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Lutto in casa Argav, è mancato il collega Luigi Perini

Luigi Perini

(di Gianluigi Peretti, socio Argav) Queste sono giornate molto tristi per me. E’ scomparso un grande amico, tale da più di vent’anni, vale a dire il professor Luigi Perini, giornalista, socio storico Argav.

Non era per me un’amicizia legata solo ai comuni interessi culturali, alla scrittura, all’arte, alla storia e altro ancora, Luigi era diventato una specie di fratello maggiore da seguire per la sua saggezza, pacatezza, valori civici e soprattutto umani.

Era un uomo giusto, equilibrato, quel giusto che la Bibbia indica “ut palma florebit”, una palma alta che protegge. Infatti senza la sua presenza ci si sente un po’ più poveri, scoperti, smarriti, senza un punto di riferimento vero per la ricchezza delle sue risorse umane e non solo.

Credo che i miei sentimenti siano condivisi da altri e comprendo come per i suoi cari si sia creato un gran vuoto, anche per la recente scomparsa dell’amata consorte Maria.

Lui ha percorso quasi un secolo di vita, gran parte nel secolo scorso. Io spero che ci abbia lasciato dei suoi “ricordi” di cui è stata ricca la sua vita e che spesso amava ricordarmi e anche ripetermi. Ciao Luigi, rimarrai sempre nel mio cuore, e quello che ho imparato da te sarà sempre qualcosa di prezioso da custodire con cura nel mio intimo.

Ciao ancora, Gianluigi

Fabrizio Stelluto, presidente Argav: “Abbiamo perso un’autentica colonna, un esempio di attaccamento alla cultura della vita. E’ una pagina che si volta, ma non si cancella. Ciao, professore”.

I soci e il direttivo Argav si uniscono al cordoglio per la perdita del collega Luigi Perini ed esprimono ai suoi cari sentite condoglianze.

26-27 settembre 2020, molteplici e interessanti le proposte delle Comunità locali Wigwam per conoscere meglio il territorio padovano

Come ogni anno anche la Rete delle Comunità Locali Wigwam del Padovano sarà presente il 26 e 27 settembre a “Le Giornate Europee del Patrimonio” (European Heritage Days) promosse da Consiglio d’Europa, Commissione Europea e dal Programma Europa creativa fin dal 1985. Si tratta di un Programma che, per la sua natura paneuropea, e a maggior ragione ai tempi del Covid-19, contribuisce a cementare il senso di coesione e unità tra i differenti Paesi membri UE e – con tutte le precauzioni necessarie – riunendo i cittadini e sottolineando la dimensione europea nonché il valore e la preziosità di un “patrimonio culturale comune” tra i 50 Stati firmatari della Convenzione culturale europea.

Il filo conduttore scelto quest’anno è: “Patrimonio ed Educazione: imparare la vita” per celebrare la stretta correlazione e connubio sinergico che si rafforza e consolida a vicenda tra istruzione e patrimonio culturale. Educazione che, come dichiara Marija Pejcinovic Buric, segretaria generale del Consiglio d’Europa, è sempre stata un elemento centrale sia per le Giornate europee del Patrimonio che per le Campagne di sensibilizzazione e valorizzazione realizzate dell’Unione Europea. Le Giornate Europee del Patrimonio Culturale “#EuropeanHeritageDays” (EHD) dureranno fino a fine ottobre.

Le proposte dalle Wigwam Local Community del padovano: Padova-Camin, 26 settembre 2020 – Comunità Locale di Padova Est, Imparare la resilienza con gli orti, il miracolo fragile del Wigwam Il Presidio, Info e adesioni: +39 338 4238191 ilpresidio@wigwam.it; Ponte San Nicolò (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale di Padova Est, Imparare le nostre origini, in bicicletta per Ponte San Nicolò, Info e adesioni: +39 340 5971545 alessia.ziglio@comune.pontesannicolo.pd.it; Vigonza (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale di Padova Nord, Imparare il book crossing a Busa e a Peraga di Vigonza, Info e adesioni: +39 328 4185372 saracele@hotmail.com – info@teatroinvisibile.it; Polverara (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare in ciclogiro le terre dell’Abate di Santa Giustina a Polverara, Info e adesioni: +39 340 8300009 assessore.pengo@comune.polverara.pd.it; Saccisica (Pd), 26-27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare la Saccisica, in bicicletta alla riscoperta del territorio, Info e adesioni: +39 320 9737942 federico.baldo.72@gmail.com; Vigorovea (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare la dignità dell’abito al Museo Storico del Bottone, Info e adesioni: +39 349 2692051 museostoricodelbottone@gmail.com; Arzerello (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare il cammino interiore, passo dopo passo al bel Cristo di Arzerello, Info e adesioni: +39 380 3133314 oddone.schiavon@unipd.it; Arzerello (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare a recuperare l’arte del ricamo in solidarietà, Info e adesioni: +39 349 0926417 lisoladeitesori@alice.it; Piove di Sacco (Pd), 26 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare a preservare il patrimonio giovanile dal cyberbullismo, Info e adesioni: +39 320 9452131 tinachiariello@yahoo.it; Piove di Sacco (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare la Saccisica, dal Cristo SS Crocifisso al Cristo di Arzerello, Info e adesioni: +39 339 3342085 ctg.saccisica@gmail.com; Codevigo (Pd), 26 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare a pulire i fiumi, giornata ecologica “Wold Clean Up”, Info e adesioni: +39 347 2305979 sindaco@comune.codevigo.pd.it; Correzzola (Pd), 26-27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare il sistema delle fattorie Benedettine di Correzzola, Info e adesioni: +39 346 0183423 info@associazionelacortedeimiracoli.it; Campolongo Maggiore (Ve), 27 settembre 2020 – Comunità Locale della Saccisica, Imparare il passato, esposizione Paleoveneta e Romana, Info e adesioni: +39 347 4206346 f.coccato@awn.it; Casalserugo (Pd), 26-27 settembre 2020 – Comunità Locale del Conselvano, Imparare i Patriarcati, in bicicletta alla riscoperta del territorio, Info e adesioni: +39 347 3122063 segreteria@comune.casalserugo.pd.it; Maserà di Padova (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale delle Terre Carraresi, Imparare natura, tradizioni e storie a Villa Petrobelli di Maserà, Info e adesioni: +39 347 7311 026 emmaartusi@gmail.com; Baone (Pd), 27 settembre 2020 – Comunità Locale dei Colli Euganei, Imparare la storia con un pic-nic a Villa Beatrice d’Este, Info e adesioni: +39 0445 1850321 segreteria@venetiancluster.eu / maurizio.male@venetiancluster.eu

Wigwam antesignana in sostenibilità e siluppo del territorio. “Sulle 52 proposte presentate da Rete Wigwam, 16 sono organizzate dalle Comunità del padovano, il motivo è perché la Rete, oggi estesa in 21 Paesi nel mondo, ha esordito nella provincia di Padova poco meno di 50 anni fa. Una tra le primissime organizzazioni eminentemente ecologiste e dedita allo sviluppo sostenibile dei territori, nate in Italia e nel Mondo. Unica con origine in Veneto e tutt’oggi con la propria sede centrale nella nostra regione tra quelle riconosciute con Decreto del Ministero dell’Ambiente, quali Associazioni di Protezione Ambientale a valenza nazionale”, racconta Efrem Tassinato, presidente di Wigwam Clubs Italia. Che aggiunge: “Altra concomitanza, la presenza a Venezia dell’Ufficio italiano del Consiglio d’Europa diretto da Luisella Pavan-Woolfe, Ufficio col quale Wigwam Italia ha costruito negli anni una solida partnership”.

Fonte: Servizio stampa Rete Wigwam

Nata a Bassano (VI) la Scuola di Politiche Sementis, dove s’incontra chi esplora, lezioni a partire dal 7 novembre 2020

Il gruppo dei giovani fondatori

(di Alessandro Bedin, consigliere Argav) A Villa Angarano San Giuseppe a Bassano del Grappa (VI), lo scorso sabato 12 settembre ha avuto luogo la presentazione di un progetto organizzato da giovani che, ritrovatisi in videoconferenza durante il lockdown e gradualmente sempre più numerosi, hanno sentito un grande bisogno di cambiamento. Il seme di questa iniziativa era già presente prima dell’attuale situazione sanitaria ma i primi germogli hanno iniziato a svilupparsi da marzo di quest’anno e settimana dopo settimana, mese dopo mese, questo gruppo di ragazzi ha progettato questa scuola di politiche nata da una necessità diventata impellente e non più rinviabile. Un’esigenza di cambiamento dove si è incontrato “chi esplora” e “non ha paura di tracciare nuove rotte”, nella consapevolezza della corresponsabilità che tutti abbiamo affinché questo nostro mondo sia un po’ migliore; soprattutto avendo attenzione per le generazioni future.

Tre semi nel logo: dimensione personale/spirituale, dimensione sociale e dimensione politica. Forse un’esigenza nata anche per approfondire tematiche quanto mai attuali, anziché “bersi” ogni cosa che rigurgita internet. Un percorso sicuramente più faticoso. Ci hanno illustrato la mappa del cammino che intendono fare e proporre, con le dieci significative tappe: cambiamento climatico ed energia, giustizia sociale, economia e disuguaglianze, rifiuti ed economia circolare, tecnologia e impresa, ambiente e migrazioni, biodiversità, alimentazione e agricoltura, diritto alla città, interazione col territorio e mobilità, identità e cultura veneta, cambio di paradigmi e comunità. Un progetto fatto di 10 temi cardine (le tappe) da trattare in 10 incontri suddivisi in 10 mesi; un sabato al mese, dal prossimo 7 novembre.

Un momento della presentazione

Un progetto con una visione coraggiosa, lungimirante, ma anche concreto e pratico che punta non solo a poter dare risposte ma soprattutto a porsi molte domande. Il metodo considerato è infatti basato sul conoscere, per capire, per scegliere. E’ il saper sentire, per saper pianificare, per saper agire. Per ogni giornata è prevista una formazione mattutina, con l‘aiuto di esperti in materia (es: Luca Mercalli, Giustino Mezzalira, Paolo Pileri…), e azione pomeridiana. Dopo la sessione mattutina seguirà un pranzo con prodotti locali ed ecosostenibili e la sessione pomeridiana di confronto ed azione. La scuola di politiche è rivolta a giovani dai 16 ai 29 anni e ci si può iscrivere andando sul sito web: www.scuolasementis.it.

Ma è un peccato che a questa scuola non possano iscriversi adulti e attuali o aspiranti amministratori pubblici, perché ne avremmo bisogno tutti; con una unica condizione: lasciare a casa tutte le nostre convinzioni e pregiudizi (o risposte semplici – se non semplicistiche – a problemi complessi) ma mettendoci invece in gioco sapendo soprattutto porci domande (che contano di più in un percorso di crescita, valido a qualsiasi età). Una scuola che “cerca risposte che diventino proposte alle sfide del presente” è auspicabile che possa crescere e diffondersi per raccontare un altro modo di vivere possibile, “tracciando nuove rotte e con un cambio di paradigmi”. Da seguire su instagram: @scuolasementis.

 

Film Festival della Lessinia, il Lessinia d’Oro va al film “Lunana: uno yak in classe” (Bhutan 2019)

U’immagine tratta dal film vincitore del Lessinia d’Oro

Vola nella scuola tra le più remote al mondo, in un piccolo villaggio sull’Himalaya, la Lessinia d’Oro. A conquistare il massimo riconoscimento del Film Festival della Lessinia come migliore lungometraggio è stato il film Lunana: a yak in the classroom / Lunana: uno yak in classe (Bhutan 2019), presentato a Bosco Chiesanuova (Verona) in anteprima italiana.

Il giovane regista e fotografo bhutanese Pawo Choyning Dorji, al suo esordio nel lungometraggio di fiction, ha raccolto non solo il consenso del pubblico – presente in sala al Teatro Vittoria e online – della rassegna cinematografica internazionale, ma anche le preferenze della Giuria Microcosmo del carcere di Verona e la menzione speciale Log to Green.

Trama. Ugyen, giovane maestro alle prime armi trascura i doveri dell’insegnamento e fantastica su una carriera da cantante lontano dal Bhutan, magari in Australia. I suoi superiori lo spediscono a terminare il servizio a Lunana, nella più remota scuola del mondo. Il piccolo villaggio sull’Himalaya si raggiunge dopo otto giorni di cammino; là non arrivano elettricità o connessione internet. La scuola non possiede né libri né lavagna, soltanto un placido yak che bruca nel cortile. Quello che pare un incubo da cui fuggire, si rivela una profonda lezione di vita e sguardo. Girando nelle location reali, potendo contare su batterie solari e una troupe ristretta, il regista ha tratto dalla forza spirituale dell’intero villaggio il racconto di una ricerca della felicità e di senso di appartenenza dal valore universale.

Lessinia d’Argento. Sempre per voto popolare in presenza al Teatro Vittoria e nella sala virtuale, il migliore cortometraggio in programma alla ventiseiesima edizione del festival dedicato a vita, storia e tradizioni nelle terre alte del mondo è risultato Asho (Iran 2019). Il documentario di Jafar Najafi, fotografo e ricercatore iraniano, è stato premiato con la Lessinia d’Argento. Il regista ha raccontato la quotidianità del giovanissimo pastore Asho i cui giorni in Iran trascorrono tra la cura del gregge di capre della famiglia, la divorante passione per il cinema, il sogno di diventare attore.

Tra i riconoscimenti speciali, il Premio del Curatorium Cimbricum Veronense alla memoria di Piero Piazzola e Mario Pigozzi al miglior film di un regista giovane è stato attribuito a Kanants gyughe / Villaggio di donne (Armenia, Francia 2019) di Tamara Stepanyan. La telecamera della regista e sceneggiatrice armena, formatasi in regia cinematografica in Libano, ha seguito le vicende delle donne del villaggio di Lichk, sui monti dell’Armenia. Qui, nove mesi l’anno, padri e mariti lasciano la famiglia e partono per la Russia in cerca di lavoro; non torneranno prima dell’inverno mentre le mogli coltivano la terra, allevano il bestiame e crescono i figli.

Miglior film sulle Alpi. Per il lungometraggio L’Apprendistato (Italia 2019), il regista romano Davide Maldi ha ricevuto il Premio della Cassa Rurale Vallagarina, assegnato al miglior film sulle Alpi. Straordinario giovane protagonista è il quattordicenne Luca, le cui mani sono già segnate dalla vita di montagna fatta di natura, aria aperta, cura per le bestie, mungitura, passione per la caccia. Sembra muoversi placido eppure felice nel suo ambiente, fino a quando la famiglia non lo convince a iscriversi a una scuola alberghiera tanto rinomata quanto severa.

Il Log to Green Movie Award per il miglior film sostenibile è andato al documentario del fotografo e filmmaker freelance originario di Salonicco, Panos Arvanitakis, autore di Apolithomata / Fossili (Grecia 2019). I campi lunghi del documentarista si soffermano sulla terra d’Eordea che, milioni di anni fa, la ospitava una costellazione di laghi incoronati da fitta vegetazione. Oggi la vita preistorica è mutata in carbone, estratto da imponenti scavatrici; la vasta area si è trasformata in grigio deserto, velato da scura nebbia, dove la voce di macchinari, centrali, miniere che non cessano mai di frantumare la roccia disegnano nuove morfologie, aliene a quelle terrestri.

Il Premio dei bambini è stato conquistato da La cerise sul le gâteau / La ciliegina sulla torta (Belgio, Francia 2019) di Frits Standaert. Animazione di un principe timido che preferisce abbuffarsi anziché far la corte alle principesse. Ma i dolori di stomaco, che non gli danno pace e passeranno solo bevendo l’acqua di una fonte miracolosa, che dovrà raggiungere a piedi, da solo: strada che lo condurrà all’amore.

Fonte: Servizio stampa Film Festival della Lessinia

11 settembre 2020, nasce il progetto “Càneva”, che vuole fare di Montagnana (PD) la “casa delle eccellenze” enogastronomiche di Padova, Vicenza e Verona

Un progetto “autentico” di promozione e valorizzazione dei territori veneti che potrebbe essere definito la “Casa delle eccellenze”, perché destinato ad ospitare tutte quelle produzioni agroalimentari che danno lustro e prestigio ad un’area vasta che va dai Colli Euganei al Lago di Garda, passando dai Colli Berici, dai Monti Lessini e dalle Colline Veronesi. Questo è Càneva, ossia il sequel del Montagnana Wine Festival nato un anno fa con l’intento di trasformare la cittadina della Bassa Padovana in una vetrina dei sapori. Il progetto sarà presentato questa sera alle ore 19 dall’Associazione Montagnana 365 all’Hosteria Zanarotti a Montagnana.

Non solo  vini. Certo, la càneva era la cantina di un tempo, ma oltre ai vini il progetto guarda a tutte quelle eccellenze nate dalla tradizione alimentare del territorio, riconosciute come espressione della grande biodiversità che caratterizza questa parte del Veneto e oggi vero vanto dell’enogastronomia regionale. Dai suoli vulcanici degli Euganei e della Pedemontana Vicentina, a quelli calcarei dell’area Berica e giù alle terre sabbiose solcate dai grandi fiumi d’Italia fino a quelle salse della Gronda Lagunare di Venezia arrivano bottiglie e prodotti che qui, alla Càneva, troveranno racconto, presentazione e proposta di degustazione.

Attività annuale. “La città di Montagnana – spiega Alberto Bernardi, ideatore del progetto e presidente dell’Associazione Montagnana 365 – in occasione della scorsa edizione del Wine Festival, ha dimostrato di avere le carte in regola per essere la vetrina di tutte quelle eccellenze prodotte nei territori circostanti. Per bellezza, per storia, per tutte quelle presenze turistiche che ogni anno transitano sotto alle mura, Montagnana può davvero diventare il “salotto buono” in cui servire conoscenza, cultura e sapori. Ma se con il Festival questa “funzione” rimane attiva solo per tre giorni, con Càneva abbiamo pensato ad un’attività da svolgere su 365 giorni l’anno”.

Mostra permanente di vini. Càneva di fatto è diventata un gruppo di professionisti che insieme ad Alberto Bernardi si occuperanno della valorizzazione dei prodotti, a cominciare dal Food, affidato alle abili mani di chef del calibro di Simone e Cammellini, da anni figura di punta tra i fornelli de La Montecchia della famiglia Alajmo, Mida Muzzolon, di Tenuta San Martino a Verona, membro dell’Unione Cuochi del Veneto e dell’Associazione Cuochi Scaligeri, e Arturo Zanarotti dell’Hostaria Zanarotti che oltre al cibo si occuperà anche dei vini. A fianco della sua Hostaria, che proprio quest’anno ha tagliato il traguardo dei suoi primi vent’anni di attività, è stata creata la vera e propria “càneva”, ossia l’enoteca che funzionerà come una mostra permanente delle referenze di più di 70 cantine e soprattutto come store per lo shopping informato sulle tante declinazioni del buon bere nostrano. Il gruppo si completa con il giornalista Mauro Gambin, socio Argav, direttore del magazine Con i piedi per terra, e con le doti sensoriali di Sissi Baratella, enologa e degustatrice di vini, per il racconto dei luoghi, delle esperienze, dei sapori, delle donne e degli uomini dell’enogastronomia che passeranno da “Caneva”.

Strumenti per la promozione saranno tutte le occasioni legate alla convivialità che il buon cibo e il buon vino sanno stimolare e rallegrare e quindi cene a tema, dedicate ai tanti prodotti – molti quelli a marchio Dop o Igp – delle tre provincie, eventi, degustazioni, corsi di cucina dedicati alla conoscenza e alla preparazione delle materie prime, visite alle cantine ed escursioni con percorsi enogastronomici dedicati ai vari territori, Wine&Food Tasting. Càneva vuole essere un’esperienza totale destinata a coinvolgere i sensi di chiunque sia alla ricerca di conoscere da vicino i veri sapori della terra.

Fonte: Servizio stampa Associazione Montangnana 365

11-13 settembre 2020, a San Donà di Piave (VE) la 3a edizione di TerrEvolute, il Festival della bonifica

Torna TerrEvolute, il Festival della bonifica organizzato da Anbi Veneto, con i suoi 11 Consorzi di Bonifica, e dall’Università degli Studi di Padova, la cui terza edizione si svolgerà nelle giornate di venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre.

La manifestazione, dedicata ai temi dell’ambiente, dell’agricoltura, del paesaggio e, più in generale, al rapporto tra acqua e territorio, è un’occasione di incontro e confronto per gli operatori del settore ambientale e dell’agricoltura, ma si rivolge anche a tutti i cittadini coinvolgendoli in tanti eventi a loro dedicati, come spettacoli, mostre artistiche, presentazioni di libri, visite guidate e degustazioni gastronomiche. Un Festival che si pone obiettivi di tutto rilievo dunque, ma che cerca di coinvolgere e sensibilizzare su importanti tematiche anche i singoli cittadini, attraverso un grande mix di eventi, come spettacoli di piazza, incontri, presentazioni di libri, visite guidate, mostre artistiche, degustazioni ed e mercatini, realizzati con il coinvolgimento delle Organizzazioni Agricole. Il tutto, ovviamente, nel pieno rispetto delle disposizioni sanitarie anti Covid-19.

Questi i principali appuntamenti del Festival, tutti ospitati in p.zza Indipendenza e, in caso di maltempo, presso l’auditorium Leonardo da Vinci: venerdì 11, ore 21.30Un paese da raccontar” di e con Giovanni Digito, sabato 12, ore 21.30, “Il CaNminante”, di e con Mirco Artuso e Hanky Panky; domenica 13, ore 21.30AcquaDueO” di e con Banda Osiris e Telmo Pievani. Sempre in p.zza Indipendenza sabato 12, alle 18.30 si terrà l’incontro “Ca’ Corniani. Terre d’Avanguardia”, mentre domenica 13, alle 18.30, in Corte “Luigi Fasseta” nella sede del Consorzio di Bonifica Veneto Orientale (ingresso da p.zza Indipendenza) Andrea Pennacchi sarà protagonista di “Pojana e i suoi fratelli a Terrevolute”, con accompagnamento musicale di Giorgio Gobbo.

Tra gli anniversari che ricorrono quest’anno, oltre ad essere passati 5 anni dalla sottoscrizione dell’Agenda 2030, anche quello della Conferenza Cop21, che ha visto l’adozione dell’Accordo di Parigi sul clima, e della Conferenza di Addis Abeba sul finanziamento allo sviluppo. 5 anni sono gli anni trascorsi anche dalla pubblicazione dell’enciclica “Laudato sì”, secondo la quale l’ecologia integrale deve diventare un nuovo paradigma di giustizia. «Questa edizione in particolare sarà caratterizzata dal rapporto tra il mondo della bonifica e l’Agenda 2030» spiega l’Ideatrice e curatrice di TerrEvolute Elisabetta Novello, docente di Storia economica e di Storia ambientale presso il Dipartimento di Scienze Storiche, Geografiche e dell’Antichità dell’Università di Padova, «il programma d’azione sottoscritto nel settembre 2015 dai 193 paesi membri dell’ONU, ha l’obiettivo di coinvolgere tutta la collettività per garantire una migliore qualità della vita in un ambiente tutelato. Contiene 17 obiettivi per lo Sviluppo Sostenibile che raccolgono temi quali il rispetto per l’ambiente, il diritto a un lavoro dignitoso, consumo e produzioni responsabili, lotta contro il cambiamento climatico, energia pulita e accessibile, un’economia etica. Proprio su queste tematiche i tecnici e gli esperti del mondo della bonifica dialogheranno insieme con quello accademico».

Un percorso di confronto e studio che non si esaurisce con le giornate del Festival. «Proprio questo momento di confronto – continua Novello – sarà l’occasione e l’inizio di un lavoro che ci porterà al 2022, per festeggiare assieme il centenario del famoso convegno che nel 1922 ha segnato una tappa davvero importante per lo sviluppo della bonifica contemporanea». «Nel marzo del 1922, dal famoso congresso che si è tenuto a San Donà di Piave, è partita l’azione di bonifica integrata, che ha continuato a svilupparsi fino ai nostri tempi» aggiunge Francesco Cazzaro, presidente Anbi Veneto. «Per questa edizione ci siamo proposti di guardare al passato, per vedere cosa è cambiato e cercare di riprogrammare il futuro. E questo ci impegniamo a farlo con tutte le forze sociali e produttive che hanno qualcosa da dire e da proporre per i prossimi decenni. I consorzi di bonifica stanno toccando con mano cosa vuol dire sfruttare esageratamente il territorio, cementificarlo oltre la misura sostenibile. Ecco che il tema della sostenibilità diventa sempre più fondamentale. Lo vediamo quotidianamente nell’attività ordinaria e in quella straordinaria, trovandoci a fare i conti con le conseguenze di uno sfruttamento esagerato del territorio. Sfruttamento che ci porta poi a problematiche difficili da risolvere e da contenere». «TerrEvolute ha tra gli obiettivi anche quello di stimolare la partecipazione della società civile a un cambiamento non più differibile – conclude Novello –. È necessario avviare una profonda riflessione sull’opportunità di adottare un’etica ambientale per promuovere uno sviluppo sostenibile». La manifestazione è patrocinata da Ministero dell’Ambiente, Anbi, Regione del Veneto, Anci Veneto, Comune di San Donà di Piave, Coldiretti, Confagricoltura e Cia.

Fonte: Servizio stampa Anbi Veneto

11-13 settembre 2020, a Longarone Fiere (BL) e nei boschi del Cansiglio la seconda edizione della Fiera & Festival delle Foreste

“Si apre un’edizione speciale, di grande prestigio internazionale per il numero e la qualità dei soggetti proponenti. Un’occasione d’oro per ragionare assieme di cambiamenti climatici, gestione e rilancio del territorio e delle montagne, con un focus particolare sul Green Deal, l’importante programma europeo per la sostenibilità futura del pianeta”. A dirlo è il presidente di Longarone Fiere, Gian Angelo Bellati nel presentare la seconda edizione di Fiera & Festival delle Foreste, che si terrà tra Veneto e Friuli venerdì 11, sabato 12 e domenica 13 settembre.

Nella tre giorni è previsto un ricco programma d’iniziative divise tra i padiglioni di Longarone Fiere (BL), dove ci saranno le conferenze e gli eventi culturali, e i boschi del Cansiglio, in cui si terranno le dimostrazioni nei cantieri per l’esbosco delle ceppaie rimaste dopo l’abbattimento degli alberi per la tempesta Vaia, la lavorazione dei terreni e la viabilità forestale.

Particolarmente importante è la giornata di venerdì 11 settembre, che si aprirà a Longarone e proseguirà nel pomeriggio sul Cansiglio. Alle ore 9:30, presso l’Hangar del Cansiglio, si svolgerà il focus “Risorse genetiche e vivaismo forestale dopo la tempesta Vaia”, un tema – quello delle risorse genetiche da utilizzare e delle modalità da adottare nella realizzazione degli interventi di rimboschimento post Vaia – che si è posto in maniera preponderante tra gli addetti ai lavori alle prese con il ripristino dei boschi devastati dalla tempesta che ha colpito le nostre montagne nel 2018. In pratica, sarà fatto il punto sulle modalità più consone da seguire per la messa a dimora nel Veneto di milioni di alberi, considerando l’impatto dei cambiamenti climatici e la necessità di garantire la biodiversità. Tutto ciò valutando quelle che devono essere le caratteristiche tecniche più adeguate per la produzione delle giovani piante. E’ prevista la partecipazione di importanti esperti che porteranno anche le esperienze in corso in altre Regioni dell’arco alpino. L’incontro, promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con ANARF, sarà proposto anche in diretta sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

Sempre venerdì 11 settembre (ore 14:30),nel corso di un incontro che si terrà presso la sala Piave a LongaroneFiere, sarà presentato il progetto nazionale “For.Italy”, finanziato dal Ministero dell’Agricoltura e con la partecipazione di tutte le Regioni italiane. Il progetto prevede l’attivazione di corsi di formazione interregionali per “Istruttori forestali”, una nuova figura professionale per la gestione in sicurezza dei lavori in bosco. L’incontro online sarà anche l’occasione per lanciare il “Cantiere dimostrativo”, previsto per fine ottobre in Cansiglio, un’iniziativa che si svolgerà nella Foresta dei Dogi e che prevede l’allestimento di diverse stazioni dimostrative, con la presenza operativa di macchine e attrezzature. Il webinar, promosso da Veneto Agricoltura in collaborazione con il Ministero, la Regione Veneto e la Regione Piemonte, sarà proposto anche in diretta sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

Ancora venerdì 11 settembre (ore 15:30), sempre a LongaroneFiere (sala Piave), sarà presentato il progetto “Malgonera”, la Foresta di Taibon Agordino (Bl) gestita da Veneto Agricoltura divenuta dopo la tempesta Vaia autentico laboratorio a cielo aperto. Infatti, sulla base di un progetto di studio messo a punto dall’Università degli Studi di Padova – Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali, la Foresta demaniale regionale di Malgonera è diventata un importante sito di osservazione dell’evoluzione di un ecosistema forestale sottoposto ad un  evento naturale di grave entità quale è stato la tempesta Vaia. Il progetto, in estrema sintesi, ha definito le più opportune modalità di ricostituzione boschiva. Anche questo focus sarà proposto in diretta online sulla piattaforma ZOOM e Facebook.

L’intensa giornata di venerdì 11 settembre si concluderà (ore 16:30) con un altro focus, che si terrà sia in presenza che in diretta online sulla piattaforma ZOOM e Facebook, dedicato al Rapporto sullo stato delle foreste del Veneto. I boschi regionali e il complesso sistema “Foresta-Legno” ad essi collegato, assumono un’importanza strategica per la tutela del territorio e per lo sviluppo economico del Veneto. La conoscenza approfondita e la possibilità di disporre di dati e informazioni di dettaglio attraverso l’elaborazione di un Rapporto aggiornato, si pone come elemento fondamentale per la definizione di scelte tecniche, gestionali e di natura economica. Il focus viene proposto in collaborazione con Regione Veneto.

Domenica 13 settembre (ore 11:00), presso la sala Costantini in Fiera a Longarone, e in diretta online su Facebook, si svolgerà l’assegnazione del Premio “Jean Giono: l’uomo che piantava gli alberi”, edizione 2020. Dopo il felice esordio nel 2019, torna dunque il Premio che Veneto Agricoltura assegna a chi si è contraddistinto nella sua vita professionale o sociale nella promozione e realizzazione di impianti di vegetazione legnosa. Quest’anno il Premio viene assegnato a quattro personalità, una per ciascuna delle quattro categorie previste (Agricoltore; Tecnico-Ricercatore; Rappresentante di Amministrazione locale; Rappresentante dell’associazionismo). I vincitori riceveranno ciascuno ben 250 piante di  alberi/arbusti prodotti dal “Centro Biodiversità Vegetale e Fuori Foresta” di Veneto Agricoltura. Il Premio “Jean Giono: l’uomo che piantava gli alberi” intende ricordare lo scrittore francese Jean Giono, autore del libro “L’uomo che piantava gli alberi”, una storia di uno schivo antieroe che negli anni che seguirono la Prima Guerra Mondiale compì una silenziosa opera di rimboschimento delle pendici montuose della Francia meridionale ridando vita alla terra e alla comunità del luogo.

Per partecipare agli eventi del Festival delle Foreste è necessario registrasi entro il 9 settembre al seguente indirizzo internet:

https://www.longaronefiere.it/veneto-agricoltura-fff2020

 

Il

Fonte: Servizio stampa Longarone Fiere

Il Covid non ferma la Festa del Bacalà alla vicentina, in programma dal 18 al 21 settembre a Sandrigo (VI)

bacalà alla vicentina (foto archivio Festa del bacalà di Sandrigo)

(di Emanuele Cenghiaro, consigliere Argav) Il Covid non ferma la Festa del Bacalà di Sandrigo! La 33esima edizione infatti si farà, anche se in versione decisamente ridotta: dal 18 al 21 settembre. E sarà una delle poche manifestazioni organizzate, quest’anno, dalle Pro Loco del vicentino: il presidente Unpli di Vicenza, Bortolo Carlotto, ha parlato infatti di circa 600 eventi annullati nella sola provincia berica.

La manifestazione di Sandrigo si accorcia nelle date, quattro giorni invece delle solite tre settimane, e taglia gran parte degli stand in piazza, ma si arricchisce di eventi collaterali diffusi sul territorio. E non mancheranno le novità: la prima è il ritorno all’origine, nella piazza centrale del paese invece che agli impianti sportivi.

La festa non vuole rinunciare alla solidarietà, e sarà quindi aperta dalla cena di beneficenza in favore della Città della Speranza, con consegna del 56° Premio Basilica Palladiana, giovedì 10 settembre a Villa Sesso Schiavo. Anche per questa serata, come per tutte le altre, l’accesso sarà esclusivamente su prenotazione.

Venerabile Confraternita del Bacalà alla Vicentina (foto Fantini)

Altro evento, che sarà di fatto il via ufficiale alla festa, sarà il Pic Nic in Vigna alla cantina IoMazzucato di Breganze, sabato 12 settembre; farà il paio con la serata Bacco e Baccalà a villa Mascotto di Ancignano di Sandrigo, il 26 settembre, che chiuderà il cartellone. Sono state invece annullate il tradizionale Gran Galà del Bacalà e la cerimonia di investitura dei nuovi Confratelli.

Un momento della conferenza stampa di presentazione della Festa del bacalà di Sandrigo

Al centro di tutto, però, le giornate della vera e propria festa, da venerdì 18 a lunedì 21 settembre. L’organizzazione ci tiene a fare presente come il mettere in piedi un evento di questo genere, in questo periodo, non sia un azzardo ma il frutto di attenta riflessione, condivisa con le autorità competenti. “Non accettiamo di essere considerati degli sconsiderati, come qualcuno sui social ci ha accusati, né ci sentiamo più bravi degli altri. Ma ci sembrava giusto dare un segno di vita: abbiamo atteso l’ok della Regione e abbiamo deciso di tentare, con tutti i cambiamenti dettati dalla pandemia. Stiamo predisponendo ogni cosa al fine di garantire la massima sicurezza per tutti i partecipanti. L’accesso alle tensostrutture sarà consentito solo dopo la misurazione della temperatura corporea da parte del presidio sanitario e l’igienizzazione delle mani, il distanziamento sarà assicurato e reale, il numero di persone massimo limitato a 250. Saranno quattro giorni in assoluta sicurezza”, ha garantito in sede di conferenza stampa di presentazione il presidente della Pro Loco di Sandrigo, Antonio Chemello.

L’accesso all’evento, come già detto, sarà consentito solo tramite prenotazione, rigorosamente online tramite il sito della manifestazione (v. sotto). Le degustazioni si effettueranno in due turni, alle 19:00 e alle 21:00. Online sarà possibile scegliere il giorno, l’ora, e persino il tavolo e il posto a sedere, oltre ai piatti che si desidereranno assaggiare. L’ordine verrà automaticamente inviato all’organizzazione e il pagamento sarà elettronico, per evitare assembramenti e code alle casse.
 Nel menù, manco a dirlo, il principe sarà il bacalà (con una “l” sola) alla vicentina assieme al mantecato, e poi crocchette di merluzzo con patate fritte, ma non mancheranno altre scelte. Tra i primi che si alterneranno nelle varie serate vi saranno due novità, la lasagnetta gratinata al bacalà e le mezzelune ripiene al bacalà mantecato, oltre ai classici gnocchi e risotto al bacalà. Sarà possibile l’asporto. Tutte le informazioni si trovano sul sito: www.festadelbaccala.com

Raccontare lo sport in montagna il tema 2020 del Premio giornalistico Bepi Zanfron, candidature entro il 21 settembre

Bepi Zanfron alle Olimpiadi di Lillehammer 1994 foto archivio Agenzia fotografica Zanfron

Torna a ottobre, con la terza edizione, il premio giornalistico intitolato alla memoria di Giuseppe “Bepi” Zanfron, organizzato da Assostampa Belluno e Sindacato Giornalisti  Veneto.

Novità di quest’anno è il tema che esula da quello originario legato al dissesto idrogeologico ma che pone sempre al centro la montagna: a essere premiati saranno infatti i servizi giornalistici con foto o riprese video di eventi di sport di montagna o di eventi sportivi ambientati in montagna. Sarà un modo per promuovere e valorizzare la montagna come ambiente sportivo “aperto tutto l’anno”, partendo dal tradizionale sci – nelle sue varie declinazioni (alpino, nordico, ecc.) – per arrivare agli ultimi successi degli ultra-trail, sempre più diffusi in tutto l’arco alpino e non solo, senza dimenticare eventi legati al ciclismo, all’arrampicata e altri ancora.

Bepi Zanfron, il cui nome è indissolubilmente legato agli scatti del Vajont, è stato un professionista che ha raccontato con le sue fotografie innumerevoli pagine di vita e di cronaca quotidiana, e tra queste lo sport ha rivestito un ruolo importante. Accanto agli Enti che patrocinano l’iniziativa dal suo esordio – Regione del Veneto, Provincia di Belluno, Comune di Longarone, Fondazione Vajont e Associazione Bellunesi nel Mondo – da segnalare quest’anno l’ingresso del Consorzio dei Comuni Bim Piave e dell’Unione Stampa Sportiva Italiana del Veneto.

Il premio è riservato a giornalisti professionisti, pubblicisti e praticanti che, con i loro servizi pubblicati su testate giornalistiche con edizione cartacea, televisiva e/o web, abbiano contribuito a raccontare lo sport in montagna con parole, foto e immagini e riguarda servizi o inchieste pubblicati su testate cartacee, teletrasmessi o “messi in rete” su testate italiane registrate, tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2019, che si segnalino per completezza di informazione e obiettività, nel rispetto dei valori deontologici della professione giornalistica.

Due, come da tradizione, le sezioni previste dal concorso, per ognuna delle quali è previsto un premio del valore di 750 euro: carta stampata e web, e televisione. I lavori, pubblicati, andati in onda o messi online tra il 1 gennaio e il 31 dicembre 2019, potranno essere inviati anche dagli stessi autori entro le ore 12.00 del 21 settembre 2020, insieme a un breve curriculum professionale, all’indirizzo premiozanfron@sindacatogiornalistiveneto.it La terna finalista di ogni categoria sarà resa pubblica 15 giorni prima della cerimonia di consegna del premio. La premiazione si svolgerà il prossimo 17 ottobre 2020, nella Sala Consiliare del Municipio di Longarone, all’interno delle manifestazioni per il 57. anniversario della tragedia del Vajont; solamente in quell’occasione saranno svelati i nomi dei vincitori. Bando a questo link

Fonte: Sindacato Giornalisti del Veneto

Trento. Co.Di.Pr.A., bilancio approvato e patrimonio in crescita

un grappolo d’uva rovinato dalla grandine

In una veste telematica, inusuale per il Consorzio di difesa dei produttori agricoli di Trento (Co.Di.Pr.A.), è stato approvato lo scorso luglio dai soci partecipanti all’Assemblea Generale il bilancio 2019.

I numeri evidenziano uno stato di salute del Consorzio ottimale, con un patrimonio di oltre 12 milioni di euro (+10% rispetto al 2018) e un costo del denaro contenuto che ha permesso di anticipare quasi 60 milioni di euro in favore degli associati. “La nuova sfida – ha precisato il direttore Monica Sartori – per il mondo della gestione del rischio, ma non solo, riguarda la futura Politica Agricola Comune e il periodo transitorio che ci porterà alle nuove regole comunitarie. Nuova PAC che conferma l’importanza degli strumenti assicurativi classici e innovativi, come i Fondi per la stabilizzazione del reddito”.

Innovazione. Proprio i fondi di stabilizzazione del reddito sono stati uno dei punti discussi durante l’Assemblea Generale “uno strumento di gestione del rischio innovativo – ha spiegato Giorgio Gaiardelli, presidente Co.Di.Pr.A. – introdotto nel 2017 dalla Comunità europea che ci permetterà di tutelare ulteriormente le nostre aziende agricole. Co.Di.Pr.A. è stato tra i primi in Italia ed in Europa ad attivare questi nuovi fondi, permettendo di intercettare quasi 7 milioni di euro dalla Comunità Europea nel 2019”. Un approccio nuovo alla gestione del rischio fortemente spinto dalla politica agricola comunitaria incentivandone l’utilizzo anche attraverso una contribuzione del 70% a fondo perduto – ha spiegato Gaiardelli. Dopo le numerose adesioni ai Fondi IST pervenute nel 2019 anche per la campagna in corso possiamo dire che circa il 90% degli agricoltori che hanno sottoscritto una polizza a copertura dei danni a meleti hanno aderito ai Fondi – conclude il presidente”.

I numeri del Bilancio Co.Di.Pr.A. Patrimonio Netto del Consorzio: 12.188.478,08 euro. Dotazione totale dei Fondi Mutualistici: 18.511.437,30 euro. Liquidazioni indennizzi a favore dei soci: circa 40 milioni di euro. Valore Assicurato: Oltre 400 milioni di euro.

Fonte: Servizio stampa Co.Di.Pr.A.