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I diversi ambienti presenti dalla cima del Monte Grappa alla pianura riproposti nel Giardino Vegetazionale Astego, a Crespano (TV), aperto alle visite per la stagione estiva 2018

Veneto Agricoltura ha inaugurato l’apertura stagionale estiva del Giardino Vegetazionale Astego, situato sulle pendici meridionali del Monte Grappa, in Comune di Crespano (Tv), finora gestito direttamente dalla Regione Veneto.

Giardino didattico. Il sito, nato nel 2003 come vivaio di acclimatazione per piantume da rimboschimento, esaurita la sua funzione, è stato successivamente trasformato in Giardino didattico dove, grazie alla particolare conformazione a gradoni, vengono rappresentati i diversi “ambienti” con la relativa flora tipica e le formazioni forestali, riscontrabili in una ipotetica passeggiata dalla cima del Monte Grappa alle pianure sottostanti. Inoltre è stato riprodotto un torrente montano e un “roccolo” per uccellagione adibito a percorso sensoriale.

Visite guidate condotte da esperti. Una seconda sezione del sito raggruppa le piante per famiglia e per utilizzo (apistico, commestibile, aromatico ecc.), mentre la parte basale è dedicata ai funghi e alle loro relazioni con il soprassuolo. Le sementi e gli inoculi micotici sono prelevati direttamente nell’ambiente circostante. Funzione portante del Giardino sono le visite scolastiche, di gruppi e associazioni, non solo di interesse prettamente naturalistico, durante le quali i visitatori sono condotti dal personale qualificato in servizio.

Giornate a tema. La collocazione adiacente al “Castegner dea Madoneta” e alla Casa Alpina fanno del Giardino un punto di ritrovo domenicale per numerosi visitatori che qui possono partecipare a giornate a tema quali la “fioritura” e mostre micologiche dove è possibile apprezzare i funghi inseriti nel loro ambiente e non sul classico bancone. Maggiori informazioni a questo link

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

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Vendemmia 2018, in Veneto al via a Ferragosto, se ne parla il 10 agosto al secondo appuntamento del Trittico Vitivinicolo in programma a Legnaro (Pd)

Nella settimana di Ferragosto, o al massimo a partire da lunedì 20 agosto, in Veneto si comincerà a raccogliere le uve Pinot e Chardonnay per le basi spumante, per poi procedere via via con tutte le altre varietà. Gli addetti ai lavori annunciano una vendemmia nella norma, nonostante l’andamento meteo fin qui assai oscillante, con tante giornate calde e umide, ma complessivamente soddisfacente.

In provincia di Padova. “Sui Colli Euganei – fa notare Roberto Toniolo della Cantina di Vo – in alcune aree ha piovuto abbondantemente, tanto che abbiamo dovuto intervenire con qualche trattamento in più rispetto alla media per far fronte agli attacchi di peronospora e oidio, in altre zone invece le precipitazioni sono state più scarse. Complessivamente però nei vigneti dei Colli padovani, in particolare su quelli posti sui versanti a sud-ovest, la situazione è più che buona, e questo vale sia per la quantità che per la qualità delle uve”.

Per tutte le varietà lo stato fitosanitario delle uve è al momento soddisfacente, anche se inevitabilmente, a causa appunto delle tante giornate umide e calde fin qui registrate, episodi di flavescenza dorata e mal dell’esca si sono presentati sia sulle uve a bacca nera che in quelle a bianca, in particolare sulla Glera (Prosecco). Nell’area trevigiana e veneziana, come pure nelle altre zone viticole venete, l’invaiatura (maturazione) delle uve precoci e del Merlot ha già raggiunto buoni livelli. Anche in queste zone, dunque, l’avvio della vendemmia è confermato a ridosso di ferragosto.

I tecnici delle cantine dislocate lungo il Piave segnalano problemi di peronospora, ma ribadiscono che la situazione è sotto controllo. I Servizi fitosanitari regionali hanno autorizzato i viticoltori ad aumentare l’utilizzo di rame da 6 a 9 kg/ha, a conferma che l’annata non è delle più tranquille, ma come si è detto, assolutamente sotto controllo.

10 agosto, secondo appuntamento del Trittico Vitivinicolo. In gran parte del vigneto veneto la vendemmia si annuncia più abbondante rispetto allo scorso anno, che era stata un’annata piuttosto scarsa. E su questo quadro che si inserisce la 44^ edizione  dello storico incontro sulle previsioni vendemmiali promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con Regione, AVEPA, ARPAV, CREA-VE, Province Autonome di Trento e Bolzano e Regione Autonoma Friuli-Venezia Giulia. Il focus, che si svolgerà il prossimo 10 agosto a Legnaro (Pd) nella sede dell’Agenzia regionale,  farà il punto sulla prossima vendemmia nel Nord Est, in Piemonte, Lombardia, Emilia-Romagna, Toscana, Puglia e Sicilia, nonché in Francia e Spagna.

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura

Concorso di comunicazione e creatività sui cambiamenti climatici, opere da presentare entro il 15 ottobre 2018

L’Associazione Shylock Centro Universitario Teatrale di Venezia, in collaborazione con l’Università Ca’ Foscari Venezia e Europe Direct Venezia Veneto del Comune di Venezia e con il patrocinio del Ministero per l’Ambiente, la Tutela del Territorio e del Mare, del CMCC – Centro Euromediterraneo sui Cambiamenti Climatici, del WWF Italia, di Legambiente e di ISDE Italia – Medici per l’ambiente, indicono la sesta edizione del concorso internazionale di comunicazione e creatività “Climate change 2018-The grand challange” per opere sul tema dei cambiamenti climatici.

Obiettivo del concorso. E’ quello di incentivare un approccio interpretativo e attivo nei confronti di temi ambientali, con richiamo alla Strategia 2020, in particolare al pilastro dell’Europa Sostenibile. Il target del concorso sono tutti gli autori di qualsiasi nazionalità che abbiano compiuto 15 anni al momento della scadenza della consegna degli elaborati. Sono ammessi sia autori individuali sia in forma di collettivo o enti formali.

Tipologia delle opere. Opere di scrittura inedite: elaborati di scrittura di qualsiasi genere, in lingua italiana. Sono previsti limiti massimi di lunghezza.
Altri tipi di opere e progetti: opere e progetti inediti di comunicazione creativa realizzati attraverso le tecniche e le modalità espressive più diverse. Le opere dovranno essere inviate attraverso posta elettronica all’indirizzo concorso@cut.it entro le ore 24.00 del 15 ottobre 2018. La premiazione avrà luogo venerdì 30 novembre 2018 a Venezia con la presentazione delle opere creative e degli autori selezionati dal concorso.

Maggiori info: www.cut.it oppure www.unive.it/cambiamenticlimatici Comune di Venezia Europe Direct Venezia Veneto Ca’ Farsetti, San Marco 4136 – 30124 Venezia numero verde 800 496200
www.comune.venezia.it/europedirect 
infoeuropa@comune.venezia.it

Fonte: Europe Direct Venezia Veneto

Il socio Efrem Tassinato firma il menù del Galà del Festival in Slovacchia dedicato all’Italia

da sx Peter Chudík, presidente della regione di Presov, Efrem Tassinato e Jozef Švagerko, sindaco di Poprad

Viva Italia, importante evento di promozione del made in Italy in Slovacchia, ha avuto quest’anno la firma del socio Argav e tesoriere Unaga Efrem Tassinato, che ha cucinato pietanze venete per il menù del Galà conclusivo, che si è tenuto a Poprad, città della regione di Presov, la più orientale della Slovacchia, lo scorso 30 giugno 2018, alla presenza, tra gli altri, del sindaco Jozef Svagerko e del presidente regionale Peter Chudík.

Un piatto molto apprezzato servito da Efrem Tassinato al Galà del Festival Viva Italia in Slovacchia: gnocchi di patate trevigiane con crema diaAsparago bianco di Cimadolmo IGP

Connessioni tra comunità locali. La regione di Presov e la regione del Veneto sono connesse da La Via di Karol, l‘Itinerario europeo dei Piccoli Santuari che ha origine dai luoghi natali di Papa San Giovanni Paolo II, al secolo Karol Wojtyla, e raggiunge Roma. Questo è stato anche il tema dell’edizione 2018 del Festival: ovvero promuovere la connessione e l’interscambio tra le comunità locali delle regioni dei paesi interessati. Non un mero percorso all’insegna del turismo religioso, peraltro dai numeri potenzialmente davvero grandi, ma anche l’occasione di scoperta dei territori, dei loro prodotti tipici, della loro offerta ricettiva e di ristorazione a base di piatti della tradizione. “Un’importante leva di marketing per uno sviluppo delle Comunità Locali in chiave solidale e sostenibile” ha commentato Tassinato, giornalista chef e presidente di Rete Wigwam, cui fa capo lo sviluppo del progetto di questa via delle fede.

Da sx Zuzana Sisakovà, chef del ristorante Vino & Tapas di Poprad, che ha ospitato e aiutato in cucina Efrem Tassinato. Zuzana èl’unica chef donna tra i 20 migliori chef della Slovacchia, nella classifica degli ultimi due anni, della rivista Top Trend di Poprad.

Buon rapporto qualità-prezzo. “Oltre a qualificati produttori di specialità enogastronomiche, i Paesi interessati da La Via di Karol dispongono di strutture di tutto rispetto, dove pellegrini e viandanti potranno ristorarsi, all’insegna del mangiare tipico e sostenibile, della buona tavola, della tradizione culinaria e a prezzi più che alla portata di ogni tasca”, ha  commentato Fabio Bortolini, presidente di Pre Mesto Poprad, la pro loco che ha organizzato il Festival.

Fonte: servizio comunicazione Wigwam



		

	

“Ciodue, come rimetterla in equilibrio tra cielo e terra” il tema conduttore dell’edizione 2018 di EcoFuturo Festival, in programma a Padova dal 18 al 22 luglio

Dal 18 al 22 luglio si svolgerà a Padova, all’interno del Fenice Green Energy Park, la quinta edizione di EcoFuturo-Festival delle EcoTecnologie e dell’Autocostruzione con un ricco programma di incontri, spettacoli, corsi, workshop, esposizioni e cene bio.

Tema 2018, l’anidride carbonica che sta alterando il clima della Terra. E’ un disastro ma è anche una risorsa fino ad ora male utilizzata, secondo gli autori del Festival che, nella presentazione della manifestazione affermano:” Troppa in cielo e troppo poca in terra, nei primi centimetri di suolo dove la CO2 è  fondamentale per la crescita delle piante e per lo sviluppo della vita. La strategia degli ecologisti si è giustamente concentrata su modalità rinnovabili per fare energia elettrica, ma oggi sappiamo che occorre saper riscaldare/refrigerare, avere combustibili e forza motrice da fonti rinnovabili. Occorre riconvertire tutti i settori economici con ecotecnologie che consentano di risparmiare energia e quindi ridurre le emissioni di CO2, ed occorre imparare a fare della CO2 un ciclo chiuso: catturarla e riusarla in innumerevoli applicazioni, riconsegnando al suolo quella in eccesso”.

Agricoltura bioenergetica rinnovabile. Continua la nota: “L’agricoltura e ogni altro intervento sulla terra devono per questo essere ripensati affinché tutta la sostanza organica, il carbonio, non venga dispersa con tecniche di aratura e rovesciamento dei suoli ampiamente superate da nuovi approcci di agricoltura bioenergetica rinnovabile e da forme di gestione bioattiva ed organica di ogni metro di terra anche nelle aree urbane, di agricoltura di precisione. Senza contare che suolo e attività fotosintetica sono essenziali per stoccare il carbonio nelle piante. In Italia esiste un patrimonio straordinario di idee, esperienze e progettualità che coinvolge l’ecologismo in tutte le sue diverse espressioni. Un patrimonio troppo spesso invisibile: associazionismo, imprese innovative, amministrazioni virtuose, mondo della ricerca e dell’informazione rappresentano spesso delle vere e proprie eccellenze, a livello europeo e in alcuni casi addirittura mondiale. EcoFuturo Festival si pone dunque l’obiettivo di costruire ponti, far incontrare tra loro queste eccellenze, dare loro voce e visibilità attraverso un’importante rete di comunicazione e la possibilità di confrontarsi – in una cornice conviviale, creativa e cooperativa – per fare nascere nuove idee e possibili collaborazioni. Il programma di questa edizione prosegue la presentazione di nuove ecotecnologie per rendere economicamente ed ecologicamente vantaggiosa per tutti questa strategia, che dà una nuova straordinaria speranza per crescere in armonia sulla nostra patria comune, la Terra. A questo link i protagonisti dell’evento, iscrizioni alle serate, invece, a questo link.

Fonte: Fenice Green Energy Park

 

17 luglio 2018, a Caorle (Ve) s’impara la gestione delle malerbe con ricorso minimo ai mezzi chimici

Martedì 17 luglio, dalle ore 9:30 alle 13:00, appuntamento con i tecnici di Veneto Agricoltura in località Brussa di Caorle (Ve) nel’azienda pilota e dimostrativa ValleVecchia, gestita dall’Agenzia regionale, per una visita guidata alle diverse prove in corso sulla gestione delle malerbe con minimo utilizzo di mezzi chimici.

Aumentare la sostenibilità dei sistemi colturali. L’iniziativa rientra nell’ambito di un importante progetto europeo del programma Horizon 2020, che vede capofila l’Università danese di Aarhus e il coinvolgimento di altri soggetti, tra cui Veneto Agricoltura. Il progetto affronta il delicato tema del diserbo in agricoltura e del controllo delle malerbe con un utilizzo minimo dei prodotti chimici. Tutto ciò con l’obiettivo finale di aumentare la sostenibilità dei sistemi colturali, rendendoli più resilienti al cambiamento climatico e alle condizioni meteorologiche senza, nel contempo, compromettere la redditività delle imprese e la produzione di derrate alimentari.

Destinatari. Nell’occasione saranno presentati anche alcune attrezzature innovative per il diserbo in agricoltura di precisione. La giornata, aperta a tecnici, agricoltori, studenti, appassionati, offrirà ai partecipanti l’opportunità di visitare tutte le attività in corso di svolgimento a ValleVecchia e di apprendere dalla viva voce dei tecnici di Veneto Agricoltura il loro stato di attuazione.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

Cimice asiatica, danni preoccupanti alle coltivazioni in Veneto, reti antigrandine e antinsetto i rimedi attuali, in attesa dei risultati di ricerca dell’Università di Padova

frutti danneggiati dalla cimice asiatica, che punge e succhia, come ci ha evidenziato la nostra lettrice Giuseppina Vittadello

Con il ritorno del caldo la cimice asiatica (Halymorpha halys), presente in Veneto dal 2015, colpisce e attacca ancor più le coltivazioni – frutteti ma anche cereali – delle campagne venete. Da un’iniziale concentrazione nell’Alta Padovana e nel Trevigiano, la cimice asiatica si sta diffondendo ora con particolare intensità nella Bassa Padovana, nel Polesine e nel Veronese. Se ne è parlato ieri nell’incontro organizzato da Coldiretti Veneto nella cooperativa Co.Fru.Ca di Castelbaldo (Pd), a cui era presente anche l’assessore regionale all’Agricoltura Pan.

il frutto tagliato con un coltello nella parte in cui la cimice asiatica lo ha danneggiato

Danneggiati soprattutto i margini degli appezzamenti. La Regione ha affidato al Dipartimento di agronomia animali e ambiente dell’Università di Padova l’incarico di studiare la localizzazione e il ciclo di attività della cimice asiatica e di individuare le migliori strategie di prevenzione e contrasto. Al momento, il lavoro dei ricercatori, coordinati dal dottor Alberto Pozzebon e dai servizi fitosanitari della Regione Veneto, ha consentito di mappare la presenza della cimice nel nostro territorio, di osservarne l’evoluzione e di indicare le possibili misure di contenimento. Lo studio ha prodotto, per ora, questa prima evidenza: le cimici asiatiche infestano e danneggiano soprattutto i margini degli appezzamenti e la misura più efficace per limitare i danni e ridurre l’uso di insetticidi chimici risulta essere il posizionamento di reti antigrandine e reti antinsetto, in modo da chiudere i bordi degli appezzamenti. “E’ un espediente che consente di contenere i danni anche fino al 70 per cento ma non è certo risolutivo perché le cimici trovano comunque il modo di intrufolarsi dal terreno e perché l’impiego delle reti su vaste superfici diventa oneroso. Il ricordo ai trattamenti con prodotti fitosanitari invece è poco efficace e quasi nullo con le specie adulte. Inoltre non è assolutamente praticabile per le coltivazioni biologiche, sempre più diffuse tra le nostre aziende”, racconta Massimo Bressan, presidente di Coldiretti Padova.

Ooencyrtus telenomicida

Il progetto di ricerca dell’Ateneo patavino, finanziato dalla Regione con 62.750 euro, prevede tre strategie: a) lo studio delle preferenze della cimice di fronte alle diverse varietà colturali; b) l’individuazione dei migliori antagonisti naturali, puntando ad allevare i parassitoidi più efficaci; c) test su prodotti di origine naturale in grado di esercitare un effetto repellente nei confronti della cimice asiatica. Sono in corso le sperimentazioni su un imenottero, l’Ooencyrtus telenomicida, le cui femmine sono in grado di parassitare le uova di cimice asiatica in grande quantità e in breve tempo, con una certa efficacia. Si è ancora lontani, però, dalla possibilità di applicare su larga scala questa soluzione perché la fase di studio non è ancora terminata.

Costi per le reti ammessi nei contributi Psr. In attesa che il lavoro dei ricercatori ottenga risultati sperimentabili su vasta scala, la Regione continua a sostenere i produttori ortofrutticoli ammettendo ai contributi dei bandi Psr gli investimenti finalizzati alla difesa attiva, come l’acquisto e la collocazione di reti antinsetto. Sono investimenti utili per migliorare le prestazioni e la competitività dell’impresa agricola, che possono godere di contributi dal 40 al 60% della spesa sostenuta, a seconda dei soggetti e delle zone interessate.

Fonte: Servizio stampa Coldiretti Padova e Regione Veneto