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Sabato 21 maggio 2022, soci Argav in visita nella Valbelluna

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Sabato 21 maggio p.v. I soci Argav avranno l’opportunità di conoscere aspetti inediti della comunità della Valbelluna. In particolare, si visiterà il Museo etnografico della provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi a Seravella di Cesiomaggiore; la visita inizierà fin dall’attiguo giardino delle rose (nella foto l’ingresso del museo attraverso il giardino, credits Museo etnografico Dolomiti) per conoscere il patrimonio materiale ed immateriale della cultura tradizionale della provincia bellunese. Dopodiché, in occasione della proclamazione da parte di Onaf (Organizzazione nazionale assaggiatori formaggi) di Borgo Valbelluna (nato dalla fusione dei comuni di Trichiana, Mel e Lentiai) a “Città del formaggio” 2022, si visiterà la Latteria di Lentiai.

Programma. Ore 10.00: ritrovo davanti al Museo etnografico della provincia di Belluno e del Parco Nazionale Dolomiti Bellunesi (via Seravella 1, Seravella di Cesiomaggiore). A seguire:  visita del Giardino delle rose e del museo a cura di Daniela Perco (ideatrice ed ex conservatrice del museo) e di Cristina Busatta (attuale direttrice della struttura). Ore 13.20 ca., pranzo in agriturismo Cascina delle Dolomiti a Cesiomaggiore; Ore 15.00: visita allla Latteria di Lentiai (via dei Martiri, 61, Lentiai di Borgo Valbelluna), a cura di Gino Triches, rappresentante Onaf di Belluno. Al termine, visita della chiesetta di S. Antonio (XVI secolo) a Bardies, località vicina a Lentiai, a cura di Fabio Barp.

22 maggio 2022, in occasione della Giornata mondiale della biodiversità, concerto nel bosco in onore di Dino Buzzati e per celebrare il Cansiglio, prima foresta al mondo ad essere certificata Pefc per la biodiversità

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La “Foresta dei Dogi” in Pian del Cansiglio (BL) è la prima area certificata nel mondo per il servizio ecosistemico della tutela della biodiversità secondo il nuovissimo standard PEFC. In questo straordinario contesto, domenica 22 maggio (ore 12:00), si terrà un concerto per celebrare la Giornata Mondiale della Biodiversità.

Un’area di 1.292 ettari. La prima area a valorizzare i propri servizi ecosistemici aderendo al nuovo standard e ricevendo la certificazione di PEFC Italia è, dunque, la Foresta demaniale regionale del Cansiglio, gestita da Veneto Agricoltura, che rientra nel Gruppo di certificazione forestale PEFC “Foresta Amica” gestita da Coldiretti Belluno. I veneti sono quindi il primo soggetto non solo in Italia ma in tutto il mondo a poter vantare questa certificazione PEFC, poiché lo standard italiano per i servizi ecosistemici è il primo creato per valorizzare i Servizi ecosistemici in tutta la famiglia PEFC. Si tratta di un’area di 1.292 ettari in cui predomina la faggeta autoctona, sviluppatasi su substrati carbonatici, ma in cui sono presenti anche conifere alpine, come l’abete rosso e l’abete bianco.

Con questo nuovo standard, le aree certificate PEFC potranno essere verificate da un organismo di parte terza per azioni volontarie finalizzate allo stoccaggio, assorbimento e non emissione della CO2, alle funzioni turistico ricreative e alla tutela della biodiversità. Nella realizzazione dello standard, il PEFC Italia ha sviluppato una metodologia che consente ai proprietari forestali e di piantagioni arboree certificate PEFC di dichiarare il proprio contributo in termini di tutela e incremento di Servizi Ecosistemici. Per quanto riguarda il servizio ecosistemico “biodiversità”, PEFC Italia ha avuto la possibilità di adottare e adattare la metodologia e gli indici di biodiversità precedentemente messi a punto nell’ambito del progetto europeo INTERREG Italia-Austria “BioDelta4” di cui Veneto Agricoltura è stato capofila. È questo lo scenario nel quale Veneto Agricoltura organizza, in occasione della Giornata mondiale della Biodiversità, il 22 maggio 2022, alle ore 12:00 un concerto con intermezzi recitati tratti da “Il segreto del Bosco Vecchio” di Dino Buzzati: al pianoforte Gloria Campaner, voce recitante Andrea Bellacicco.

Accordo tra FEM e l’Istituto di Bordeaux per sviluppare la ricerca in viticoltura ed enologia

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È stato siglato un accordo quadro tra la Fondazione Edmund Mach e l’ Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux (ISVV), due importanti realtà scientifiche che condividono un ruolo di eccellenza nella ricerca in materia viticola ed enologica con lo scopo di creare sinergie per affrontare le sfide di questi comparti a livello europeo. Il protocollo, siglato tra il direttore generale della FEM, Mario Del Grosso Destreri, e il direttore dell’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux, prof. Alain Blanchard, è il risultato di due giorni di reciproche presentazioni dell’attività di ricerca dei due istituti, di visita ai laboratori e ai campi sperimentali di San Michele, di confronto scientifico condotto in tavoli di lavoro tematici, di pianificazione delle linee di ricerca da svolgere in collaborazione.

L’accordo spazia a 360° nei settori delle viticoltura e dell’enologia, senza trascurare le ricadute di tipo ambientale e sociale, come ha rimarcato il direttore dell’istituto francese, Alain Blanchard, dato che il settore vitivinicolo, sia in Italia che in Francia, porta con sé un indotto che è spesso trainante nelle economie e nelle società delle regioni produttive più importanti dei due paesi. La Fondazione Edmund Mach e l’Istituto delle Scienze della Vite e del Vino di Bordeaux si trovano dunque, allineati, nel perseguimento di obiettivi comuni per promuovere la sostenibilità della filiera viti-enologica: dall’obiettivo della riduzione della chimica e degli apporti fitosanitari perseguito attraverso il monitoraggio delle principali fitopatie, lo studio dell’adattamento della vite ai cambiamenti climatici e alle diverse malattie e l’utilizzo di tecniche di genome editing, all’uso razionale delle risorse naturali passando al tema della tipicità e qualità del vino attraverso lo studio dei determinati chimici e sensoriali che contribuiscono a rendere un vino unico e di qualità. “Abbiamo l’onore di ospitare un’eccellenza internazionale di ricerca, istruzione superiore e sviluppo che raccoglie le sfide dell’industria vinicola di domani – ha spiegato il presidente FEM -. La complessità del mondo del vino ci unisce e di conseguenza ci porta ad agire con maggiore efficienza. Alla FEM la ricerca in ambito viticolo è di alto livello, arricchita da numerosi contatti con la professione vitivinicola, con gli attori del territorio e le loro richieste, e dall’istruzione e formazione e dal trasferimento tecnologico. Auspico pertanto che questa visita possa essere un punto di partenza per una proficua collaborazione, suggellata con la firma di un accordo quadro di cooperazione fra le nostre due prestigiose Istituzioni per rinsaldare i legami tra regioni vitivinicole di eccellenza”.

L’attività di ricerca in ambito viticolo-enologico è radicata nel DNA della FEM e risulta arricchita dai numerosi contatti con il mondo dei professionisti, dalle attività di trasferimento tecnologico e di istruzione e formazione. E proprio nel contesto dell’istruzione va sottolineato che fino 2019 i migliori diplomati del corso per enotecnici hanno svolto diversi stage nel Bordolese. A causa l’emergenza COVID-19 queste esperienze didattiche sono state sospese ma l’auspicio è di poter riprendere queste attività, proprio anche grazie alle nuove opportunità di collaborazione che questa visita anticipa. “Nei due giorni di visita della delegazione francese abbiamo approfondito i principali problemi che affliggono la viticoltura e l’enologia dell’intera Europa e abbiamo definito i contesti scientifici per realizzare soluzioni innovative nel rispetto della transizione ecologica e della sostenibilità ambientale ed economica – spiega il dirigente del Centro Ricerca e innovazione, prof. Mario Pezzotti-. L’obiettivo è collaborare in maniera proficua, sistemica e complementare, mettere insieme le forze, i materiali sperimentali e le competenze per fare massa critica ed affrontare uniti le sfide future”. Soddisfatto della visita anche il prof. Alain Blanchard: “La Fondazione Edmund Mach è un istituto che ha mostrato di essere all’avanguardia scientifica in Europa, con molteplici e importanti risultati ed interazioni in tutto il mondo; si tratta di rispondere alle necessità principali della viticoltura europea di oggi, includendo anche le questioni ambientali e volto ad assicurare la continuità di un sistema che è oggi reso fragile nei nostri rispettivi territori. Dunque oggi siamo qui per concludere un percorso di collaborazione di ricerca su progetti dalla viticoltura fino all’enologia, includendo anche gli aspetti sociali, ugualmente sottesi alla realtà della viticoltura nei nostri territori”.

Fonte: Servizio stampa FEM

Con la bella stagione riaprono le “strutture verdi” di Veneto Agricoltura

Giardino vegetazionale Astego

Con il mese  di maggio ha preso il via “Cansiglio Estate”, 20^ edizione della rassegna di attività di animazione in programma fino al prossimo mese di ottobre nella foresta demaniale regionale del Cansiglio, gestita da Veneto Agricoltura. In attesa delle prime fioriture e quindi della riapertura post invernale del Giardino Botanico Alpino, in programma il prossimo 29 maggio, a far da apripista c’è il MUC – Museo dell’Uomo in Cansiglio. I frequentatori del “bosco da reme” della Serenissima possono godere della maestosità della foresta e, appunto, visitare il MUC, per conoscere la storia dell’altopiano e delle sue frequentazioni da parte dell’uomo già dai tempi della Preistoria. Per tutta la stagione sono previste numerose attività rivolte a ragazzi, adulti e famiglie comprendenti laboratori didattici, visite guidate a tema e al museo, escursioni, passeggiate per conoscere i villaggi e la cultura dei Cimbri del Cansiglio (info: 340 0970996 – de.natura2016@gmail.com).

Proseguono, inoltre, le aperture domenicali delle altre strutture “verdi” di Veneto Agricoltura: Bosco Nordio a Sant’Anna di Chioggia (VE), dove i visitatori potranno percorrere liberamente i numerosi sentieri che attraversano la lecceta, ammirare le opere del percorso di LandArt o più semplicemente fare il pic-nic sulle radure (per informazioni: 345 2518596). Molte le attività previste nel corso dell’etatte anche nel Giardino Vegetazionale Astego (per informazioni: https://www.facebook.com/GiardinoVegetazionaleAstego/).

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Venerdì 13 maggio 2022, i soci Argav visitano all’M9-Museo del ‘900 di Mestre (VE) la mostra “Gusto: gli italiani a tavola 1970-2050”

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Venerdì 13 maggio i soci Argav visiteranno la mostra: “Gusto: gli italiani a tavola 1970-2050” allestita nell’M9 – Museo del ‘900, a Mestre-Venezia.

La mostra, curata da Massimo Montanari e Laura Lazzaroni e aperta sino al 25 settembre 2022, è la prima di una trilogia di mostre che M9 dedica alle grandi passioni italiane, per un confronto con il passato, il presente e il futuro, tra ricerca scientifica, esperienza pop, gioco e indagine critica. L’esposizione racconterà come la relazione tra gli italiani e il cibo sia profondamente mutata in questi ultimi decenni, con un cambio di paradigma decisivo tra l’immagine tradizionale della cucina nazionale e una relazione sempre più complessa, segmentata e contraddittoria di un Paese che si sta trasformando nelle proprie abitudini, nei propri consumi e nella composizione sociale. Al centro della riflessione, la parola “gusto”, che meglio rappresenta il rapporto tra individuo e società, quell’insieme inscindibile tra piacere individuale e condivisione collettiva, meccanismi nutrizionali e fenomeni culturali, capace di rappresentare la complessità dei temi legati al cibo. La mostra è accompagnata da un calendario di workshop, show cooking, convegni, talk e iniziative che coinvolgeranno il pubblico con il contributo di cuochi, scienziati e artisti.

All’Esao Awards 2021/22, indetto dalla Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna, trionfano gli oli d’oliva extravergine italiani 

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La Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna, con sede a Madrid, ha annunciato i risultati della sesta edizione dell’ESAO Awards 2021 – 2022, premio da loro organizzato con l’obiettivo di cercare e riconoscere i migliori EVOO internazionali. Al concorso, suddiviso in sei categorie, hanno partecipato più di 190 oli provenienti da sette diversi Paesi, tra cooperative e produttori e imbottigliatori. Ebbene, sul podio, sono saliti due oli extravergine d’oliva italiani, il San Giuliano Cuor d’Olivo Fruttato (varietà bosana e coratina), dell’azienda Domenico Manca Spa – Oleificio San Giuliano, che è stato riconosciuto come il miglior Olio Extravergine di Oliva del premio e, nella categoria Best International EVOO ,si è aggiudicata il secondo posto l’azienda agricola Andrea Piero Brunotti con l‘extravergine Brunotti Biologico l’Olivaggio olio d’oliva. Il terzo posto è andato allo spagnolo EVOO “La Quinta Esencia” (varietà picual).

I vincitori della categoria “Best EVOO from Italy”.  Il San Giuliano Cuor d’Olivo Fruttato di Domenico Manca S.P.A – Oleificio San Giuliano è un olio extravergine di oliva a base delle varietà bosana e coratina, prodotto ad Alghero (Sassari), i suoi profumi ricordano gli agrumi, le erbe aromatiche e le foglie di olivo. L’azienda, fondata più di 100 anni fa, ha un uliveto di 167.495 piante di ulivo e una lunga storia alle spalle. Brunotti Biologico l’Olivaggio dell’azienda agricola Andrea Piero Brunotti ha un fruttato medio ed è di produzione biologica. Nata alla fine del 18° secolo, si trova a Canino, in provincia di Viterbo. Gran Riserva dell’Accademia Olearia Srl: questa produzione, dai profumi che ricordano la mela e il pomodoro, è originaria di Alghero (Sassari) ed è realizzata con olive raccolte con metodi semimeccanici. Completano la categoria come finalisti i DOP Sardegna di Accademia Olearia SRL e San Giuliano Monocultivar Bosana di Domenico Manca S.P.A – Oleificio San Giuliano.

A proposito di ESAO. La Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna è una scuola pionieristica nella formazione online sull’olio d’oliva ed è stata la prima scuola spagnola specializzata nel settore olivicolo. “Gli ESAO Awards hanno visto la partecipazione di oli principalmente dalla Spagna, ma anche da altri paesi produttori come Italia, Portogallo, Grecia, Turchia o Marocco”, affermano dall’organizzazione.” Gli EVOO italiani presentati a questa edizione degli ESAO Awards stanno sviluppando un lavoro straordinario, scommettendo sull’alta qualità. Faccio loro le mie più sincere congratulazioni”, afferma Susana Romera, direttore tecnico dell’ESAO e responsabile degli ESAO Awards. “La presenza degli EVOO italiani agli ESAO Awards è davvero notevole. Vogliamo congratularci con gli oli che fanno parte del podio italiano per la loro produzione di altissima qualità”, aggiungono dalla Scuola.  La Scuola ha fatto coincidere la delibera dei Premi con il lancio della Guida ESAO, dove i vincitori e i finalisti compariranno non solo degli ESAO Awards, ma anche dei premi Mario Solinas dell’International Olive Council e del Food Premi della Spagna del Ministero dell’Agricoltura, della Pesca e dell’Alimentazione. Come novità, quest’anno la guida si presenta in formato online e ad accesso libero. Include filtri per la ricerca in base alle varietà, ai premi ottenuti, ai certificati e altro. Vedi guida: info.esao.es/guia

Fonte: Servizio stampa Scuola Superiore dell’Olio d’Oliva di Spagna

 

 

Pnrr, bando regionale per l’architettura rurale. Coldiretti veneto: 43mln per restauro di casoni, edifici e corti, domande fino al 20 maggio

Fabbricati rurali

C’è tempo fino al 20 maggio per poter accedere ai fondi previsti per la protezione e valorizzazione dell’architettura e paesaggio rurale. Il bando predisposto dalla Regione del Veneto su un portale appositamente reso disponibile da AVEPA è una opportunità inserita nell’Investimento 2.2 del PNRR  – spiega Coldiretti – aperta a circa 290 interventi che possono interessare gli immobili con particolari caratteristiche: che siano costruiti da almeno 70 anni, censiti nelle banche dati regionali e comunali di pianificazione territoriale per la loro valenza, o soggetti a vincolo paesaggistico.

A disposizione 43milioni di euro per edifici rustici, ville venete, casoni e corti per valorizzare un importante patrimonio culturale della campagna veneta. Questa occasione di finanziamento consente di restituire il giusto valore all’eredità contadina – commenta Coldiretti Veneto – per preservarla quale esaltazione del paesaggio e della sua bellezza, anche al fine di legare le comunità locali in un contesto identitario e storico. Le misure previste riguardano anche l’efficientamento energetico quale valore aggiunto di sostegno al contesto attuale. Gli uffici di Coldiretti diffusi sul territorio sono a disposizione per l’assistenza e consulenza personalizzata. I contenuti sono consultabili al seguente link 

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Veneto

Sabato 7 maggio, ore 11, a Venezia l’associazione Laguna nel Bicchiere presenta il vino “Radiosa Aurora”, nome di battaglia del partigiano-cineasta Mario Bernardo

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(di Marina Meneguzzi, consigliere Argav) Domani, sabato 7 maggio, alle ore 11, Laguna nel Bicchiere, associazione che ha come obiettivo di rivelare il nascosto rapporto città-campagna di Venezia attraverso il recupero delle vigne, la salvaguardia di una tradizione e la protezione di un paesaggio originale pressoché sconosciuto, che i soci Argav hanno avuto modo di conoscere alcuni anni fa (link articoloospiterà nell‘isola di San Michele (Ve) la presentazione del vino Radiosa Aurora dell’azienda agricola Terre di Gaia.

Il vino è intitolato al partigiano Mario Bernardo, nato a Venezia nel 1919 e morto a Bieno (TN) nel 2019, paese materno in cui visse dal 2003, e che durante la resistenza scelse come nome di battaglia proprio “Radiosa Aurora”. Oltre ad essere partigiano, Bernardo fu anche un importante cineasta, svolgendo soprattutto il ruolo di direttore della fotografia in film di grandi registi, da Roberto Rossellini a Pier Paolo Pasolini, e per oltre vent’anni fu docente di tecnica della ripresa al Centro sperimentale di Cinematografia di Roma. Durante la presentazione interverrà lo storico dell’IVESER (Istituto Veneziano per la Storia della Resistenza) Marco Borghi, che collabora da anni con vari istituti culturali, sia a livello locale che nazionale, tra i quali si ricorda in particolare l’Istituto Nazionale per la Storia del Movimento di Liberazione in Italia. Altro ospite all’evento di sabato sarà Carlo Montanaro, che parlerà della figura di Mario Bernardo nell’ambito del cinema. Montanaro è storico del cinema e proprietario dell’omonimo archivio, dove da anni raccoglie materiale cinematografico, specialmente relativo al pre-cinema. Oltre a numerose pubblicazioni su giornali e riviste, vanta anche la pubblicazione di alcuni saggi critici sulle tecnologie cinematografiche. Ulteriori info: lagunanelbicchiere.it

L’associazione “Il mondo di Tommaso” di Vittorio Veneto (TV) lancia la quarta edizione del concorso “L’uomo e gli alberi. Un rapporto per la vita”, rivolto a giovani fino a 35 anni d’età, iscrizioni entro il 30 giugno 2022 

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L’associazione “Il Mondo di Tommaso” di Vittorio Veneto (TV) promuove la quarta edizione del concorso Butterfly Effect Project, “L’uomo e gli alberi. Un rapporto per la vita”. Si può partecipare fino a 35 anni d’età, anche organizzati in gruppi che hanno in atto un progetto di riforestazione.

Scopo del concorso è comunicare l’importanza degli alberi nel rallentamento del cambiamento climatico e stimolare a portare un progetto di riforestazione, piantare nuovi alberi e soprattutto averne cura. Gli alberi aumentano la ricchezza e la bellezza del territorio e ci insegnano che vivere nel rispetto della natura migliora la qualità della vita. Negli ultimi 15.000 anni, la terra è passata da 6.000 miliardi di alberi a 3.000. Dovremmo quindi piantarne almeno 1.000 miliardi: diminuiscono la CO2, emettono ossigeno e regolano l’umidità.

La nostra vita nel pianeta non può prescindere dal rapporto con gli alberi: l’invito è piantarne il più possibile, ma anche fare pulizia dei boschi, aver cura dei territori, usar bene la risorsa acqua. Quindi portare un progetto di riforestazione già avviato, piantare nuovi alberi e averne cura. Col concorso si può essere finanziati attraverso i premi: 5 da 1.000 € a 5 progetti avviati e presentati da un video (può aiutare il libro di Stefano Mancuso “La nazione delle piante”): 3 per progetti sul territorio italiano, 2 in ambito internazionale. Modulo d’iscrizione al link: https://www.ilmondoditommaso.org/it/butterfly-effect-project-2022. Chiusura delle iscrizioni: 30 giugno, invio degli elaborati entro il 31 luglio 2022. Per altre informazioni: info@ilmondoditommaso.org oppure Claudio Corazza 338 6213782 Eleonora Saccon 340 8755953.

Fonte: Tera e acqua aprile/maggio 2022

Partita la raccolta delle fragole, qualità e prezzi buoni. Nel Basso ed Est Veronese, l’80 per cento della produzione veneta. In Polesine, coltura emergente.

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Tornano le “rosse” del Veneto, con una qualità eccellente e una buona quantità. Il freddo non ha frenato la maturazione delle fragole, consentendo nei giorni scorsi la partenza regolare nel Basso ed Est Veronese, dove si concentra l’80 per cento della produzione regionale, così come nelle campagne del resto del Veneto. La domanda di prodotto sul mercato c’è, ma le note dolenti, come accade da qualche anno, giungono dal fronte della manodopera, che è carente.

Veneto al momento in vantaggio rispetto a sud Italia, Spagna e Olanda. “L’inizio della raccolta è in linea con gli altri anni e le temperature fresche stanno favorendo una maturazione equilibrata e graduale delle fragole – spiega Damiano Valerio, azienda a Raldon, referente per il prodotto di Confagricoltura Verona -. I frutti sono grandi e dolci, le varietà richieste sono la Clery, molto apprezzata dai Paesi nordici, la saporita Sibilla e l’Anthea. Molte aziende coltivano anche varietà rifiorenti come l’Elsanta, che andranno avanti fino a fine giugno. Abbiamo fatto passi da gigante sul fronte qualitativo. Utilizziamo agrofarmaci a basso impatto ambientale, che ci consentono di avere un prodotto a residuo quasi pari a zero, come attestano le analisi di cui siamo in possesso. Il mercato sta andando bene. Siamo avvantaggiati dai problemi legati al meteo sia del Sud Italia che della Spagna, che stanno producendo meno fragole rispetto ai loro standard. Anche l’Olanda è in ritardo, in quanto, data l’impennata dei costi energetici, tanti produttori hanno deciso di posticipare il periodo della coltivazione in serra”.

I prezzi per ora sono soddisfacenti, con le fragole vendute tra i 4 e i 5 euro al chilo. “È ancora presto per sapere quanto prenderemo noi produttori, ma non dovremo andare sotto ai 2,5 euro al chilo per avere una redditività in linea con le scorse annate – dice Valerio -. I costi degli imballaggi sono aumentati del 40 per cento tra nylon, cassette, cestelli, vaschette e vassoi. E abbiamo il problema dell’approvvigionamento, perché la guerra in Ucraina ha creato squilibri sul mercato e il reperimento della plastica è difficoltoso. Inoltre dobbiamo mettere nel conto il gasolio agricolo e i concimi. Infine, registriamo le consuete carenze di braccianti. Le aziende frutticole si sono attrezzate con operai romeni, indiani e pakistani, ma a breve la raccolta entrerà nel vivo e avremo necessità di manodopera, che non sarà facile reperire”.

In Polesine, coltura emergente. Dalla provincia di Rovigo una voce positiva è quella di Sofia Michieli, giovane produttrice di Confagricoltura, che ha creato una serra con un innovativo sistema fuori suolo, che razionalizza l’acqua, migliora la qualità del lavoro e consente di raddoppiare la produzione. Ogni anno sono 400 i quintali raccolti, da aprile a novembre, grazie a varietà rifiorenti che garantiscono frutti anche in autunno. “Abbiamo iniziato a raccogliere il 25 aprile e siamo fiduciosi, perché i frutti sono molto belli e non ci sono stati danni da gelate. In Polesine quella delle fragole è una coltura emergente, ma che sta appassionando molte aziende perché ci sono possibilità di crescita e sviluppo. Noi coltiviamo i frutti in regime di lotta integrata, con mezzi di lotta biologica e lancio degli insetti utili e abbiamo molti altri progetti per diventare sempre più sostenibili, ad esempio razionalizzando l’utilizzo dell’acqua. Non abbiamo risentito dei costi energetici perché le nostre serre non sono riscaldate e illuminate, e neppure del rincaro della plastica perché non la usiamo. La pandemia e il conflitto ucraino hanno creato molta incertezza sul mercato, ma l’anno scorso è stato soddisfacente per i prezzi e ci auguriamo che questo non sia da meno”.

In Italia sono 4.100 gli ettari coltivati a fragole, di cui 2.600 al Sud concentrati soprattutto tra Basilicata e Campania. In Veneto la superficie investita è di 360 ettari, concentrati per l’80% nella provincia di Verona, che conta circa 290 ettari e una raccolta annua di 50.000 quintali di prodotto.

Fonte: Servizio stampa Confagricoltura Veneto