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30 gennaio e 1 febbraio 2012, a Chiampo le “Serate Natura” di educazione ambientale

Le ciliegie della valle vicentina del Chiampo, le gustosissime durone, sono tra le più tardive e pregiate. Sono grosse, hanno una polpa molto soda e un colore rosso intenso, sono resistenti. Si coltivano soprattutto in un ambiente sostanzialmente sano: parliamo soprattutto di quelle che si raccolgono sulle colline a nord di Chiampo, ai margini dei monti Lessini.

Salvaguardare la biodiversità. Sarebbero nelle condizioni di fregiarsi del certificato “biodiversity friend”, rilasciato dalla Wba onlus (World biodiversity association), organizzazione internazionale che opera per la salvaguardia della biodiversità. Il territorio è sostanzialmente pulito, il paesaggio ordinato. I ciliegeti sono curati con buone pratiche agronomiche e con criteri a basso impatto ambientale. L’agricoltura sostenibile, il rispetto per l’ambiente, l’attenzione per la salvaguardia del territorio, la lotta all’inquinamento sono temi ai quali si è molto sensibili nella valle del Chiampo e ne sono conferma le “Serate Natura”, organizzate dall’Amministrazione comunale. Una vera e propria scuola di “educazione ambientale” con lezioni teoriche e uscite didattiche per verifiche sul campo, tra orti, frutteti e coltivazioni varie, che cosa accade e come si può lavorare la terra rispettando la qualità dell’aria, dell’acqua e del suolo. Sono serate frequentate oltre ogni aspettativa, arrivano “allievi” anche da fuori zona.

Consigli utili e risposte pratiche. L’iniziativa, originale e di prestigio, è seguita con molta attenzione dal sindaco Antonio Boschetto e dal vicesindaco e assessore all’ambiente Samuele Negro.  Le relazioni sono tenute da specialisti di larga esperienza e notorietà che si distinguono per il forte impegno sul fronte ambientale. Vengono dati consigli utili e risposte pratiche. Due serate quest’anno (30 gennaio e 1 febbraio) sono dedicate alla biodiversità e alla certificazione “biodiversity friend”. Sono realizzate in collaborazione con OPO Veneto, organizzazione alla quale fanno riferimento molti cerasicoltori della Valle del Chiampo, e con Wba Onlus. Relatori Gianfranco Caoduro, presidente di Wba, e Francesco Arrigoni, responsabile promozione di OPO Veneto. Sono previsti, inoltre, interventi di Cesare Bellò, direttore di OPO Veneto, e di Ettore Ramponi responsabile della formazione della stessa organizzazione. Per i partecipanti alle lezioni è in programma, inoltre, un’uscita nel parco del Sile (sabato 4 febbraio) per visitare OPO Veneto  e le aziende associate specializzate nella produzione di radicchio Igp rosso di Treviso e variegato di Castelfranco Veneto, asparago Igp di Badoere (Treviso) e altri ortaggi tipici e di pregio.

(Fonte: www.ortoveneto.it)

Nitrati: associazioni agricole perplesse su procedure amministrative regionali. L’assessore Manzato risponde: “accordi rispettati”.

L’Assessore regionale all’agricoltura Franco Manzato dribbla l’accordo preso in conferenza Stato Regioni a giugno scorso sulla Direttiva Nitrati e invita direttamente gli allevatori a chiedere la deroga. La lettera a sua firma mandata agli imprenditori agricoli zootecnici che disconosce un impegno assunto pubblicamente, ha fatto scattare le reazioni delle Organizzazioni agricole venete (Cia, Coldiretti), che chiedono a Manzato quale sia la sua posizione rispetto a quanto dichiara e quel che fa.

L’intesa “salva stalle” raggiunta proprio grazie al suo impegno che metteva il Veneto in prima fila, prevede l’aggiornamento delle zone vulnerabili attraverso la definizione dei carichi inquinanti attribuibili ai diversi settori civili e produttivi. In sostanza si tratta dell’unica soluzione che scagiona l’agricoltura dall’ingiustificata responsabilità di essere l’unico settore imputato di inquinamento di azoto nelle acque. Il protocollo riduceva, inoltre, il carico amministrativo e sviluppava misure per la valorizzazione della sostanza organica.

Le associazioni sono perplesse di fronte ad un’offerta cosi complicata, come quella della deroga, che va nella direzione opposta a quello che chiedono gli agricoltori: limiti sostenibili, regole trasparenti e semplici nonchè burocrazia ridotta all’osso.“Esiste – sostengono i rappresentanti di categoria – un tavolo istituzionale appositamente creato per concertare la politica agricola regionale. E’ in quella sede che si discute e si prendono le decisioni ma, a quanto pare,  l’assessore Manzato, tra una convocazione e l’altra applica un suo metodo spesso contrastante con quanto stabilito e che per ricaduta viene intrapreso dalle strutture tecniche. Quali altre sorprese avrà in serbo  per la competitività delle imprese e del sistema agroalimentare?” Sul tema “nitrati” – specificano Cia e Coldiretti  -  tra studi, indagini e affidamenti a consulenti di enti strumentali, l’assessorato ha impegnato fino ad ora notevoli risorse finanziarie di cui le organizzazioni ignorano, a questo punto, obiettivi e strategia.

La risposta dell’assessore Manzato. “La mia lettera è stata semplicemente troppo tempestiva rispetto ai tempi burocratici e tecnici necessari per rendere disponibili le ‘istruzioni’ per la richiesta di deroga. Sono dispiaciuto dei contrattempi e confermo agli imprenditori agricoli e alle loro rappresentanze la mia disponibilità a facilitare ogni eventuale incombenza: non c’ è stata alcuna volontà di calare dall’alto nulla di più o di diverso rispetto agli accordi raggiunti nel maggio scorso su questa complessa, ma essenziale, materia”. Lo ha chiarito l’assessore all’agricoltura del Veneto Franco Manzato, alla luce delle osservazioni formulate oggi da Coldiretti e Cia in relazione alla lettera con la quale lo stesso Manzato invita gli allevatori a chiedere una deroga per la distribuzione nel territorio di azoto di origine zootecnica.

Entro il 15 febbraio i termini per la presentazione delle richieste di aumento di distribuzione azoto.  “In sostanza – continua Manzato – anche per il 2012 le zone vulnerabili ai nitrati, soggette al limite dei 170 Kg di azoto zootecnico per ettaro, sono quelle che noi tutti conosciamo e su di esse è entrato in vigore dall’1 gennaio il Secondo Programma d’Azione Regionale. Negli ambiti così individuati, con la decisione della Commissione n. 721 del novembre 2011, alcuni allevatori di bovini e suini hanno la possibilità di distribuire una maggior quantità di azoto di origine zootecnica: fino ai 250 kg per ettaro. La decisione comunitaria è obbligatoria ma ha termini strettissimi, il 15 febbraio, per la presentazione delle richieste fissate dalla Unione europea. Da qui l’esigenza di pubblicizzare la questione a tutti gli interessati, informandoli dell’avvenuta approvazione della deroga, dei suoi criteri applicativi e delle relative scadenze. Parallelamente stiamo lavorando ai provvedimenti amministrativi ed organizzativi necessari alla concreta attivazione della decisione comunitaria”.

(Fonte: Coldiretti Veneto/Cia Veneto/Regione Veneto)

 

Il premio Gattamelata 2011 sezione speciale Acqua conferito all’ARGAV fa bella mostra di sé nella sede dell’associazione

da sx Fabrizio Stelluto, presidente ARGAV ed Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente nazionale Wigwam

Sabato 3 dicembre 2011 Fabrizio Stelluto, presidente dell’ARGAV, aveva ritirato il premio Gattamelata 2011 sezione speciale Acqua al Teatro Verdi di Padova ed ora l’ambito riconoscimento fa bella mostra di sé nella sede dell’associazione presso il Circolo di Campagna Wigwam Arzerello di Piove di Sacco (PD).

Ricordiamo che ARGAV ha ricevuto il premio Gattamelata, una litografia in edizione limitata raffigurante il “Gattamelata”, realizzata per il 2011 dall’artista padovano Vittorio Riondato,per l’impegno profuso nella conoscenza e diffusione delle problematiche legate alla risorsa acqua“. Il premio, promosso dal Centro Servizio Volontariato provinciale di Padova in collaborazione con Confservizi Veneto e Camera di Commercio di Padova, è stato dato in occasione della Settimana UNESCO di Educazione allo Sviluppo Sostenibile 2011.

PAC 2014-2020, giovedì 2 febbraio 2012 la stampa agricola incontra a Verona la rappresentanza della Commissione Europea

(di Marina Meneguzzi, socio ARGAV) Di estremo interesse e utilità l’incontro di approfondimento sulla nuova P.A.C. 2014-2020 organizzato per i soci ARGAV martedì 24 gennaio scorso nella sede del Circolo di Campagna Wigwam ad Arzerello di Piove di Sacco (PD).

A condurlo, in modo magistrale, Renzo Michieletto, socio ARGAV e responsabile Europe Direct di Veneto Agricoltura, che sovrintenderà anche l’incontro con la rappresentanza della Commissione Europea sul futuro della P.A.C. che si terrà giovedì 2 febbraio p.v. in occasione della giornata inaugurale di Fieragricola  (Sala Rossini ore 14,50), promosso da Europe Direct di Veneto Agricoltura, UNAGA ed ARGAV.  Di seguito, la presentazione illustrata da Michieletto nell’incontro di Arzerello.

Video e fono conferenza. Grazie alle tecnologie messe a disposizione da Efrem Tassinato, socio ARGAV, tesoriere UNAGA e presidente nazionale del circuito Wigwam, ad aiutare i soci ARGAV nella comprensione delle problematiche legate alla politica agricola comunitaria ci sono stati anche gli interventi in collegamento video-telefono di Matteo Fornara, direttore della Rappresentanza a Milano della Commissione Europea e di Corrado Giacomini, professore di Economia Agroalimentare all’Università di Parma. Che ha manifestato poche speranze sull’esito positivo delle trattative in corso contro la penalizzazione in termini redistributivi dell’Italia rispetto ad altri grandi Stati membri come la Francia e la Germania.

50 anni di PAC. Fornara ha ricordato ai presenti l’avvio della campagna di comunicazione annuale “50 Anni di Politica agricola comune – Una partnership tra l’Europa e gli agricoltori“. Il 2012, infatti, rappresenta il cinquantesimo anno dall’attuazione della Pac, grazie alla quale è stato possibile garantire l’approvvigionamento alimentare dei cittadini europei e sostenere la produttività delle campagne europee. L’obiettivo della sicurezza alimentare si affianca oggi anche alla sfida ambientale e all’uso sostenibile delle risorse naturali. La campagna costituisce quindi un mezzo attraverso cui riflettere anche su questi temi e prevede, tra le varie iniziative, degli  eventi sull’anniversario della Pac nei sei Stati membri fondatori dell’Ue. Per l’Italia, l’evento previsto è l’incontro stampa del 2 febbraio a Verona.

Coldiretti, frutta e verdura gratis a Venezia contro le speculazioni, allarme settore pesca per costo gasolio e norme Ue

foto adnkronos.com

Per combattere i rincari anomali dei prezzi causati dal periodo di blocco della circolazione dei Tir, gli agricoltori di Coldiretti Veneto accompagnati dal direttore Enzo Pagliano, oggi alle ore 11.30 a Venezia  offriranno frutta e verdura a pensionati o famiglie in difficoltà lungo il Canal Grande con diverse fermate e concludendo le consegne omaggio alla mensa dei poveri di Betania in Cannaregio.

La distribuzione gratuita è organizzata per denunciare le perdite degli agricoltori dovute allo sciopero dei trasportatori e per segnalare le speculazioni non motivate che si stanno verificando nella vendita al dettaglio e che colpiscono  le fasce più deboli della società.

Crisi della pesca. Tra aumento del prezzo del gasolio e nuove norme comunitarie, cresce anche la sofferenza del settore ittico veneto. A denunciarlo è Impresa pesca Coldiretti, fortemente preoccupata dopo il boom fatto registrare dalle quotazioni di carburante, aumentate del 25 per cento rispetto a dodici mesi fa.  Un problema che si fa sentire sul bilancio economico delle imbarcazioni, ulteriormente aggravato dall’entrata in vigore delle nuove norme comunitarie, a partire dal provvedimento che introduce l’Iva al 21 per cento sul costo del carburante e sulle provviste di bordo per la flotta della pesca costiera, che rappresenta poi la quasi totalità delle imbarcazioni regionali. A questo si aggiunge il crollo fatto registrare nella prima parte del 2011 a livello di produzione, tanto da rendere necessari due mesi continuativi di fermo pesca. Il tutto si innesta in una situazione di particolare crisi del mercato, in cui la produzione locale soffre di prezzi all’origine in consistente calo.

Un ulteriore fattore di crisi è oggi rappresentato dal cosiddetto “credit crunch” (stretta del credito), già denunciato da Impresa pesca Coldiretti. Negli ultimi mesi, la quasi totalità degli istituti bancari ha ristretto gli affidamenti alle imprese ittiche o per contro, ove possibile, ha elevato le garanzie. Tali operazioni del sistema bancario stanno limitando gli investimenti nella pesca e nell’acquacoltura e togliendo la liquidità necessaria e basilare per operazioni anche di ordinaria gestione commerciale delle imprese. «Appare fondamentale, nel breve periodo – dichiara Alessandro Faccioli di Impresa pesca Coldiretti – affrontare l’emergenza a livello regionale, in maniera tale da proporre idee e azioni concrete, tali da intervenire quali ammortizzatori utili alle problematiche del credito e della carenza di liquidità determinata dall’aumento dei costi di gestione ed anche dagli adempimenti comunitari, che costringono le imprese ad aggravare ulteriormente i loro bilanci con esposizioni temporanee assai pesanti».

(Fonte: Coldiretti Veneto e Coldiretti Rovigo)

Stop agli Ogm della Basf

Finisce l’avventura della patata Ogm e dei prodotti transgenici creati dalla multinazionale tedesca Basf. «Con la decisione di rinunciare allo sviluppo e alla commercializzazione di nuovi prodotti transgenici (ogm) destinati all’Unione europea, la società tedesca Basf prende giustamente atto della crescente opposizione della maggioranza dei cittadini europei che, in quasi due casi su tre (61 per cento), si sono detti molto contrari ai cibi geneticamente modificati».

Il no di consumatori, agricoltori e politici. Lo afferma con soddisfazione il presidente di Coldiretti Rovigo, Mauro Giuriolo, nel commentare una comunicazione ufficiale della multinazionale tedesca, con cui ha annunciato: “Questi tipi di tecnologia non sono sufficientemente accettati dalla maggioranza dei consumatori, degli agricoltori e dei responsabili politici. Per questo non c’è ragione economica per continuare a investire in prodotti che devono essere esclusivamente coltivati in questo mercato”. «E’ evidente – prosegue Giuriolo – che per fare reddito in agricoltura bisogna digersi su un modello di agroalimentare che punta sulla distintività dei prodotti agricoli e non sull’omologazione creata dagli Ogm. Perfino la Basf lo ha capito ed ora ci auguriamo che anziché perdere tempo e risorse economiche sulla ricerca degli Ogm e su come favorire le multinazionali del biotech, si cominci ad aguzzare l’ingegno su come valorizzare la distintività delle nostre produzioni e si incrementi la ricerca agronomica e scientifica sull’agricoltura tradizionale».

Coltivazione Ogm in Europa in costante calo. Il comportamento della Basf è sintomatico di ciò che sta accadendo in Europa, dove il calo della superficie coltivata a Ogm si è progressivamente ridotta negli ultimi anni fino ad appena 91.643 ettari nel 2010. Su un totale di 27 paesi dell’Unione europea solo in sei è stato coltivato mais Ogm (Spagna, Romania, Slovacchia, Portogallo, Polonia, e Repubblica Ceca). Sono invece solo 450 gli ettari coltivati con patata Amflora da seme, che è presente solo in tre paesi (Germania, Svezia e Repubblica Ceca).

(Fonte: Coldiretti Rovigo)

A Montorso Vicentino, i “picai” del Recioto in festa

(di Maurizio Drago, socio ARGAV) Il piccolo comune di Montorso (VI), poco più di 3000 abitanti, ha festeggiato nei giorni scorsi l’ottava edizione dei “picai del Recioto”. Un evento che di anno in anno si rigenera e implementa il proprio successo.

Picai in spalla. I produttori del Docg Recioto di Gambellara arrivano in piazza per la spremitura pubblica affidata agli alunni delle scuole primarie. Buona la location dell’evento, nel piazzale di Villa da Porto che il sindaco Diego Zaffari mostra con  una punta d’orgoglio ai giornalisti pervenuti da mezza Italia. A fare da “cicerone” la neolaureata Marta Cocco, artefice di una tesi dal tema: “Il progetto di restauro di Villa da Porto Barbaran a Montorso Vicentino”.

Villa da Porto Barbaran

Nella giornata dei “picai” cinquanta figuranti hanno fatto la loro parte con il trasporto dei picai delle migliori uve dei produttori della Doc Gambellara sino al palco, dopo la simpatica performance dell’Anonima Magnagati. Antonio Tonello, presidente della Strada del Recioto  e dei vini di Gambellara, ha sottolineato che si è voluto coinvolgere i bambini cercando di far loro recuperare il contatto con la terra. Infatti i bambini stessi si sono divertiti a pigiare l’uva esibendosi in una gara fra scuole primarie. Il consorzio Tutela Vini Doc Gambellara, presieduto da Giuseppe Zonin, serba in sè, oltre che il Recioto di Gambellara Docg,  anche il Gambellara Vin Santo DOC e il Gambellara DOC. Una produzione che nel 2010 si è assestata sui 30 mila ettolitri ricavati da 700 ettari di vitigni con la produzione di un milione e 100 mila bottiglie. Il Recioto ha prodotto 1400 ettolitri con 255 mila bottiglie, il Vin Santo 28 ettolitri con 7500 bottiglie.

“Verze sotto graspia”. Montorso serba anche dei prodotti gastronomici, primeggia fra tutti le composte di Montorso, verze  messe sotto “graspia” per 40 giorni  in barile e poi cotte. E’ diventato prodotto DE.CO (prodotti a Denominazione Comunale della provincia di Vicenza), le si trova solo a Montorso. Volete sapere di più sulle composte di Montorso e, magari, assaggiarle? L’appassionato chef di Montorso, Maurizio Nori, ne fa il suo cavallo di battaglia, spiegandovi anche la ricetta,  a ragione.

Alleanza Comuni-Consorzi di bonifica per il futuro del territorio e dei cittadini

“Consorzi di bonifica e Amministrazioni Comunali devono stringere ovunque Patti per il Territorio, finalizzati a migliorare lo scambio di informazioni e l’efficienza operativa nell’interesse dei cittadini.”
Lo afferma Massimo Gargano, Presidente dell’Associazione Nazionale Bonifiche e Irrigazioni, presente nei giorni scorsi a Mogliano Veneto, nel trevigiano, per la firma del Protocollo d’Intesa fra A.N.C.I. (Associazione Nazionale Comuni Italiani) Veneto ed Unione Veneta Bonifiche.

In anni recenti, nel Belpaese cementificata una superficie pari all’intera Italia del Nord. “Si tratta di dare sistematicità alle centinaia di accordi, che già esistono localmente; lo evidenzieremo anche in occasione della presentazione del nuovo Piano Nazionale per la Mitigazione del Rischio Idrogeologico, prevista a Roma il prossimo 15 febbraio. D’altronde, la sicurezza del territorio, è elemento cardine per lo sviluppo ed oggi è minata non solo dagli evidenti cambiamenti climatici, ma anche da una spesso dissennata programmazione urbanistica. Basti pensare che, in anni recenti, nel nostro Paese è stata cementificata una superficie pari all’intera Italia Settentrionale; assumerne consapevolezza per evitare il ripetersi degli errori è quanto chiedono i consorzi di bonifica ai Comuni.”

(Fonte: ANBI)

Tra le novità di Vinitaly 2012, il salone delle produzioni enologiche da agricoltura biologica e biodinamica

Si chiama Vivit – Vigne, Vignaioli, Terroir, il salone che Vinitaly dedica quest’anno per la prima volta ai vini naturali prodotti da agricoltura biologica e biodinamica. Lo spazio sarà allestito al 1° piano del Palaexpo, ingresso A. «Con questa iniziativa Vinitaly – spiega Giovanni Mantovani, direttore generale di Veronafiere coglie la richiesta che viene dal mercato di conoscere meglio i vini da agricoltura biologica e biodinamica. Il nostro approccio, già sperimentato con successo in varie edizioni, ultimo Sparkling Italy nel 2011, mira a dare evidenza a singoli segmenti produttivi con focus dedicati per mettere in contatto con efficacia offerta e domanda.»

Autocertificazione sui metodi di produzione per le aziende partecipanti. Il dibattito attorno ai vini da agricoltura biologica e biodinamica è in corso già da alcuni anni, perché le tecniche adottate non sono supportate, nella legislazione comunitaria, da regole a cui attenersi lungo tutto il processo di lavorazione. Per questo, dal punto di vista giuridico, si può parlare solo di “vino ottenuto da uve coltivate biologicamente”. Proprio per evitare fraintendimenti su quali vini saranno in esposizione, Vinitaly ha chiesto alle aziende partecipanti a ViVit di sottoscrivere un’autocertificazione molto restrittiva sui metodi di produzione applicati sia in vigneto che in cantina.

Un centinaio le aziende partecipanti. L’idea che il più grande appuntamento internazionale dedicato al vino, in programma a Verona dal 25 al 28 marzo 2012 apra a queste produzioni ha suscitato interesse tra i produttori e sono circa un centinaio le aziende, provenienti dai principali Paesi vitivinicoli, ad aver già aderito all’iniziativa. «Noi partecipanti a ViViT – afferma Elena Pantaleoni, dell’azienda biologica La Stoppa -  siamo vignaioli che hanno come obiettivo primario fare vini legati al territorio. Come dicono i francesi: vins de terroir. Spesso pratichiamo agricoltura biologica o biodinamica, ma non sempre siamo certificati. In cantina mettiamo in atto pratiche che non alterino le caratteristiche del territorio, ma anche dell’annata e del vitigno; cerchiamo con i nostri vini di esprimere l’unicità e la personalità propria di ogni zona vocata.»

Produrre con metodo biodinamico, cioè senza l’applicazione di metodi intensivi, lasciando al terreno la capacità di nutrire le piante senza alcun aiuto esterno «non è, di per sé, una garanzia assoluta di qualità – spiega Nicolas Joly, fondatore de La Renaissance des Appellations, l’associazione di vignaioli creata 2001 che conta circa 200 produttori di 14 Paesi, dei quali 34 in Italia -. Il risultato dipende dal luogo dove si coltiva, dal vitigno scelto, però quando si assaggia uno di questi vini si capisce la differenza perché si torna alla verità del gusto.»

Difficile avere dati precisi sulla viticoltura da agricoltura biodinamica, di territorio o naturali, anche se numerose sono le associazioni attive a livello sovranazionale con un numero di aderenti piccolo, ma significativo. Più monitorato il biologico: secondo il Sinab (Sistema informativo nazionale sull’agricoltura biologica) tra superfici già convertite e quelle in conversione, il biologico in Italia rappresentava nel 2009 poco più del 6% del totale vitato, pari a oltre 43.600 ettari. Le più coinvolte sono le regioni centro-meridionali, mentre tra le regioni grandi produttrici di vini solo la Toscana è interessata con una percentuale rilevante, pari al 10%.

(Fonte: Veronafiere)

Eco-energia: master Energy Engineering presso l’Università di Bolzano

Un nuovo master di ”Energy Engineering” sara’ introdotto alla Libera Universita’ di Bolzano. Oltre ad aver confermato i sei percorsi gia’ presenti negli anni passati, la giunta provinciale ha anche approvato l’introduzione del nuovo ordinamento didattico.

La green economy, e in maniera particolare il settore legato alle fonti rinnovabili e all’efficienza energetica, è considerata uno dei fiori all’occhiello del mondo imprenditoriale altoatesino. In questa direzione si muove anche la Libera Universita’ di Bolzano, che tra i sette ordinamenti didattici approvati dalla Giunta provinciale ha inserito anche la novita’ del master in Energy Engineering, termine liberamente traducibile in italiano come ingegneria energetica. ”Si tratta di una formazione di alta qualita’ – ha sottolineato il presidente della Provincia Luis Durnwalder – richiesta proprio dalle aziende altoatesine, e che la Libera Universita’ di Bolzano portera’ avanti in stretta collaborazione con gli atenei di Trento e di Innsbruck”.

(Fonte: Ansa.it)

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