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Stasera, ad Arzerello di Piove di Sacco (PD), all’incontro Argav-Wigwam si parla dello stato dell’arte delle valli da pesca lagunari veneziane e di birre artigianali

foto-wigwam

foto circuito Wigwam

Oggi, venerdì 24 febbraio 2017, a partire dalle ore 19, nella consueta sede del circolo di campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD), si terrà l’incontro mensile di aggiornamento e approfondimento Argav.

Le Valli da pesca della laguna veneta: genesi, situazione economica e produttiva, demanialità” l’argomento introduttivo della serata. Gli interventi saranno a cura di Alessio Bonetto, geologo, direttore tecnico Eco-ricicli Veritas Srl, esperto della laguna di Venezia, che farà il punto sotto il profilo geologico ed ambientale, dalla nascita alle mutazioni principali al futuro, comprensivo degli interventi effettuati (canale dei petroli) e di quelli a venire (Mose, idrovia? terminal off shore? ecc.); Matteo Poja, titolare di Valle Grande San Gaetano a Caorle (la valle di Hemingway) nonché responsabile del settore itticolo di Confagricoltura Venezia e Gualtiero Ranzani, titolare di Valle AMA (Averto), parleranno della situazione in cui versano le valli da pesca, tra difficoltà e prospettive. Infine, Ivone Cacciavillani, giornalista, storico, avvocato, parlerà della genesi delle valli da pesca dal punto di vista storico in rapporto alla Serenissima sino ai giorni nostri e farà il punto sulla vertenza giudiziaria iniziata con la richiesta dell’agenzia del demanio di anni fa. Quali le pretese, gli esiti delle varie sentenze? Come si è risolta ed in parte si risoverà la vicenda? Cosa significa demanialità, cosa è stato stabilito dalla Corte di Cassazione per quanto riguarda il principio di “bene pubblico”?

Le birre artigianali saranno il secondo argomento trattato nella serata, con la partecipazione di Ivan Borsato, presidente del Gruppo Birrai Confartigianato Veneto, costituito di recente, che ne illustrerà l’attività. Ospite della serata, il cantautore Gualtiero Bertelli, che eseguirà alcuni suoi successi ed alcune nuove canzoni con chitarra e voce. Al termine dell’incontro, Efrem Tassinato, giornalista enogastronomico e chef, presidente del Circuito Wigwam, presenterà e proporrà in degustazione alcune ricette di pesce di valle abbinate alle birre artigianali. Nell’occasione, sarà anche possibile ritirare o prenotare i kit per la preparazione della Pasta alla Griscia solidale: pasta di grano duro di montagna, guanciale di maiale nero dei Monti Sibillini e pecorino da grattugia dei Monti della Laga prodotti direttamente dalle aziende del territorio terremotato del Centro Italia.

 

Dolci delle feste, la verità sui galani al forno

galani-confartigianatoLa qualità e la corretta informazione sono elementi scontati nella borsa della spesa. E’ una fiducia ben riposta? Non sempre, soprattutto in periodo di feste, quando maggiore si fa l’attenzione verso i prodotti tradizionali delle feste come quelli legati al Carnevale. E’ il parere di Christian Malinverni e Oliviero Olivieri, rispettivamente presidente regionale degli alimentaristi e dei pasticceri di Confartigianato.

Light, ma in verità…I prodotti alimentari tipici, i dolci tradizionali e delle feste, sono da qualche anno molto richiesti dai consumatori. Con l’aumentare della richiesta di tipicità e cresciuta di conseguenza la produzione e la commercializzazione di prodotti industriali che, richiamando nel nome, nella forma o nella confezione il prodotto imitato, ingannano il consumatore. Esempio tipico di informazione non corretta, e di attualità in questi giorni di carnevale, è il galano cotto al forno. Da qualche anno infatti, accanto al galano tradizionale viene offerto, nei banchi di negozi di alimentari e supermercati, il cosiddetto galano al forno. Che, sostiene qualcuno, è più leggero di quello tradizionale, perché è cotto al forno, anziché essere fritto. “Ma questo non è vero –spiegano i presidenti Malinverni ed Olivieri- Anche il galano al forno viene prima fritto nell’olio, solo che la cottura viene poi completata al forno. Millantano che sia meno grasso, ma non lo è affatto”.

Prodotto non tutelato. Già, il galano –consultare un qualsiasi libro di cucina, ma anche un buon dizionario della lingua italiana- viene fritto. Quello al forno, dunque, è un galano “sui generis”: “Il fatto è che del galano al forno si è impadronita l’industria, che ne produce grandi quantitativi, mentre quello tradizionale, che noi difendiamo, è prodotto soprattutto da pasticcerie e forni –spiega Olivieri- Purtroppo, ognuno è libero di fare ciò che vuole, perché di fatto il galano non è tutelato. E’ inserito in un elenco di alcune centinaia di prodotti agro alimentari tradizionali della regione Veneto, ma senza che sia disciplinato il modo di produrlo, senza che vi sia una ricetta precisa. Così però, si rischia di rovinare una tradizione e un mercato, perciò noi siamo contrari. Nel galano tradizionale, ad esempio, l’olio è un elemento produttivo essenziale, perché deve essere di ottima qualità, deve essere cambiato spesso, deve avere la giusta temperatura: e i dolci acquistano il giusto colore, la giusta consistenza”.

Tra i dolci di Carnevale, il galano è sicuramente il principe. Assieme alla frittella. Leggero, croccante e sottile il primo; panciuta, (relativamente) pesante e soffice la seconda. Sui banchi di fornai e pasticceri appaiono qualche settimana prima del giovedì grasso, per eclissarsi con l’arrivo della Quaresima. Dolci tradizionali, semplici entrambi, che per esser fatti richiedono una buona esperienza, ma soprattutto tanta attenzione e manualità: tant’è che in molte famiglie si fanno ancora in casa, artigianalmente, per l’autoconsumo. In conclusione Malinverni lancia il consueto appello ai consumatori: “In un momento come il Carnevale, crediamo sia giusto affidarsi alla tradizione e alla qualità che possono garantire i nostri straordinari artigiani dell’alimentazione e della ristorazione”. “Anche un solo acquisto di questo genere – chiude il presidente Malinverni- è un “piccolo valore” che può contribuire a dare ulteriore forza a un comparto che è tra i pochi a resistere alla crisi garantendo occupazione e lavoro a decine di migliaia di lavoratori”.

Galani di Carnevale: la ricetta. Ingredienti: 500g di farina; 2 rossi d’uovo; 1 uovo intero; 30g di burro; un pizzico di sale; una cucchiaiata di zucchero vanigliato; un bicchiere di rosoli (o vino bianco); olio (o strutto) per friggere q.b.; zucchero a velo q.b. Procedimento: mescolate tutti gli ingredienti e lasciate riposare la pasta un’ora. Tiratela molto sottile e ritagliate con la rotellina scanellata di nastri, lunghi o corti, a piacere. Friggeteli in abbondante olio bollente (o strutto), appena avranno preso una colorazione dorata sgocciolateli su una carta che assorba l’unto e spolverizzateli di zucchero a velo. Serviteli freddi.

Fonte: Servizio Stampa Confartigianato Veneto

Smog, Ue apre seconda fase di infrazione nei confronti dell’Italia. Codacons denuncia immobilismo amministrazioni locali, il ministero dell’Ambiente annuncia un cambio di marcia

Smog“Governo, Regioni e comuni hanno già scelto di lavorare insieme per la qualità dell’aria e di farlo programmando misure finalmente strutturali, uscendo dalla logica delle risposte emergenziali. E’ chiaro a tutti che il problema dello smog non si risolve da un giorno all’altro: è il motivo per cui non può sorprendere l’apertura della seconda fase dell’infrazione, rispetto alla quale siamo del resto in buona compagnia in Europa. Siamo convinti che la Commissione riconoscerà il nostro cambio di marcia”. Così Gian Luca Galletti, ministro dell’Ambiente, commenta l’apertura da parte della Commissione Ue della seconda fase della procedura d’infrazione nei confronti di Italia, Germania, Francia, Spagna e Gran Bretagna per il superamento dei limiti di biossido d’azoto nell’aria in alcune città.

Gli interventi. Spiega Galletti: “Dalle misure previste nel protocollo per la qualità dell’aria di fine 2015 sono stati fatti notevoli passi in avanti per mettere in condizione le Regioni, che sono responsabili degli interventi, di operare con la massima rapidità: abbiamo reso disponibili 11 milioni per quei comuni che hanno attuato nei periodi di maggiore concentrazione di smog una serie di misure anti-inquinamento, cosi come sono in fase di valutazione  i progetti presentati sul bando da 35 milioni per la mobilità sostenibile casa-scuola e casa-lavoro. Stiamo andando avanti pure sui 50 milioni per la realizzazione di infrastrutture tra cui le colonnine di ricarica elettrica, sull’acquisto nazionale centralizzato di mezzi pubblici ecologici e su tutto il fronte dell’efficienza energetica, una delle chiavi per risolvere il problema smog alla radice: tra questi i 250 milioni per le scuole, i 70 per gli edifici della Pubblica Amministrazione centrale, il fondo di efficienza energetica nazionale e ovviamente l’ecobonus esteso fino al 2021 e allargato ai condomini”.

Situazione più critica in Nord Italia. “Nel bacino padano, area per sua conformazione tra le più critiche sotto il profilo dell’inquinamento – continua Galletti –  il lavoro con le quattro regioni interessate sta dando i risultati, a partire dal decreto sulla certificazione di qualità delle ‘caldaiette’. L’attuazione della direttiva Nec e il relativo programma nazionale di riduzione delle emissioni sarà un ulteriore tassello di un’azione mai cosi determinata per elevare la qualità ambientale dei nostri centri urbani”.

Codacons: “Amministrazioni locali non hanno fatto nulla”. “L’apertura della seconda fase della procedura d’infrazione contro l’Italia da parte della Commissione Ue dimostra come le amministrazioni locali non abbiano saputo contrastare il dramma dell’inquinamento, né adottare provvedimenti efficaci a tutela della salute umana”. Ad affermarlo è il Codacons, commentando la decisione dell’Ue. Spiega il Codacons: “Fa bene l’Europa a intervenire duramente contro l’Italia, di fronte al costante superamento dei limiti all’inquinamento dell’aria i Comuni hanno adottato solo misure blande, palliativi inefficaci, spesso senza alcun controllo reale su divieti e limitazioni imposti. Nessun incentivo sull’utilizzo dei mezzi pubblici né potenziamento dei trasporti locali per disicentivare il ricorso all’automonbile da parte dei cittadini. Una situazione che ha portato l’Italia ad occupare il primo posto in Europa per morti da smog: nel nostro Paese si contano infatti 90.000 vittime ogni anno causate dall’inquinamento dell’aria, 1.500 solo a Milano. E nel caso in cui si arrivi a una sanzione per l’Italia, chiameremo gli amministratori locali a pagare la multa con i loro beni personali, per l’incapacità e l’immobilismo dimostrati”, conclude Codacons.

Fonte: Servizio Stampa Ministero dell’Ambiente/Codacons

22 febbraio 2017, a Canda (RO) si parla di produzione agricola nutroceutica

farroorzoMercoledì 22 febbraio, a partire dalle 17, a Canda (RO), in via Marconi 2625/301 (uscita Transpolesana), la cooperativa Villa Nani ha organizzato un incontro tecnico dal titolo “Agricoltura punto zero/La capacità di rinnovarsi nel mondo agricolo”, in cui si parlerà di colture alternative nel nuovo trend della produzione agricola nutroceutica, cioè di alimenti con principi nutrienti benefici sulla salute e di programmazione dei secondi raccolti.

Farro e orzo, mix “regale”. Il risparmio di energia, di acqua, di ambiente, di impiego di mezzi tecnici e di lavorazioni sembra la nuova frontiera dell’agricoltura “punto zero”. “Il mercato richiede sempre più prodotti con valori nutrizionali importanti – spiega Federico Pasqualini di Villa Nani – e questo ci dirige verso il recupero di coltivazioni storiche per il Polesine, come oleaginose e legumi, che contengono proteine vegetali sostitutive della carne i cui consumi vanno calando, i cereali antichi, come il farro o il miglio e tanto biologico. In questo scenario, Villa Nani cerca di ritagliare addosso alle aziende agricole nuove opportunità di colture che solo apparentemente sembrano meno redditizie, di grande valore ambientale e nutrizionale, sempre più sostenibili”. “In quest’ottica – continua Pasqualini – presentiamo il nostro primo prodotto trasformato, interamente made in Polesine, che è la nuova Mix Regina, una farina di farro di altissima qualità, ricavata dal cereale macinato a pietra, al quale viene aggiunta farina d’orzo, per migliorare la lievitazione. Il risultato è una farina più digeribile, con importante valore nutrizionale, ottima per la panificazione ed anche per la pastificazione”.

Incontro tecnico ed esposizione macchine agricole nuove ed usate. Oltre alla filiera del farro, la società cooperativa Villa Nani, sempre nell’ottica del servizio alle aziende agricole e nell’ottica della convenienza economica, ha implementato in modo significativo la vendita della macchine agricole, con l’apertura della nuova agenzia di Canda, dove si svolgerà l’incontro tecnico. “Un capannone per lo stoccaggio – spiega il presidente di Villa Nani, Damiano Giacometti, che ha curato personalmente questa iniziativa – ed un’importante esposizione e vendita di macchine ed attrezzature agricole, nuove ed usate. Un ulteriore servizio fornito dagli agricoltori, perché siamo una cooperativa agricola, per altri agricoltori soci e non soci, nell’ottica di ridurre i costi del mercato tradizionale. Questi nuovi settori della nostra attività, le macchine e la trasformazione del cereale in farina, sono obiettivi raggiunti ed insieme nuovi punti di partenza per la nostra cooperativa – conclude Giacometti – che vuole essere sempre più propositiva per il territorio e per la nostra agricoltura”.

Fonte: Servizio Stampa Cooperativa Villa Nani

Pfas, danno irreparabile per l’economia agricola dell’area vicentina? Il presidente Argav Fabrizio Stelluto solleva la questione a pochi giorni dal simposio internazionale organizzato a Venezia dalla Regione Veneto

Fabrizio Stelluto presidente ARGAV“Ho l’impressione che sfugga la gravità della vicenda Pfas: a prescindere dalle responsabilità, non ci saranno mai abbastanza soldi per riparare un danno ambientale  che si protrarrà nel tempo, perché è stata inquinata una delle falde più grandi d’Europa, forse la più grande d’Italia. Continuando a prescindere dalle eventuali conseguenze sulla salute dei cittadini, esistono due evidenti problemi: alla potabilità umana dell’acqua si sopperisce con i filtri a carbone, per altro molto costosi, ma agli animali cosa si darà da bere, essendosi finora abbeverati con acqua prelevata da pozzi probabilmente ormai inquinati? Idem per l’irrigazione di frutta e verdura. Anche volendo dotare l’area di impianti irrigui consortili, l’acqua dove dovrebbe essere prelevata? E con quali costi? Il timore è che sia suonato il de profundis per l’economia agricola dell’area vicentina di Almisano e dintorni. Ai soggetti decisori chiedo: ne sono coscienti ed esiste un piano B per quegli incolpevoli territori o speriamo che gli organismi sanitari elevino i limiti di tolleranza, come sempre “all’italiana”? Tante e tutte scottanti le questioni sollevate dal presidente Argav Fabrizio Stelluto a pochi giorni dal seminario internazionale “Progettare lo studio epidemiologico sulla popolazione del Veneto esposta a Pfas”, organizzato dalla Regione Veneto a Venezia (22-23 febbraio 2017).

pfasimmagineIl confronto internazionale. Il simposio si terrà nell’Aula San Domenico dell’Ospedale Civile SS Giovanni e Paolo con l’obiettivo di fornire le basi scientifiche allo studio epidemiologico collaborativo Istituto Superiore di Sanità (ISS)–Regione Veneto sulla popolazione esposta a Pfas – oltre 80 mila abitanti residenti in 23 Comuni delle Province di Vicenza, Verona e Padova – e di discutere le questioni attinenti il disegno dello studio. Durante l’incontro saranno messe a confronto le esperienze internazionali attualmente conosciute su questo tema, i risultati sinora raggiunti dagli studi effettuati, e si parlerà di quali ulteriori azioni, oltre a quelle già attuate, si possono immaginare per affrontare gli aspetti sanitari del problema. Al seminario parteciperanno esperti e scienziati dell’Organizzazione Mondiale della Sanità, dell’Istituto Superiore di Sanità italiano, del Sistema “Public Health” britannico, dell’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro, del Registro Tumori del Veneto, di varie Università italiane e straniere.

Programma 22 febbraio. Ore 9.00 saluto delle autorità, ore 9.30 apertura dei lavori, Domenico Mantoan – Regione Veneto, direttore generale Area Sanità e Sociale, Eugenia Dogliotti – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute. Sessione mattutina, “Dati scientifici disponibili”, mderatori Massimo Rugge – Univeristà di Padova e Christof Hamelman – WHO European Office for Investment for Health and  Development, Venice. Ore 10.00 The C8 Study: PFOA exposure, aims, methods and findings Tony Fletcher – Public Health England. Ore 10.45 IARC Evaluation of PFOA carcinogenicity Kurt Straif – Director, International Agency for Research on Cancer (IARC) Monographs Programme, IARC, Lyon. Ore 11.50 Coffee break e Conferenza stampa. Ore 12.10 Prime indicazioni emerse dal Progetto Europeo COST Action “Industrially contaminated sites and health Network, Ivano Iavarone – Istituto Superiore di Sanità. Ore 12.30 Studi epidemiologici nei siti industriali contaminati: obiettivi e esempi di possibili opzioni,  Roberto Pasetto – Istituto Superiore di Sanità. Ore 12.50 Discussione. Sessione pomeridiana “Stima dell’esposizione e valutazione del rischio”, moderatori Eugenia Dogliotti – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento  Ambiente e Salute  e Umberto Agrimi – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento Sicurezza alimentare, nutrizione e sanità pubblica veterinaria. Ore 14.00 Piano di sorveglianza sulla popolazione esposta e misure di mitigazione del rischio, Francesca Russo – Regione Veneto. Ore 14.20 L’esposizione a PFAS attraverso il consumo di acqua potabile, Luca Lucentini – Istituto Superiore di Sanità. Ore 14.40 L’esposizione ambientale a PFAS in relazione alle acque superficiali e sotterrane, Mario Carere – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.00 L’esposizione a PFAS attraverso la catena alimentare, Antonella Semeraro – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.20 Prospettive per l’impiego dei sistemi informativi geografici in ambito epidemiologico, Marco De Santis – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.40 Discussione. Ore 16.20 PFAS: cinetica e tossicità, Emanuela Testai – Istituto Superiore di Sanità. Ore 16.40 Cancerogenicità del PFAS in animali da laboratorio: rilevanza per la valutazione dei rischi per l’uomo, Riccardo Crebelli – Istituto Superiore di Sanità. Ore 17.00 Studio di biomonitoraggio umano, Elena De Felip,  Anna Maria Ingelido – Istituto Superiore di Sanità. Ore 17.30 EFSA’s assessments on PFAS , Karen Mackay – European Food Safety Authority, Tanja Schwerdtle – University of Potsdam. Ore 18.00 Discussione.

Programma 23 febbraio. Sessione mattutina “Design options for Pfas exposed population study in Veneto region”, moderatori Marco Martuzzi – WHO European Centre for Environment and Health, Bonn, Pietro Comba – Istituto Superiore di Sanità. Ore 9.00 Rationale for selecting cancer sites as outcomes, Kurt Straif – Director, International Agency for Research on Cancer (IARC), Monographs Programme, IARC, Lyon. Ore 9.45 Rationale for selecting non–cancer outcomes Tony Fletcher – Public Health England. Ore 10.30 Discussione. Ore 11.10 National Mortality and Hospitalization data bases available at Istituto Superiore di Sanità, Susanna Conti – Istituto Superiore di Sanità. Ore 11.30 Cancer incidence in Veneto: experiences of Veneto Region Cancer Registry, Massimo Rugge – Università di Padova. Ore 11.50 The Regional Epidemiological Service: monitoring mortality, prevalence and incidence of chronic diseases, Maria Chiara Corti –  Regione Veneto. Ore 12.10 Surveillance program of exposed population, Francesca Russo – Regione Veneto. Ore 12.30 Health information systems as support to surveillance of exposed population, Nadia Raccanello – Regione Veneto. Ore 12.50 First evaluation of maternal and neonatal outcomes associated with PFAS contamination, Paola Facchin – Regione Veneto. Ore 13.10 Occupational cohort study of Miteni factory workers, Enzo Merler – Regione Veneto. Ore 13.30 Discussione. Sessione pomeridiana “Towards implementation of the study”, moderatori Francesca Russo – Regione Veneto, Dipartimento di Prevenzione, Eugenia Dogliotti – Istituto Superiore di Sanità, direttore del Dipartimento Ambiente e Salute. Ore 14.30 Summing up of Workshop and illustration of a tentative protocol, Pietro Comba, Ivano Iavarone e Roberto Pasetto – Istituto Superiore di Sanità. Ore 15.00 Discussione. Ore 15.30 Conclusioni, Pietro Comba – Istituto Superiore di Sanità, Massimo Rugge – Università di Padova. Ore 16.00 Fine dei lavori.

Fonte seminario internazionale: servizio stampa Regione Veneto

24 febbraio, torna la campagna di sensibilizzazione sul risparmio energetico “M’illumino di Meno”, tema 2017 #condiVivo

milluminodimenoVenerdì 24 febbraio 2017 torna “M’Illumino di Meno”, la campagna radiofonica di sensibilizzazione sul risparmio energetico ideata da Caterpillar Radio2 RAI. Focus di questa 13^ edizione è la condivisione.

CondiVivere tutto l’anno. E’ dimostrato come la più grande dispersione energetica sia causata dallo spreco in tutti gli ambiti dei nostri consumi: alimentari, trasporti e comunicazione. Per questo Caterpillar invita tutti a condiVivere. Come? Dando per esempio un passaggio in auto ai colleghi, organizzando una cena collettiva nel proprio condominio, aprendo la propria rete wireless ai vicini e in generale condividendo la proprie risorse come gesto concreto anti spreco e motore di socialità.

Caterpillar invita tutti ad aderire geolocalizzandosi sulla mappa. Sul sito di Caterpillar, inoltre, sono disponibili tutte le informazioni sulla campagna e tanti suggerimenti di condivisione. Esiste anche una sezione dedicata alle scuole e ai supereroi del risparmio energetico. Come sempre, è possibile aderire a “M’Illumino di meno” organizzando spegnimenti, eventi, spettacoli, ecc.

Fonte: Europe Direct Veneto ufficio stampa di Veneto Agricoltura

Agenda Digitale Veneto 2020, lunedì 20 febbraio 2017 incontro a Padova per disegnare il futuro digitale del settore primario

lavoro-voucher-agricoltura-treviso-provincia-crisiAnche il mondo agricolo è pronto per la digitalizzazione. ADV 2020, il progetto Agenda Digitale della Regione Veneto si sta affinando con una serie di incontri sul territorio regionale, confrontandosi con i vari comparti produttivi. “Il digitale per le imprese agricole” è in programma a Padova (presso la Provincia di Padova nel Centro Direzionale “La Cittadella” in Piazza Bardella, 2 – Zona Stanga – 3^ Torre,) lunedì 20 febbraio pv, dalle 14.30-18.00, partecipazione gratuita, previa iscrizione al sito: http://bit.ly/2kAKNnp).

Di cosa si tratta. L’Agenda Digitale è stata presentata dalla Commissione Europea nel maggio 2010 con lo scopo di sfruttare al meglio il potenziale delle tecnologie dell’informazione e della comunicazione (TIC o ICT) per favorire l’innovazione, la crescita economica e la competitività. Con una maggiore diffusione e un uso più efficace delle tecnologie digitali si potrà stimolare l’occupazione e affrontare le principali sfide in atto. ADV 2020, acronimo dell’Agenda digitale del Veneto, è il documento programmatico con il quale la Regione intende definire il proprio impegno strategico per la promozione della società e dell’Economia Digitale. La vicepresidenza della Giunta Regionale che coordina l’iniziativa, ha costituito un tavolo di lavoro e attraverso una serie di incontri tematici con gli stakeholders, che si stanno svolgendo sul territorio regionale, intende definire un documento di pianificazione sino al 2020.

Programma. Un pomeriggio di incontri e confronti organizzato in modo seminariale, coordinato nella prima parte da Stefano Barbieri  dell’Agenzia Veneto Agricoltura, al quale parteciperanno anche il vice governatore Gianluca Forcolin, (Ass. al bilancio e Agenda Digitale), Enoch Soranzo (Pres. Prov. Padova) e Giuseppe Pan (Ass. reg. agricoltura). Le relazioni di Mauro Trapani (Dir. Area Sviluppo economico Regione del Veneto) e Maurizio Borin (Dir. Dip. DAFNAE, Univ. di Padova) apriranno il confronto che poi si svilupperà con approfondimenti cui tutti i presenti saranno chiamati a partecipare suddividendosi in gruppi. Gruppo 1: I Servizi digitali della Pubblica Amministrazione (PA) a supporto delle imprese agricole. Sfruttare l’ICT per razionalizzare e semplificare i procedimenti; garantire trasparenza amministrativa e rendere disponibili le informazioni; garantire l’accesso alla rete a banda larga e ultralarga nelle zone rurali; aumentare ulteriormente l’efficienza e l’efficacia dei sistemi di controllo; incrementare il processo di dematerializzazione dei procedimenti amministrativi; e-communication, e-learning e condivisione digitale; sviluppo di APP mobile da parte della PA. Gruppo 2: I fabbisogni digitali delle imprese agricole. Strumenti per lo sviluppo delle competenze digitali delle imprese agricole, consulenza digitale (Agro-Digital-Angels), gestione informatizzata e mobile di coltivazioni e allevamenti; comunicare e valorizzare i prodotti agricoli e il territorio: sito web, social network, e-commerce, comunità web di agricoltori; agrometeorologia e servizi per l’agricoltura. Tecnologie presenti e future: agricoltura di precisione, droni, agrirobotica. Gruppo 3: Il digitale per il monitoraggio e la salvaguardia del territorio rurale. Le azioni e gli strumenti digitali per: la gestione delle risorse idriche e l’efficienza nell’uso dell’acqua; la gestione e il miglioramento della qualità del suolo; la conservazione e il sequestro del carbonio.

Conclusione. Alle 17,30 saranno presentati i risultati del lavoro dei Gruppi da parte dei facilitatori (Franco Contarin, Andrea Comacchio e Luigi De Lucchi, della Regione Veneto); a seguire le conclusioni, affidate a Lorenzo Gubian (Direzione ICT e Agenda Digitale Regione del Veneto).

Fonte: Servizio Stampa Veneto Agricoltura