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Paradossi italiani. Pfas, secondo il Ministero della Salute il problema esiste solo in Veneto, mentre quello dell’Ambiente chiede a tutte le Regioni di attivare piani di monitoraggio

“Il Ministero della Salute, con una nota della direzione generale della Prevenzione Sanitaria, ha respinto la richiesta a suo tempo avanzata dal Veneto di estendere a tutto il territorio nazionale i limiti di performance per l’inquinamento da sostanze perfluoro alchiliche (Pfas). Prendiamo atto che, secondo il Governo nazionale e i suoi organismi tecnici, questo problema in Italia non esiste”. Lo riferiscono in una nota stampa gli assessori all’Ambiente e alla Sanità della Regione del Veneto, dopo aver preso visione di una comunicazione giunta nelle scorse ore a Venezia.

Nessuna evidenza significativa di critcità nel Belpaese. “Il burocratese utilizzato per comunicarci questa assurdità – incalzano i due Assessori – non riesce a celare la triste realtà. La nota del Ministero recita: “non si ritiene condivisibile la proposta avanzata da codesta Regione, anche in considerazione del fatto che l’Istituto Superiore di Sanità – attivamente impegnato nel roll-out dei PSA in alcune filiere idropotabili – ha segnalato alla scrivente direzione generale che le valutazioni preliminari sinora effettuate sul pericolo di contaminazione da Pfas, sia per produzioni industriali pregresse (acque sotterranee captate in diverse zone industriali nell’area metropolitana di Milano), che per potenziali contaminazioni civili e industriali (acque superficiali captate da corsi d’acqua interessati da importanti fonti inquinanti antropiche civili e industriali, quali Arno e Po), non hanno evidenziato significative criticità”.

Ministeri “Torre di Babele” del dialogo. “Quindi, secondo loro, siccome quelle sostanze vengono usate solo qui, il Veneto deve arrangiarsi. Bene, siamo pronti a farlo, appena quello stesso Governo che nega l’esistenza del problema in Italia ci metterà a disposizione gli ottanta milioni, garantiti in campagna elettorale e mai visti, per intervenire sulle fonti di approvvigionamento e sugli acquedotti, progetti già pronti con una doppia valenza, sia ambientale che di prevenzione sanitaria”, affermano in una nota sampa i due Assessori. La Regione ha già speso molto, sia sul piano ambientale che su quello sanitario per garantire ai veneti la qualità di vita e di salute di cui hanno diritto, e continuerà a farlo. Ma non siamo più disposti a trovarci di fronte a lettere come quella in questione e a comunicazioni che evidenziano la Torre di Babele del dialogo tra Ministeri: mentre quello della Salute ci dice che il problema non esiste, quello dell’Ambiente, con una nota del maggio 2017, ha chiesto alle Regioni (le altre) di attivare Piani di Monitoraggio sui Pfas che, è bene dirlo, furono rilevati anche in altre parti d’Italia già nel 2013”.

Dell’Acqua nuovo coordinatore della Commissione Tecnica Pfas. Intanto, Luca Zaia, con un proprio decreto, ha nominato nei giorni scorsi il direttore generale dell’Arpav Nicola Dell’Acqua coordinatore della Commissione “Ambiente e Salute”, organismo che, con delibera del 13 giugno scorso, ha assorbito le competenze della “Commissione Tecnica Pfas“, fino a ieri tenuta ad interim da Domenico Mantoan, direttore generale dell’Area Sanità e Sociale Regione Veneto. Dell’Acqua, la cui nomina è già operativa, ricoprirà l’incarico gratuitamente.

Fonte: Servizio stampa Regione Veneto

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21-23 settembre 2017, a Padova torna Flormart. Tra le novità la terrazza Wigwam, spazio di incontri e assaggi.

lavori dei bambini progetto “Conoscere gli alberi della nostra campagna” Piccoli Botanici al Wigwam

7 padiglioni, 316 espositori in rappresentanza di 18 regioni italiane, 45 aziende estere provenienti da 15 Paesi (riunite in un unico padiglione), 66 buyers internazionali, 3 giornate di convegni/workshop/corsi di formazione/incontri istituzionali, un nuovo spazio dedicato agli under 35 con 15 start up ad alto contenuto di innovazione e centri di ricerca che presenteranno prototipi e studi: dopo qualche anno in cui l’immagine di Flormart si era un po’ appannata, il desiderio di rilancio del salone del florovivasimo e dell’architettura del verde passa anche da questi numeri.

Ingresso gratuito, vendita al dettaglio sono nell’ultimo pomeriggio di fiera riservato alle orchidee. A Flormart, i professionisti e gli appassionati di vivaismo, floricoltura, tecnologie e attrezzature, troveranno le ultime novità. Una fiera professionale con ingresso gratuito, in cui non è ammessa vendita al dettaglio tranne che in alcuni stand di vivaisti del padiglione 15 delle orchidee e soltanto nel pomeriggio di sabato (ultimo giorno di manifestazione) dalle ore 14 in avanti.

Quanto “pesa” il florovivaismo in Italia. Obiettivo principale della fiera è valorizzare e sostenere uno dei principali comparti dell’agricoltura italiana riconosciuto come d’eccellenza a livello internazionale. La produzione delle aziende florovivaistiche italiane è di 2,6 miliardi di euro: 1,3 miliardi per fiori e piante in vaso e 1,3 per i prodotti vivaistici (alberi e arbusti) ed è pari a quasi il 5% della produzione agricola. 14.000 imprese produttive si dedicano a fiori e piante in vaso e circa 7.500 producono piante per il vivaismo, con una dimensione aziendale media più elevata in quest’ultimo settore (dati ISTAT). La superficie agricola occupata complessivamente dal settore ammonta a quasi 29.000 ettari, destinati per il 70% a piante in vaso e vivaismo. Le aziende che producono giovani piante floricole ornamentali sono 2.000 per una superficie complessiva di oltre 1.500 ettari.

L’Italia è un Paese esportatore di piante, alberi, arbusti di fogliame e fronde. In particolare tra i principali mercati di destinazione delle nostre piante in vaso si annoverano Germania, Francia, Paesi Bassi, Gran Bretagna e Belgio, ai quali si aggiungono, per alberi e arbusti, Spagna, Turchia e Svizzera.

Terrazza Wigwam. Quest’anno, l’associazione Wigwam Clubs Italia sarà presente a Flormart all’interno di GPP Lab–Borsa degli acquisti Verdi della Pubblica Amministrazione–Padiglione 1 con uno spazio in cui saranno presentati progetti e attività legati al verde e alla sostenibilità ambientale, nonché assaggi di prodotti. Ecco il programma: giovedì 21 settembre, 13:00-14:00presentazione/degustazione selezione prodotti bio aziende Rete Wigwam e Operatori della Borsa GPP Lab; venerdì 22 settembre, 10:00-12:30, seminario-convegno di Rete Wigwam e CNA Agroalimentare Padova. Interventi: “Il biologico come opportunità di mercato per le imprese alimentari negli acquisti della Pubblica Amministrazione”, di Salvatore Metrangolo, responsabile di CNA Agroalimentare Padova, “Caratteristiche, consistenza e prospettive del nuovo mercato dell’alimentazione green” di Michele Crivellaro, direttore marketing di CSQA Certificazioni Srl, “Numeri e prospettive del mercato del bio”, di Nicola Tormen, Wba Project–Biodiversity Friend, partner di OPO Veneto, “Oltre il bio, il nuovo mercato delle Biodiversità”, Efrem Tassinato, socio Argav, poresidente della Rete Wigwam per lo sviluppo sostenibile delle Comunità Locali, “Circolo virtuoso per domanda e offerta del Cibo Green”; sempre venerdì 22 settembre, ore 13:00-14:00, presentazione/degustazione di una selezione di prodotti bio di aziende della Rete Wigwam e CNA Agroalimentare ai partecipanti (buyers, sellers, operatori) alla Borsa degli Acquisti verdi della Pubblica Amministrazione (tra cui mense scolastiche, ospedaliere, comunità, ecc.); sabato 23 settembre 2017, 13:00-14:00, presentazione/degustazione di una selezione di prodotti bio di aziende della Rete Wigwam agli Operatori della Borsa GPP Lab (acquisti Verdi Pubblica Amministrazione), ore 15:00-16:30, “Bimbi botanici a Flormart”, consegna dei premi e degli attestati ai bimbi partecipanti all’edizione 2017 della country school “Bimbi al Wigwam”, progetto “Conoscere gli alberi della nostra campagna” realizzata nel Wigwam Circolo di Campagna Arzerello di Piove di Sacco da Rete Wigwam e Associazione “Si può fare” in collaborazione di TESAF – Dipartimento Territorio e Sistemi Agroforestali dell’Università di Padova, col patrocinio di Veneto Agricoltura e il contributo di Bertani Legno.

Gli appuntamenti in fiera della Regione Veneto. Giovedì 21 settembre, 10-12 c/o spazio l’Arena, “La terza via del vivaismo. La vivaistica per la riqualificazione ambientale”. Si stanno affermando nuove esigenze nel vivaismo: la riqualificazione dei siti di Rete Natura 2000, la rigenerazione urbana e la bonifica di ex insediamenti industriali, gli interventi di mitigazione delle grandi infrastrutture; le richieste di specie non solo legnose ma anche erbacee; e soprattutto un’attenzione alla provenienza del materiale vivaistico per evitare inquinamento genetico e tutelare la biodiversità. Il convegno, promosso da Veneto Agricoltura, fornirà il contesto strategico e tecnico di questa nuova fase del vivaismo, dando voce agli operatori del settore e ad alcune esperienze regionali in atto. Venerdì 22 settembre ore 10:30-11:30, c/o stand Regione Veneto/Veneto Agricoltura, “30 anni di innovazione per l’ortofloricoltura veneta”, presentazione delle iniziative in occasione dei 30anni di attività del Centro Sperimentale Ortofloricolo di Veneto Agricoltura “Po di Tramontana (Rosolina, Ro). Sabato 23 settembre, 10-12 c/o spazio l’Arena, “Passante Verde di Mestre: infrastruttura green del Veneto” a cura di CAV, Veneto Agricoltura, Coldiretti. La mitigazione e qualificazione green del grande asse viario del Passante di Mestre ha consolidato, in questi primi anni di attività, alcune prime realizzazioni e collaudato alcuni interventi pilota. Primo fra tutti la realizzazione delle diverse tipologie di fasce boscate e barriere verdi realizzate da Veneto Agricoltura lungo i terreni che costeggiano il Passante nella sua Azienda dimostrativa “Diana” a Mogliano V. (Tv): un vero e proprio modello in scala 1:1 di ciò che può voler dire “passante verde”. Ora si tratta di estendere queste prime realizzazioni a tutto il tracciato.

Valutazione e finanziamenti green saranno al centro de seminario “Smart and Sustainable Cities, lessons learnt and opportunities within H2020” in programma venerdì 22 dalle 9 alle 16 in lingua inglese (con traduzione in italiano) presentato da Commissione Europea, l’Agenzia Esecutiva per le PMI (EASME) e da Unismart Padova Enterprise ed è richiesta l’iscrizione.

Fonte: Servizio Stampa Padova Fiere/Wigwam/Veneto Agricoltura/Etifor

 

Causa siccità e scarsa convenienza economica, crolla la produzione di grando duro in Italia

Non è solo la raccolta di uve da vino (in calo sul 2016) a preoccupare l’agricoltura italiana. Anche per il grano duro la campagna 2017 si annuncia molto difficile con una perdita media di quasi il 30% sull’annata record precedente, che equivale a 1,5 milioni di tonnellate di frumento duro in meno. Lo riporta il settimanale L’Informatore Agrario, che ha incrociato le rilevazioni degli esperti del settore su tutto il territorio nazionale.

Rese migliori al Nord. La siccità ha compromesso gran parte della produzione nel Centro-Sud del Paese, con cali che vanno dal -41% in Toscana al -37% del Molise, dal -30% in Puglia, Basilicata e Umbria al preoccupante -50% nel Lazio. Meglio è andata al Nord, dove le superfici sono calate del 28%, le produzioni del 18%, ma le rese, complice un’annata molto positiva per la coltura, sono aumentate dell’11%. In generale il raccolto presenta una qualità eccellente per il 60-70% della produzione mentre il calo produttivo è da imputare tanto al clima, che ha penalizzato le rese, quanto alla riduzione delle superfici seminate a causa della scarsa convenienza economica per gli agricoltori che ha caratterizzato le ultime campagne del grano duro.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

La Commissione europea investe sul futuro della bioeconomia

La Commissione europea ha inaugurato un nuovo Centro di conoscenze sulla bioeconomia per fornire prove scientifiche a sostegno dei responsabili politici e stakeholder nazionali ed europei. Si tratta di una piattaforma on-line pensata non solo per generare conoscenza, ma per raccogliere, strutturare e rendere accessibili le conoscenze provenienti da un’ampia gamma di discipline e fonti scientifiche sulla bioeconomia, la produzione sostenibile di risorse biologiche rinnovabili e la loro trasformazione in prodotti validi.

Istituito da e per la Commissione europea, il nuovo Centro agevolerà le politiche basate sulle prove in agricoltura, fornendo una conoscenza approfondita sulla bioeconomia, inclusi dati, informazioni e competenze. L’agricoltura in senso lato (foreste, colture, animali) svolge un ruolo importante nello sviluppo della bioeconomia, che include l’utilizzo di risorse biologiche rinnovabili terrestri e marine indispensabili per produrre cibo, bioenergia e materiali vari.

Investimenti con effetto moltiplicatore. Per questo motivo la Commissione europea ha deciso di investire importanti risorse nel futuro della bioeconomia, promuovendone l’innovazione attraverso la politica di Sviluppo rurale. Basti pensare che per il periodo 2014-2020 le Autorità di Gestione hanno programmato attività su questa linea per più di 800 milioni di euro che genereranno, tra l’altro, un investimento complessivo di 2,7 miliardi di euro destinati alla produzione di energia rinnovabile.

Riesame della strategia. Nelle aree rurali dell’UE, dove viene prodotta la biomassa agricola e forestale, un piano di questo tipo si traduce nella creazione di migliaia di posti di lavoro. Il centro di conoscenze sulla bioeconomia sosterrà la Commissione europea nel riesame della Strategia per la bioeconomia del 2012 tenendo conto dei nuovi sviluppi politici e strategici, come l’Accordo di Parigi del 2015 nell’ambito della COP21, gli obiettivi di sviluppo sostenibile delle Nazioni Unite e il pacchetto sull’economia circolare.

Fonte: Veneto Agricoltura Europa

22 settembre 2017, il secondo “Incontro in cantina” organizzato da Argav e Arte&Vino è nel Padovano, nei colli Euganei, alla cantina Vignalta

Proseguono gli “Incontri in Cantina” di aggiornamento professionale legati al mondo enologico organizzati per i soci da Argav in collaborazione con l’associazione Arte&Vino. Dopo Venissa a Mazzorbo (VE), venerdì 22 settembre alle ore 17 si andrà nel Padovano, alla cantina Vignalta di Arquà Petrarca, nei colli Euganei. Relatore dell’incontro sarà Andrea Alpi del Seminario Veronelli, che parlerà di “Mineralità, sapidità e acidità. Quali le differenze? Come si riconoscono? Come incidono sulla tipologia di vino e di abbinamento col cibo?

23 settembre 2017, l’Assemblea dei soci Argav si riunisce a Rovigo per il rinnovo degli organi associativi

Sabato 23 settembre 2017, nella sala della biblioteca vescovile (ex Angelo Custode) a Rovigo, in via Schirollo 74, si terrà, con prima convocazione ore 9:00 e seconda convocazione ore 10:30, l’Assemblea dei soci Argav per il rinnovo degli organi associativi.

Questo l’ordine del giorno: insediamento organi assembleari, nomina presidenza e segretario assemblea, relazione del Presidente, dibattito, rinnovo cariche sociali 2017/2020 (presentazione candidature e votazione), elezione delegati congresso Unaga, varie ed eventuali. Per chi ancora non avesse provveduto, in occasione dell’Assemblea può essere espletato il rinnovo dell’iscrizione 2017 all’associazione.

23 settembre 2017, a Venezia, tra mistiche aiuole e vigneti, si degusta il “vin moro”

i soci Argav sotto la cerchiata con i vitigni coltivati dal Consorzio Vini Venezia nel Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

(di Marina Meneguzzi, vicepresidente Argav) C’è una speciale “Terra Promessa” a Venezia e la si trova a due passi dalla stazione ferroviaria di Santa Lucia, sul retro della chiesa di Santa Maria di Nazareth, da tutti conosciuta come chiesa degli Scalzi. Nella fattispecie, si tratta di un vitigno di origine israeliana, il cui grappolo può raggiungere anche una cinquantina di centimetri, impiantato dal Consorzio Vini Venezia insieme ad altre varietà di vitigni, in quello che si presenta come una sorta di itinerario spirituale fuori dal turismo di massa veneziano, il Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, visitato dai soci Argav lo scorso 2 settembre.

da dex, Padre Fabio illustra ai soci la storia del Giardino mistico dei Carmelitani Scalzi, mentre Carlo Favero, direttore del Consorzio Vini Venzia, quella del vigneto (foto Marina Meneguzzi)

Protetto da un muro di cinta, l’orto-giardino monastico, ridimensionato a metà Ottocento dall’insediamento della stazione ferroviaria e restaurato di recente per opera dell’architetto Giorgio Forti, oggi è aperto a visite guidate che, partendo dalla chiesa, capolavoro del Barocco veneziano del tardo Seicento, conducono a scoprire un tracciato ispirato al carisma carmelitano e alla storia dell’Ordine religioso, nonché all’opera della fondatrice, Santa Teresa d’Avila, che nel 1577 compose lo scritto “Castello Interiore“, da lei pensato come un cammino di vita cristiana diviso in 7 tappe. Nel giardino di 6 mila metri quadrati, sono presenti, quindi, 7 aiuole: dal prato verde all’orto delle erbe officinali, tra cui c’è la melissa moldavica, distillata dai monaci fin dal 1710 per divenire la celebre “Acqua di Melissa“, citata persino da Carlo Goldoni ne La Locandiera, ed oggi venduta nel piccolo negozio adiacente al giardino; le aiuole continuano con l’orto alimentare, i frutteto dei gusti perduti, l’orto degli ulivi, il bosco ed il vigneto.

particolare uva Terra Promessa coltivata nel brolo degli Scalzi (foto Marina Meneguzzi)

Una collezione della biodiversità viticola veneziana. Nel vigneto, collocato nella quarta aiuola, sono piantati 17 filari (7 + 10 come i sacramenti e i comandamenti). E questo grazie al Consorzio Vini Venezia, che si è impegnato, con l’ausilio del prof. Attilio Scienza, delle Università di Padova e di Milano nonché de CRA-VIT di Conegliano (TV), a recuperare la “storia vitivinicola” veneziana rintracciando in diversi orti e giardini veneziani più di 70 esemplari, individuando ben 30 varietà di vitigni, di cui ancora 3 risultano sconosciute. Tra le varietà analizzate e mappate che trovate nel brolo degli Scalzi figurano vitigni che si trovano nella Doc Venezia, tra cui Raboso Piave, Tocai Friulano, gli incroci Manzoni, i Pinot, il Refosco dal peduncolo rosso, i Cabernet, Merlot, Verduzzo trevigiano e friulano, Chardonnay, Malvasia istriana, oltre alle varietà Rushaki (di origine armena) e la sopracitata Terra Promessa, queste due ultime impiantate per rendere omaggio alla storia dei Carmelitani Scalzi, iniziata nel XII Sec. in Palestina, sul monte Carmelo.

Particolare vigne e brolo Giardino mistico Carmelitani Scalzi a Venezia (foto Consorzio Vini Venezia)

Vin moro di Venezia, presentazione libro (su prenotazione) e degustazione (libera).  Questo angolo verde di paradiso sabato 23 settembre ospiterà la prima edizione di #FeelVenice, appuntamento che avrà cadenza annuale organizzato dal Consorzio Vini Venezia per portare alla ribalta le diverse denominazioni e le ricchezze enologiche del territorio. Quest’anno, la manifestazione darà risalto al Raboso con la presentazione alle ore 9.30 del libro “Quando Raboso e Friularo si chiamavano vin moro”, nuova pubblicazione dello scrittore e sociologo Ulderico Bernardi (posti limitati, prenotazione obbligatoria a elisa.stocchiero@consorziovinivenezia.it – 347 3441102 ). A partire dalle ore 14.00 sino alle 19.30, in una degustazione libera, sarà possibile, invece, gustare i nettari del Consorzio Vini Venezia: dai vini del Piave a quelli del Lison-Pramaggiore, ai vini della Doc Venezia, insieme alle eccellenze dei produttori gastronomici del territorio. In via eccezionale, sarà anche possibile visitare la chiesa seicentesca del Convento, ora in restauro, ed il giardino mistico (contributo partecipazione a partire da 10 euro, il ricavato della giornata sarà interamente devoluto al restauro della facciata della Chiesa di Santa Maria di Nazareth).