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A Piazzola sul Brenta (PD) c’è il Festival delle Pro Loco venete

Piazzola sul Brenta (PD) ospita fino ad oggi, domenica 23 settembre, la seconda edizione del Festival delle Pro Loco del Veneto, praticamente una festa delle feste, con tante proposte culturali e prodotti tipici veneti in mostra.

 

In Veneto ci sono 535 associazioni iscritte all’Unpli (Unione Nazionale Pro Loco), quasi 70mila volontari tesserati che dedicano migliaia di ore a città, borghi, territori, oltre 5 mila eventi l’anno (una media di 10 per associazione), 1 ufficio turistico su tre gestito dalle Pro Loco. Più di 100 associazioni provenienti da tutte le province saranno presenti a Piazzola sul Brenta insieme alle delegazioni di undici regioni italiane. Ci saranno stand gastronomici, filò e cantastorie, bande musicali e gruppi folkloristici, ludobus con giochi in legno e fuochi d’artificio. Ulteriori info: www.unpliveneto.it

Fonte: Festival delle Pro Loco del Veneto

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Veneto, vendemmia record 2018 (+20%), sinergia Confartigianato e Coldiretti regionali per procedura di riserva in assenza di ricevuta Pec del documento Movimenti VitiVinicoli, fondamentale per evitare intasamenti e danni economici

Il buon senso e la convergenza di interessi tra i produttori agricoli, rappresentati da Coldiretti del Veneto e gli autotrasportatori della Confartigianato Imprese Veneto (Confartigianato Trasporti regionali), hanno impedito ad un assurdo cavillo burocratico di trasformarsi in un grande danno economico.

La loro azione congiunta ha portato, infatti, alla definizione di una procedura di riserva, da applicare nell’eventualità di ritardi nella ricezione del messaggio di notifica di avvenuta consegna della convalida del documento vitivinicolo MVV mediante PEC (v. decreto dipartimentale 1021 del 17 giugno 2014), che permette ai camion di effettuare comunque la consegna della merce in tempi certi.

Vendemmia straordinaria in quantità. “Si tratta -spiegano Nazzareno Ortoncelli, leader regionale Autotrasportatori Confartigianato e Giancarlo Vettorello, dell’ufficio vitivinicolo Coldiretti – di una novità arrivata giusto in tempo per agevolare sia le imprese di autotrasporto che i numerosi viticoltori e cantine che operano sul territorio regionale che quest’anno, si trovano a gestire una vendemmia straordinaria, superiore del 20% rispetto allo scorso anno. Senza la necessaria flessibilità si sarebbe incorsi in danni economici particolarmente ingenti”.

Come funziona. In sintesi, l’Ispettorato Centrale della tutela della Qualità e Repressione Frodi dei prodotti agroalimentari (ICQRF) ha definito, mediante la circolare n. 000617 del 3 agosto 2018, la prassi secondo la quale, nel caso in cui la ricevuta non ritorni entro un’ora, l’operatore, ferme restando le annotazioni da riportare nell’apposita casella (n. 18, sul fronte del documento), annoterà sul retro del documento una dicitura del tipo “Non è arrivata ricevuta di avvenuta consegna. Allego la PEC inviata”. In questo modo sarà possibile iniziare il trasporto con il documento MVV e con la stampa del messaggio di PEC per la convalida.

Sì alla semplificazione e ai dovuti controlli. “Grazie alla collaborazione di alcuni nostri colleghi –spiega Ortoncelli – abbiamo potuto, documenti alla mano, dimostrare come in taluni casi, la ricevuta ritornasse all’operatore soltanto dopo alcune ore dall’invio della PEC per la convalida, causando disservizi ed ostacoli all’attività economica degli operatori vitivinicoli e agli autotrasportatori costretti a ritardare la partenza del trasporto”. “Semplificazione sì ma non assenza di controlli, specifica Vettorello. Infatti, se entro le 24 ore successive all’invio del messaggio di PEC per la convalida, l’operatore viene in possesso della ricevuta attestante che l’invio della copia del documento MVV alla casella di PEC “AOO” degli Uffici territoriali competenti è andato a buon fine, non dovrà fare altro che allegare tale ricevuta alla propria copia del documento MVV e conservarlo in atti. Se invece riceverà un messaggio di notifica di mancata consegna definitivo, l’operatore entro il primo giorno lavorativo successivo, dovrà inviare nuovamente il messaggio PEC (con allegato l’MVV emesso) con le stesse modalità seguite nel primo invio. Nell’oggetto del messaggio PEC si dovrà aggiungere la seguente dicitura: “Reinvio PEC”. Qualora non si provvedesse secondo le modalità sopra indicate, la convalida non viene considerata effettuata”.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Imprese Veneto e Coldiretti Veneto

Miglioramento genetico: la Corte di Giustizia dell’Unione Europea ha stabilito che gli organismi ottenuti mediante mutagenesi sono di fatto Ogm, quindi ricadono nella relativa normativa

I giudici europei hanno stabilito che gli organismi ottenuti mediante mutagenesi (ovvero la modifica del Dna di un organismo vivente senza l’introduzione di materiale genetico proveniente da un’altra specie) sono Organismi geneticamente modificati (Ogm) “nei limiti in cui le tecniche e i metodi di mutagenesi modificano il materiale genetico di un organismo secondo modalità che non si realizzano naturalmente”.

Tecniche non naturali. Per i giudici,dunque, sono soggetti alla normativa europea sugli Ogm tutti quegli organismi che sono frutto di processi o tecniche non “naturali”. In questo senso le New breeding techniques non possono essere considerate esenti dalla normativa Ogm.

Esentate le applicazioni con una lunga trdizione di sicurezza. La Corte precisa, però, che “dalla direttiva sugli Ogm emerge che quest’ultima non si applica agli organismi ottenuti per mezzo di determinate tecniche di mutagenesi, ossia quelle che sono state utilizzate convenzionalmente in varie applicazioni con una lunga tradizione di sicurezza”. Questo per evitare che varietà di piante coltivate da anni, come il grano Creso (una cultivar ottenuta tramite mutagenesi indotta da una irradiazione combinata di neutroni e raggi gamma), ricadessero nella normativa sugli Ogm.

Principio di precauzione. Riguardo alle New breeding techniques, la Corte sottolinea come “i rischi legati all’impiego di tali nuove tecniche di mutagenesi potrebbero risultare simili a quelli derivanti dalla produzione e dalla diffusione di Ogm tramite trans genesi”. Per questo motivo i giudici di Lussemburgo, rifacendosi al principio di precauzione, ritengono che “la direttiva sugli Ogm si applica anche agli organismi ottenuti mediante tecniche di mutagenesi emerse successivamente alla sua adozione”.

A differenza di quanto deciso negli USA, dunque, i giudici della Corte di Giustizia dell’UE hanno stabilito che gli organismi ottenuti tramite le Nbt di fatto devono ricadere all’interno della normativa sugli Ogm. Quanto ai motivi di questa equiparazione, i giudici europei si limitano a dire che “la modifica diretta del materiale genetico di un organismo tramite mutagenesi consente di ottenere i medesimi effetti dell’introduzione di un gene estraneo nell’organismo (transgenesi) e in quanto tali nuove tecniche consentono di produrre varietà geneticamente modificate a un ritmo e in quantità non paragonabili a quelli risultanti dall’applicazione di metodi tradizionali di mutagenesi”.

Fine del genome editing? Se da un lato i giudici ritengono di aver salvaguardato “la salute umana e l’ambiente”, dall’altro – osservano alcune fonti – hanno di fatto messo la parola fine al miglioramento genetico attraverso tecniche come il genome editing. Tecniche sulle quali anche il Mipaaf aveva deciso di investire stanziando 21 milioni di euro nell’ambito di un progetto di miglioramento genetico delle colture importanti per il made in Italy coordinato dal Crea. Le potenzialità delle Nbt si scontrano, dunque, con una burocrazia che di fatto mette fuori gara le piccole imprese e rende insostenibili gli investimenti sulle colture minori. La direttiva che regola gli Ogm prevede, infatti, che questi organismi siano autorizzati dopo una valutazione dei rischi che possono rappresentare per la salute umana e l’ambiente e li sottopone a requisiti di tracciabilità, etichettatura e monitoraggio.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

21 settembre 2018, ultimo giorno di Flormart a Padova, alle 11.30 convegno Anbi sul rapporto tra risorsa idrica e architettura del paesaggio

Ultimo giorno della 69^ edizione di Flormart, il salone del florivivaismo in Fiera a Padova, vetrina di un distretto qualificato e qualificante dell’agricoltura veneta che, con i suoi vivai, localizzati soprattutto nel Padovano, nel Veronese e nel Trevigiano e con le imprese di giardinaggio e di “architettura verde”, ha registrato nel 2017 209 milioni di euro, pari all’8,4 per cento del fatturato nazionale, con una netta crescita del settore ‘garden’, manutenzione e giardinaggio, in termini di fatturato, rispetto a quello storico dei vivai, che lo scorso anno ha prodotto valore per 80 milioni di euro.

Acqua alleata dell’uomo, ma pretende rispetto. Tra gli incontri in programma, segnaliamo quello organizzato da Anbi Veneto, l’associazione dei consorzi di bonifica, questa mattina, venerdì 21 settembre, dalle ore 11.30. Si tratta del convegno “Paesaggi fluidi, come l’acqua disegna i territori”. L’iniziativa, in programma nel padiglione 11, area GPP Lab (dove GPP sta per Green Public Procurement), sarà dedicata al rapporto tra risorsa idrica e architettura del paesaggio. All’incontro, moderato da Andrea Crestani, direttore di Anbi Veneto, interverranno: Elisabetta Novello, docente di Storia dell’Economia dell’Università degli Studi di Padova: “Paesaggi d’acqua: patrimonio naturale di memoria e cultura”; Endri Orlandin, pianificatore dell’Università IUAV di Venezia: “La difficile sopravvivenza dei paesaggi, tra consumo di suolo e pianificazione”; Laura Mosca, architetto e direttore dell’Osservatorio Locale per il Paesaggio del Delta del Po: “Politiche, metodi e strumenti per operare nei paesaggi dell’acqua: esempi di buone pratiche dai Consorzi di Bonifica del Veneto”; Sabrina Diamanti, neo presidente del Consiglio dell’Ordine Nazionale dei Dottori Agronomi e dei Dottori Forestali. Le conclusioni dell’incontro saranno affidate a Giuseppe Romano, presidente di Anbi Veneto.

L’accesso alla Fiera è gratuito, previa registrazione attraverso form online nel sito Flormart.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

 

20-23 settembre 2018, a Padova approda It.a.cà, festival sul turismo responsabile

Oggi, giovedì 20 settembre, alle 18:45 con un aperitivo inaugurale  a Ca’Sana, inizia ufficialmente a Padova IT.A.CÀ – il Festival del Turismo Responsabile, che torna nella città del Santo per il secondo anno consecutivo.

Fino al 23 settembre, saranno quattro giorni di eventi e iniziative all’insegna della sostenibilità. In programma: itinerari a piedi, in bici, in barca, workshop, aperitivi e racconti di viaggio, visite guidate, feste nei parchi e nei quartieri, seminari, laboratori, concerti, documentari, libri e degustazioni per lanciare un’idea di turismo più etico e rispettoso dell’ambiente e di chi ci vive.

22 settembre ore 9.30/13.00 a Palazzo Liviano, Padova, incontroSentieri che uniscono. Esperienze di turismo responsabile e sostenibile a confronto tra Veneto e Capo Verde”.  Ci sono sentieri che sono più che semplici itinerari turistici: sono quei sentieri che riescono a unire tradizioni, sviluppo e futuro, sentieri reali e metaforici che riescono a unire le persone anche di differenti paesi e contesti che condividono i valori del turismo responsabile e sostenibile. L’incontro, promosso da Cospe Onlus  e Master Design dell’Offerta Turistica dell’Università di Padova, si propone di stimolare una riflessione sul turismo responsabile e sostenibile, dando risalto alle buone pratiche realizzate nel territorio padovano e nell’isola di Fogo a Capo Verde, dove Cospe lavora su questa tematica da più di 30 anni e dove attualmente ha ben due progetti attivi “Fata e Rotas do Fogo”. Al seminario parteciperà anche una delegazione dell’isola capoverdiana: Herculano Dinis, presidente del Parco Natural do Fogo, che parlerà delle opportunità di ecoturismo nella maggiore area protetta terrestre di Capo Verde, Fabio Vieria,  del municipio di Mosteiros, e membro della rete Natour-Fogo che farà una riflessione su quale sia il miglior modello di turismo e sviluppo per un piccolo municipio rurale e, infine, Luisa Jorgesen, altra rappresentante della rete Natour Fogo che racconterà l’esperienza della gestione partecipativa del territorio e della rete di attori che ne fanno parte.

It.a.cà è organizzato da Cospe Onlus e Arci Padova, patrocinato e in collaborazione con il Comune di Padova e la partecipazione di oltre settanta realtà locali tra enti pubblici, associazioni e aziende del territorio.

Fonte: Servizio Stampa It.a.cà

Al via a Padova Flormart 2018. Tra gli appuntamenti: lo stato dell’arte della Carta di Sandrigo per lo sviluppo dei boschi di pianura e le animazioni degli artigiani professionisti a servizio del paesaggio

Ad un anno dalla presentazione della “Carta di Sandrigo” per lo sviluppo dei boschi di pianura, la “comunità di volenterosi”, come si è voluta definire, che si era incontrata nel comune del vicentino lo scorso 26 ottobre 2017, fatta di sindaci, agricoltori e proprietari, ricercatori e tecnici, si ritrova oggi, mercoledì 19 settembre (ore 15:00) al Flormart (PadovaFiere, fino al 21 settembre), per verificarne lo stato di attuazione e fare il punto, per continuare un percorso indispensabile anche alla luce degli evidenti cambiamenti climatici in atto.

L’intento è quello di stimolare le Istituzioni e i decision-maker a dare gambe e risorse al progetto dei 5.000 ettari di querceti di pianura entro il 2050. Non un momento di parole quindi, ma il confronto concreto sulle realizzazioni frutto di un anno di lavoro nella direzione della “Carta di Sandrigo”. Presenteranno i loro progetti e realizzazioni: l’Associazione Forestale di Pianura; il Rotary Club Vicenza Nord-Sandrigo (Vi); La Scuola nel Bosco, Verona; il Comune di San Pietro in Cariano (Vr); il Comune di Teglio veneto (Ve); OpzioneZero, Mira (Ve); Spiritus Mundi onlus, Padova; Etifor, Padova. Veneto Agricoltura, presente con il direttore Alberto Negro, che coordinerà il convegno, sarà presente durante la manifestazione fieristica padovana con uno stand sull’innovazione nei settori vivaistico (forestale e agrario) e floristico, attuata nei propri Centri sperimentali di “Po di Tramontana” (Rosolina, RO: orto-floro) e Montecchio Precalcino (VI, forestale).

Un settore in forte espansione.Confartigianato nazionale patrocina Flormart e, con Confartigianato Imprese Veneto e Confartigianato Padova ha instaurato una collaborazione con la manifestazione che, attraverso il neo costituito gruppo di mestiere delle Imprese del Verde, nuova categoria nata nel 2018 per rappresentare e dare voce alle imprese associate in tutto il territorio nazionale nei settori della manutenzione del verde e del florovivaismo, animerà la manifestazione con eventi ed esposizioni di imprese. Il settore è in forte espansione – nettamente in controtendenza rispetto al resto dell’artigianato – e in Veneto è cresciuto nel corso del 2017 di ben 104 imprese (tasso di sviluppo pari a +4%) attestandosi su 2.608 imprese che offrono lavoro a oltre 6 mila addetti. “Lo slogan “Professionisti al servizio del paesaggio” sarà il leit-motiv della nostra presenza – spiega la presidente regionale veneta di categoria Stefania Dal Maistro-. Tra le priorità che ci siamo dati come gruppo direttivo c’è anche il presidio del tavolo tecnico filiera florovivaismo istituito al Ministero delle Politiche Agricole e Forestali, il rilancio e la stabilizzazione del “bonus verde” introdotto dalla Legge di Bilancio 2018, il contratto collettivo nazionale di lavoro del settore e il monitoraggio sul territorio dell’applicazione del profilo professionale del manutentore del verde previsto dalla Legge 154 del 2016”. Nella giornata di apertura, mercoledì 19 alle ore 11.00 si svolgerà il convegno inaugurale della fiera, dal titolo “Le nuove prospettive nazionali e internazionali del Florovivaismo Italiano oggi“, dove interverrà il presidente di Confartigianato Imprese del Verde, Christian Mattioli. Nella stessa giornata alle ore 14.00 si terrà la riunione del Consiglio direttivo nazionale”, aggiunge Giuseppe Lumia, vice presidente regionale e promotore della collaborazione con Flormart.

Fonte: Servizio stampa Veneto Agricoltura e Confartigianato Imprese Veneto

 

19-21 settembre, a Padova si tiene Flormart 2018. Tra le iniziative in programma, un convegno su come l’acqua disegna il territorio e la presentazione di un progetto di paesaggio rurale restaurato.

foto Consorzio di bonifica Acque Risorgive

Nell’ambito di Flomart 2018, l’expo & conference internazionale del florovivaismo in programma alla Fiera di Padova dal 19 al 21 settembre, segnaliamo alcune iniziative a carattere ambientale e di valorizzarione del territorio rurale, realizzate da Anbi Veneto e circuito Wigwam.

Il 21/9 un convegno per raccontare paesaggi d’acqua e servizi ecosistemici. L’associazione dei consorzi di bonifica veneti organiza venerdì 21 settembre alle 11.00, nel Pad. 11, area GPP Lab (dove GPP sta per Green Public Procurement) della fiera, il convegno “Paesaggi fluidi: come l’acqua disegna i territori” dedicato a territori di pianura, gestione della risorsa idrica e servizi ecosistemici. L’acqua è l’elemento costitutivo di ciascun territorio: regioni prospere, con elevati standard di qualità della vita, sono regioni dove l’acqua è ben distribuita in una rete di grandi, medi e piccoli corsi, naturali o artificiali, che rappresentano un tessuto connettivo di territori e mettono in relazioni spazi urbani, agricoli, prati, boschi, oasi. La gestione della risorsa idrica, a partire dalla sua distribuzione a fini irrigui, genera infatti servizi ecosistemici di cui si avvantaggiano i luoghi e le comunità. L’acqua è dunque un alleato dell’uomo, ma il rapporto non è incondizionato. Quando le sue esigenze non sono rispettate e l’edificazione consuma territorio irresponsabilmente, l’acqua finisce col prendersi lo spazio che le spetta: è il caso di esondazioni, allagamenti e frane. Il continuo lavoro di manutenzione e riconfigurazione del territorio non può non tenerne conto. Organizzare un territorio significa in gran parte amministrarne il regime idraulico. Anbi Veneto sarà protagonista anche il giorno precedente, giovedì 20, dalle 14.30 alle 15.30, nell’Auditorium Platanus nel Padiglione 14 per il rinnovo del protocollo d’intesa per l’educazione ambientale e l’alternanza scuola – lavoro con la rete scuole agrarie e forestali del Triveneto, da quest’anno allargato anche all’Anbi Friuli Venezia Giulia.

Il piagno realizzato nel sud est padovano dal circuito Wigwam

Paesaggio rurale restaurato: piagni e trosi, la nuova offerta turistica delle campagne. Rete Wigwam sarà a Flormart, oltre che con una significativa rappresentanza di assaggi enogastronomici dalle proprie Comunità Locali di Offerta e Interscambio italiane e di altri Paesi, anche con concreti esempi di architettura del recupero del paesaggio rurale, che creano nuovo lavoro per gli studi di progettazione, per le aziende di costruzione e giardinaggio, per una nuova ed inedita offerta paesaggistica dei territori rurali. Il principio è che nessuno fa turismo in un luogo degradato e che non possieda una propria peculiare attrattiva. Il paesaggio rurale anonimizzato e relegato a mera landa di monocolture, disseminata da villette simil rurali tarocche, dove qualunque segno di architetture storiche edilizie e verdi è stato cancellato o fortemente stravolto da insipienti quanto filologicamente improprie manomissioni, non solo non ha appeal turistico ma fa viver male perfino i residenti. Perlomeno quelli che ancora, non si sono assuefatti all’imperversare della bruttezza. Così Rete Wigwam, la più antica organizzazione ambientalista italiana (3 dicembre 1972) riconosciuta per Decreto, unica nel registro del Ministero dell’Ambiente ad essere nata in Veneto e, a tutt’oggi, con propria sede legale ed organizzativa in questa regione, ha recuperato un pezzetto del tipico paesaggio della campagna del Sud Est padovano ricreando un luogo umido attraversato da un piagno, ovvero il tipico ponticello in legno, un tempo frequenti ed oggi praticamente scomparsi. Il recupero, che viene portato come soluzione facilmente replicabile, crea di fatto, per iniziativa privata ma lungo una via pubblica, quindi a forte impatto visivo per chi vi transita, un’incastonatura costituita dalla ricreazione di una sorta di biotopo che ricrea l’habitat naturale floro-faunistico del fosso. Insieme ad esso, un artefatto ligneo di attraversamento, armonicamente inserito e che nell’insieme costituiscono di per sé elementi di gradimento, di curiosità e arricchimento di pregio paesaggistico. Questo piagno, che potremmo considerare “pilota” è parte di una più generale proposta di ripensamento della viabilità campestre pedonale, ciclabile ed equestre, fatta di sentieri (trosi in lingua veneta padovana) lungo fossati e scoli consortili, che formano anelli e reticoli intercettando ville storiche, piccoli santuari e luoghi della fede popolare, o anche solo semplicemente particolarità ambientali tipiche sapientemente recuperate. Dal recupero del paesaggio rurale sta nascendo quindi una nuova economia, dai bassi costi di investimento ma dalle grandi potenzialità per progettisti, per imprese di costruzione, per i fornitori di materiali lignei, infine, per il turismo e per il suo indotto che da tutto ciò sta già sperando.

L’accesso alla Fiera è gratuito, previa registrazione attraverso form online nel sito Flormart.