiedendo a tutti i gestori della rete idropotabile di studiare sistemi di abbattimento da implementare qualora si trovassero ad affrontare situazioni impreviste come questa.”

Luca Zaia: “Una primaria questione ambientale nazionale”. In merito alla comunicazione, il Presidente della Regione ha commentato: “Questa è la conferma che la questione Pfas è un tema che interessa tutto il Paese, ed è una primaria questione ambientale nazionale. Per questo motivo è necessario che il Governo, come ha già fatto il Veneto da tempo, intervenga fermamente, ponendo limiti zero. Invitiamo, quindi, il Ministero dell’Ambiente a muoversi sulla linea già tracciata dalla nostra Regione, agendo il più rapidamente possibile. Ciò a tutela della popolazione non solo delle aree interessate da questo tipo di inquinamento in Veneto, ma di tutti i cittadini del nostro Paese”.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

Cooperazione per lo sviluppo delle filiere corte, nuovo bando del Gal Patavino, domande entro il 4 giugno 2019

Il Gal Patavino ha aperto i termini per la presentazione delle domande di aiuto a valere sull’intervento “bando 16.4.1. cooperazione per lo sviluppo delle filiere corte“. Può fare domanda un Gruppo di Cooperazione (GC), che può assumere tre composizioni: imprese agricole attive nel settore della produzione primaria; imprese agricole attive nel settore della produzione primaria e imprese di trasformazione e commercializzazione; imprese agricole attive nel settore della produzione primaria e imprese di servizi di ristorazione. Ciascuna composizione può essere integrata con associazioni dei consumatori. La percentuale del contributo a fondo perduto è del 70 centro, minimo e massimo investimento: 10.000 – 50.000 euro, si può fare domanda entro il 4 giugno 2019.

Altri progetti in corso. Sta proseguendo, inoltre, l’attuazione del progetto chiave “Rigenerare Territori, coltivare innovazioni”, avviato con i progetti “PerCorsi Rurali” (capofila comune di Vò in collaborazione con i comuni di Conselve e Merlara) e con “RISORSA (Rete Innovativa per la Sostenibilità Rurale e Sensibile alla salute e nutrizione del vigneto” (capofila la Cantina dei Colli Euganei, in collaborazione con Conselve Vigneti e Cantine, Consorzio per la tutela dei vini “Merlara” e Consorzio Padovano di Difesa di attività e produzioni agricole). Quest’ultima fase prevede la pubblicazione del tipo di intervento dedicato alle imprese che realizzano investimenti nelle soluzioni innovative identificate nel progetto. I testi integrali dei bandi possono essere scaricati alla sezione Bandi e finanziamenti – Bandi Pubblici del sito del Gal. Ulteriori info: email: servizio.tecnico@galpatavino.it; pec: galpatavino@pec.it

Reati ambientali, grave intimidazione alla troupe della Tgr Veneto

Gli atti di vandalismo e le intimidazioni non fermeranno il diritto di cronaca. Il comitato di redazione della Tgr del Veneto, l’Usigrai, il Sindacato giornalisti del Veneto (Sgv), di intesa con la Fnsi, esprimono assoluta vicinanza ai colleghi della troupe Rai, ai quali sono state tagliate le gomme della macchina mentre erano al lavoro per un servizio a Rosà in provincia di Vicenza. Nello specifico, i colleghi si stavano occupando di vicende legate alla tutela dell’ambiente, con l’obiettivo di garantire il diritto di tutti i cittadini di essere informati.

Solidarietà ai colleghi della Tgr del Veneto anche da parte del direttivo e dei soci Argav.

Fonte: Sindacato giornalisti del Veneto

A Susegana (TV) un nuovo museo dei mestieri e della civiltà contadina

una delle sale del museo

Un migliaio di pezzi di medie e piccole dimensioni, provenienti da tutto il Triveneto, di cui alcuni risalenti all’Ottocento. È un viaggio straordinario che racconta la società rurale veneta quello che si può scoprire nella nuova ala ristrutturata dell’edificio settecentesco di località Mandre, a Susegana (Treviso), dove l’azienda Borgoluce ha allestito il nuovo Museo dei mestieri e della civiltà contadina con l’esposizione della collezione di Barbara Emo Capodilista.

Il percorso va ad arricchire il contesto della fattoria didattica di Borgoluce già operativo da alcuni anni a Mandre Roccagelsa, dove si trovano la moderna stalla delle bufale, il caseificio, l’antico mulino e un museo con le stanze rievocative della casa colonica e della vita contadina di un tempo. La nuova ala, che si sviluppa su un intero piano del grande edificio che sorge sul lato Nord della corte, raccoglie e ordina una raccolta di mezzi di trasporto utilizzati dal mondo agricolo tra Ottocento e Novecento e una collezione di manufatti che raccontano i mestieri lungo l’arco dell’anno. La collezione apparteneva alla contessa Barbara Steven Emo Capodilista, scomparsa nel 2003 a 87 anni, donna che si prodigò tutta la vita per mantenere splendente la villa palladiana di Fanzolo. Lì, nell’annesso fabbricato rurale, inaugurò nel 1992 il Museo della civiltà contadina, con i pezzi pazientemente collezionati, dagli anni Settanta, per mantenere la memoria della società rurale veneta, della sua evoluzione e del suo progresso. Una raccolta svolta con un’impronta scientifica grazie alla collaborazione con la Fondazione Benetton Studi e Ricerche ed Edward F. Tuttle, titolare della cattedra di Linguistica italiana e romanza all’Ucla (Usa). Nel 2015, 12 anni dopo la morte della contessa, la decisione di affidare la collezione alla famiglia Collalto, proprietaria della tenuta Borgoluce, per integrare la sua raccolta di manufatti agricoli e con l’impegno di garantirne la salvaguardia e la manutenzione, valorizzando il patrimonio anche con la promozione di mostre tematiche e convegni.

edf

Tra i pezzi clou del museo: un macchinario proveniente da una filanda, carri con sponde e a scale, antiche portantine e slitte in legno, gioghi per i buoi e poi forche, misurini, stadère, sgranapannocchie, zangole, ventilabri e tantissimi altri oggetti che il mondo contemporaneo, sempre più connesso e tecnologico, ha dimenticato.
Presenti anche due laboratori didattici ispirati ai ritmi e alle scansioni delle stagioni nel lavoro agricolo, connesso alla naturale ciclicità della terra, rivolti alle scuole primarie e secondarie di primo grado. Apparsa durante i recenti lavori di restauro c’è anche un’imponente meridiana (18 metri quadrati di superficie), che si presume risalga alla seconda metà del Settecento dato il sistema orario “a ore italiche” rimasto in uso fino alla conquista napoleonica. Il museo sarà visitabile su prenotazione, con una guida di Borgoluce, non solo dalle scuole ma anche dalle altre fasce di visitatori.

Fonte:Servizio stampa Borgoluce