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E’ morto Sandro Brandolisio, cantore della Venezia che c’era e che ha conosciuto

Sandro Brandolisio

(di Fabrizio Stelluto, presidente Argav) Chi ci segue, sa quanta riconoscente attenzione cerchiamo di dedicare ai rappresentanti di quelle sacche di “umana resistenza” culturale ed antropologica, senza le quali saremmo tutti più poveri; sto parlando delle “truppe silenti” che, da sole o in associazione, sono impegnate a preservare ed a tramandare documentazioni e costumanze di piccola storia locale, indispensabile a descrivere la vita vera della gente.

Questo esercito “sotto traccia” ha perso ora un fiero armigero veneziano, Sandro Brandolisio, giornalista e più volte ospite dei convivi Argav al Circolo Wigwam di Arzerello di Piove di Sacco. Veniva a raccontare, attraverso i suoi libri, una Venezia, che non c’è più, fatta di bacari, cicheti, giochi in campo, ma anche ricette e superstizioni. Sandro non è certo il primo ad aver scritto di Venezia, ma i suoi libri sono unici, perché racconta di se stesso e delle sue esperienze familiari, quando la Venezia insulare era ancora luogo di relazioni e non un centro commerciale.

Ad avvicinarlo a quella realtà enogastronomica, fatta di sapori veri senza Haccp, era stato il nonno in un inconsapevole viaggio esperienziale alla conoscenza di quelli che, oggi, sono diventati piatti ricercati, ma cui nessuno chef può regalare l’anima popolana. Il loro “gustoso” ricordo è il regalo, che Sandro ci lascia e non posso che pensarlo in Paradiso, perché è solo lì che stanno le osterie vere con il loro carico di umanità.

Di seguito, gli articoli di commiato a Sandro Brandolisio pubblicati oggi da Il Gazzettino (ed. di Venezia) e La Nuova Venezia, in cui è stato ripreso il pensiero del presidente Argav e si annuncia il giorno dei funerali, che sarà giovedì 22 agosto alle 9 nella chiesa di Santa Barbara a Mestre (Ve).

Il Gazzettino – edizione di Venezia, 20 agosto 2019

La Nuova Venezia, 20 agosto 2019

Vendemmia 2019 in Veneto: cantine pronte, uva sana, ora occhio al meteo. Martedì 27 agosto 2019, le previsioni vendemmiali a Legnaro (PD).

La vendemmia 2019 nel Veneto è alle porte e nelle cantine è tutto pronto per accogliere i primi carri carichi d’uva, in particolare nelle aree di produzione di uve Pinot e Chardonnay da destinare alle basi spumante, dove la raccolta inizierà nei giorni 22/23 agosto.

Temperature. Nel frattempo le vigne si stanno “godendo”  il clima mite giunto nelle ultime ore, comprese le piogge ristoratrici che svolgono un ruolo ben maggiore, grazie al microclima che si viene a creare attorno alle piante, rispetto all’irrigazione artificiale. Il grande caldo che ha caratterizzato questa estate, con temperature percepite anche superiori ai 42°/44°, e le non certo abbondanti precipitazioni avevano infatti obbligato i produttori ad intervenire con l’irrigazione assistita che però, come sottolineano gli addetti ai lavori, non vale quanto una bella pioggia. E’ questo il quadro in cui si innesta la 45^ edizione del focus sulle previsioni vendemmiali in Veneto, Italia, Francia e Spagna, promosso da Veneto Agricoltura, assieme a Regione, AVEPA, ARPAV e CREA-VE, in programma il prossimo 27 agosto a Legnaro-Pd (ore 9:30).

Meteo. I viticoltori dovranno stare, però, con il naso all’insù, sperando che in questa fase cruciale per una buona maturazione delle uve il tempo si assesti con il prevalere di giornate calde e soleggiate alternate a notti fresche e arieggiate, il clima ideale per i vigneti. A tal proposito, i tecnici di Veneto Agricoltura segnalano che l’uva Glera (Prosecco) è finalmente arrivata all’invaiatura, vale a dire al momento in cui il frutto cambia colore e inizia la fase di maturazione vera e propria. Come anticipato, i primi grappoli ad entrare in cantina saranno quelli delle uve Pinot e Chardonnay per base spumante che, necessitando di una maggiore acidità, vengono vendemmiate mediamente una settimana prima rispetto alle uve Pinot Nero, Pinot Grigio e Chardonnay per la produzione di vino fermo, la cui raccolta inizierà attorno al 29/30 agosto. La vendemmia proseguirà poi, solo per citare alcuni tra i vitigni più importanti del Veneto, con la raccolta del Merlot e Glera (12/15 settembre), Moscato, Durella e Garganega (20 settembre), Corvina, Corvinone, Rondinella e Cabernet (20/25 settembre).

Al momento i tecnici segnalano uve belle e sane quasi ovunque nel Veneto, tanto che i problemi fitosanitari sono ridotti praticamente all’osso: un’attenzione particolare è rivolta alla cicalina della flavescenza dorata, ma comunque la situazione è sotto controllo. Un discorso a parte va fatto per le tante grandinate registrate nelle ultime settimane nel Veneto. Fortunatamente sono state colpite a strisciate delle aree circoscritte che, complessivamente, non dovrebbero incidere sulla produzione complessiva regionale.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

 

 

E’ on line il portale web istituzionale delle denominazioni DOP e IGP

Dal 1 agosto è on line dopigp.politicheagricole.it, il primo portale web istituzionale dedicato alle Denominazioni Dop e Igp, che consta di 823 pagine, una per ogni denominazione, che caratterizzano ciascuna delle nostre regioni: 299 prodotti agroalimentari, 524 vini, con specifiche sulle caratteristiche, metodi di produzione e aree geografiche di nascita. I contenuti saranno a breve disponibili anche sul mobile attraverso un App dedicata, che dovrebbe integrare anche i dati degli agriturismi riconosciuti dal Mipaaft e quelli relativi ai Beni Culturali.

Una storia di cultura e tradizione. “Dobbiamo continuare a lavorare sulla promozione, l’innovazione e la tutela ed unire i prodotti agroalimentari al turismo. Questo portale può contribuire a rafforzare l’immagine delle DOP e delle IGP e attrarre visitatori che vogliono mangiare, bere, vivere ciò che offrono i nostri territori”, ha dichiarato il Ministro delle Politiche agricole alimentari, forestali e del turismo, Gian Marco Centinaio.

 

Gestione del rischio in agricoltura, in Trentino oltre il 90 per cento degli agricoltori si assicura

Il forum del Consorzio di difesa di Trento Co.Di.Pr.A., tenutosi nei giorni scorsi in Predaia (TN), è stato l’occasione per fare il punto sui vari progetti per il mondo agricolo e partenariati europei per l’innovazione (PEI) in cui il Consorzio è partner, nonché sulla campagna assicurativa 2019.

“L’annata 2019 – spiega Andrea Berti, direttore di Co.Di.Pr.A. – ha visto un ulteriore aumento dei valori assicurati, che per il Consorzio supera i 430 milioni di euro oltre ad ulteriori 515 milioni di euro coperti con soluzioni mutualistiche. In particolare – continua il direttore – nella nostra provincia sono assicurate oltre il 90% delle mele, l’85% delle ciliegie e il 75% dell’uva con una media che sfiora il 90%. A concorrere al record anche le produzioni assicurate fuori provincia che sono arrivate ad un valore di circa 135 milioni di euro (progetti innovativi e di filiera nell’ambito di accordi quadro con Ismea, Asnacodi, il ministero dell’agricoltura e Anve). Sul fronte dei danni, ad oggi si sono registrati fenomeni calamitosi in alcune aree della provincia trentina come nella zona di Denno, Campodenno in Val di Non, in Valsugana, nelle Giuducarie (Stenico e Dorsino), nella zona di Trento Sud e in Vallagaria. Fenomeni, fortunatamente, che hanno interessato aree abbastanza limitate. Già da inizio settimana sono in campo i periti delle compagnie di assicurazione per stimare i danni e procedere con eventuali indennizzi”, specifica il direttore.

Strumenti innovati di gestione del rischio. Numerose anche le adesioni ai fondi per la stabilizzazione del reddito (IST) dedicati al mondo melicolo e zootecnico, “oltre il 70% dei nostri associati – evidenzia Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – ha aderito a questi innovativi strumenti di gestione del rischio. Come Consorzio siamo stati i primi a livello nazionale a credere nei fondi IST, supportando le adesioni dei nostri soci ai fondi che prevedono una contribuzione pubblica del 70%”.

Recupero dei muretti a secco, al via il 3 settembre 2019 un corso a partecipazione gratuita in Friuli-Venezia Giulia

Cantiere 2018 ad Artegna (foto Graziano Soravito)

Prende avvio il 3 settembre ad Artegna, in Friuli-Venezia Giulia, per il quinto anno consecutivo, un nuovo cantiere del paesaggio dedicato ai muri a secco, promosso dall’Ecomuseo delle acque del Gemonese e dal comune di Artegna e inserito all’interno della Scuola italiana della pietra a secco promossa dall’Alleanza mondiale per i paesaggi terrazzati.

Cantiere 2018 ad Artegna (foto Graziano Soravito)

Si tratta di un corso gratuito, aperto a tutte le persone interessate, che si propone di fornire ai partecipanti il metodo base e i consigli pratici su come recuperare questi manufatti che uniscono aspetti strutturali e componente estetica: perfettamente inseriti nell’ambiente, se ben gestiti nel corso del tempo dimostrano la loro grande utilità per ricavare spazi coltivabili, regimare le acque, ridurre l’erosione. L’attenta scelta delle pietre, la loro sfaccettatura, l’incastro perfetto, costituiscono i tratti salienti di un antico lavoro manuale che rischia di scomparire. Il cantiere, diretto dal giovane maestro artigiano Tommaso Saggiorato, si svolgerà lungo il sentiero che conduce al “lavio” di Borgo Monte, dando continuità all’opera di recupero realizzata lo scorso anno lungo lo stesso camminamento, chiuso da un muro di contenimento che andrà ripulito dalla vegetazione e in parte ricostruito.

Cantiere 2018 ad Artegna (foto Graziano Soravito)

L’attività prevede l’approfondimento delle tecniche di taglio delle pietre, il calcolo dell’angolo di inclinazione del muro e del suo spessore, la costruzione e posa delle calandre, la posa delle pietre di fondazione e l’elevazione del muro. Le prenotazioni vanno effettuate chiamando il 338-7187227 o inviando una mail a info@ecomuseodelleacque.it Si consiglia di portare pantaloni lunghi, scarpe e occhiali da lavoro, guanti pesanti. I partecipanti disporranno della copertura assicurativa.

L’obiettivo è quello di unire la tradizione con l’innovazione. La tradizione è quella plurisecolare legata a tecniche costruttive che mettono in sicurezza tracciati e versanti, mentre l’innovazione consiste nell’incentivare la capacità di far conoscere e valorizzare il territorio, rendendolo fruibile e condividendo le buone pratiche finalizzate alla riqualificazione del paesaggio anche a fini turistici. L’Unesco nel 2018 ha inserito l’arte della costruzione in pietra a secco, le conoscenze e le tecniche relative, nella lista dei Beni intangibili dichiarati patrimonio dell’Umanità.

Fonte: Ecomuseo delle acque del Gemonese

 

Cansiglio (BL-TV) sostenibile, il tavolo nelle aree picnic si prenota via web

Un nuovo sito web per prenotare un tavolo nelle aree picnic del Cansiglio, nello specifico in quelle dell’Archeton, del Bus de la Lum e del Giardino Botanico Alpino, facilmente accessibili a tutti e situate in una posizione centrale nella Piana.

In pratica. Il visitatore può riservare in anticipo un tavolo scegliendolo online sul sito internet https://cansiglioigg.com/; la prenotazione é assicurata fino alle ore 11.30 del giorno prescelto, dopodiché il tavolo verrà considerato a disposizione di eventuali altri utenti.

Un progetto europeo che migliora l’offerta turistica del Cansiglio. Tutelare e valorizzare per una fruizione sostenibile il patrimonio naturale, storico e culturale di quei siti poco conosciuti dal grande pubblico ma non per questo meno attrattivi sotto il profilo turistico, è l’obiettivo di “GoToNATURE”, progetto europeo finanziato dall’UE nell’ambito del Programma di cooperazione transfrontaliera Interreg Italia-Austria, che vede coinvolti altri tre partner oltre a Veneto Agricoltura (capofila): la Direzione Turismo della Regione Veneto, il Consorzio di Promozione Turistica del Tarvisiano, Sella Nevea e Passo Pramollo e l’Istituto salisburghese di urbanistica e abitare. Tra le azioni pilota previste dal progetto, c’è dunque anche questo nuovo sito web “sperimentale” realizzato da Veneto Agricoltura, in collaborazione con ADAPT EV srl, che come accennato consente di prenotare un tavolo in tre distinte aree picnic nella Piana del Bosco del Cansiglio – Foresta demaniale regionale gestita dall’Agenzia di Legnaro (PD) – in modo da offrire ai turisti la possibilità di godere delle bellezze naturali circostanti in serenità e relax.

Non solo aree picnic: il sito web fornisce infatti informazioni turistiche ed escursionistiche sull’area, con il suggerimento di itinerari da percorrere e la possibilità di conoscere le peculiarità naturalistiche, storico-culturali e gastronomiche presenti in Cansiglio. Tutto ciò perché il progetto, tra i vari obiettivi, propone di far vivere ai visitatori un’esperienza attiva lungo un percorso esplorativo ed educativo che presenta ambienti specifici per fauna, flora e storia del luogo. Un’esperienza, questa, resa possibile anche attraverso un servizio concepito come una sorta di “caccia al tesoro”, che coinvolge anche chi non conosce il Cansiglio, in particolare i bambini. Nelle pagine web è presente anche un breve questionario che consentirà al visitatore di ripercorrere l’esperienza vissuta e fornire feedback, commenti e pareri sul grado di soddisfazione, in modo da permettere ai promotori del progetto di migliorare il servizio offerto.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura

Rifiuti, una gestione in Veneto tra minacce di morte e roghi

“Sei morto”: è la scritta riportata in un biglietto contenuto in una busta recapitata nei giorni scorsi all’indirizzo di casa dell’assessore regionale all’ambiente Gianpaolo Bottacin. All’interno della missiva anche una copia di un articolo di stampa, tratto dall’edizione nazionale del “Il Gazzettino” del gennaio scorso, dal titolo: “Telecamere obbligatorie contro i roghi di rifiuti”. L’assessore – informa una nota stampa della Regione Veneto – ha immediatamente provveduto a presentare denuncia ai Carabinieri che procederanno alle indagini sull’accaduto.

In merito alla questione videosorveglianza nei centri di raccolta, a questo link potete leggere la notizia diffusa dalla Regione Veneto a suo tempo. Del fatto che la gestione dei rifiuti sia un tema “scottante” in Veneto e in Italia, i nostri lettori hanno avuto modo di apprenderlo anche dall’appello di Antonio Casotto, presidente Greentech Italy e Veneto Green, che abbiamo pubblicato lo scorso giugno, e che è stato ospite più volte ai nostri convivi mensili al Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco, nonché dagli editoriali del nostro presidente, Fabrizio Stelluto. Continueremo a dar voce negli scritti e negli incontri a coloro che denunciano rischi ambientali creati dal malaffare.